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PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 2 e delle proposte emendative ad esso presentate (vedi l'allegato A - A.C. 5141 sezione 4).
Nessuno chiedendo di parlare, invito il relatore ad esprimere il parere della Commissione.
PIERANTONIO ZANETTIN, Relatore. Signor Presidente, la Commissione raccomanda l'approvazione del suo emendamento 2.15, mentre esprime parere contrario sugli emendamenti Amici 2.3 e Molinari 2.1.
PRESIDENTE. Il Governo?
GIUSEPPE VALENTINO, Sottosegretario di Stato per la giustizia. Signor Presidente, il parere del Governo è conforme a quello espresso dal relatore.
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'ementamento Amici 2.3.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Mascia. Ne ha facoltà.
GRAZIELLA MASCIA. Signor Presidente, abbiamo presentato l'emendamento soppressivo dell'articolo 2 poiché, come già ampiamente dimostrato, il provvedimento in esame interviene su materie delegate alla contrattazione collettiva nazionale di lavoro, modificando l'ordinamento professionale di tutta la categoria dei direttori d'istituto, riconducendolo nell'alveo della riserva di legge, contravvenendo in tal modo all'accordo del 4 febbraio 2000 tra il Governo e sindacati in cui il Governo stesso aveva garantito, nella figura del Vicepresidente del Consiglio, di evitare interventi legislativi su materie e comparti affidati alla contrattazione inseriti nell'accordo sul pubblico impiego. Nel presente provvedimento viene contraddetto proprio quell'accordo medesimo.
Tale emendamento soppressivo dell'articolo 2 è volto, dunque, a mantenere la piena contrattualizzazione del rapporto di lavoro dei dirigenti penitenziari e a collocare la relativa negoziazione in sede di Agenzia della rappresentanza negoziale nel rispetto del princìpio dell'esclusione di un ruolo contrattuale diretto da parte del Governo, che fissi solo indirizzi e determini l'ammontare dei finanziamenti destinati ai rinnovi contrattuali.
Il contratto della dirigenza per il comparto Ministeri non ha finora trovato applicazione per mancanza di risorse finanziarie volte a compensare adeguatamente le posizioni di responsabilità assunte ed i risultati delle gestioni affidate; il problema, semmai, è quello di risorse che non offrono tutta una serie di garanzie.
In ogni caso, noi siamo per la salvaguardia di un princìpio molto importante, che è quello della piena contrattualizione del rapporto di lavoro dei dirigenti penitenziari.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Acquarone. Ne ha facoltà.
LORENZO ACQUARONE. Signor Presidente, per poter esprimere il voto con una maggiore consapevolezza vorrei sapere dal Governo - e pregherei il collega sottosegretario per la giustizia di darmene una risposta - se il fatto di sostenere che il rapporto di lavoro è di diritto pubblico significhi attribuire la giurisdizione sul rapporto stesso al giudice amministrativo, oppure se su quel rapporto rimarrebbe la giurisdizione del giudice ordinario.
Come voi sapete, in materia di diritto pubblico vi è una differenziazione di competenza: vi sono dipendenti pubblici che sono sottoposti alla giurisdizione del giudice
del lavoro ed altri, ad esempio noi professori, gli alti dirigenti e gli ambasciatori, che invece conservano per tutte le questioni attinenti al rapporto di lavoro la giurisdizione del giudice amministrativo.
Così come è espressa, la norma si presta ad una duplice interpretazione e desidererei cortesemente un chiarimento su questo.
GIUSEPPE VALENTINO, Sottosegretario di Stato per la giustizia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIUSEPPE VALENTINO, Sottosegretario di Stato per la giustizia. Signor Presidente, ho un obbligo di cortesia nei confronti dell'onorevole Acquarone.
Ritengo che sarà la giurisdizione ordinaria ad occuparsi di tali questioni. L'alta dirigenza è poi tutt'altra cosa (Commenti)... Come lei sa la giurisprudenza si costruisce... Non sono la Corte di cassazione, ritengo però che sia questo l'orientamento.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Amici 2.3, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 362
Maggioranza 182
Hanno votato sì 165
Hanno votato no 197).
Prendo atto che l'onorevole Buontempo non è riuscito ad esprimere il proprio voto.
Prendo atto, altresì, che l'onorevole Giovanni Bianchi non è riuscito a votare e che avrebbe voluto esprimere voto favorevole.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Molinari 2.1.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Molinari. Ne ha facoltà.
GIUSEPPE MOLINARI. Signor Presidente, con l'emendamento 2.1 a mia prima firma ci si pone l'obiettivo di dare organicità all'esercizio della legge delega con riferimento all'espletamento della funzione di giustizia minorile. Per raggiungere questo obiettivo noi chiediamo, con questo emendamento, di sostituire la parola «penitenziaria» con le seguenti: «dell'amministrazione penitenziaria e minorile». Non sarebbe, difatti, utile all'economia di un processo riformatore lasciare incompiuto un disegno organico di giusto e doveroso riconoscimento nei confronti di chi svolge il suo compito all'interno della giustizia minorile perché non si comprenderebbero le ragioni di tale esclusione.
Per queste motivazioni chiediamo all'Assemblea di votare a favore di questo emendamento.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Lucidi. Ne ha facoltà.
MARCELLA LUCIDI. Signor Presidente, intervengo per dire che il mio gruppo - i Democratici di sinistra - condivide fortemente il contenuto dell'emendamento Molinari 2.1; e lo condivide al punto tale da far proprie le considerazioni espresse poc'anzi dal collega Molinari nell'illustrare il suo emendamento, rimarcando, inoltre, quanto sia significativa per il provvedimento in questione la scelta che si sta operando di escludere i dirigenti degli istituti penali minorili.
Tutti gli interventi svolti fin qui a sostegno degli emendamenti che abbiamo presentato dicono essenzialmente una cosa, e cioè che non si può effettuare un intervento settoriale senza tener conto della complessità del sistema; in questa direzione andava anche l'intervento svolto poc'anzi dal collega Acquarone. Colleghi, attenti a questa settorialità! Dico questo perché così facendo si rischia di guardare
la realtà con un solo occhio, tenendo l'altro chiuso. In questo modo, si evita di guardare ad un mondo altrettanto ampio costituito da tanti protagonisti della vita carceraria che questo provvedimento finisce per penalizzare. Mi spiego meglio, per tener conto delle esigenze di persone che attendono la possibilità di un percorso di carriera, che il Governo nel corso di questi anni ha fortemente penalizzato perché non ha dato la possibilità che si espletassero i concorsi che pure la legge prevedeva, si finisce per trascurare altre figure che ingiustamente vengono ad essere discriminate perché escluse dal sistema e, come tali, destinate a subire sperequazioni, contro le quali proporranno ricorsi in sede giurisdizionale; e tutto ciò, alla fine, provocherà un loro forte dissenso. Colleghi, vi invito quindi a riflettere su questo aspetto.
Entrando nel merito dell'emendamento in esame, faccio osservare che, a mio parere, si sta effettuando un vero e proprio declassamento della giustizia minorile. E questo lo dico, in modo particolare, al relatore, onorevole Zanettin, al quale faccio notare che trovo ciò ingiustificabile. È inammissibile che si consideri quella minorile una giustizia di serie B! È inammissibile che si considerino quelli degli istituti penitenziari minorili dei direttori di serie B! Tutto ciò è inammissibile per un paese che sta facendo dell'attenzione posta sul minore un suo primato, una sua priorità. Il minore è tale anche quando sta in carcere. Conseguentemente, non dobbiamo far sì che coloro che lavorano in carcere con i minori siano persone demotivate. Dico ciò perché si sta procedendo ad un serio taglio di risorse finanziarie che rende sempre più difficile l'intervento rieducativo nei confronti dei minori nei centri per la giustizia minorile e nei centri di prima accoglienza. Mancano le risorse quotidiane per creare un contesto idoneo a favorire il percorso rieducativo del minore!
Nonostante questa situazione, noi andiamo a dire ai direttori di questi centri che il lavoro che essi svolgono in fondo non è talmente importante, non è talmente complicato, non è talmente significativo! Ricordo invece ai colleghi che il Procuratore generale, di anno in anno, sta allarmando il paese riguardo alla crescita della criminalità minorile, soprattutto nel sud d'Italia. Nonostante ciò, ripeto, noi andiamo a dire a questi direttori che il loro lavoro non è totalmente meritorio in modo da fargli accettare una discriminazione tra direttori di istituti penitenziari per maggiorenni e per minori.
Vorrei invitarvi a riflettere, perché, attraverso alcune scelte concrete compiute per soddisfare determinati interessi contingenti per i quali sono stati assunti impegni di carattere elettorale (perché questo è il merito del provvedimento in esame!), si può rompere un'asse culturale e giuridico per cui l'Italia è all'avanguardia rispetto agli altri paesi europei. Vi invito, pertanto, ad approvare l'emendamento in esame (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-L'Ulivo e Misto-Comunisti italiani).
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Molinari 2.1, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 380
Votanti 379
Astenuti 1
Maggioranza 190
Hanno votato sì 170
Hanno votato no 209).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 2.15 della Commissione, accettato dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 376
Votanti 336
Astenuti 40
Maggioranza 169
Hanno votato sì 208
Hanno votato no 128).
Prendo atto che l'onorevole Ronchi non è riuscito a votare.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 2, nel testo emendato.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 390
Votanti 339
Astenuti 51
Maggioranza 170
Hanno votato sì 218
Hanno votato no 121).
Prendo atto che l'onorevole Ronchi non è riuscito a votare.
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