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PRESIDENTE. L'onorevole Cima ha facoltà di
LAURA CIMA. Signor Presidente, la presentazione delle liste per le elezioni regionali ha riproposto ed aggravato una aggressione contro il simbolo dei Verdi del «Sole che ride», con una iniqua ed intollerabile disparità di trattamento nei nostri confronti da parte degli uffici elettorali in ordine alla sottoscrizione delle liste, ai tempi di deposito delle firme, alla confondibilità dei simboli, casi che già in passato i Verdi hanno dovuto subire e che oggi nuovamente falsano la competizione elettorale, con gravi profili penali oggetto di indagini in diverse procure della Repubblica.
PRESIDENTE. Il ministro per i rapporti con il Parlamento, onorevole Giovanardi, ha facoltà di rispondere.
CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, cercherò in centottanta secondi di fornire una risposta, la più completa possibile, e mi riservo di darne una più compiuta in occasione della presentazione di strumenti di sindacato ispettivo su questo tema.
revocata in sede di autotutela amministrativa. Il Ministero dell'interno era stato, come di dovere, informato di quanto stava accadendo circa l'emergere di una situazione di particolare gravità. Si ricorda, infatti, che per le liste di «Alternativa sociale» non si è trattato di mere irregolarità formali, ma di elenchi di presentatori rivelatisi inesistenti o addirittura macroscopicamente impossibilitati a firmare. Faccio riferimento, ad esempio, al caso di Lecco, dove risulta firmatario l'esecutore del delitto del benzinaio, o il caso di un ex consigliere comunale che è attualmente in seminario, o i casi di attori, di cantanti e addirittura degli stessi magistrati, che hanno trovato la loro firma falsificata nel momento in cui effettuavano i controlli. In questo caso, siamo nell'ipotesi di mancanza di ogni presupposto di legge relativo non alla convalida delle firme, ma alla falsificazione delle stesse.
PRESIDENTE. L'onorevole Pecoraro Scanio ha facoltà di replicare per l'interrogazione Cima n. 3-04342, di cui è cofirmatario.
ALFONSO PECORARO SCANIO. Signor Presidente, signor ministro, è evidente che vi è stata e vi è una situazione particolarmente grave. Il ministro dell'interno doveva, a mio avviso, intervenire anche sulle firme depositate dai cosiddetti «ecologisti-verdi» del Lazio, rispetto alle quali è stata riscontrata un'infinità di doppioni di firme risultate identiche (ciò ha riguardato addirittura le stesse carte di identità), ed inoltre si è potuto osservare che le firme negli elenchi seguono stranamente una specie di ordine alfabetico. È come se i cittadini fossero andati a firmare seguendo un ordine alfabetico: prima quelli con la lettera a, poi quelli con la lettera b e poi quelli con la lettera c, e così via.
PRESIDENTE. Onorevole Pecoraro Scanio, non faccia a buon prezzo propaganda al suo simbolo!
ALFONSO PECORARO SCANIO. Caro Presidente, la questione in questo caso concerne il ripristino della legalità. Perché rischiamo di vivere in un paese...
PRESIDENTE. Onorevole Pecoraro Scanio, stiamo discutendo di questo!
ALFONSO PECORARO SCANIO. ...di Pulcinella; e Pulcinella è una persona seria rispetto a quello che sta facendo il Governo, in quanto il centrodestra sostiene liste fasulle di truffatori, che addirittura nel Lazio recano la dicitura «Luna che ride». Figuriamoci!
Ad ogni scadenza elettorale ci troviamo di fronte ad un'azione organizzata per impedire agli elettori di esprimere la loro libera scelta di voto ai Verdi in condizioni trasparenti. Noi oggi non solo chiediamo la tutela dei simboli del nostro partito, che è prevista da tutte le leggi elettorali, regionali e nazionali, sebbene sia disattesa, ma denunciamo anche che da Roma al Piemonte c'è una colpevole inerzia degli uffici elettorali nei confronti di azioni di clonazione del simbolo dei Verdi.
Per quanto riguarda l'esclusione della lista «ecologisti-verdi» perché difettava di 41 certificati elettorali, l'ufficio regionale del Lazio ha giustamente concesso un termine per integrare la documentazione e il 9 marzo ha riammesso la lista.
Per quanto riguarda il ricorso sulla confondibilità del simbolo degli «ecologisti-verdi» con quello dei «Verdi-Sole che ride», si ricorda che nel nostro ordinamento sono impugnabili davanti all'ufficio regionale solo i provvedimenti di esclusione delle liste e non i ricorsi sui simboli delle liste che sono state ammesse.
Non vi è stata poi differenza di trattamento fra la non ammissibilità del ricorso dei Verdi e la revoca della lista di «Alternativa sociale» dell'onorevole Mussolini, perché quest'ultima lista è stata
Per quanto concerne la lamentela in ordine all'esclusione della lista nella regione Liguria, si ricorda che alla sola lista dei Verdi - tutte le altre erano state presentate in tempo utile - era stata concessa una proroga di 24 ore, al termine della quale non sono state comunque depositate firme di presentazione in numero sufficiente, come previsto dalla legge, e ciò ha comportato la conseguente esclusione.
Per quanto riguarda la regione Piemonte, l'ufficio circoscrizionale di Torino ha comunicato di aver ammesso la lista «verdi-verdi» dichiarando non sussistente il pericolo di confusione fra quel contrassegno e quello dei «Verdi-Sole che ride». Analoghe decisioni sono state assunte dagli uffici centrali circoscrizionali di Alessandria, Cuneo e Vercelli, e dall'ufficio centrale e, per l'ammissione della lista «verdi-verdi», da parte degli uffici circoscrizionali presso i tribunali di Asti e di Biella.
Tenuto conto della complessità della materia, dichiaro fin da ora la disponibilità del Governo a rispondere, in altro momento, in maniera articolata a strumenti di sindacato ispettivo presentati su tale questione.
Peccato però che, per la lista legata al vostro candidato di centrodestra, il presidente Storace, sostenuta da candidati e da consiglieri dell'omonima lista, vi sia stata «stranamente» disattenzione da parte dell'ufficio centrale di Roma, che ha anche consentito che si aggiungessero delle firme e non soltanto dei certificati elettorali.
A questo riguardo, noi abbiamo presentato un esposto alla procura della Repubblica e faremo in modo che quanto avvenuto emerga nelle opportune sedi giudiziarie. Nel frattempo, mentre noi abbiamo un simbolo storicamente a sé stante (i deputati Pecoraro Scanio e Cima esibiscono il simbolo della lista «Verdi-Sole che ride»)...
Il simbolo storico dei Verdi è il sole che ride e loro inventano una lista truffaldina a sostegno di un presidente come Storace che, sapendo di perdere le prossime elezioni nel Lazio, escogita liste fasulle!
I verdi-verdi del Piemonte rappresentano un altro scandalo. L'anno scorso il TAR ed il Consiglio di Stato hanno escluso la lista dalle provinciali di Torino, di Napoli e di altri capoluoghi e voi avevate il dovere di diramare dal Ministero dell'interno, come avete fatto contro la lista della Mussolini, circolari serie affinché non fossero perpetrate truffe elettorali.
L'anno scorso, alle elezioni europee, centinaia di migliaia di voti sono stati attribuiti alla lista fasulla dei verdi-verdi, con preferenze personali espresse per me e per altri candidati dei Verdi; è evidente, quindi, che si tratta di un mezzo marchiano per confondere gli elettori e per rubare i voti.
Poiché si tratta di un fatto poco serio, ci confronteremo in altre occasioni, in sede di sindacato ispettivo. Ad ogni modo, va detto ai cittadini che questo è un modo per truccare i risultati elettorali. Vi chiediamo di intervenire per fare tutto ciò che è ancora possibile fare perché quello che sta avvenendo, soprattutto in Lazio ed in Piemonte, è gravissimo!


