Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 603 del 16/3/2005
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(Iniziative per garantire la sicurezza nel napoletano - n. 3-04340)

PRESIDENTE. L'onorevole Landolfi ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-04340 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 3).

MARIO LANDOLFI. Signor Presidente, il 10 marzo scorso un giovane di quattordici anni è stato ucciso a Mugnano, in provincia di Napoli, dopo essere stato pestato a sangue. Si tratta di un fatto particolarmente esecrabile, che ha scosso l'opinione pubblica nazionale per almeno tre motivi: la giovane età della vittima; il già lungo curriculum criminale della stessa; il fatto che tre dei cinque indagati, già arrestati grazie al brillante lavoro degli investigatori, risultano minorenni. Il questore di Napoli, Fiorolli, insieme con il presidente del tribunale di Napoli, ha proposto di rivedere le norme relative alla punibilità dei minori di quattordici anni.
Signor ministro, accanto al lavoro delle forze dell'ordine, dobbiamo registrare il deserto di iniziative da parte delle istituzioni locali (comune, provincia e regione Campania). Le chiedo quali iniziative siano allo studio per continuare a mantenere la presenza dello Stato, unico presidio di libertà e di sicurezza, a Napoli e in Campania.

PRESIDENTE. Il ministro dell'interno, onorevole Pisanu, ha facoltà di rispondere.

BEPPE PISANU, Ministro dell'interno. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il Governo ha adottato a Napoli una strategia di prevenzione e contrasto contro il crimine organizzato e l'illegalità che si basa su tre punti: il coordinamento delle forze di polizia; la stretta collaborazione fra queste e la magistratura; il puntuale monitoraggio del fenomeno camorristico in tutti i suoi aspetti. Naturalmente, l'azione delle forze dell'ordine potrà conseguire pienezza di risultati solo se sarà accompagnata dal sostegno delle istituzioni, per creare migliori condizioni di sviluppo economico, sociale e civile. Ma, soprattutto, la definitiva sconfitta della camorra e di ogni altra forma di illegalità richiede l'appoggio convinto e fattivo della stragrande maggioranza dei napoletani onesti e laboriosi. A questa maggioranza ha dato ieri voce e volto il gruppetto di giovani e anziani che hanno applaudito le forze dell'ordine che avevano appena arrestato i presunti assassini del giovane Sebastiano Maione.
Dal 1o gennaio ad oggi l'azione di contrasto, nonostante le note difficoltà ambientali, ha condotto all'arresto di oltre duemila persone, tra le quali anche i responsabili dell'efferato omicidio di Gelsomina Verde, trovata carbonizzata il 21 novembre 2004. Inoltre, nell'arco degli ultimi tre mesi, il gruppo investigativo specializzato in indagini patrimoniali ha offerto al tribunale di Napoli gli elementi necessari per disporre il sequestro di beni del valore complessivo di 15 milioni 700 mila euro appartenenti a camorristi.
Anche a Napoli, come nel resto del paese, la politica della sicurezza sta dando


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i suoi frutti, giorno dopo giorno, gradualmente. Occorre saperli far maturare, lavorando con serietà e puntando sul consolidamento dei migliori risultati più che sul clamore dei successi immediati. Perciò il Governo intende proseguire sulla linea che ho appena indicato.

PRESIDENTE. L'onorevole Landolfi ha facoltà di replicare.

MARIO LANDOLFI. Signor Presidente, la risposta del ministro dell'interno è, nel contempo, soddisfacente e rassicurante, e conferma le nostre critiche relative all'assenza totale di iniziative da parte delle istituzioni locali. Mi permetto di segnalare alla sua attenzione, signor ministro, una delibera del comune di Napoli con la quale si dismette il patrimonio immobiliare e l'assessore al patrimonio intende riconoscere anche agli occupanti abusivi non solo il diritto di prelazione, ma persino uno sconto del 30 per cento sul valore dell'immobile.
Il fatto è particolarmente grave perché, come si evince anche dagli atti della magistratura partenopea, molti di questi occupanti abusivi sono coperti dalla camorra in quanto funzionali agli scopi dei clan, sia perché forniscono rifugio ai latitanti sia perché nascondono armi e droga.
In qualsiasi altro comune medio-piccolo della Campania, del Mezzogiorno si sarebbe giunti allo scioglimento dell'ente locale per infiltrazione e condizionamento malavitoso. Napoli, naturalmente, è una grande città ed un provvedimento del genere sarebbe altamente improbabile.
Le chiedo, però, signor ministro, di intervenire sulle istituzioni locali per il tramite delle articolazioni periferiche del suo ministero e del prefetto di Napoli, e far sentire, così, la voce del Governo centrale affinché si smetta di parlare di questo presunto e preteso «Rinascimento partenopeo», rispetto al quale si registra la latitanza assoluta di iniziative concrete sul fronte della lotta alla criminalità e all'illegalità diffusa (Applausi dei deputati del gruppo di Alleanza Nazionale).

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