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PRESIDENTE. L'onorevole Gibelli ha facoltà di
ANDREA GIBELLI. Signor Presidente, onorevole ministro, vorrei esortarla rivolgendole una domanda precisa.
PRESIDENTE. Il ministro dell'interno, onorevole Pisanu, ha facoltà di
BEPPE PISANU, Ministro dell'interno. Signor Presidente, dal 13 maggio scorso ad oggi sono giunti a Lampedusa 1.171 immigrati irregolari a bordo di sette imbarcazioni, probabilmente partite dalla Libia. Quasi tutti risultano cittadini egiziani, pur avendo dichiarato di essere palestinesi o iracheni.
PRESIDENTE. L'onorevole Gibelli ha facoltà di
ANDREA GIBELLI. Signor Presidente, mi dichiaro parzialmente soddisfatto della risposta. È evidente che sono d'accordo con le intenzioni del ministro. Il problema, tuttavia, è che queste parole non corrispondono alla drammaticità con cui i cittadini italiani sottolineano la difficile coesistenza con gli immigrati clandestini presenti sul nostro territorio.
immigrati provengano dalla Palestina o dall'Iraq.
Non possiamo continuare a tollerare interventi «a spot» e situazioni intollerabili nell'applicazione della legge Bossi-Fini. Pertanto, le chiediamo di «fare», perché non è più possibile aspettare oltre. La Lega sta perdendo la pazienza e, insieme a noi, l'intero paese.
L'Italia rischia di non avere più uno Stato di diritto rispetto alle leggi che ci siamo dati, tra le quali la cosiddetta Bossi-Fini. Come dicevo, la Lega sta perdendo la pazienza e sta raccogliendo lamentele, constatando una forte incertezza nel paese in merito all'immigrazione, problema risolto da altri paesi. Pertanto, le chiediamo di risolvere questo problema con poche parole e tanti fatti.
Il Ministero degli esteri ha perciò compiuto passi opportuni presso le autorità egiziane. Inoltre, nell'ambito dei proficui rapporti di collaborazione da tempo instaurati con le autorità di Tripoli, sono giunti a Lampedusa investigatori libici per collaborare con noi all'individuazione dei criminali che gestiscono il traffico di immigrati.
Siamo di fronte ad un ennesimo assalto alle coste italiane, condotto da organizzazioni criminali che sfruttano spietatamente l'immigrazione clandestina. Risponderemo come sempre con umanità e fermezza, apprestando i soccorsi e le cure necessarie e respingendo al paese di ultima provenienza chi non ha alcun titolo per restare in Italia.
Le misure individuali di respingimento avvengono naturalmente nel rispetto delle norme nazionali ed internazionali. Il nostro paese non può permettere che l'immigrazione clandestina continui ad alimentare il turpe mercato del lavoro nero, della prostituzione e della manovalanza criminale.
Le fornisco alcuni suggerimenti. Intanto, si dovrebbe prendere esempio da altri paesi, quali Grecia e Spagna, che hanno risolto in maniera molto più «tonica» rispetto all'Italia il problema dell'immigrazione clandestina.
Inoltre, è inutile farsi prendere in giro da quei paesi che, pur firmando trattati bilaterali, nei fatti alimentano l'immigrazione clandestina non più con «carrette del mare», ma con barche organizzate, in partenza dai paesi da lei citati in tante occasioni. Ebbene, forse occorrerebbe più rigore nell'atteggiamento del nostro Governo, sopratutto nei confronti della Libia. Infatti, nessuno ormai crede più che gli
Pertanto, chiediamo che vengano organizzati immediatamente ponti aerei per trasferire queste persone nei paesi di origine - visto che sappiamo da dove arrivano - e per ristabilire la legalità, chiesta dai cittadini a gran voce nel 2001 e che dobbiamo continuare a ribadire in ogni atto politico, legislativo e normativo relativo ai problemi della sicurezza.
Infine, se si dovesse rendere necessario, forse sarebbe opportuno prevedere qualche nave in più come deterrenza, così come hanno fatto Spagna e Grecia e come invece l'Italia continua a non fare, pensando di essere ancora il paese ereditato dal centrosinistra.
Al contrario, l'Italia è cambiata. La Lega vuole che cambi ancora e che si prosegua in quella direzione (Applausi dei deputati del gruppo della Lega Nord Federazione Padana).


