![]() |
![]() |
![]() |
PRESIDENTE. Passiamo all'esame degli ordini del giorno presentati (vedi l'allegato A - A.C. 5578 sezione 6).
Qual è il parere del Governo?
ALFREDO LUIGI MANTICA, Sottosegretario di Stato per gli affari esteri. Signor Presidente, per quanto riguarda l'ordine del giorno Crucianelli n. 9/5578/1, esso affronta un argomento estremamente delicato e desidererei che con l'onorevole Crucianelli ci intendessimo.
Il riferimento all'articolo 7 della legge n. 209 del 2000 contenuto in tale ordine del giorno non sembra corretto; infatti, l'articolo 7 recita testualmente: «Il Governo, nell'ambito delle istituzioni internazionali competenti, propone l'avvio delle procedure necessarie per la richiesta di parere alla Corte internazionale di giustizia sulla coerenza tra le regole internazionali che disciplinano il debito estero dei paesi in via di sviluppo e il quadro dei princìpi generali del diritto e dei diritti dell'uomo e dei popoli.» L'impegno da voi proposto nell'ordine del giorno non è in linea, secondo il Governo, con il dispositivo dell'articolo 7.
Senza voler fare questioni di fino diritto, vorrei ricordare che il Governo si era già messo su questa strada, avendo già avanzato proposte ad altri paesi, come ad esempio la Francia (che constato essere diventato leader dello schieramento dell'opposizione), che hanno però opposto un netto rifiuto a proseguire nell'azione.
Se io, con grande responsabilità, accettassi la prima parte dell'ordine del giorno a prima firma Crucianelli, accetterei di ripercorrere una strada che è stata già percorsa dal Governo italiano e che non ha avuto un riscontro positivo in seno alla comunità internazionale. Se l'opposizione chiede di compiere questo gesto testimoniale - e che si tratti di un gesto testimoniale siamo tutti d'accordo -, posso con grande tranquillità accettare questo ordine del giorno, ma poiché tutti conveniamo che le cose su cui stiamo discutendo sono argomenti seri, allora debbo dire che la strada che prevede questo tipo di proposte e di procedure, peraltro contemplata dall'articolo 7 della legge 25 luglio 2000, n. 209 (legge che non è opera di questo Governo ma di quello precedente, e di questo do atto) non è percorribile. D'altro canto, desidero ricordare a chi generosamente offre molti fondi alla cooperazione allo sviluppo che l'Italia, in termini di azzeramento del debito, é l'unico paese del G8 che azzera, oltre ai debiti pubblici, anche quelli commerciali; in altre parole, il nostro azzeramento è totale ed assoluto. Con questo voglio dire che, laddove è possibile e rientra nella nostra capacità di decisione bilaterale, il Governo italiano fa il suo dovere.
Per quanto riguarda la questione, a cui tengo molto e che è stata ripresa dall'onorevole Crucianelli, dell'azzeramento dei debiti verso le istituzioni finanziarie internazionali, devo smentire una seconda volta l'onorevole Crucianelli, anche perché la proposta inglese è per ora appoggiata solo dal Governo italiano. Ci si augura, anche perché si sta ancora discutendo il piano per l'Africa proposto dalla Presidenza del G8, che molte delle critiche sollevate dai paesi a cui l'onorevole Crucianelli fa normalmente riferimento siano in qualche modo superate. È di tutta evidenza che si tratta di un impegno enorme: qualcuno di voi saprà che si parla
di vendere le riserve valutarie e in oro di alcuni paesi. Non si tratta, quindi, di un argomento di poco conto.
Desidero comunque rassicurare l'opposizione che, pur non facendo riferimento a quei governi, quello italiano sta facendo il suo dovere con il massimo sforzo, al fine di porre in condizione il sistema internazionale di azzerare i debiti o perlomeno di aiutare, anche sul fronte delle istituzioni finanziarie internazionali, i paesi in via di sviluppo. Con questa motivazione, che è stata articolata perché desideravo spiegare che il mio non era semplicemente un «no» provocatorio o di non presa in considerazione dell'argomento, il Governo non ritiene di dover accettare l'ordine del giorno Crucianelli n. 9/5578/1.
Per quanto riguarda l'ordine del giorno Folena n. 9/5578/2, debbo dire che anche in questo caso si solleva un problema che non possiamo porre in discussione con tale strumento di indirizzo. Desidero, infatti, ricordare che, alla lettera c) di questo ordine del giorno, si chiede al Governo italiano di procedere verso la trasformazione della Banca mondiale da banca per crediti agevolati in agenzia di aiuto allo sviluppo a fondo perduto. Non credo che un Governo possa assumersi seriamente in Parlamento la responsabilità di modificare o di procedere alla trasformazione della Banca mondiale, anche perché non siamo i soli azionisti di questa istituzione. In ogni caso, agli onorevoli firmatari di questo ordine del giorno dico che è abbastanza stupefacente che si proponga di trasformare una banca, con tutti i limiti e i difetti che possono essere alle spalle dell'azione svolta da essa, in un'agenzia di aiuto allo sviluppo a fondo perduto. Se ciò avvenisse, non si tratterebbe più di una banca, ma di un'altra cosa. Potrebbe trattarsi di un trust fund; tuttavia, questa ipotesi non mi sembra assolutamente in linea con quello che ora si sta discutendo. Pertanto, per ragioni di estrema responsabilità, il Governo non ritiene di accettare il dispositivo di questo ordine del giorno, che non ci pare corrispondente nemmeno al dibattito che é attualmente in corso a livello di comunità internazionale, soprattutto nell'ambito della discussione del piano G8 per l'Africa.
Per quanto riguarda l'ordine del giorno Spini n. 9/5578/3, sull'azzeramento dei crediti di aiuti nei confronti dei paesi colpiti dallo tsunami, ricordo che il procedimento bilaterale (peraltro, abbiamo già sollevato il problema in sede di Club di Parigi) prevede un regolamento internazionale che passa attraverso l'HIPC. Nessuno Stato può azzerare autonomamente il debito di un paese in via di sviluppo.
Ci siamo posti il problema ed abbiamo sollecitato il Club di Parigi a procedere con urgenza alla verifica delle posizioni dei paesi colpiti dallo tsunami perché, se esistono le condizioni previste dai regolamenti internazionali, il Governo italiano è disponibile ad azzerare i debiti dei paesi in via di sviluppo.
Pertanto, così com'è, l'ordine del giorno Spini n. 9/5578/3 non è accettabile.
Invece, il Governo accoglie come raccomandazione l'ordine del giorno Perrotta n. 9/5578/4, che impegna il Governo - e noi ci impegniamo - a valutare l'opportunità di presentare alle Camere una relazione biennale del ministro degli affari esteri sulle spese effettivamente sostenute.
PRESIDENTE. Chiedo all'onorevole Crucianelli se insista per la votazione del suo ordine del giorno n. 9/5578/1.
FAMIANO CRUCIANELLI. Sì, signor Presidente, insisto per la votazione e chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FAMIANO CRUCIANELLI. Signor Presidente, io apprezzo, non da oggi, l'iniziativa di Gordon Brown relativa alla cancellazione del debito (questo per parlare di ciò che si muove a livello mondiale): si tratta di un'iniziativa che il cancelliere dello Scacchiere sta portando avanti da molto tempo. Quindi, mi è ben chiaro quello che sta accadendo.
Quando ho parlato della Francia, non mi riferivo al debito, ma al problema che
Chirac ha sollevato a Davos quando ha posto la questione del modo in cui reperire risorse finanziarie internazionali che consentano di affrontare il problema della povertà. Poiché si tratta di cose diverse, non vi è alcuna confusione né alcuna simpatia particolare per i francesi o per gli inglesi: la questione è molto diversa.
Resto molto perplesso e, debbo dirlo, anche sorpreso rispetto al fatto che un ordine del giorno di contenuto identico sia stato approvato al Senato, mentre il mio non viene accettato alla Camera. È vero che la mano destra non deve sapere ciò che fa la sinistra ma, francamente, mi pare eccessivo che lo stesso Governo e la stessa maggioranza approvino un ordine del giorno al Senato e non ne accettino uno di contenuto identico alla Camera (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo)!
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Crucianelli n. 9/5578/1, non accettato dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 340
Votanti 339
Astenuti 1
Maggioranza 170
Hanno votato sì 146
Hanno votato no 193).
Prendo atto che i presentatori dell'ordine del giorno Folena n. 9/5578/2 insistono per la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Folena n. 9/5578/2, non accettato dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 350
Votanti 345
Astenuti 5
Maggioranza 173
Hanno votato sì 149
Hanno votato no 196).
Prendo atto che l'onorevole Testoni non è riuscito a votare.
Chiedo all'onorevole Spini se insista per la votazione del suo ordine del giorno n. 9/5578/3, non accettato dal Governo.
VALDO SPINI. Sì, signor Presidente, insisto per la votazione e chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VALDO SPINI. Signor Presidente, sottosegretario Mantica, non stiamo esaminando un emendamento, che potrebbe causare le difficoltà da lei indicate, ma un ordine del giorno volto ad impegnare il Governo ad adottare le opportune iniziative anche a livello internazionale. Quindi, non comprendiamo il motivo della mancata accettazione.
Non vi è alcun rilievo giuridico immediato, mentre c'è un rilievo, per così dire, concettuale: vogliamo impegnare il Governo a percorrere la strada giusta e ad intraprendere iniziative che possano trovare posto accanto a quelle promosse da Gordon Brown e da altri. Di fronte a paesi che sono in ginocchio, bisogna trovare il modo per annullare i crediti di aiuti vantati da paesi come l'Italia.
Sinceramente, perdurando l'opposizione di principio, che non comprendiamo, insistiamo per la votazione ed esprimeremo un voto favorevole.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Spini n. 9/5578/3, non accettato dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 346
Votanti 343
Astenuti 3
Maggioranza 172
Hanno votato sì 151
Hanno votato no 192).
Prendo atto che l'onorevole Perrotta non insiste per la votazione del suo ordine del giorno n. 9/5578/4, accolto come raccomandazione dal Governo.
È così esaurito l'esame degli ordini del giorno presentati.
![]() |
![]() |
![]() |