Allegato A
Seduta n. 591 del 23/2/2005


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(A.C. 5578 - Sezione 7)

ORDINI DEL GIORNO

La Camera,
premesso che:
il decreto-legge in esame reca, tra le varie disposizioni relative alla partecipazione finanziaria italiana a Fondi internazionali di sviluppo, il rifinanziamento della quota italiana al HIPC Trust Fund, fondo fiduciario per il finanziamento dei programmi HIPC per la riduzione e cancellazione del debito estero dei Paesi poveri maggiormente indebitati;
il debito estero impedisce il raggiungimento di fondamentali obiettivi di sviluppo e soddisfacimento dei diritti umani più elementari, sui quali pure si registra il consenso formale della totalità dei governi e delle organizzazioni internazionali, ivi incluso il Governo italiano e le organizzazioni internazionali delle quali l'Italia fa parte;
i meccanismi di negoziazione del debito estero finora attuati nell'ambito dell'iniziativa HIPC, senza un piano unitario


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di approccio al problema, si sono rivelati soluzioni tampone destinate a fallire nel giro di pochi anni;
nonostante le aspettative il prossimo vertice del G8 di Edimburgo rischia di concludersi con impegni generici di cancellazione «fino al 100 per cento del debito dei Paesi poveri» ma su base individuale, caso per caso;
l'Italia dispone di una legge sul debito, la 25 luglio 2000, n. 209, che pone il Paese all'avanguardia a livello mondiale,

impegna il Governo:

a sostenere, ai sensi della citata legge n. 209 del 2000, in ambito Onu la richiesta di un parere non vincolante della Corte internazionale di giustizia dell'Aja sul debito estero, le sue fonti e i suoi meccanismi che possa costituire una linea guida internazionale condivisa e autorevole cui uniformare anche la condotta del governo italiano;
a riferire in Parlamento, eventualmente presso le Commissioni competenti, sullo stato di attuazione della legge n. 209 del 2000;
ad avviare unilateralmente, coinvolgendo attivamente il Parlamento, eventualmente attraverso le Commissioni competenti, un esame approfondito di tutti i crediti italiani verso Paesi indebitati, per studiare processi trasparenti, equi e partecipati per il negoziato e l'eventuale cancellazione dei crediti stessi in maniera tale da salvaguardare la destinazione sociale dei fondi e delle risorse liberate con la riduzione e la cancellazione del debito estero;
a coinvolgere nell'insieme di queste azioni e in ciascuna di esse le reti e le organizzazioni non governative e della società civile che da anni lavorano sulla questione del debito estero dei Paesi poveri e ne hanno approfondito meccanismi e impatto sociale ed economico.
9/5578/1. Crucianelli, Folena, Spini, Calzolaio, Mantovani.

La Camera,
premesso che:
il decreto-legge in esame, tra l'altro, finanzia la ricostruzione di alcuni fondi internazionali ed in particolare l'IDA e il Trust Fund dell'iniziativa HIPC, entrambi legati alla Banca mondiale;
da diverse parti, non ultima l'Onu, viene avanzata una forte pressione per la riforma della Banca mondiale che, nonostante gli scopi costitutivi, non è stata sempre in grado di intervenire efficacemente contro la povertà e in alcuni casi ha attuato politiche che hanno favorito il depauperamento di diverse popolazioni,

impegna il Governo:

a promuovere, in ogni sede opportuna, una riforma della Banca mondiale basata sui seguenti indirizzi:
a) assegnare ai Paesi poveri del mondo un peso decisionale relativamente maggiore rispetto a quello dei Paesi ricchi;
b) coinvolgere nei processi decisionali le organizzazioni non governative e in particolare quelle che hanno origine nei Paesi del Sud del mondo;
c) procedere verso la trasformazione della Banca mondiale da banca per crediti agevolati in agenzia di aiuto allo sviluppo a fondo perduto;
d) promuovere prioritariamente, attraverso l'IDA, quei progetti di cooperazione allo sviluppo e di aiuto che tutelino e permettano un accesso equo ai beni comuni quali acqua, istruzione, salute, e promuovano la sovranità alimentare;
e) promuovere un commercio mondiale equo e solidale verso i produttori del


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Sud del mondo, sia per i prodotti agricoli e industriali che per le risorse minerarie;
f) abbandonare la politica degli aiuti in cambio di processi di privatizzazione, lasciando così ai popoli del Sud del mondo piena sovranità economica;
ad adottare, entro novanta giorni, le più idonee iniziative normative volte ad un consistente abbattimento del debito dei paesi HIPC nei confronti dell'Italia;
ad attivarsi al fine della convocazione di una conferenza internazionale tra Paesi debitori e Paesi creditori volta alla cancellazione del debito estero dei Paesi HIPC.
9/5578/2. Folena, Crucianelli.

La Camera,
premessa la gravissima situazione dei Paesi colpiti dallo tsunami del 26 dicembre 2004;
in ottemperanza all'articolo 5 della legge 25 luglio 2000, n. 209,

impegna il Governo

ad adottare le opportune iniziative volte ad annullare i crediti di aiuti nei confronti dei Paesi colpiti da quell'evento.
9/5578/3. Spini, Mattarella, Crucianelli, Folena, Sereni, Giovanni Bianchi.

La Camera,
premesso che:
il Governo è prontamente intervenuto per stanziare Fondi per le popolazioni colpite dalla catastrofe naturale del sudest asiatico;
precedenti interventi (ad esempio la «Missione Arcobaleno») hanno determinato, a causa di mancati controlli, grave allarme sociale,

impegna il Governo

a valutare l'opportunità di presentare alle Camere una relazione biennale del ministro degli affari esteri sulle spese effettivamente sostenute per gli interventi di cui alla premessa, nonché sulle difficoltà eventualmente incontrate.
9/5578/4. Perrotta.