Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 591 del 23/2/2005
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(Esame dell'articolo 3 - A.C. 3204)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 3 e delle proposte emendative ad esso presentate (Vedi l'allegato A - A.C. 3204 sezione 5).
Ha chiesto di parlare l'onorevole Bolognesi. Ne ha facoltà.

MARIDA BOLOGNESI. Signor Presidente, vorrei esprimere, sull'articolo in esame, alcune riflessioni che sicuramente richiamano anche le tematiche generali affrontate dal provvedimento; provvedimento peraltro da noi fortemente voluto. È, infatti, da tempi non sospetti che discutiamo di come dare ordine, trasparenza e anche certezza a chi lavora in un settore delicato quale quello dell'informazione sul farmaco. Informazione scientifica che nulla o poco ha a che vedere con la


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pubblicità e la propaganda; è piuttosto conferente con la necessità di fornire ai prescrittori - ma anche, indirettamente, attraverso questi ultimi, ai cittadini - elementi sulle novità intervenute in un campo importante e sulle necessità promananti dal fabbisogno dei cittadini. È un campo spesso additato, anche ingiustamente, quale un terreno in cui attecchisce solo corruzione ed in cui si radicano, per così dire, lati oscuri della spesa sanitaria. In realtà, invece, è sicuramente uno dei fattori che permette oggi al nostro paese di essere all'avanguardia nella cura e nella terapia delle malattie, nonché nella risposta fornita a fronte delle aspettative di vita dei cittadini italiani.
L'informatore, inteso come anello fondamentale, ha diritto ad ottenere una regolamentazione trasparente e a non essere più, quindi, additato quasi quale un corruttore del personale medico. Sappiamo come la corretta informazione e la trasparenza delle regole nel cui ambito operano - a pieno titolo, peraltro - quanti sono operatori sanitari ben si confacciano - ha ragione il collega Battaglia - ad una professione di tutto rispetto; gli informatori, d'altronde, chiedono loro stessi per primi, da anni, di essere regolamentati e di avere un albo che garantisca trasparenza anche circa le modalità di assunzione.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE ALFREDO BIONDI (ore 11,31)

MARIDA BOLOGNESI. Certo, il mercato resterà libero e non sarà obbligatorio attingere da detto albo; sicuramente, però, ciò inserirebbe gli assunti in una forma di praticantato dall'interno, che è una delle regole di trasparenza.
Avevamo atteso molto il provvedimento, anche perché esistono regole europee che si intrecciano con le nostre; ritengo, però, si sia trovato e si stia trovando un punto di equilibrio.
A mio avviso, tuttavia, l'esame di Stato è inopportuno come già altri hanno sostenuto. Abbiamo laureati in farmacia iscritti all'albo dei farmacisti che sicuramente non avrebbero poi bisogno di un esame di Stato ulteriore per entrare in un albo degli informatori scientifici; vi sono inoltre i laureati in biologia. È necessaria, naturalmente, una norma transitoria che faccia salve le posizioni maturate in base alla normazione esistente - e quindi l'acquisizione di esperienza sul campo - valutandole come una sorta di titolo in considerazione del lavoro, in ipotesi, svolto per tantissimi anni. Ritengo che già le garanzie esistenti, rispetto alla formazione professionale di questi operatori sanitari, siano sufficienti e non debbano ulteriormente ricevere un altro sbarramento quale l'esame di Stato, che nei fatti implicherebbe una negazione per tanti giovani laureati di grande professionalità e di grande formazione. Sono di tale avviso, proprio perché oggi verrà richiesto un titolo di studio specifico, legato al tema della scientificità dei farmaci.
Credo che questo sia il problema. L'articolo 3 entra nel merito di un altro aspetto, ossia quello dell'obbligatorietà del segreto nel rapporto di lavoro. Il segreto professionale è una pietra miliare della capacità, della professionalità e della delicatezza che questa professione richiede, oltre che una garanzia per le aziende che assumono e che forniscono gli elementi agli informatori per fare apprezzare i prodotti ed informare scientificamente sulle qualità del farmaco e sulle proprietà che ha attraverso i prescrittori, arrivando fino ai pazienti. Si tratta sicuramente di un aspetto delicatissimo della «catena», sotto il profilo sia della trasparenza che della qualità dell'informazione scientifica.
Gli emendamenti che abbiamo presentato all'articolo 3 - così come quelli che abbiamo presentato sugli altri articoli - cercano di qualificare ulteriormente il provvedimento in esame. Vorrei in particolare rivendicare che, riguardo alla delicatezza del rapporto di lavoro, noi abbiamo voluto, già in Commissione, presentare un emendamento che elimina la vergognosa norma che prevede la negazione dell'applicazione della legge n. 68 del 1999 a questi lavoratori. In altre parole, in questo campo si nega la quota riservata


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alle persone con disabilità. Questo potrebbe, dunque, essere l'unico provvedimento che nega a persone con una qualsiasi problematica di disabilità di accedere alla professione. Certo, vi è una selezione naturale nell'assunzione e vi sono capacità che attribuiscono determinate abilità, ma saranno le aziende, nel loro libero rapporto di assunzione, che decideranno in merito a tale aspetto. Noi riteniamo che tale limitazione sia molto negativa.
Signor Presidente, trovo molto grave che tra i vari emendamenti presentati ve ne sia uno dell'onorevole Ercole che ripropone la non applicabilità, solo per questa professione, della legge n. 68 del 1999, ossia della quota riservata a persone con disabilità. Capisco che la Lega Nord abbia non so quale problema rispetto alle persone con disabilità e ritenga ingiusto riservare loro, come per qualsiasi altra professione, posti di lavoro. La legge n. 68 del 1999 è una legge di civiltà. Poi, vi è la legge del mercato che opera un riequilibrio, facendo sì che le diverse abilità delle persone siano ritenute più o meno adatte allo svolgimento della professione, ma vi possono certamente essere disabilità o altre problematiche che non inficiano la capacità professionale. Se, ad esempio, una persona ha una menomazione fisica, ma anche una grande preparazione scientifica non si può dire che non sia adatta a spiegare ai medici quali siano le caratteristiche scientifiche di un farmaco. Mi sembra un modo un po' razzista e discriminatorio di considerare cittadini, lavoratori, magari laureati e preparatissimi, ma con qualche handicap rispetto ad altre persone, non attribuendo loro una quota di riserva. Domando pertanto all'onorevole Ercole di ritirare l'emendamento in questione. Se ciò non avverrà, credo che l'Assemblea debba rifiutare all'unanimità tale emendamento, quale espressione di un retaggio di razzismo vergognoso.
Ritengo inoltre che dobbiamo ribadire la necessità, attraverso piccole modifiche al testo del provvedimento, di qualificare il segreto professionale che, di per sé, è già una qualifica professionale che attiene all'idea dell'albo e alla qualità professionale degli operatori sanitari, e che ciò possa, assieme al rifiuto del razzismo nel campo dell'informazione scientifica, portare all'approvazione di una buona legge in grado di garantire - naturalmente, sempre dopo aver eliminato la previsione relativa all'esame di Stato - trasparenza, competenza e professionalità in un campo così delicato (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Russo Spena. Ne ha facoltà.

GIOVANNI RUSSO SPENA. Signor Presidente, credo che l'articolo 3 rivesta una particolare rilevanza. La collega Valpiana ha presentato un emendamento sostitutivo di tale articolo, che muta alcuni criteri di fondo ed alcuni principi fondativi della legge stessa. Credo siano principi importanti, perché riguardano l'obbligo del segreto e il rapporto di lavoro nonché, soprattutto, il rapporto fra l'informazione scientifica sui farmaci (di cui questa proposta di legge tratta o, meglio, dovrebbe trattare), la pubblica opinione e i destinatari di tale informazione. Riteniamo, pertanto, importante - questo è il primo punto dell'emendamento Valpiana 3.40 - l'istituzione del servizio regionale di informazione scientifica sui farmaci, senza il quale non vi sarebbero trasparenza ed un rapporto democratico fra le industrie farmaceutiche e gli utenti, un rapporto corretto di mediazione in senso tecnico da parte degli informatori scientifici. Crediamo, quindi, importante prevedere che le regioni, entro sei mesi dall'approvazione della legge, istituiscano il servizio regionale di informazione scientifica sui farmaci con i fini che ricordavo prima.
Tra l'altro, prevediamo che le regioni, che verrebbero ad assumere un ruolo fondamentale, sempre entro sei mesi dall'approvazione della legge, regolamentino l'attività degli informatori scientifici, seguendo principi molto precisi e tassativi. Riteniamo che le aziende non possano assumere informatori scientifici al di fuori di quelli iscritti nell'albo degli informatori scientifici; altrimenti, non si comprenderebbero


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il motivo per cui con questa legge si istituisce tale albo e quali sarebbero le garanzie di corretta informazione per le cittadine e i cittadini.
In secondo luogo, l'informazione scientifica nei confronti dei medici di medicina generale e degli specialisti deve essere completa, deve indicare i risultati delle sperimentazioni scientifiche avvenute e le eventuali controindicazioni. In altri termini, non ci dobbiamo trovare di fronte ad informatori scientifici che agiscano da piazzisti - mi si passi il termine - da meri propagandisti a nome e per conto dell'industria farmaceutica.
In terzo luogo, proprio perché riteniamo che tale figura professionale debba presentare questi caratteri di scientificità, questi saperi e culture, riteniamo che il rapporto di lavoro degli informatori scientifici sia reale, corretto e permanente, disciplinato sindacalmente dai contratti di lavoro delle categorie interessate.
Mi sembra, quindi, che l'emendamento Valpiana 3.40 si muova nell'ambito della professionalità, che in più interventi è stata richiamata, nonché della scientificità e della garanzia per le cittadine e i cittadini che fruiscono dei farmaci, affinché gli informatori scientifici non siano pura appendice dell'industria farmaceutica.
Pertanto, riteniamo che la riscrittura dell'articolo 3 proposta dall'emendamento della collega Valpiana 3.40 sia importante e la segnaliamo all'Assemblea come punto di vista realmente democratico per la formazione dell'albo degli informatori scientifici.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Delbono, al quale ricordo, però, che i tempi a disposizione del gruppo della Margherita sono esauriti. Tuttavia, posso concedergli qualche minuto per intervenire. Prego, onorevole del Bono, ne ha facoltà.

EMILIO DELBONO. Signor Presidente, intervengo brevemente per fare presente che vi sono diversi emendamenti che mirano a riformulare il comma 3 dell'articolo 3.
In modo particolare, vorrei chiedere al relatore di accogliere l'emendamento 3.22 presentato dall'onorevole Ercole, perché con il comma 3 si introduce una novità assoluta nel diritto del lavoro, cioè si parla di rapporto di lavoro subordinato o autonomo e univoco. Ciò non ha alcun senso logico poiché parliamo di rapporto di lavoro subordinato o autonomo e l'univocità del tipo di legame contrattuale tra l'informatore scientifico e l'azienda farmaceutica è di natura totalmente privatistica. Saranno l'informatore scientifico e l'azienda farmaceutica a stipulare un principio di esclusiva, come accade nella stragrande maggioranza dei rapporti di lavoro di natura similare o analoga. Che noi per legge introduciamo un principio di univocità in un rapporto di lavoro, sia autonomo, sia subordinato, è una vera e autentica mostruosità.
Mi auguro che questo emendamento sia accolto, perché inserire questo elemento costituirebbe un precedente a dir poco sorprendente.

PRESIDENTE. Nessun altro chiedendo di parlare, invito il relatore ad esprimere il parere della Commissione.

FABIO STEFANO MINOLI ROTA, Relatore. Signor Presidente, la Commissione esprime parere contrario sull'emendamento Valpiana 3.40.
La Commissione formula un invito al ritiro, altrimenti il parere è contrario, dell'emendamento Ercole 3.7. Il parere è invece favorevole sull'emendamento Ercole 3.24.
La Commissione formula un invito al ritiro, altrimenti il parere è contrario, dell'emendamento Ercole 3.9, mentre il parere è favorevole sull'emendamento Ercole 3.25.
La Commissione formula infine un invito al ritiro, altrimenti il parere è contrario, sugli identici emendamenti Lucchese 3.20 e Burtone 3.26 nonché sugli emendamenti Labate 3.27, Ercole 3.21, 3.22 e 3.10, Maura Cossutta 3.28 ed Ercole 3.23.

PRESIDENTE. Il Governo?


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CESARE CURSI, Sottosegretario di Stato per la salute. Signor Presidente, il parere del Governo è conforme a quello espresso dal relatore.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Valpiana 3.40, non accettato dalla Commissione né dal Governo, sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 397
Votanti 396
Astenuti 1
Maggioranza 199
Hanno votato
186
Hanno votato
no 210).

Passiamo all'emendamento Ercole 3.7.
Chiedo al presentatore se acceda all'invito al ritiro formulato dal relatore.

CESARE ERCOLE. Sì, signor Presidente, accolgo l'invito al ritiro, soprattutto perché il relatore ha espresso parere favorevole sul successivo emendamento, che riprende, nella seconda parte, il mio emendamento 3.7.

PRESIDENTE. Sta bene, onorevole Ercole.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Ercole 3.24, accettato dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 402
Votanti 395
Astenuti 7
Maggioranza 198
Hanno votato
390
Hanno votato
no 5).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Ercole 3.9.
Chiedo al presentatore se acceda all'invito al ritiro formulato dal relatore.

CESARE ERCOLE. Signor Presidente, in questo caso insisto per la votazione dell'emendamento in esame perché ritengo che la soppressione della parola «preferibilmente» sia giusta e mi sembra sia anche stata sollecitata dalla Commissione lavoro nel suo parere. Riteniamo che le industrie farmaceutiche debbano attingere per l'assunzione direttamente dall'albo, non preferibilmente. Altrimenti, daremmo l'opportunità di assumere anche persone che non rispondono ai requisiti del decreto legislativo n. 541 del 1992.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Ercole 3.9, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 407
Votanti 403
Astenuti 4
Maggioranza 202
Hanno votato
28
Hanno votato
no 375).

ANTONIO BOCCIA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ANTONIO BOCCIA. Signor Presidente, parlo anche per un richiamo al regolamento. Poco fa lei, giustamente, ha ricordato al collega Delbono che i tempi del


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gruppo della Margherita sono ampiamente esauriti e che, come è prassi della Presidenza, comunque non avrebbe impedito al collega di esprimere rapidamente il proprio pensiero.
Il provvedimento in esame, anche in maniera un po' imprevista, sta interessando l'Assemblea: sono venuti fuori alcuni risvolti abbastanza positivi e vi è la disponibilità ad accogliere qualche correzione. Poiché vi sono altri emendamenti sui quali probabilmente è possibile trovare un'intesa tramite riformulazioni, le vorrei chiedere la cortesia di utilizzare le norme previste dal regolamento per concedere tempi aggiuntivi. In tal modo, una discussione che si sta svolgendo in maniera assolutamente costruttiva non verrebbe impedita da una limitazione meramente temporale. Ovviamente, signor Presidente, tutto avverrebbe con buon senso e senza nemmeno forzare le pieghe del regolamento, dato che la Presidenza ha la possibilità di concedere tempi aggiuntivi. Le sarei molto grato se volesse valutare tale possibilità.

PRESIDENTE. Onorevole Boccia, lei sa che di solito, anche quando i tempi sono limitati, do la possibilità ai colleghi di esprimere la loro opinione; dunque, senza formalizzare ora tempi aggiuntivi, consentirò lo svolgimento di interventi nei limiti della reciprocità nella comprensione.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Ercole 3.25, accettato dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 404
Votanti 403
Astenuti 1
Maggioranza 202
Hanno votato
401
Hanno votato
no 2).

Passiamo agli identici emendamenti Lucchese 3.20 e Burtone 3.26.
Chiedo ai presentatori se accedano all'invito al ritiro formulato dal relatore.

FRANCESCO PAOLO LUCCHESE. Sì, signor Presidente, ritiro il mio emendamento 3.20.

GIOVANNI MARIO SALVINO BURTONE. No, signor Presidente, insisto per la votazione del mio emendamento 3.26, sulla base delle considerazioni precedentemente svolte dall'onorevole Delbono.

PRESIDENTE. Sta bene, onorevole Burtone.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Zanella. Ne ha facoltà.

LUANA ZANELLA. Signor Presidente, intervengo a titolo personale. Inserire il vincolo dell'univocità del rapporto produce alcuni handicap per le piccole e medie industrie farmaceutiche che intendono promuovere il proprio prodotto sul territorio nazionale. Ciò, infatti, può avvenire solo attraverso un rapporto con un informatore che non può essere vincolato soltanto alla piccola impresa farmaceutica, ma ha necessità di avere rapporti di lavoro anche con altri soggetti.
Per questo chiedo al relatore di rivedere la propria posizione.

FABIO STEFANO MINOLI ROTA, Relatore. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

FABIO STEFANO MINOLI ROTA, Relatore. Colgo l'occasione per rispondere anche al collega Delbono sul concetto di univocità. Innanzitutto si tratta esattamente di quanto previsto nella direttiva europea recepita dal nostro paese con il decreto legislativo n. 541 del 1992: essa recita infatti che il rapporto di lavoro deve essere autonomo o subordinato ed univoco. Sottolineo l'aspetto dell'univocità perché abbiamo avuto modo di constatare, nel corso di questi anni, anche alla luce di


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recenti fatti di cronaca, l'usuale abitudine da parte di uno stesso professionista di lavorare per imprese diverse (la mattina per un'impresa, il pomeriggio per un'altra), vendendo lo stesso prodotto con nomi diversi. Per questo motivo, si cerca di creare un sistema maggiormente equo e trasparente, proprio sottolineando l'aspetto dell'univocità del rapporto di lavoro.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Maura Cossutta. Ne ha facoltà.

MAURA COSSUTTA. Onorevoli colleghi, noi abbiamo presentato l'emendamento 3.27, a prima firma dell'onorevole Labate, che contiene un'altra definizione del rapporto di lavoro. Se dunque si approvasse la soppressione del comma 3 dell'articolo 3 (proposta dall'emendamento Burtone 3.26), non si potrebbe più sostenere il nostro emendamento.
Noi avevamo individuato proprio nelle modalità del rapporto di lavoro gli elementi di garanzia del sistema; ciò al fine di sottrarre la figura professionale di questi operatori dai condizionamenti delle aziende farmaceutiche. In particolare, chiediamo che le modalità siano le seguenti: lavoro subordinato, esclusivo ed a tempo pieno.
Pertanto, voterò contro l'emendamento Burtone 3.26, proprio perché sostengo il contenuto del successivo emendamento Labate 3.27.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Giacco. Ne ha facoltà.

LUIGI GIACCO. Signor Presidente, desidero richiamare l'attenzione del relatore sulla questione, anche perché in Commissione abbiamo svolto una serie di considerazioni rispetto a questa situazione, che in parte sono state riprese dal collega Delbono. Ci sembra strano che la Casa delle libertà, che prevede la possibilità di avere degli spazi e dei rapporti estremamente variegati, in questo caso parla di univocità. Faccio un esempio molto pratico: se una piccola casa farmaceutica deve usare part time o per poche ore un informatore scientifico, è pur giusto che questo possa riuscire alla fine del mese a percepire uno stipendio adeguato, magari facendo l'insegnante o comunque una professione che possa integrare i suoi guadagni.
Quindi il concetto di univocità diventa estremamente penalizzante e pericoloso. Noi riteniamo invece che possa esserci la possibilità di un lavoro autonomo o subordinato, senza che questo preveda l'univocità del rapporto.

GIOVANNI MARIO SALVINO BURTONE. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIOVANNI MARIO SALVINO BURTONE. Dopo i chiarimenti del collega relatore e le considerazioni svolte nel dibattito, visto che abbiamo presentato anche l'emendamento Maura Cossutta 3.28, ritiro il mio emendamento 3.26.

PRESIDENTE. Sta bene.
Passiamo all'emendamento Labate 3.27.
Prendo atto che i presentatori accedono all'invito al ritiro, formulato dal relatore e dal Governo.
Passiamo agli emendamenti Ercole 3.21, 3.22 e 3.10.
Chiedo all'onorevole Ercole se acceda all'invito al ritiro dei suoi emendamenti formulato dal relatore e dal Governo.

CESARE ERCOLE. Sì, signor Presidente, ritiro tutti e tre gli emendamenti a mia prima firma.

PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento Maura Cossutta 3.28.
Chiedo all'onorevole Maura Cossutta se acceda all'invito al ritiro formulato dal relatore e dal Governo.

MAURA COSSUTTA. Sì, signor Presidente, lo ritiro.


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PRESIDENTE. Sta bene.
Passiamo all'emendamento Ercole 3.23.
Chiedo al presentatore se acceda all'invito al ritiro formulato dal relatore.

CESARE ERCOLE. Sì, signor Presidente, lo ritiro.

PRESIDENTE. Sta bene.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 3, nel testo emendato.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 412
Votanti 404
Astenuti 8
Maggioranza 203
Hanno votato
403
Hanno votato
no 1).

Prendo atto che l'onorevole Fragalà non è riuscito a votare.

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