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PRESIDENTE. L'onorevole Tocci ha facoltà di illustrare la sua interpellanza n. 2-01456 (vedi l'allegato A - Interpellanze urgenti sezione 4).
WALTER TOCCI. Signor Presidente, abbiamo presentato questa interpellanza urgente perché vogliamo raccogliere il grido di dolore che viene dai pendolari del Lazio. Tutte le cronache cittadine ci raccontano ormai ogni giorno dei disagi crescenti nel trasporto ferroviario della regione. Vi sono treni soppressi con percentuali assolutamente intollerabili, ritardi che sono diventati ormai la norma su tutte le direttrici più importanti, un degrado complessivo del servizio, della pulizia e del comfort e, soprattutto, una situazione quasi di blocco del servizio. Infatti, basta ascoltare le esperienze quotidiane di tanti pendolari per sapere che ormai per tutte le grandi linee ferroviarie che portano a Roma, già quando i treni partono dalle stazioni di testa, si riempiono immediatamente e, quindi, faticano a raccogliere gli altri passeggeri durante il tragitto. Questa è la scena che si ripete tutte le mattine a Civitavecchia, Ladispoli, Cesano, Monterotondo, Lunghezza, Ciampino, eccetera.
D'altro canto, saluto con piacere la presenza del sottosegretario Moffa. Sono contento che sia lui a rispondere a questa nostra interpellanza perché, prima di tutto, egli conosce bene i problemi e, quindi, il confronto è sicuramente più efficace tra persone, come siamo noi e il sottosegretario Moffa, che sono a conoscenza del problema. Inoltre, lo dico con piacere, il sottosegretario Moffa è una persona seria e, quindi, mi aspetto da lui delle risposte e, possibilmente, degli impegni.
Ci siamo domandati, innanzitutto, per quale motivo c'è stata questa esplosione del disagio. Intendiamoci bene: qui nessuno di noi vuole fare demagogia. Sappiamo che il servizio ha sempre avuto dei problemi. Però, sarebbe veramente ipocrita negare che in questi ultimi mesi c'è stato un salto di qualità, purtroppo in negativo, cioè che vi sia stato un aggravamento. Allora, ci siamo domandati qual è la ragione di questo improvviso aggravamento. A nostro giudizio, la ragione sta nello squilibrio che si è creato tra domanda e offerta. In questo squilibrio c'è un aspetto positivo e uno negativo. L'aspetto positivo consiste nel fatto che in questi ultimi dieci anni è cresciuta fortissimamente la domanda di trasporto ferroviario, cioè ci sono tanti cittadini del Lazio che hanno scoperto la convenienza di andare a lavorare utilizzando il treno e il trasporto pubblico. Questo è certamente un fatto di straordinaria importanza. Purtroppo, c'è stato anche l'aspetto negativo, ossia, di fronte a questa crescita della domanda, si è tagliata l'offerta e si è bloccata tutta la politica di sviluppo delle infrastrutture ferroviarie che era stata avviata negli anni precedenti.
Ricordo al sottosegretario che negli anni tra il 1993 e il 2000, su impulso delle amministrazioni locali e con i finanziamenti dei Governi dell'Ulivo, abbiamo realizzato nell'area ferroviaria laziale un investimento per le infrastrutture di 2.600 miliardi di vecchie lire.
Quindi, il ritmo di investimento è stato di circa 600 miliardi l'anno. Adesso tale volume di investimenti è crollato a 140 miliardi l'anno. Non solo, analizzando tali 140 miliardi scopriamo che si tratta sostanzialmente di due voci: una è l'alta velocità, l'altra è la galleria in fase di realizzazione tra San Pietro e Trastevere, due opere pubbliche iniziate negli anni dei Governi dell'Ulivo. Ciò significa che negli anni del Governo Berlusconi e dell'amministrazione Storace nessun'opera pubblica nuova si è aggiunta al programma avviato.
In seguito agli interventi infrastrutturali degli anni novanta - come dicevo prima - molti cittadini hanno scoperto la convenienza di prendere il treno. Il volume di trasporto di 143 mila passeggeri al giorno è aumentato, fino all'anno 2000, del 78 per cento, e l'aumento è proseguito anche negli anni successivi fino a raggiungere
il 100 per cento: in dieci anni sono raddoppiati gli utenti delle ferrovie del Lazio. Tutto ciò con alcune punte molto elevate: tra Cesano e San Pietro abbiamo realizzato una nuova ferrovia locale che è la più bella ferrovia di trasporto metropolitano realizzata in Italia negli ultimi decenni. Solo quest'ultima infrastruttura ha avuto un aumento di utenti di oltre il 300 per cento.
A fronte di tale grande fenomeno di centinaia di migliaia di cittadini che scoprivano il trasporto ferroviario, l'amministrazione del presidente Storace ha bloccato l'offerta di trasporto. Il finanziamento del contratto di servizio, quindi i soldi spesi per far viaggiare treni, nell'anno 2000 era di 163 milioni di euro. Ebbene, signor sottosegretario, il contratto di servizio del 2005 è in atto con la stessa cifra dell'anno 2000, solo che quei 163 milioni di euro hanno subito una svalutazione con l'inflazione. Ho fatto alcuni conti ed è come se, in termini di valore reale, avessero perduto 15 milioni di euro, cioè circa il 10 per cento. Dunque, la regione Lazio sta erogando un servizio con risorse in termini reali del 10 per cento inferiori rispetto a quelle dell'anno 2000.
La prima domanda che le rivolgo è per quale motivo il Governo Berlusconi non aumenti il fondo per i contratti di servizio regionali. Se lei non è in grado di prendere questo impegno, domanderemo al presidente Storace perché in cinque anni non è stato in grado di aggiungere risorse regionali a tale contratto di servizio, cosa che hanno fatto altre amministrazioni regionali. Non mi riferisco solo a quelle del centrosinistra, come l'Emilia e la Toscana, ma anche a regioni del centrodestra: Formigoni, in Lombardia, ha messo soldi regionali in più sul contratto di servizio e così hanno fatto il Veneto ed il Piemonte. Non è che il presidente Storace non avesse i fondi, dato che in questi giorni siamo venuti a sapere che sta spendendo - se le cifre sono esatte - circa 12 milioni di euro per mandare un satellite nello spazio. Signor sottosegretario, con tale cifra piuttosto che mandare una persona verso la luna si potevano mandare 10 mila pendolari verso la città di Roma: sarebbe stata sicuramente una scelta più efficace per l'interesse pubblico.
La regione ha ulteriormente aggravato la situazione perché non ha controllato il servizio prestato da Trenitalia: dal 2001 non ha fatto nessuna multa a Trenitalia per i ritardi e per i disservizi.
Voglio ricordare che poche settimane fa il presidente della regione Veneto, Galan, ha sanzionato Ferrovie dello Stato per 3 milioni di euro ed ha restituito tale somma ai pendolari attraverso degli sconti sugli abbonamenti. Questa è la realtà. Vi è quindi una diminuzione sul servizio ed un blocco degli interventi strutturali per gli investimenti. L'unica opera pubblica che si è vista è stato il cambio del nome. Una volta si chiamavano Ferrovie metropolitane, adesso si chiamano Ferrovie regionali. Questa è l'unica novità che c'è stata in questi anni.
Vi sono progetti importanti sui quali è mancato il finanziamento da parte dello Stato. Al riguardo chiediamo la sua valutazione, sottosegretario, e se possibile le chiediamo anche di fornirci delle assicurazioni con l'assunzione di impegni in tal senso. Ho ricordato prima lo straordinario successo della ferrovia San Pietro-Cesano. Era chiaro a tutti - anche a lei come presidente della provincia - che occorreva proseguire quel programma, prolungando il raddoppiamento da Cesano a Bracciano. Ebbene, dal 2001 ad oggi, il Governo Berlusconi non ha mai finanziato tale prolungamento.
In secondo luogo, l'anno prossimo si concluderà l'alta velocità; ciò consentirà di liberare dal traffico nazionale due importanti direttrici: la Cassino e la Formia. Mancando solo un anno, occorreva dunque prepararsi e mettere in campo soldi e progetti, per trasformare queste due direttrici, che possono diventare due grandi assi ferroviari regionali; quindi nuove stazioni, adeguamento tecnologico, nuovi treni. Invece, non è stato fatto nulla, mentre il 2006 è ormai vicino. Si sta perdendo un'occasione di sfruttare linee ferroviarie che potrebbero essere utilizzate più proficuamente per i pendolari.
In terzo luogo, per quanto riguarda la tratta Roma-Guidonia, era stato previsto un finanziamento nel 2002, risultato non sufficiente. A tutt'oggi, nel 2005, nella finanziaria non c'è ancora il fondo integrativo che è necessario per indire la gara d'appalto. Oltre a questo vi sono i ritardi nella Conferenza dei servizi. La regione, proprio martedì, dopo ben otto mesi dall'indizione della Conferenza, si è dichiarata impreparata e quindi non si è potuto procedere all'approvazione del progetto.
Ed ancora, mi riferisco alla linea Monterotondo-Fiumicino, la nuova stazione, molto attesa anche dagli operatori economici, che stanno realizzando grandi investimenti ed insediamenti in quella zona. E poi vi è Vigneto. Proprio martedì è stata presentata la nuova gara d'appalto per la linea C della metropolitana. È infatti previsto a Vigneto un nodo di scambio tra ferrovia e metropolitana, ma non ci sono i soldi per costruire la stazione ferroviaria, che si integra con la stazione di Pigneto della linea C. Occorre reperirli nel bilancio dello Stato per il 2005 o al massimo per il 2006. Veramente i soldi non ci sono neanche per la linea C!
Mi consenta, signor sottosegretario, di aprire una parentesi. Quando ci siamo visti pochi giorni fa, nel corso di un dibattito televisivo, ho detto che la gara che si sta facendo per la linea C ha soltanto i finanziamenti già stanziati a suo tempo dai Governi dell'Ulivo, mentre non c'è alcun finanziamento aggiuntivo da parte del Governo Berlusconi. Lei si è un po' scandalizzato di questa mia dichiarazione. Ebbene, essendo lei un bravo amministratore locale, capisco anche il suo sconcerto, perché sia a me sia lei hanno insegnato che per fare una gara d'appalto occorre avere tutto il finanziamento dell'opera. Ed era infatti così fino a qualche anno fa. Però - forse lei non se ne è accorto, perché faceva un altro mestiere - Tremonti, con la sua finanza creativa, ha cambiato questa regola aurea. Oggi in Italia è possibile mettere in appalto un'opera anche se non c'è il finanziamento completo. Quindi la gara d'appalto, che è stata annunciata per la linea C, è coperta soltanto con i finanziamenti già stanziati a suo tempo, mentre non c'è alcun finanziamento aggiuntivo che possa essere rivendicato dal Governo Berlusconi.
Pensiamo poi a Civitavecchia, che ...
PRESIDENTE. Onorevole Tocci, la invito a concludere.
WALTER TOCCI. ...ha la grande possibilità di integrare la ferrovia con il porto. Sappiamo l'importanza dei porti con i nuovi flussi commerciali che interessano il Mediterraneo.
Vi sarebbero anche altre questioni, come i soldi per le ex ferrovie concesse: 240 milioni di euro furono assegnati, tra il 2000 ed il 2002, alla regione Lazio.
Non è stato speso un euro sulla Roma-nord, sulla Roma-lido e sulla Roma-Pantano. Lei è competente per Roma capitale e, pertanto, le chiedo: perché non convoca il presidente Storace e gli chiede il motivo per cui dei 240 milioni di euro (stanziati ormai da tre, quattro anni) non è stato speso nemmeno un euro a tale riguardo e perché non è stato aperto nemmeno un cantiere?
Si assuma tale impegno e solleciti la regione Lazio! Sono soldi che lo Stato ha assegnato alla regione perché vengano spesi, non perché si tengano nei cassetti. Questi sono i problemi che abbiamo inteso sollevare!
La questione che le pongo è molto semplice: nessuna delle opere che ho citato è stata inserita nella legge obiettivo. Ciò significa che non ritenete nessuna di tali opere di interesse nazionale (non le ritenete importanti)! Sappiamo che nell'elenco della legge obiettivo è rientrato di tutto, ma nessuna di queste opere ferroviarie! Per un momento sembrava venisse considerata la stazione di Ciampino, per quanto riguarda il nuovo collegamento con l'aeroporto, ma poi è stata cancellata.
Pertanto, le chiedo: potete assumere l'impegno di finanziare queste opere? Potete sbloccare questo programma ferroviario molto atteso dai cittadini, visto che gli stessi si stanno convincendo dell'utilità e dell'efficacia dei treni? Che cosa potete
fare per rimuovere gli ostacoli, i freni, la paralisi prodotta dalla regione Lazio nei confronti di questo piano? Queste sono le domande che le poniamo!
PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per le infrastrutture e i trasporti, dottor Moffa, ha facoltà di
SILVANO MOFFA, Sottosegretario di Stato per le infrastrutture e i trasporti. Onorevole Tocci, la ringrazio per le espressioni che ha voluto usare nei miei confronti e mi auguro di poter avviare con lei un confronto, oltre che civile, teso al massimo sforzo per risolvere i problemi che, come correttamente lei stesso ha evidenziato, non si sono originati oggi, ma affondano le radici nel passato.
livello. La contabilizzazione al 31 dicembre 2003 ammonta a 321 milioni, dei quali circa 110 nel triennio 2001-2003.
con decreto ministeriale del 4 gennaio 2005, è stata indetta la Conferenza di servizi per la valutazione e l'approvazione del progetto definitivo della tratta. I lavori della Conferenza sono iniziati il 15 gennaio scorso.
di servizi ferroviari di interesse locale, intervenuta in forza del decreto legislativo n. 422 del 1997, l'allora Ministero dei trasporti e della navigazione e la regione Lazio hanno sottoscritto, in data 22 dicembre 1999, un accordo di programma reso vigente con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 16 novembre 2000.
PRESIDENTE. L'onorevole Ciani, cofirmatario dell'interpellanza, ha facoltà di
FABIO CIANI. Signor sottosegretario, la ringrazio e mi associo al collega Tocci nel rivolgerle le mie congratulazioni per il suo nuovo incarico. Tuttavia, mi devo dichiarare insoddisfatto, in quanto, proprio in virtù della sua precedente esperienza, mi aspettavo da lei una risposta un po' meno burocratica e che entrasse maggiormente nei problemi reali che abbiamo di fronte.
avrebbe realizzato una ferrovia che avrebbe collegato l'ormai seconda città del Lazio con la capitale. Siamo ancora a quel punto, siamo ancora alla promessa elettorale del 1997 o 1998... Tali problemi, signor sottosegretario, hanno conseguenze gravissime perché costringono un'enorme quantità di pendolari a recarsi a Roma con il proprio mezzo privato, intasando così la circolazione e creando quelle difficoltà ambientali delle quali tutti, più o meno, siamo ormai vittime. Così facendo, se non riusciremo a riequilibrare il territorio del Lazio portando il lavoro fuori della città e ricorrendo alle ferrovie, si costringerà la città, fra qualche tempo, a «chiudere», con gravi conseguenze economiche; sappiamo che solo attraverso il trasporto su ferro si può creare un reale sviluppo al di fuori della città di Roma, nelle altre province del Lazio e nella stessa provincia di Roma.
che i cittadini rimangano lì: ma perché? Quale delitto avrebbero commesso per rimanere al «confino»?
PRESIDENTE. Onorevole Ciani...
FABIO CIANI. Concludo, Presidente. Il Presidente di turno oggi in aula è stato ministro dei trasporti e conosce i problemi da noi denunciati. Nessuno ha la bacchetta magica, ma la disattenzione è un peccato grave! L'aver tralasciato questi problemi per occuparsi di altre cose che convogliano miliardi sulla progettazione, ma non benefìci ai cittadini, è un altro dei peccati gravi che attribuiamo a questo Governo ed alla regione Lazio.
Lei, insieme agli altri interpellanti, ha posto una serie di quesiti che richiedono una risposta abbastanza ampia ed articolata. Bisogna inquadrare correttamente l'argomento che lei ha evidenziato nell'interpellanza, cercando di focalizzare innanzitutto il panorama degli interventi infrastrutturali sulla rete ferroviaria del Lazio.
I contratti di programma vigenti, stipulati con il gestore dell'infrastruttura ferroviaria nazionale, prevedono molti interventi nella regione Lazio. Oltre che dalle opere connesse alla realizzazione del sistema alta velocità, consistenti sostanzialmente nella penetrazione urbana della linea al nodo di Roma, la regione risulta interessata da una serie di investimenti sulla rete convenzionale, il cui importo complessivo si aggira intorno a 4,5 miliardi di euro.
A questa somma, occorre aggiungere gli importi relativi alle nuove opere introdotte ai sensi della legge obiettivo (la linea Passo Corese-Rieti ed il nuovo centro intermodale del Tevere per circa un miliardo di euro), e quota parte degli interventi tecnologici inerenti la sicurezza e la circolazione ferroviaria in corso di attuazione sull'intera rete nazionale.
Nel triennio che va dal 2001 al 2003, i citati investimenti sulla rete convenzionale hanno fatto registrare contabilizzazioni superiori a 280 milioni di euro. I principali incrementi dello stato di avanzamento hanno riguardato innanzitutto il potenziamento del tratto urbano della linea Roma-Viterbo.
L'intervento, dal costo complessivo di 361 milioni, ha consentito la realizzazione dei raddoppi e delle elettrificazioni delle tratte San Pietro-La Storta e La Storta-Cesano, mentre è in fase di realizzazione l'esecuzione del quarto binario tra Trastevere e San Pietro ed il completamento della fermata Quattro Venti.
Le contabilizzazioni al 31 dicembre 2003 ammontano a 308 milioni, dei quali circa 67 nel triennio 2001-2003.
Altri interventi sono quelli di potenziamento tecnologico e di sistemazione a piano regolatore generale delle stazioni di Roma Ostiense, Trastevere e Tuscolana.
L'intervento, del costo complessivo di 73 milioni, è funzionale al nuovo assetto del piano del ferro e alla separazione dei traffici passanti nord-sud dai traffici metropolitani interessanti il nodo di Roma. Le contabilizzazioni al 31 dicembre 2003 ammontano a 60 milioni, dei quali circa 25 nel triennio 2001-2003.
Passiamo poi alla realizzazione del blocco automatico banalizzato sulla Roma-Napoli (via Formia). Si tratta di un intervento del costo complessivo di 49 milioni, che consiste nella realizzazione di nuovi apparati tecnologici sulla linea che va dalla stazione Casilina a Pomezia, Campoleone e fino Cisterna di Latina. Le contabilizzazioni al 31 dicembre 2003 ammontano a 17 milioni, tutte effettuate nel triennio 2001-2003.
È prevista la realizzazione del sistema di comando e controllo delle linee Roma-Genova e Pontremolese, anche qui con un'incidenza nella regione Lazio pari a circa il 35 per cento. L'intervento, del costo complessivo di 437 milioni, consiste nell'esecuzione del sistema di comando e controllo del traffico dell'itinerario tirrenico Roma-Genova, nel completamento del sistema di distanziamento dei treni a correnti codificate lungo la linea e nelle stazioni e nella soppressione di passaggi a
Vi è poi la realizzazione del sistema di controllo della marcia del treno nel nodo di Roma. Oltre agli interventi diffusi sul territorio, il contratto di programma ha previsto questo intervento specifico per la sicurezza della circolazione nel nodo di Roma. I nodi di Roma, Napoli e Milano rientrano infatti nella prima fase prevista per detto importante attrezzaggio. L'intervento, del costo complessivo di 33 milioni, registra contabilizzazioni al dicembre 2003 pari a 18 milioni, dei quali circa 15 nel triennio 2001-2003.
Per quanto riguarda l'intervento infrastrutturale nelle aree della stazione Tiburtina e il nodo di interscambio, l'intervento, del costo complessivo di 174 milioni, costituisce la prima fase della futura esecuzione della nuova stazione e prevede la realizzazione di piastre di base, di percorsi pedonali di attraversamento, di marciapiedi, pensiline, l'adeguamento di fasci di binari ed interventi tecnologici. Le contabilizzazioni al 31 dicembre 2003 ammontano a 56 milioni, dei quali circa 11 nel triennio 2001-2003.
Altri interventi sono stati sostanzialmente ultimati nel triennio sopra preso a riferimento (2001-2003). Tra questi la sistemazione a piano regolatore generale ed apparati di controllo della stazione di Roma Termini. Costo complessivo 84 milioni e il sestuplicamento Roma Tiburtina-smistamento, del costo complessivo di 43 milioni di euro.
In merito ai recenti finanziamenti, si fa presente che le leggi finanziarie approvate dal 2002 al 2005 hanno recato nuove risorse, per interventi che interessano la rete convenzionale della regione, per circa 500 milioni di euro. Gli investimenti che ne hanno maggiormente beneficiato sono i seguenti.
La realizzazione della gronda merci di Roma: l'intervento, del costo stimato di 1.392 milioni di euro, è finanziato per 40 milioni di euro, 30 dei quali recati dalla legge finanziaria per il 2004. Basato su una iniziale analisi delle attuali e future criticità del nodo di Roma, prevede la realizzazione di un nuovo collegamento nord-sud che consentirà l'instradamento dei treni merci dalla Firenze-Roma e dalla Pisa-Roma verso la linea Roma-Formia-Napoli, utilizzando la cintura nord ed una nuova linea di cintura a sud che, diramandosi da Ponte Galeria, andrà ad innestarsi a sud di Campoleone, sulla Roma-Formia. La nuova infrastruttura avrà una estensione di circa 64 chilometri. Il progetto ha fatto registrare le prime contabilizzazioni nel 2003 e, pertanto, risulta avviato.
Il potenziamento della Roma-Pescara: l'intervento, del costo di 52 milioni di euro, è stato interamente finanziato dalla legge finanziaria per il 2003. Prevede interventi tecnologici, piccole varianti e soppressione di passaggi a livello, finalizzati all'incremento della sicurezza, del confort e della capacità della linea.
Il potenziamento tecnologico della Chiusi-Roma (linea lenta Firenze-Roma): l'intervento, del costo di 52 milioni di euro, è stato interamente finanziato dalle leggi finanziarie per il 2002 e per il 2003. Prevede interventi tecnologici, nuovi apparati di stazione, costruzione di sottopassaggi e interventi di velocizzazione degli itinerari.
Il raddoppio della Prenestina-Lunghezza: l'intervento, del costo di 75 milioni di euro, ha visto completare il proprio finanziamento grazie all'emanazione delle leggi finanziarie per gli anni 2004 e 2005, che hanno recato 37 milioni di euro. Prevede la realizzazione di un nuovo binario di raddoppio in affiancamento all'esistente, nel tratto Salone-Lunghezza, ed il raddoppio su nuova sede, in affiancamento alla penetrazione AV del nodo, della tratta Prenestina-Salone.
Il raddoppio della linea Lunghezza-Guidonia e altri interventi nelle stazioni e sulle linee convenzionali della regione connesse agli investimenti AV/AC: questi interventi, del costo stimato di circa 178 milioni di euro, sono stati completamente finanziati dalle leggi finanziarie per gli anni 2003, 2004 e 2005. Per quanto concerne il raddoppio della Lunghezza-Guidonia,
Il potenziamento del tratto urbano della linea Roma-Viterbo: l'intervento, già precedentemente citato, del costo di 361 milioni di euro, ha visto completare il proprio finanziamento grazie all'approvazione della legge finanziaria per il 2004, che ha recato 25 milioni di euro.
Il blocco automatico banalizzato sulla Roma-Napoli (via Formia): l'intervento, anche questo precedentemente citato, del costo di 49 milioni di euro, ha visto completare il proprio finanziamento grazie all'approvazione della legge finanziaria per il 2004, che ha recato 23 milioni di euro.
La realizzazione del sistema di comando e controllo delle linee Roma-Genova e Pontremolese: l'intervento, già precedentemente citato, del costo di 437 milioni di euro, ha visto completare il proprio finanziamento grazie all'approvazione delle leggi finanziarie per gli anni 2004 e 2005, che hanno recato 83 milioni di euro.
Inoltre, si fa presente che, secondo le procedure accelerate e emanate ai sensi della legge obiettivo, con delibera del 19 dicembre 2003, il CIPE ha approvato il progetto preliminare della nuova linea Passo Corese-Rieti, che reca un importo complessivo di 792 milioni di euro.
L'intervento consiste nella realizzazione della nuova linea ferroviaria a semplice binario, di lunghezza pari a 49 chilometri circa, che collega le stazioni di Fara Sabina - attualmente operativa sulla linea Chiusi-Roma - e di Rieti - attualmente operativa sulla linea Terni-L'Aquila-Sulmona - con stazione intermedia a Osteria Nuova a servizio del bacino centrale della linea. Il tracciato è caratterizzato dalla presenza di tre gallerie «lunghe», dotate di appositi attrezzaggi ai fini della sicurezza (discenderie, cunicoli carrabili o pedonali, bypass pedonali e finestre), di cui la più lunga (galleria Ornaro) misura 7,5 chilometri.
Recentemente, infine, è stato effettuato, su indicazione del CIPE, uno studio di fattibilità per la velocizzazione dell'intera linea Roma-Pescara attraverso l'esecuzione di varianti, molte delle quali fuorisede, che comporteranno una significativa riduzione del tracciato. In esito allo studio effettuato, il CIPE, nella riunione del 20 dicembre 2004, ha sancito la definitiva introduzione di detto progetto nel contratto di programma (costo stimato 1.184 milioni), finanziandone la successiva fase di progettazione preliminare.
Dopo avere evidenziato nel dettaglio lo sforzo che il Governo e le Ferrovie dello Stato stanno effettuando per il potenziamento dell'infrastruttura ferroviaria del Lazio, si può più serenamente affrontare la tematica della qualità del servizio offerto da Trenitalia, premettendo come con il decreto legislativo n. 422 del 1997, siano state conferite alle regioni ed agli altri enti locali le funzioni ed i compiti in materia di trasporto pubblico locale.
In merito, quindi, al servizio offerto, Ferrovie dello Stato ha fatto conoscere che, in data 8 maggio 2003, la regione Lazio ha sottoscritto con Trenitalia l'accordo procedurale attuativo del protocollo di intesa siglato con Ferrovie dello Stato Spa il 2 marzo 2000 per l'acquisto e la ristrutturazione del materiale rotabile.
L'investimento totale, pari a 201 milioni 382 mila 522 euro, è suddiviso in 50 milioni 345 mila 630,50 di competenza della regione Lazio, e 151 milioni 036 mila 891,50 di Trenitalia.
Nell'accordo, finalizzato al potenziamento e al miglioramento qualitativo del servizio ferroviario regionale, sono previsti: l'acquisto di 36 locomotive E 464 e di 60 vetture e di 12 semipilota a doppio piano media distanza, la ristrutturazione di 100 vetture e semipilota a piano ribassato e di 15 vetture a doppio piano per l'alta frequentazione.
A conclusione della rappresentazione del quadro generale dello stato del trasporto ferroviario nella regione Lazio, si accenna alle linee connesse Roma-Lido, Roma-Viterbo e Roma-Pantano. A seguito della citata delega di funzioni in materia
Successivamente, per dare concreta attuazione agli impegni già assunti in materia di investimenti nel settore, nel dicembre 2002 è stato stipulato tra il Ministero delle infrastrutture, dei trasporti e la regione Lazio un accordo di programma per il trasferimento alla regione di risorse economiche necessarie per investimenti diretti al risanamento tecnico-economico delle ferrovie in concessione. Nell'ambito del predetto accordo, venivano individuati interventi attivabili entro il dicembre 2004. Ad oggi, risultano in corso le valutazioni di impatto ambientale sul progetto per l'ammodernamento della ferrovia Roma-Viterbo. Tale progetto ha incontrato particolari difficoltà nello studio della stazione capolinea di piazzale Flaminio, a Roma.
Aggiungo infine, in relazione alle sue osservazioni attinenti al controllo sui finanziamenti di Roma capitale, che sarà cura del Ministero avviare un monitoraggio serio e approfondito sulla parte della mancata spesa relativa agli anni precedenti al 2000. A noi consta infatti che complessivamente, con particolare riguardo alle risorse attribuite al comune di Roma, vi è una mancata spesa di risorse assegnate pari ad oltre 662 milioni di euro, su cui va condotto un monitoraggio molto approfondito.
Oggi abbiamo incontrato un gruppo di rappresentanti dei pendolari, che ci ha illustrato la situazione della Roma-Fiumicino, della Roma-Ciampino-Marino, nonché quella relativa alla parte settentrionale della città, alla valle dell'Aniene, a Tivoli, e via dicendo. Tale situazione è stata completamente ignorata nella sua risposta. Lei, infatti, ha illustrato una serie di interventi programmati da Trenitalia che riguardano le lunghe tratte (Roma-Pescara, Roma-Genova); ci mancherebbe che Trenitalia non mettesse in sicurezza tali tratte.
Abbiamo tuttavia posto un problema più vicino a noi. Lei oggi ha un compito diverso e non si occupa più della provincia di Roma e della regione Lazio, bensì dei problemi nazionali. Al contrario, noi siamo più vicini ai problemi della nostra città, della nostra provincia e della nostra regione, e ritenevamo di poter contare su qualcosa di più di una dichiarazione di intenti. Lei ha illustrato una serie di progetti. Sappiamo quanto sia bravo il ministro Lunardi a redigere progetti, forse perché si tratta di un'attività legata alla sua vecchia professione ed è dunque il campo in cui si sa esprimere meglio. Molto meno, invece, si sa esprimere nella realizzazione, in quanto constatiamo che nel Lazio ancora non vi sono nuovi cantieri. Lei ha riferito che il contratto di servizio obbliga lo Stato e la regione ad impegnare ben 50 milioni di euro: ebbene, è meno di quanto ha speso la provincia di Roma per l'acquisto di nuovi treni. Con la nuova amministrazione provinciale, infatti, sono stati impegnati oltre 50 milioni di euro per tale acquisto, pur non rientrando ciò, come lei sa bene, nelle competenze provinciali.
Quindi non ci sembra un grosso sforzo, anche considerando la situazione del Lazio e della provincia di Roma in particolare, che lei ben conosce. Lei sa quali conseguenze comporta il mancato forte intervento nel trasporto su ferro nella provincia di Roma? Lei conosce la condizione di Guidonia e della via Tiburtina perché alcuni anni fa, sette o otto, ha realizzato la sua campagna elettorale spiegando che
Il sempre crescente disagio dei pendolari è sfociato recentemente in blocchi e nel mancato pagamento degli abbonamenti. Come lei saprà, signor sottosegretario, in questo periodo di campagna elettorale noi politici siamo più attenti, ci rechiamo in giro, saliamo sui treni dei pendolari per vedere le carrozze; abbiamo modo così di verificare le carrozze sporche, gli impianti di riscaldamento che non funzionano e le condizioni di lavoro degli addetti, che vivono una situazione di pericolo per la mancata manutenzione. In materia di sicurezza, come lei sa, tutti gli interventi che lei ci ha illustrato relativi proprio alla sicurezza sono, purtroppo, una conseguenza dei disastri recentemente verificatesi. In tali occasioni tutti, con forza, hanno denunciato l'insufficiente attenzione prestata in questi anni ai temi della sicurezza da parte di Trenitalia e del Governo.
La regione Lazio è l'unica che non ha imposto penalità a Trenitalia per le mancate realizzazioni, per i disagi, per le soppressioni dei treni e per le condizioni di trasporto dei viaggiatori. Questi problemi lei li conosce bene, signor sottosegretario, perché li ha vissuti e le sono stati denunciati durante il suo periodo di presidenza della provincia di Roma. È per tale motivo che crediamo che il Governo e la regione non abbiano fatto per intero il loro mestiere, il loro lavoro e non abbiano prestato sufficiente attenzione a questi problemi. Lei si rende conto che la regione Lazio non ha predisposto un piano regionale dei trasporti? E questo in presenza, per giunta, come ricordava il collega Tocci, della grandissima opportunità rappresentata dall'entrata in funzione, ormai prossima, dall'alta velocità. Come fa una regione a non programmare e progettare un nuovo sistema dei trasporti che tenga conto delle grandi opportunità che le vengono offerte? Questo è avvenuto perché la regione si è impegnata molto di più nella gestione della rete delle strade statali (lei sa cosa è accaduto in riferimento a tale vicenda), che in virtù del nuovo Titolo V della Costituzione è stata demandata alle regioni.
In un primo momento la regione Lazio, come tutte le altre regioni italiane, aveva affidato tale gestione alla provincia, ma poi si è ripresa tale compito un po' per «amore di gestione», un po' perché la provincia ha cambiato colore politico: forse a quel punto piaceva meno che fosse una provincia guidata dal centrosinistra ad occuparsi della gestione delle strade. È di questo che si è occupata la regione e non di programmare e progettare una nuova struttura del trasporto regionale che cogliesse le opportunità concesse. Lei, signor sottosegretario, sa qual è la conseguenza di tale situazione? Le autolinee regionali servono ancora per l'adduzione verso la città, intasando le strade provinciali e le autostrade e non si possono occupare di un problema che ormai riguarda tutti noi, di cui parlano tutti, anche il Presidente Ciampi ed il Presidente del Consiglio. Mi riferisco ai piccoli comuni, che dobbiamo valorizzare e fare in modo che non si spopolino; dobbiamo far sì che i cittadini rimangano nei piccoli comuni, che rappresentano la nostra cultura, le nostre origini.
E poi che facciamo? Eliminiamo il trasporto, le poste, la scuola? E poi pretendiamo
Il trasporto su gomma si ridurrebbe se ponessimo finalmente attenzione al potenziamento delle ferrovie, ai nodi di interscambio, alla possibilità di far utilizzare ai cittadini mezzi veloci, rapidi, su sede propria, che non inquinino, e se utilizzassimo quei servizi per collegare i piccoli comuni alle grandi infrastrutture che conducono verso la città, incrementando così l'occupazione in quei luoghi.
È per questo motivo che denunciamo una disattenzione da parte del Governo e della regione. Il Governo continua a programmare grandi opere, trafori, il Mose a Venezia, il ponte sullo stretto di Messina e non si occupa dei problemi quotidiani: quelle opere si realizzeranno, forse (io credo, con i ritmi attuali, mai), tra cinquant'anni; oggi noi - lo diceva il collega Tocci - ci preoccupiamo di inviare una capsula nello spazio, come regione Lazio, e non riusciamo a trasportare i nostri cittadini e pendolari!
Lei poco fa parlava di finanziamenti di opere per 1.900 miliardi, di cui è stato stanziato un milione di euro per la progettazione: bravissimi a progettare, scarsamente bravi a realizzare!


