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D)
I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, per sapere - premesso che:
le proteste dei pendolari hanno denunciato le deficenze strutturali della rete ferroviaria laziale, con particolare riferimento alle direttrici per Viterbo, Tivoli, Castelli, Nettuno;
la recente tragedia ferroviaria ha riportato all'attenzione dell'opinione pubblica l'arretratezza strutturale e tecnologica
della rete ferroviaria, con particolare riferimento alle linee a binario unico;
nel territorio della regione Lazio l'azienda Ferrovie dello Stato ha elaborato un programma strategico di ammodernamento e sviluppo delle infrastrutture, che è stato realizzato in parte, con risultati molto positivi sul lato della domanda, che è aumentata del 95 per cento tra il 1993 ed il 2001;
i Governi precedenti hanno sostenuto l'attuazione del suddetto programma, con investimenti cospicui, che hanno permesso di realizzare opere per circa 300 milioni di euro l'anno fino al 2001, mentre l'attuale Governo ha limitato i fondi a disposizione, fino a ridurre l'investimento in attuazione al livello di 70 milioni di euro, secondo la fonte della regione Lazio, ormai pienamente competente nell'amministrazione delle procedure di gestione del servizio, in seguito ai poteri conferiti con la riforma del titolo V della Costituzione;
l'unica opera in via di realizzazione in questo momento nella regione è la galleria tra la stazione Trastevere e S. Pietro, iniziata nell'anno 2000, oltre ai cantieri dell'alta velocità e alle opere connesse;
gli interpellanti non comprendono come l'attuale Governo, che a parole si è detto sempre desideroso di attuare le opere pubbliche, non sia ancora riuscito ad avviare neppure una nuova opera ferroviaria nell'intero territorio regionale, dopo quasi quattro anni di tempo spesi a modificare le leggi del settore;
in particolare, sono a tutt'oggi senza finanziamento opere decisive per la mobilità dei pendolari e per le quali le strutture tecniche delle Ferrovie dello Stato hanno da tempo avviato le necessarie progettazioni: il raddoppio da Cesano a Bracciano, il potenziamento della fr1 da Monterotondo a Fiumicino, con nuove opere a Casilino e Ostiense, la trasformazione delle linee dei Castelli (Albano, Velletri e Frascati), la realizzazione di nuove stazioni, a cominciare da quella di Pigneto di scambio con la linea C, ammodernamento delle tecnologie e degli apparati di segnalazione ed altre;
l'unico finanziamento disponibile, 105 milioni di euro per il raddoppio della Lunghezza-Guidonia, non può ancora essere impegnato a causa dei ritardi per il rilascio della valutazione di impatto ambientale da parte della regione Lazio;
la stessa regione Lazio tiene bloccati finanziamenti per 241 milioni di euro, assegnati dallo Stato nel 2000, per le ferrovie ex-concesse, i quali, in base all'accordo di programma siglato dalla regione con il ministero competente, dovevano essere impegnati per l'acquisto dei treni sulla Roma-Lido, per l'eliminazione dei passaggi a livello sulla Roma-Nord e per la nuova stazione di Flaminio, per il potenziamento della Roma-Pantano;
allo stato dell'arte l'unico finanziamento pubblico disponibile per il potenziamento del trasporto ferroviario è quello della provincia di Roma, che ha impegnato 50 milioni di euro per l'acquisto di 11 nuovi treni, pur non avendo diretta competenza sulla gestione del trasporto ferroviario, ma avendo molto a cuore la condizione dei pendolari;
secondo gli interpellanti, è intollerabile tenere bloccati oppure far mancare i finanziamenti al servizio di trasporto ferroviario, che ha tanto bisogno di un'opera continuativa di sviluppo e di ammodernamento -:
quali siano i motivi che hanno determinato la paralisi degli interventi strutturali pianificati e progettati da Ferrovie dello Stato sulla rete regionale;
se intenda adottare iniziative volte a porre riparo alla suddetta situazione, trovando nuove risorse finanziarie per l'attivazione almeno dei progetti più urgenti relativi alla sicurezza;
se ritenga di dover sollecitare la regione Lazio affinché si sblocchi almeno il finanziamento disponibile per il raddoppio della Lunghezza Guidonia, nonché chiedere
alla medesima di impegnare i finanziamenti già disponibili per le ex ferrovie concesse (Roma Lido, Roma Nord, Roma Pantano).
(2-01456)
«Tocci, Raffaldini, Albonetti, Pisa, Maura Cossutta, Rugghia, Angioni, Roberto Barbieri, Benvenuto, Bettini, Giovanni Bianchi, Bova, Caldarola, Ceremigna, Ciani, Coluccini, Di Serio D'Antona, Duilio, Gentiloni Silveri, Giachetti, Giulietti, Tonino Loddo, Lolli, Lucà, Lucidi, Lusetti, Milana, Nigra, Pasetto, Rocchi, Ruta, Sciacca, Volpini, Amici, Battaglia, Cento, Cialente, Galeazzi, Intini, Russo Spena, Villetti, Leoni, Mosella, Tidei, Pistone».
(8 febbraio 2005)