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PRESIDENTE. L'onorevole Scherini ha facoltà di
GIANPIETRO SCHERINI. Signor Presidente, il prezzo di beni e servizi, ad
avviso dell'interrogante, dovrebbe essere considerato pubblicità ingannevole quando il modo in cui viene calcolato, comprensivo dei servizi ad esso connessi, sia tale da indurre in errore le persone a cui l'offerta è rivolta.
PRESIDENTE. Il ministro per i rapporti con il Parlamento, onorevole Giovanardi, ha facoltà di
CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, in Italia le leggi non mancano; infatti, la normativa vigente stabilisce che, per determinare se la pubblicità sia ingannevole, se ne devono considerare diversi elementi, tra cui il prezzo, il modo in cui esso viene calcolato, le condizioni alle quali i beni e i servizi vengono forniti.
PRESIDENTE. L'onorevole Scherini, al quale ricordo che ha a disposizione due minuti di tempo, ha facoltà di
GIANPIETRO SCHERINI. Signor Presidente, con questa interrogazione ho voluto richiamare l'attenzione del ministro e dell'esecutivo su un problema che tutti abbiamo sotto gli occhi, quello della chiarezza dei prezzi.
Non si tratta più di perseguire il commerciante che truffa sul prezzo dei saldi, ma di contrastare raffinati sistemi di raggiro dei consumatori, posti in essere al fine di alterare la comprensione del prezzo.
È sconfortante osservare che gran parte delle pronunzie di condanna derivino da denunzie della concorrenza commerciale, più che da iniziative dei consumatori, segno della difficoltà da parte di questi ultimi di percepire il raggiro.
Chiedo al ministro se non intenda adottare iniziative normative volte a stabilire che i prezzi esposti al pubblico debbano essere quelli finali unitari, comprensivi di ogni elemento anche fiscale, o, se si tratta di prezzi composti, che ciascuno degli elementi debba essere esposto con eguale rilievo, configurandosi, altrimenti, l'ipotesi di pubblicità ingannevole.
Ulteriori disposizioni sull'argomento sono contenute nella normativa sul commercio. In particolare, la legge prevede che i prodotti esposti per la vendita al dettaglio, nelle vetrine esterne o all'ingresso del locale o nelle immediate adiacenze dell'esercizio su aree pubbliche o sui banchi di vendita ovunque collocati, debbano indicare in modo chiaro e ben leggibile il prezzo di vendita al pubblico mediante l'uso di un cartello o con altre modalità idonee allo scopo.
Si stabilisce poi che nelle vendite straordinarie (nei saldi, nelle liquidazioni) lo sconto, ed il ribasso effettuato, debba essere espresso in percentuale sul prezzo normale di vendita e che debba essere esposto anche il prezzo iniziale.
Vi è poi la disciplina sulle vendite sottocosto; vi è la normativa sulla protezione dei consumatori in materia di indicazione dei prezzi offerti ai medesimi, con l'obbligo di indicare il prezzo per unità di misura, oltre al normale prezzo di vendita dei prodotti, al fine di migliorare l'informazione per il consumatore. Anche le pubblicità dei prodotti e dei cataloghi debbono riportare, quando indicato, il prezzo di vendita e l'indicazione del prezzo per unità di misura.
Ultimamente, l'attuazione di una direttiva CE del 1999 introduce il concetto della valutazione di conformità del bene di consumo arrivato al consumatore, rispetto al contratto stipulato.
Dunque, vi è una produzione normativa molto precisa e dettagliata, ma dall'altro canto vi sono i raggiri, gli inganni, le truffe, coloro che cercano di eludere e, quindi, si tratta di un problema di controllo, di denuncia e di repressione. Sotto questo aspetto, ricordo che misure sanzionatorie più elevate, proprio per contrastare questo fenomeno, sono previste nel disegno di legge in materia di pubblicità ingannevole, già approvato dalla Camera dei deputati, in corso d'esame al Senato. Si tratta anche di un progetto di legge utile eventualmente per inserire, sulla base di queste considerazioni, altre ulteriori norme repressive, sanzionatorie per chi eluda una normativa già molto precisa e dettagliata.
Quante volte ognuno di noi, penso soprattutto alle persone più anziane o a quelle più frettolose o meno attente, ha difficoltà a capire il reale costo di un bene, di un oggetto o di un servizio? Quante volte veniamo rinviati a fondo pagina con degli asterischi, quante volte dobbiamo fare dei calcoli, aggiungere le imposte e quant'altro?
Quindi, bisogna fare in modo che il prezzo indicato sia il più chiaro possibile, soprattutto in un momento caratterizzato dalla transizione, un po' difficoltosa, dalla vecchia divisa all'euro. È importante che il prezzo sia indicato nella maniera più chiara possibile, ma anche che sia quello finale pagato dal consumatore per il servizio o per il bene. Lo considero un atto di attenzione nei confronti dei consumatori, in maniera particolare delle persone anziane, che sono meno attente, e come un atto di giustizia nei confronti delle imprese e dei commercianti, cioè di chi vende, perché ciò permette l'effettivo esplicarsi della concorrenza (Applausi dei deputati del gruppo di Forza Italia).


