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PRESIDENTE. L'onorevole Gambini ha facoltà di
SERGIO GAMBINI. Signor Presidente, l'andamento del prodotto interno nell'ultimo quadrimestre, sulla base del dato pubblicato ieri, è pari allo 0,3 per cento. L'Italia, dopo anni di crescita stentata, alla fine si è fermata ed anzi addirittura torna indietro: siamo gli ultimi in Europa.
PRESIDENTE. Il ministro per i rapporti con il Parlamento, onorevole Giovanardi, ha facoltà di
CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, abbiamo avuto un risultato positivo nel 1994 rispetto al 1993 e un record dell'occupazione in Italia, con un incremento del 7 per cento, che costituisce il risultato migliore degli ultimi quindici anni. Questa è la realtà dei fatti e il Governo non è affatto inadempiente, neppure sulla questione specifica richiamata dall'interrogante. Infatti, per quanto concerne il provvedimento sulla competitività, l'impegno solennemente assunto è quello di approvarlo entro il mese di marzo, e così sarà, tenendo conto anche dell'action plan europeo, che per primi ci vedrà recepire quelle linee guida, tramite dieci punti che verteranno proprio sullo sviluppo e sulla crescita del sistema Italia.
PRESIDENTE. L'onorevole Gambini ha facoltà di
SERGIO GAMBINI. Signor Presidente, non sono soddisfatto, in quanto il ministro ha annunciato un nuovo rinvio: l'ultima volta, signor ministro, vi eravate impegnati a presentare il provvedimento entro la fine di febbraio, ma si è andati oltre. Di rinvio in rinvio, alla fine approverete un decreto piccolo piccolo, che non servirà alle imprese, al lavoro italiano e ad aumentare la competitività del nostro paese.
Da mesi denunciamo il pericolo del declino dell'industria italiana, del nostro manifatturiero, del made in Italy ed indichiamo l'urgenza di misure e di interventi per elevare la competitività italiana. Da giugno le rappresentanze del lavoro e dell'impresa reclamano l'impegno del Governo. Di rinvio in rinvio sono passate le settimane ed i mesi e quello che era un pericolo ora, purtroppo, è divenuto una drammatica realtà.
Non è solo l'opposizione che ve lo chiede, è il paese che vi interroga. Recentemente Il Sole 24 Ore, il giornale della Confindustria, ha parlato di interventi che rischiano di arrivare fuori tempo massimo. Quando smetterete di interessarvi d'altro? Quando la finirete di raccontare un'Italia che non esiste, un'Italia da favola, e presenterete finalmente al Parlamento provvedimenti che consentano di recuperare la competitività?
Come è noto, d'altronde, gli altri provvedimenti citati, che riguardano il diritto fallimentare, la liberalizzazione delle professioni e il nuovo assetto dei servizi pubblici locali, sono all'esame delle Commissioni competenti. Ricordo tuttavia che sono state approvate la riforma fiscale, la riforma del diritto societario, la riforma delle pensioni, la legge obiettivo per il rilancio delle infrastrutture, la riforma del mercato del lavoro e la legge Biagi, la riforma della scuola, la legge sull'immigrazione, la riforma del settore energetico. Si è dunque trattato di un formidabile contributo riformista da parte di questo Governo, che ha ottenuto risultati positivi. Non posso dunque affatto condividere una visione così pessimistica della situazione, e riconfermo l'impegno, per quanto riguarda specificatamente la competitività, ad approvare il provvedimento nel Consiglio dei ministri entro il mese di marzo.
Si pensi che in Francia il Governo di centrodestra ha recentemente varato un piano da 6 miliardi di euro per la ricerca scientifica e l'innovazione, perché senza ricerca scientifica e senza innovazione nell'economia globalizzata le produzioni tradizionali sono destinate a soccombere. Se non si produce ricchezza, non vi sarà nulla da suddividere né risorse da distribuire, e neppure tasse da tagliare. Preferite invece distribuire i denari a pioggia e preferite, unici al mondo, cancellare la tassa di successione sui patrimoni ultramiliardari.
Vi sono anche riforme che non costano: il diritto fallimentare, la liberalizzazione delle professioni, la liberalizzazione dei servizi pubblici locali. Mi riferisco in particolare alla riforma delle professioni, per introdurre maggiore concorrenza, minori costi per il nostro sistema produttivo e maggiori opportunità in favore dei giovani laureati del nostro paese. Si tratta di riforme insabbiate da mesi, anzi da anni, a causa delle divisioni di questo Governo.
È stato calcolato che soltanto la riforma del diritto fallimentare potrebbe produrre da 0,5 fino all'1 per cento in più di prodotto interno lordo in un anno. La dovete fare, la dovete sbloccare! Da parte dell'opposizione vi è la massima disponibilità a collaborare in questa direzione, ma voi invece, non siete in grado di agire, perché siete divisi, perché non volete scegliere nè affrontare quelle lobby e quelle corporazioni che difendono privilegi: se non volete governare il paese, togliete il disturbo!


