Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 587 del 16/2/2005
Back Index Forward

Pag. 34


...

La seduta, sospesa alle 14,25, è ripresa alle 15.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE ALFREDO BIONDI

Svolgimento di interrogazioni a risposta immediata.

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento di interrogazioni a risposta immediata, alle quali risponderanno il ministro per le politiche comunitarie ed il ministro per i rapporti con il Parlamento.

(Interventi per il rilancio di FIAT auto - n. 3-04208)

PRESIDENTE. L'onorevole Provera ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-04208 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 1).

MARILDE PROVERA. Signor Presidente, il momento è importante e delicato per il futuro di FIAT auto, ultimo produttore, continuiamo a ricordarlo, a livello nazionale. Per tale motivo, il gruppo di Rifondazione comunista torna ad insistere, ponendo all'attenzione del Governo la questione, in vista anche dei prossimi incontri con le organizzazioni sindacali e tra organizzazioni ed azienda e dei prossimi scioperi che evidenziano la preoccupazione delle lavoratrici e dei lavoratori per i propri posti di lavoro.
Purtroppo, fummo i soli, cinque anni fa, ad analizzare e giudicare negativamente l'accordo con GM; seppure Paolo Fresco, l'allora amministratore, ne rivendica a tutt'oggi l'utilità, questa si manifesta solo dal punto di vista finanziario per gli azionisti: i 1.500 miliardi di euro che FIAT incasserà saranno destinati al tamponamento del debito del gruppo e non un euro sarà utilizzato per investimenti di settore, come l'azionista ha già comunicato.
Resta, dunque, indispensabile ancora un corposo investimento anche per promuovere eventuali alleanze, questa volta, auspicabilmente, non con produttori come GM, ma con produttori complementari. Per questo insistiamo e chiediamo al Governo di impegnarsi direttamente nella partecipazione attiva sul capitale, specie in vista di queste trattative, in modo da non essere solo spettatore di accordi negativi o, peggio, della lenta agonia del settore auto.

PRESIDENTE. Il ministro per i rapporti con il Parlamento, onorevole Giovanardi, ha facoltà di rispondere.


Pag. 35

CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, siamo di fronte ad una azienda privata, quindi ad una libera economia di mercato che volutamente analizza le proprie strategie imprenditoriali. Il Governo, comunque, sia pure in questi limiti, ha stipulato un contratto di programma il 22 luglio 2004 ed il Ministero delle attività produttive è stato indicato come il soggetto che deve monitorare l'accordo citato con il management della FIAT.
Le linee del progetto di rilancio dell'azienda, come noto, sono: priorità al flusso di cassa e alla redditività, sviluppo del prodotto, innovazione del marketing, competitività dei costi e rilocalizzazione geografica.
Il piano di rilancio 2003-2007 prevede che vengano realizzati investimenti complessivi per circa 19,5 miliardi di euro: 9,1 miliardi di euro sono destinati ai nuovi prodotti, 7,9 a ricerca e sviluppo, 700 milioni di euro alle reti commerciali, 1,8 miliardi alle ristrutturazioni operative. Come risvolto occupazionale, è prevista una riduzione di 2.800 unità con assunzioni previste in parallelo per 1.600 unità.
Il piano industriale per il settore auto prevede, tra l'altro, oltre alle attività di ricerca e innovazione per lo sviluppo di nuove metodologie e tecnologie di prodotto e di processo aggiuntive rispetto all'ordinario piano di investimenti e ricerca che l'azienda annualmente sostiene, anche un consistente volume di investimenti produttivi, connessi in modo significativo con le stesse attività di ricerca e sviluppo. In particolare, sono previsti interventi in innovazione, ricerca e sviluppo nelle materie indicate nell'accordo di programma (5 dicembre 2002), sostenibilità ambientale, sicurezza e qualità (620 milioni di euro) ed investimenti produttivi per un importo di circa 2.600 milioni di euro di immobilizzi da realizzare nel periodo 2003-2007 in più unità produttive, localizzate particolarmente in regioni del Mezzogiorno.
In questo ambito, il ministero è intervenuto proponendo al CIPE un primo contratto di programma relativo ad iniziative immediatamente cantierabili. Tale contratto, stipulato nel luglio 2004, riguarda investimenti aziendali per oltre 1,2 miliardi di euro relativi agli stabilimenti di Cassino, Pomigliano d'Arco e Melfi, oltre alle iniziative di ricerca svolte a Pomigliano d'Arco per 24,9 milioni di euro.
A fronte di tali investimenti da completare entro il 2007, sono state riconosciute agevolazioni per oltre 150 milioni di euro e l'azienda si è impegnata con il Governo ad incrementare gli occupati dei tre stabilimenti suddetti per complessive 1.251 unità.
Per quanto riguarda Mirafiori, la FIAT mantiene la sua destinazione industriale in quanto in tale area vengano promosse tutte le azioni per la realizzazione di nuovi modelli, quali la FIAT Idea e, più recentemente, la Lancia Musa.
L'azienda, in proposito, ha confermato che Mirafiori continuerà ad essere sede di tutte le funzioni centrali (progettazione, sperimentazione commerciale, marketing), mantenendo una significativa presenza produttiva e, conseguentemente, anche occupazionale.

PRESIDENTE. L'onorevole Provera ha facoltà di replicare.

MARILDE PROVERA. Ringrazio per l'impegno che il Governo dimostra relazionandoci il bollettino della FIAT; tuttavia mi piacerebbe capire come il Governo comprende gli effettivi impegni e le possibilità. Ciò invece non accade in quanto, visto il carattere privato del gruppo FIAT, l'esecutivo si limita a riconoscere agevolazioni in cambio di promesse, come è avvenuto per troppi anni senza alcuna ricaduta positiva. Su ciò torniamo ad insistere!
L'elenco degli investimenti descritti, che rimangono nelle buone intenzioni della FIAT, non consistono neanche in una lira aggiuntiva da parte degli azionisti per rilanciare il prodotto e la tecnologia.
La dimostrazione più evidente di tutto ciò è proprio lo stabilimento di Mirafiori in ordine al quale, a seguito della presentazione di atti di sindacato ispettivo, continuiamo a ricevere rassicurazioni che


Pag. 36

sono ormai al di fuori del tempo e della logica. Infatti, la nuova FIAT Idea continua a non decollare e manca un prodotto che conduca almeno alla tenuta minimale delle produzioni in quello stabilimento, nel quale Power Train ha chiuso. Tra l'altro, adesso che la meccanica non si chiamerà più Power Train - speriamo torni a chiamarsi FIAT Auto -, non è detto che quelle produzioni motoristiche e meccaniche tornino nello stabilimento di Mirafiori; cosa invece auspicabile anche ai fini del mantenimento dei posti di lavoro.
Dunque, signor ministro, di quali investimenti sta parlando? Di quali certezze? E, soprattutto, di quali incrementi occupazionali, visto che ripartirà la cassa integrazione per espellere nuovamente lavoratori? Altro che assunzioni!
Siamo di fronte ad un piano di disimpegno e se a ciò si aggiunge il fatto che i 1.500 miliardi di euro non saranno reinvestiti nel gruppo - non solo a Torino, ma anche negli stabilimenti del sud -, dove sono gli investimenti aggiuntivi?
Per tale motivo auspichiamo un intervento del Governo affinché lo Stato non sia soltanto elargitore, ma governi una parte di industria importante e vitale per il paese.

Back Index Forward