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PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 4 e delle proposte emendative ad esso presentate (vedi l'allegato A - A.C. 4248 sezione 6).
Nessuno chiedendo di parlare, invito il relatore ad esprimere il parere della Commissione.
CESARE ERCOLE, Relatore. Signor Presidente, la Commissione esprime parere contrario sugli emendamenti Burtone 4.2 e Valpiana 4.8, parere favorevole sull'emendamento Valpiana 4.9 e parere contrario sugli identici emendamenti Zanella 4.11 e Burtone 4.13.
PRESIDENTE. Prendo atto che il rappresentante del Governo esprime parere conforme a quello del relatore.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Burtone 4.2, non accettato dalla Commissione né dal Governo, e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 355
Votanti 354
Astenuti 1
Maggioranza 178
Hanno votato sì 159
Hanno votato no 195).
Passiamo alla votazione dell'emendamento Valpiana 4.8.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Valpiana. Ne ha facoltà.
TIZIANA VALPIANA. Signor Presidente, credo che l'emendamento in esame, sul quale è stato espresso un parere contrario, sia invece molto utile ed interessante. Tutti gli studi internazionali sulla SIDS - e qui ho un'intera raccolta da Lancet che potrei anche leggervi - mettono in evidenza le tecniche che in vari paesi si sono trovate per diminuire, visto che la causa non è ancora conosciuta, l'incidenza delle morti in culla. Ricordo che - anche se ora stiamo un po' trascendendo perché l'ora è tarda, siamo stanchi, ed abbiamo lavorato tanto - si tratta di un problema molto serio che colpisce in maniera drammatica alcune famiglie. A livello internazionale si è dimostrato che la tecnica migliore per diminuire l'incidenza della morte in culla è sicuramente l'informazione alle famiglie.
Infatti, attraverso l'informazione si possono sconfiggere le cause principali di questa sindrome, che sono le seguenti: il basso livello socio-economico; la giovane età materna e le precedenti altre gravidanze; altri fratelli morti per SIDS; insufficienza placentare con una dieta insufficiente e scarse cure; il fumo materno e paterno; l'eccessivo uso di caffè, alcool e droghe (eroina, cocaina, metadone); il sesso maschile; l'età inferiore ai sei mesi; il basso peso alla nascita; la somministrazione di sedativi; il reflusso gastro-esofageo; le esposizioni post-natali ad alta temperatura nella stanza; l'allattamento non materno; la presenza delle vaccinazioni; la posizione supina o sul fianco al momento del sonno; l'eccesso di coperte; l'uso del cuscino; un materasso troppo morbido; l'uso del succhiotto. Vi sono poi anche delle cause di tipo metabolico, come l'iposomia, la bradicardia e le apnee nel sonno, che sono evidentemente cause di tipo medico. Tutte le altre cause sono estremamente legate all'informazione che la madre e più in generale i genitori possono ricevere nelle cure del bambino.
Nell'attuale formulazione del testo si prevede che siano lanciate campagne di sensibilizzazione e predisposti appositi programmi di ricerca e che in particolare vengano effettuati dei corsi da rivolgere all'ostetrico, al ginecologo, al pediatra, al neonatologo, all'anatomo patologo, all'istologo, al medico di base e al personale infermieristico. Ci siamo però dimenticati della figura più importante, che è quella dell'assistente domiciliare, che può insegnare alle mamme a non mettere i bambini a dormire a pancia in giù o con troppe coperte e a non usare il cuscino e il materasso morbido. Poiché in tutto il mondo il maggior risultato è stato frutto
proprio della campagna informativa, credo sia una follia escludere dai corsi di aggiornamento professionale proprio chi, andando nelle case, può essere di aiuto concreto, come le ostetriche, le assistenti infermieristiche, le assistenti visitatrici, le infermiere, le puericultrici e quant'altro.
Ribadisco pertanto l'importanza del mio emendamento, che chiedo all'Assemblea di approvare, anche perché, in base ai dati degli altri paesi - penso a paesi come la Svezia e la Danimarca, che attraverso l'assistenza domiciliare nel puerperio hanno diminuito la percentuale delle morti in culla -, questa risulta essere la misura più efficace, l'unica però che non è presente in questo provvedimento.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Bolognesi. Ne ha facoltà.
MARIDA BOLOGNESI. Premesso che concordo con alcune questioni introdotte dalla collega Valpiana, con riferimento al comma 4 dell'articolo 4 vorrei sollevare un problema di rispetto del ruolo delle regioni (al riguardo, so di avere orecchie sensibili nel relatore). Infatti non è che noi con legge nazionale possiamo decidere che le regioni attivino per le categorie a rischio programmi per l'utilizzo di strumentazione di supporto quali apnea-monitor e cardio-monitor. In materia sanitaria vi sono regioni e regioni e, d'altronde, l'individuazione del centro di riferimento a Milano significa che si è tenuto conto di questo aspetto. Vi sono altre regioni, come quella in cui io vivo, che hanno fatto insieme ai comuni dei piani di assistenza per la popolazione a rischio, affinché a casa siano assistite le neomamme (cioè tutte le neomamme, soprattutto se nelle fasce a rischio, hanno una visita delle assistenti sociali).
Ci sono dunque tanti strumenti di supporto e di aiuto. Ritengo quindi non perfettamente coerente con l'autonomia, il federalismo, la devolution e quant'altro, il fatto che con legge nazionale si decida che le regioni debbano attivare programmi per l'utilizzo di supporti di prevenzione o di supporti cardiologici, proprio perché non mi pare si tratti di materia di competenza della legislazione nazionale.
Sarà il protocollo individuato dall'istituto di riferimento a pronunciarsi scientificamente su cosa è utile fare.
Sinceramente, non ritengo che sia giusto inserire il comma 4 nel provvedimento. Non so se mi sbaglio, ma siamo di fronte ad un'alternativa: o si decide per l'inserimento del protocollo diagnostico in una legge o si prevede, a fronte di un protocollo diagnostico scientifico, che saranno le regioni a decidere come attrezzarsi. Mi sembra un po' curioso decidere a tale riguardo con legge nazionale. Sarebbe un precedente!
Facciamo intervenire il Parlamento su questioni che attengono, seguendo dei protocolli scientifici, all'organizzazione sanitaria che spetta alle regioni.
MARILDE PROVERA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARILDE PROVERA. Signor Presidente, chiedo scusa, ma vorrei un chiarimento, forse anche per inesperienza personale. Con riferimento agli emendamenti precedenti, relativi all'affidamento ad un istituto specifico, vorrei ora rilevare, rispetto alla determinazione per legge delle modalità di intervento in ordine ai protocolli di affidamento, che si tratta di materie che possono variare nel tempo a seconda di come funzionano i monitoraggi, di come si modificano le situazioni locali e di come evolve scientificamente il mondo, ma anche a seconda della salute dell'istituto a cui si vorrebbe affidare questo lavoro.
Prima che si proceda nella discussione, vorrei un chiarimento in ordine alla legittimità di un provvedimento che interviene su materie che non dovrebbero essere affrontate con legge, perché, in realtà, sono soggette a variabili non legislative, a livello centrale, modificandosi in relazione agli istituti che svolgono questo tipo di rilevazione, per un verso, ed all'evoluzione
scientifica, dall'altro. Vi è la necessità di enti e di modalità molto più flessibili rispetto ad una legge dello Stato sotto il profilo dell'adeguatezza della situazione.
Temo che stiamo varando una legge che irrigidisce la situazione esistente, a fronte della quale o si interviene varando leggi su leggi, ove si modifichino le condizioni (ma ciò non rientra nelle funzioni del Parlamento), o si rischia di mettere in pessime condizioni coloro che devono procedere a garantire la tutela dei bambini.
Quindi, prima di andare avanti, vorrei un chiarimento in ordine alla legittimità di questo provvedimento e dei suoi contenuti, perché ho il forte timore che stiamo facendo una cosa che non ci spetta e che è illegittima.
PRESIDENTE. Le sue considerazioni sono, dal suo punto di vista, certamente pertinenti e la Presidenza non può che prenderne atto. Il Governo ed il relatore hanno già espresso la loro opinione in ordine a questo provvedimento e, pertanto, non tocca a me colmare eventuali discrasie fra la sua opinione e quella del Governo e della Commissione.
ANTONIO BOCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ANTONIO BOCCIA. Signor Presidente, ritengo che le disposizioni recate dall'articolo 4 siano sicuramente in contrasto con la Costituzione, in particolare con l'articolo 81, comma 4, della Costituzione, nonché avendo riguardo all'attribuzione di competenze al Parlamento.
Secondo il primo comma, le autorità sanitarie nazionali e regionali provvedono a svolgere una serie di adempimenti nell'ambito degli ordinari stanziamenti di bilancio.
Signor Presidente, possiamo sancire in ordine a ciò che avviene nell'ambito del bilancio dello Stato, ma non possiamo disporre con legge dello Stato che le regioni svolgano questi adempimenti nell'ambito delle loro ordinarie spese di bilancio. È un vero e proprio sopruso nei confronti delle regioni!
Ma c'è di più. Al comma 6, dell'articolo 4 si prevede: «Dall'attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.». Allora, come possono le regioni svolgere adempimenti costretti da una legge dello Stato senza che vi siano spese? Vi è una contraddizione in termini che dovrebbe essere corretta da parte della Commissione, altrimenti approveremo un articolo che, di fatto, è inapplicabile.
Dunque, a parte l'illegittimità costituzionale, per una questione di coordinamento formale si dovrebbe procedere ad una risistemazione dell'articolo 4, altrimenti approveremo un testo inattuabile.
PRESIDENTE. Onorevole Boccia, le sue osservazioni possono formare oggetto di risposta da parte del Governo o della Commissione, ma non della Presidenza.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Valpiana 4.8, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 331
Votanti 329
Astenuti 2
Maggioranza 165
Hanno votato sì 136
Hanno votato no 193).
Passiamo alla votazione dell'emendamento Valpiana 4.9.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto onorevole Valpiana, alla quale ricordo che ha terminato il tempo a sua disposizione.
TIZIANA VALPIANA. Grazie Presidente, cercherò di essere breve.
Ringrazio il relatore per aver espresso parere favorevole sull'emendamento in esame, che sopprime il comma 4 dell'articolo 4, che poteva dare adito ad interventi a mio avviso inutili oltre che a pensieri un po' strani.
Il suddetto comma 4, oggetto della proposta di soppressione, prevedeva che «Al fine di prevenire la SIDS, le regioni possono attivare per le categorie a rischio programmi per l'utilizzo di strumentazioni di supporto quali apnea-monitor e cardio-monitor». Purtroppo, durante l'esame del provvedimento in Commissione, siamo venuti a conoscenza che una famosa ditta di arredamento stava per mettere in commercio culle per neonato dotate di apnea-monitor e cardio-monitor.
Vorrei inoltre rendere conto di un'altra importante invenzione, che sta arrivando sul mercato, relativa ad un apparecchietto che riproduce il rumore ambientale. Tale invenzione deriva da uno studio presentato al congresso nazionale della società italiana di medicina materno-fetale...
PRESIDENTE. Onorevole Valpiana, la invito a concludere.
TIZIANA VALPIANA. ... in cui si sono identificati due gruppi al mondo in cui non sono presenti morti in culla: a Manhattan e nelle tribù degli zingari. In questi casi la mancanza di morte in culla si è fatta derivare dal fatto che si tratta di comunità nelle quali è molto alto...
PRESIDENTE. Onorevole Valpiana, adesso deve proprio concludere: le ho già riconosciuto un tempo supplementare, non è necessario che ci racconti la storia delle tribù...!
TIZIANA VALPIANA. No, vi racconto la storia che vogliono vendere un apparecchio che fa rumore nella culla, dopo aver abituato le mamme a tenere i bambini lontano da loro...!
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Zanella. Ne ha facoltà.
LUANA ZANELLA. Signor Presidente, a me sembra squallido che si discuta di un argomento, peraltro sollecitato da parte della maggioranza, in questi termini, ovvero senza ascoltare le ragioni di chi conosce assai bene tale materia, senza rendersi conto di deliberare un atto legislativo su un problema che poteva essere benissimo regolato altrimenti.
Infatti, se si fosse voluto assegnare a questo benedetto centro una determinata quantità di risorse, il ministro della salute avrebbe dovuto assumersene la responsabilità. Tuttavia, dal momento che stiamo discutendo di questo tema, dovete avere pazienza e assumervi la responsabilità di ascoltare le ragioni di chi conosce molto bene questo argomento, come l'onorevole Valpiana. Infatti, la collega ha approfondito, affrontato, discusso e argomentato tali temi in Commissione e anche in aula.
Quando l'onorevole Valpiana ha ricordato come in alcune situazioni questa sindrome non si manifesta, ad esempio tra gli zingari, non si doveva consentire alcuno scoppio di ilarità. Infatti, l'argomentazione della collega è assai seria perché è noto che in alcune situazioni la sindrome è quasi nulla; inoltre le popolazioni e le zone dove tali morti non si verificano sono stati oggetto di studi riportati su Lancet e su riviste specialistiche, da noi sempre citate.
Pertanto, chiedo ai colleghi che hanno presentato e promosso la proposta di legge in oggetto di ascoltare e di confrontarsi con chi magari potrebbe anche migliorare il provvedimento stesso.
PRESIDENTE. Onorevole Zanella, devo sottolineare che ho permesso alla collega Valpiana di intervenire benché il tempo a disposizione del suo gruppo fosse esaurito, concedendole quattro minuti per il suo intervento. Come sempre accade per l'onorevole Valpiana, i quattro minuti sono stati bene adoperati.
Naturalmente, quando il Presidente fa questa concessione, poi non dovrebbe essere rimproverato per aver così agito; inoltre, non deve sentirsi chiedere il rispetto dei tempi anche da parte di chi ha
ricevuto vantaggio dalla sua decisione. Altrimenti annuncio che provvederò ad applicare i tempi previsti con estremo rigore. Così farò d'ora in avanti, perché queste lamentele sono ingiuste e ingiustificate (Applausi dei deputati del gruppo di Forza Italia - Commenti).
Ora basta, perché non intendo permettere un dibattito su questo argomento.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Valpiana 4,9, accettato dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 321
Votanti 319
Astenuti 2
Maggioranza 160
Hanno votato sì 310
Hanno votato no 9).
Passiamo alla votazione degli identici emendamenti Zanella 4.11 e Burtone 4.13.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Bolognesi. Ne ha facoltà.
MARIDA BOLOGNESI. Signor Presidente, vorrei invitare il relatore e il Governo a riflettere sul comma 6 dell'articolo 4, del quale gli emendamenti in oggetto chiedono la soppressione. Infatti, sicuramente non esiste la volontà di sforare la spesa statale, tuttavia si specifica che dall'attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
Onorevoli colleghi, questo impedisce ad una regione, dove magari si verificano morti improvvise, di investire, anche a seguito di un sano accordo tra settore pubblico e privato. Ad esempio, una regione può stipulare un accordo con la Pampers e decidere di procedere ad investimenti coperti in parte dal settore regionale e in parte da quello privato. Con tale accordo si potrebbe intraprende una campagna pubblicitaria di prevenzione per le morti in culla.
Onorevoli colleghi, le parole «finanza pubblica» impediscono qualsiasi investimento, anche a livello locale.
Se in una grande città vi è la volontà di promuovere una campagna di prevenzione sulla morte in culla e magari si trova anche una partnership privata, perché impedirlo? Un conto è dire che non devono derivare oneri per il bilancio dello Stato, altra cosa è dire che non si può fare niente a livello locale e regionale su una materia che coinvolge fortemente la responsabilità delle regioni, qualora in una parte del nostro territorio si determinasse una problematica o un accordo virtuoso per una campagna pubblicitaria per la prevenzione della morte in culla.
Chiedo pertanto al relatore e al Governo di valutare la possibilità di riformulare il testo, ferma restando la proposta di soppressione, ma dando la possibilità al relatore di proporre una riformulazione che non impedisca qualsiasi iniziativa di prevenzione, quali campagne pubblicitarie finanziate sia dal pubblico sia dal privato.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Provera, alla quale concedo un minuto, avendo esaurito il tempo a disposizione. Ne ha facoltà.
MARILDE PROVERA. Signor Presidente, comprendo che numerosi colleghi si pongano soprattutto il problema di dare soldi all'istituto interessato. Tuttavia, dopo aver fatto ciò, come è pensabile di condurre effettivamente un'azione che tenda ad eliminare il problema, ad esempio attraverso corsi di formazione e personale adeguato, che accompagni i genitori nella fase iniziale del loro rapporto con il bambino, senza dare la possibilità non dico allo Stato - che già spende i propri soldi - ma alle regioni, eventualmente in concorso con i comuni e le province (si tratta sempre di denaro pubblico), di adottare i provvedimenti necessari?
Infatti, le ricerche servono, ma dopo aver compiuto le indagini e gli approfondimenti, se non si adottano provvedimenti (che non sono soltanto le culle che danno mercato a un'azienda) è difficile che si riesca a risolvere il problema con ciò rischiando di approvare soltanto una legge commerciale.
GIUSEPPE PALUMBO, Presidente della XII Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIUSEPPE PALUMBO, Presidente della XII Commissione. Signor Presidente, ho chiesto di parlare per sottolineare che il comma 6 dell'articolo 4 recepisce una condizione posta dalla Commissione bilancio nel proprio parere.
PRESIDENTE. Preciso altresì che sugli identici emendamenti soppressivi in esame vi è il parere contrario della Commissione bilancio, oltre a quello della Commissione di merito e del Governo.
MARIDA BOLOGNESI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. A che titolo?
MARIDA BOLOGNESI. Sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARIDA BOLOGNESI. Signor Presidente, se siamo d'accordo sul merito e dunque sul fatto che si può raggiungere lo stesso scopo non impedendo il dispiegarsi di un'altra iniziativa, una volta soppressa la disposizione in esame, essa può essere ripresentata dal Governo o dal relatore con una formulazione che non rechi oneri per il bilancio dello Stato e che quindi recepisca...
PRESIDENTE. Onorevole Bolognesi, il suo intervento non è sull'ordine dei lavori ma sul merito: perché dobbiamo gabellare le cose l'una per l'altra?
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Zanella 4.11 e Valpiana 4.13, non accettati dalla Commissione né dal Governo e sui quali la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 316
Votanti 313
Astenuti 3
Maggioranza 157
Hanno votato sì 127
Hanno votato no 186).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 4, nel testo emendato.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 313
Votanti 242
Astenuti 71
Maggioranza 122
Hanno votato sì 211
Hanno votato no 31).
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