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PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 3 e delle proposte emendative ad esso presentate (vedi l'allegato A - A.C. 4248 sezione 5).
Nessuno chiedendo di parlare, invito il relatore ad esprimere il parere della Commissione.
CESARE ERCOLE, Relatore. Signor Presidente, la Commissione esprime parere contrario sull'emendamento Battaglia 3.2, nonché sugli identici emendamenti Valpiana 3.3 e Zanella 3.4, mentre esprime parere favorevole sull'emendamento 3.50, da votare ai sensi l'articolo 86, comma 4-bis, del regolamento.
PRESIDENTE. Il Governo?
ANTONIO GUIDI, Sottosegretario di Stato per la salute. Signor Presidente, il parere del Governo è conforme a quello espresso dal relatore.
MARIDA BOLOGNESI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARIDA BOLOGNESI. Signor Presidente, credo che l'articolo 3 del provvedimento al nostro esame sia collegato, in qualche modo, all'articolo 1. Essendo stato accantonato l'esame di tale articolo e delle proposte emendative ad esso presentate, e riferendosi l'articolo 3 proprio all'articolo 1, forse sussiste un problema non solo procedurale, ma anche di opportunità politica.
Vorrei rilevare che nutro delle perplessità sull'opportunità di approvare una legge su una materia della quale non se ne avvertiva il bisogno. Infatti, poteva essere adottato uno strumento più snello, di tipo amministrativo, poiché non è necessario che il recepimento di protocolli o di mutamenti scientifici avvenuti a livello internazionale, avvenga tramite lo strumento della legge; potevamo demandare al Governo, ad esempio, l'attuazione di provvedimenti volti a recepire eventuali innovazioni avvenute nel campo scientifico.
Vorrei altresì evidenziare che si tratta di una materia sulla quale siamo d'accordo tutti. Ricordo all'onorevole relatore che molti di noi si sono occupati a lungo, presentando anche alcune mozioni, sul tema della cosiddetta morte in culla; vorrei altresì ricordare che abbiamo incontrato delle difficoltà, anche con i Governi passati, nell'ottenere risposte concrete in questo campo. Pertanto, forse non esiste un motivo per scontrarci, ed allora sarebbe opportuno ragionare sul modo con cui riuscire ad elaborare un testo di legge che sia il più condiviso possibile.
Pertanto, signor Presidente, le chiederei di valutare, sotto il profilo procedurale, se sia possibile rinviare l'esame dell'articolo 3 del provvedimento, dal momento che esso risulta collegato all'articolo 1; da un punto di vista politico, tuttavia, inviterei il relatore - visto che, forse, dobbiamo rinviare a domani l'esame del progetto di legge - a valutare l'opportunità di trovare un punto di incontro con i vari colleghi che hanno sollevato alcune problematiche, al fine di trovare un accordo ampio.
TIZIANA VALPIANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TIZIANA VALPIANA. Signor Presidente, ritengo anch'io che non sia possibile procedere con l'esame dell'articolo 3, ed è questo il motivo per cui avevo precedentemente chiesto la sospensione dei lavori dell'Assemblea. Infatti, l'individuazione del centro cui demandare la definizione delle linee guida e dell'istituto cui sono comunicati i dati dai centri regionali è una questione non secondaria, ma, a nostro avviso, di principio.
Si tratta di una questione di principio non perché pensiamo che vi sia un'altra «cattedra» in grado di fare concorrenza a quella di Milano per la raccolta dei dati, per la loro conservazione, per l'estensione delle linee guida e del protocollo diagnostico, ma perché riteniamo che non si tratti di un compito del Parlamento affidare ad un istituto scientifico - e chiederei di verificare se esistano precedenti sotto questo punto di vista -, basandosi sul presupposto che possiede la banca dati più corposa, un incarico così delicato, come redigere i protocolli diagnostici e fungere da centro di riferimento nazionale dall'altra.
Non ho nulla contro tale centro. Reputo, tuttavia, che non sia compito del Parlamento affidare incarichi scientifici, in assenza di uno «straccio» di curriculum o di lavoro svolto dalla cattedra cui si vogliono affidare tali incarichi.
Credo sarebbe giusto - e non ho motivo di pensarla diversamente - affidare, come reputo il Parlamento debba fare, al Ministero della salute - che è l'esecutivo e che deve, quindi, eseguire al meglio le norme che il Parlamento vara - il compito di individuare la cattedra migliore per disciplinare il protocollo diagnostico e per svolgere il ruolo di centro nazionale.
Il Ministero della salute potrebbe, poi, individuare, se lo reputa adatto, come centro quello di Milano. Ripeto, come ho già avuto modo di affermare, che non può essere il Parlamento ad attribuire incarichi scientifici senza esserne all'altezza e senza che sia suo compito. Per cui, considerato che la materia dell'articolo 3 è
strettamente legata a quanto contenuto nell'articolo 1 testé accantonato, credo sia necessario accantonare anche quest'articolo, e pertanto chiedo nuovamente la sospensione dei lavori fino a domani mattina.
PRESIDENTE. Qual è il parere del relatore in ordine a tale richiesta?
CESARE ERCOLE, Relatore. Signor Presidente, mi sembra che lei abbia fissato il termine per la presentazione dei subemendamenti alle 19,30. Poiché vi è un collegamento tra il comma 2 dell'articolo 1 e l'articolo 3, proporrei di proseguire l'esame del provvedimento, passando agli articoli 4 e 5. Dopodiché, scaduto il termine per la presentazione dei subemendamenti - e poiché i subemendamenti presentati sino ad ora sono due -, si potrebbe passare all'esame dei subemendamenti stessi e dell'articolo 3, concludendo l'esame del provvedimento nel volgere di 20-30 minuti.
PRESIDENTE. Il presidente della XII Commissione è del medesimo avviso?
GIUSEPPE PALUMBO, Presidente della XII Commissione. Sì, signor Presidente.
PRESIDENTE. Se ho ben capito, dunque, vi è la richiesta dell'onorevole Valpiana di rinvio del provvedimento, anche per una contiguità di argomenti. Porrei pertanto in votazione tale richiesta.
ANTONIO BOCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ANTONIO BOCCIA. Signor Presidente, è necessario capire bene cosa si sottopone al voto dell'Assemblea. Se lei sottopone al voto dell'Assemblea una sospensione dei lavori, non si capisce a cosa essa sia finalizzata. Il termine per la presentazione dei subemendamenti, infatti, scade alle 19,30 ed il testo del provvedimento non potrebbe cambiare.
PRESIDENTE. Onorevole Boccia, mi sembra che la collega Valpiana abbia chiesto il rinvio della discussione dell'intero provvedimento a domani.
ANTONIO BOCCIA. Signor Presidente, se vi fosse un rinvio in Commissione o al Comitato dei nove, ciò avrebbe un senso e lei dovrebbe modificare il termine per la presentazione dei subemendamenti. Altrimenti, se si cristallizza il testo, la sospensione non serve assolutamente a nulla. La sospensione deve essere finalizzata alla presentazione di subemendamenti. Per cui, dobbiamo differire il termine e consentire l'emendabilità del provvedimento.
PRESIDENTE. Onorevole Boccia, non credo sia necessario, perché il termine per la presentazione è stato già fissato ed alcuni subemendamenti sono già stati presentati. La questione posta dall'onorevole Valpiana mi sembra riferita al rinvio del seguito dell'esame complessivo del provvedimento a domani.
ANTONIO LEONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ANTONIO LEONE. Signor Presidente, forse sono io che non riesco a comprendere cosa stia accadendo. Penso non sia possibile un rinvio tout court. Non siamo in un'aula giudiziaria! La questione è legata ad altro. Se vi sono problemi su alcuni punti, si potrebbe anche rinviare il seguito dell'esame del provvedimento - sempre che ve ne siano le condizioni - a domani. Considerato anche che da poco tempo si è svolta una Conferenza dei presidenti di gruppo correlata a ben altro - ed i colleghi presidenti di gruppo sanno a che cosa mi riferisco -, non vedo quale ragione vi sia di chiedere un rinvio puro e semplice di questo provvedimento (Applausi dei deputati dei gruppi di Forza Italia e di Alleanza Nazionale)!
PRESIDENTE. Onorevole Antonio Leone, lei si è espresso in termini contrari alla richiesta. Se tale richiesta verrà confermata,
la porrò in votazione; non posso fare altro, poiché non do giudizi di opportunità o di merito.
TIZIANA VALPIANA. Chiedo di parlare per una precisazione.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TIZIANA VALPIANA. Signor Presidente, cercherò di spiegarmi meglio. Non vorrei che i colleghi, come l'onorevole Antonio Leone, pensassero a grandi dietrologie, quando invece la questione è molto semplice.
Se ben vedo l'orologio dell'aula, sono le 19,26 e per la presentazione dei subemendamenti è stato fissato il termine delle ore 19,30. Intanto, si esaminerebbe l'articolo 4, su cui ho presentato molti emendamenti e non avrei il tempo materiale di predisporre il subemendamento. Credo che l'esame di questo provvedimento ci porterà via almeno un altro paio d'ore, perché intendiamo fare dichiarazioni di voto che rendano contezza del grande lavoro svolto in Commissione per modificare e migliorare il testo giunto dal Senato. Non credo, semplicemente, che si possa andare avanti nell'esame di questo provvedimento fino alle 21,30. Se vi è carenza di argomenti in calendario, meglio ancora: domani occuperemo il tempo esaminando il provvedimento sulla morte improvvisa del lattante.
PRESIDENTE. Mi pare che ora il pensiero della collega Valpiana sia stato chiarito.
RENZO INNOCENTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RENZO INNOCENTI. Signor Presidente, vorrei solo riuscire a capire come procedere nei nostri lavori. Abbiamo di fronte ancora mezz'ora di lavoro per quanto riguarda questo provvedimento; ma i lavori dell'Assemblea non sono esauriti: vi sono ancora tre discussioni sulle linee generali da svolgere e ciò è presente a tutti. Peraltro, i provvedimenti in questione sono stati inseriti all'ordine del giorno all'ultimo minuto, con grande difficoltà di reperire i colleghi chiamati ad intervenire nella discussione sulle linee generali. Non faccio altri discorsi sulla questione della programmazione dei lavori, già più volte affrontati in questa sede, ma - ahimè - rimasti inascoltati. Poi, ci troviamo di fronte a queste situazioni!
La collega Valpiana, giustamente, ha posto un'esigenza: come si fa a preparare i subemendamenti o gli emendamenti riferiti ad un provvedimento, continuando l'esame del provvedimento stesso? Credo che questa considerazione sia più che giusta e legittima.
Allora, cari colleghi, per non entrare in una situazione di difficoltà, visto anche che il livello di attenzione su una questione di rilievo come questa è un po' scemato negli ultimi minuti, credo che la cosa migliore sarebbe, innanzitutto, posticipare ancora di qualche minuto (lascio a lei, Presidente, la decisione, come è giusto che sia) il termine per la presentazione dei subemendamenti (sono, infatti, le ore 19,28 e in 2 minuti non credo si possano presentare grandi subemendamenti). Chiedo, quindi, di differire il termine di dieci minuti o di un quarto d'ora.
Chiedo, inoltre, di sospendere l'esame di questo provvedimento per riprenderlo nella giornata di domani, con l'impegno a fare in modo che lo stesso si concluda in tempi utili per poter affrontare anche gli altri punti all'ordine del giorno inseriti a seguito di un'intesa raggiunta in sede di Conferenza dei presidenti di gruppo.
Chiedo, infine, di iniziare le discussioni sulle linee generali, in modo che questa sera i lavori non si concludano ad un'ora tarda. Ciò in modo da consentire a tutti di fare le cose con tranquillità o, quanto meno, con la necessaria attenzione che dovrebbe avere il legislatore quando tratta queste materie delicate (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-L'Ulivo e Misto-Comunisti italiani).
GIUSEPPE PALUMBO, Presidente della XII Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIUSEPPE PALUMBO, Presidente della XII Commissione. Signor Presidente, poco fa abbiamo sospeso la seduta, si è riunito il Comitato dei nove, si è presentato un emendamento e il Presidente ha fissato il termine delle ore 19,30 per la presentazione dei subemendamenti; nel frattempo, erano tutti d'accordo nel continuare ad esaminare gli emendamenti relativi agli altri articoli. Così abbiamo proseguito nei nostri lavori. Dopodiché, si è giunti all'esame dell'articolo 3, evidentemente collegato all'articolo 1, e lo stesso è stato sospeso.
A questo punto, direi di continuare e completare l'esame degli emendamenti; dopodiché, eventualmente, si possono anche rimandare a domani le dichiarazioni di voto ed il voto finale (ciò non dipende da me). Tuttavia, direi di completare l'iter, come minimo, con l'esame di tutti gli emendamenti presentati.
Siamo tutti d'accordo sull'importanza del provvedimento: si tratta solo di apportare piccole correzioni di ordine più formale che sostanziale. Abbiamo discusso per molto tempo di questo provvedimento sia in Commissione sia in aula. Se stasera non si potranno svolgere le dichiarazioni di voto, le faremo domani, ma propongo almeno di chiudere la fase relativa all'esame degli emendamenti (Applausi dei deputati del gruppo di Forza Italia).
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, concedo ancora un ulteriore quarto d'ora per la presentazione di eventuali subemendamenti all'emendamento 1.25 della Commissione.
AUGUSTO BATTAGLIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
AUGUSTO BATTAGLIA. Signor Presidente, si può essere o meno d'accordo sull'obiettivo del provvedimento che consiste nell'attribuire 60 mila euro all'Istituto di anatomia patologica dell'università di Milano e, forse, sarebbe stato preferibile che il ministro avesse concesso tale contributo e basta.
Tuttavia, al di là di ciò, ritengo sia prudente tornare in Commissione. Si dice che il Ministero della sanità approva il protocollo diagnostico predisposto dall'istituto in oggetto. Le domando: se il Consiglio superiore di sanità non è d'accordo sul protocollo cosa dobbiamo fare? Dobbiamo cambiare la legge o dobbiamo adire la Corte costituzionale? Mi pare vi siano alcune incongruenze nel provvedimento in esame che suggeriscono - ed io lo suggerisco al presidente della Commissione ed al relatore - di riflettere meglio sulla formulazione.
Vi sono anche misure di carattere organizzativo delle regioni che non sono di competenza del Parlamento ma, forse, della Conferenza Stato-regioni. Dunque, prima di fare un pasticcio che risulterebbe inutile ed impedirebbe di corrispondere il suddetto contributo all'Istituto di anatomia patologica torniamo in Commissione e facciamo una cosa che ha un senso (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo).
ANTONIO LEONE. Avete avuto un anno in Commissione!
PRESIDENTE. Onorevole Battaglia, la sua richiesta ha un significato che può anche essere stato valutato, ma tanto il relatore quanto il presidente della Commissione hanno dichiarato che preferiscono procedere nell'esame. Pertanto, propongo di accantonare l'articolo 3 e di passare all'articolo 4.
Non essendovi obiezioni, l'esame dell'articolo 3 e delle proposte emendative ad esso presentate deve intendersi accantonato.
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