![]() |
![]() |
![]() |
PRESIDENTE. L'onorevole Bindi ha facoltà di
ROSY BINDI. Signor Presidente, signor ministro, in questi giorni, annunciato da una propagandistica campagna di spot televisivi, peraltro di dubbio gusto estetico, sta arrivando nelle nostre famiglie il libretto «Pensiamo alla salute», che in realtà è esclusivamente dedicato all'uso dei farmaci.
PRESIDENTE. Il ministro della salute, professor Sirchia, ha facoltà di
GIROLAMO SIRCHIA, Ministro della salute. Signor Presidente, onorevoli colleghi, appare condivisibile, se non addirittura scontato, che il corretto utilizzo del farmaco rappresenta solo uno degli aspetti delle iniziative di educazione alla salute. Nessuna campagna di comunicazione, infatti, può da sola esaurire la complessità dei massaggi utili a favorire la salute ed il benessere del cittadino.
milioni e trecentomila copie del libretto in questione ammontano ad un totale di 13 milioni e 74 mila euro, comprensivi di IVA. Va precisato altresì che la somma predetta proviene da introiti derivanti dalle tariffe applicate dal Ministero della salute per servizi resi a privati, destinati, per disposizione di legge, ad iniziative di comunicazione. Non sono stati quindi usati denari dei cittadini italiani, ma solo di quelle aziende che hanno chiesto e ottenuto servizi dal ministero.
PRESIDENTE. L'onorevole Bindi ha facoltà di
ROSY BINDI. Signor ministro, nessuno vuole contestare le campagne di educazione sanitaria - che, anzi, insieme ad altri aspetti, sono sicuramente la cifra della civiltà di un paese -; quanto ci insospettisce è che il libretto è entrato nelle nostre case accompagnato da una lettera del Presidente del Consiglio dei ministri il quale non ha fatto velo, nelle dichiarazioni, delle vere intenzioni. Si vuole dire ai cittadini di consumare meno farmaci di modo che la loro salute venga tutelata meglio e, soprattutto, venga tutelata la salute delle casse dello Stato.
PRESIDENTE. Onorevole...
ROSY BINDI. Come è stato autorevolmente affermato in questi giorni, la sanità italiana ha bisogno di risposte finanziarie, cliniche ma anche etiche e morali; e ciò soprattutto da parte di chi fa spesso riferimento ai valori e non li pratica (Applausi dei deputati del gruppo della Margherita, DL-L'Ulivo).
Dal momento che, come tutti sanno, ciascuno di noi può accedere ai farmaci solo attraverso la prescrizione medica, a parte l'aspirina o il collutorio, vorremmo sapere che cosa ha indotto il ministro della salute e il Presidente del Consiglio a rivolgersi ai cittadini e non, per esempio, prevalentemente ai medici.
Ci risponda, signor ministro, e, dal momento che le stesse reti televisive tacciono invece sulla vicenda giudiziaria che la interessa, potrebbe approfittare di questa diretta televisiva per spiegarci anche la sua posizione di indagato per corruzione.
La pubblicazione «Pensiamo alla salute» si propone di dare al cittadino un supporto utile per comprendere i vantaggi e i limiti derivanti dall'uso dei medicinali. In questo senso si devono intendere le informazioni sul concetto di principio attivo, su che cosa si intende per farmaco generico, che cosa significa effetto collaterale, e così via, che risultano valide ed efficaci indipendentemente dal fatto che si tratti di farmaci di automedicazione o di farmaci prescritti dal medico.
La stessa pubblicazione illustra alcune semplici regole per una corretta e sicura gestione del farmaco, in particolare per gli anziani, per i bambini, per le donne in gravidanza. Si dà informazione anche su alcuni aspetti di carattere pratico, ma non per questo meno importanti, ossia come i medicinali debbano essere conservati nell'armadietto di casa o sul loro successivo smaltimento, nel caso in cui siano scaduti o risultino non più utilizzabili.
Per quanto riguarda il costo della campagna informativa, si precisa che le spese di stampa, imbustamento e recapito di 15
Per quanto riguarda lo spot televisivo, è stato interamente ideato e realizzato direttamente dal Dipartimento per l'informazione e l'editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri (quindi, con una spesa estremamente contenuta, pari a 42 mila 700 euro più IVA).
Per quanto riguarda, infine, gli spazi pubblicitari, questi sono stati acquisiti ai prezzi e alle condizioni previste dalla legge n. 150 del 2000 che specificamente destina risorse a campagne di comunicazione istituzionale (la spesa ammonta, fino ad oggi, a circa 200 mila euro).
È questo che ci inquieta; desta molta preoccupazione il fatto che il Ministero della salute, in questi anni, si sia trasformato in una serie infinita di spot, di campagne che, per così dire, scaricano la responsabilità della salute sui cittadini. Il ragionamento che traspare è molto semplice: se i cittadini non accoglieranno i consigli dati, saranno i responsabili della loro malattia e, di conseguenza, pagheranno di tasca loro. Lo Stato, in qualche modo, si solleva dalle sue responsabilità; infatti, questo ministero, che effettua campagne di informazione - e lo fa in maniera propagandistica -, è anche quello che non dà spiegazioni per quanto riguarda i veri problemi della sanità di oggi, il conflitto finanziario con le regioni, le liste di attesa, la strisciante privatizzazione, il malumore ed il malessere dei medici e degli operatori sanitari che anche oggi hanno interrotto il contratto. È, inoltre il ministero che tace sui veri problemi della salute dei cittadini oggi; è questo silenzio che ci preoccupa, come ci imbarazza il silenzio sulla sua vicenda personale, signor ministro.


