Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 579 del 2/2/2005
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Seguito della discussione delle mozioni Violante ed altri n. 1-00413, Antonio Leone n. 1-00417 e Antonio Pepe ed altri n. 1-00418 sulla situazione dell'ordine pubblico nella città di Foggia (ore 17,10).

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione delle mozioni Violante ed altri n. 1-00413, Antonio Leone n. 1-00417 e Antonio Pepe ed altri n. 1-00418 sulla situazione dell'ordine pubblico nella città di Foggia (vedi l'allegato A - Mozioni sezione 1).
Ricordo che nella seduta del 24 gennaio si è conclusa la discussione sulle linee generali delle mozioni all'ordine del giorno.

(Intervento e parere del Governo)

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il sottosegretario di Stato per la giustizia, onorevole Vitali, che esprimerà altresì il parere sulle mozioni all'ordine del giorno.

LUIGI VITALI, Sottosegretario di Stato per la giustizia. Signor Presidente, dispongo di una relazione proveniente dal Ministero dell'interno che, non potendo sintetizzare, ho l'obbligo di leggere, mentre per quanto riguarda la relazione predisposta dagli uffici del mio ministero cercherò di sintetizzarla, anche attraverso specificazioni che renderò in sede di espressione del parere sulle mozioni all'ordine del giorno.
Con riferimento alle mozioni in questione segnalo in primo luogo quanto comunicato - come dicevo in precedenza - dal Ministero dell'interno a proposito della situazione dell'ordine e della sicurezza pubblica nella provincia di Foggia.
Il biennio 2002-2003 è stato caratterizzato da una escalation di omicidi e tentati omicidi, in danno soprattutto di appartenenti al clan delinquenziale del capoluogo e dell'area garganico-manfredoniana, maturati nell'ambito di uno scontro tra diversi gruppi criminali operanti nel territorio.
Con particolare riferimento alla città capoluogo, l'organizzazione criminale denominata «Società», costituita da più gruppi chiamati «batterie», storicamente caratterizzati da una notevole conflittualità interna, ha visto nel corso del 2002 l'inasprimento dello scontro tra i due gruppi in lotta per l'egemonia sui traffici illeciti, che ha assunto la forma dello scontro violento dopo che l'operazione «Double Edge», eseguita dalle forze di polizia il 24 giugno del 2002, ha portato all'arresto di 31 pregiudicati per reati associativi di stampo mafioso, tra i quali elementi di spicco del clan Trisciuoglio, Prencipe e Mansueto.
Il predetto clan è risultato indebolito e ciò ha avuto quale conseguenza indiretta una forte espansione del gruppo rivale Sinesi-Francavilla, il quale ha tentato di riprendere il completo controllo su tutte le attività criminali.
Le scarcerazioni successive all'operazione «Double Edge», per 29 dei 31 arrestati, hanno riaperto la lotta tra i clan rivali, sfociate in una lunga serie di omicidi e tentati omicidi che hanno suscitato vivo allarme sociale. Esse sono state pronunciate in 17 casi per attenuazioni delle esigenze cautelari, in 6 casi per mancanza di indizi, in 5 casi per patteggiamento della pena ed in un caso per concessione degli arresti domiciliari.
Gravi episodi delittuosi hanno riguardato nel medesimo arco temporale anche l'area garganico-manfredoniana ove alla tradizionale faida tra le «famiglie» rivali Libergolis-Primosa/Alfieri e Tarantino/Ciavarella hanno fatto seguito numerosi omicidi e tentati omicidi.
Tali episodi risultano scaturiti da contrasti tra clan rivali per il controllo di traffici illeciti, ormai evolutisi su più complessi livelli criminali, anche per l'alleanza stretta tra il clan Libergolis di Monte S. Angelo e il clan Romito di Manfredonia.
Anche la città di Lucera ha registrato dal settembre 2003 una recrudescenza di episodi delittuosi tra appartenenti al clan Tedesco, determinati dal tentativo di alcuni esponenti dell'organizzazione di assumere


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il controllo delle attività illecite, approfittando dello stato di detenzione del capo clan, Antonio Tedesco.
Già nel corso del 2003 l'azione di contrasto delle Forze di polizia ha portato ad importanti risultati. Infatti, nel maggio dello stesso anno sono stati tratti in arresto 21 appartenenti al clan Sinesi-Francavilla di Foggia. Di conseguenza, la città ha goduto di un periodo di momentanea tranquillità, successivamente venuto meno - come detto in precedenza - per effetto delle scarcerazioni della maggior parte dei 31 destinatari dell'ordinanza di custodia cautelare in carcere, eseguita il 24 giugno 2002.
I più significativi risultati nell'azione di contrasto alla criminalità si sono però avuti nel corso del 2004, anno in cui l'attività di indagine svolta dalle Forze di polizia ha trovato conferma in concordanti provvedimenti dell'autorità giudiziaria, manifestando pienamente quella forte convergenza di posizioni comuni, già emersa in più riunioni di coordinamento provinciale delle Forze di polizia, tenutesi presso la prefettura di Foggia, anche con la partecipazione dei rappresentanti della locale procura della Repubblica e della direzione distrettuale antimafia di Bari.
Il 23 giugno 2004 una vasta operazione condotta nell'area garganico-manfredoniana ha portato all'arresto, su ordinanza emessa dalla direzione distrettuale antimafia di Bari, di 82 appartenenti ai clan Libergolis, Romito, Ciavarella, Mancino e Martino per associazione a delinquere di stampo mafioso, omicidio, traffico di stupefacenti ed altri reati e al successivo arresto di altre 23 persone.
L'operazione ha fortemente disarticolato i gruppi delinquenziali operanti nell'area, dal momento che vi sono stati coinvolti quasi tutti i capi clan nonché i responsabili di molti degli omicidi eseguiti in passato nella zona.
Sempre nell'area garganica, il 4 ottobre 2004 sono stati eseguiti, su provvedimento della direzione distrettuale antimafia di Bari, 25 arresti nei confronti di altrettanti appartenenti al clan Zimotti-Padula e Ciavarella. Tale operazione ha inferto un duro colpo al traffico di sostanze stupefacenti gestito dai suddetti clan tra i comuni di San Nicandro Garganico, Cagnano Varano, Apricena, San Marco in Lamis e Foggia.
Vanno, altresì, segnalati gli arresti eseguiti a Cerignola, centro con notevole presenza delinquenziale, il 26 ottobre 2004 nei confronti di 22 appartenenti al clan Di Tommaso, dediti nell'ambito di un'associazione per delinquere di stampo mafioso al traffico di stupefacenti, estorsioni, rapine ed altri reati.
Anche nei confronti della malavita foggiana e lucerina l'azione di contrasto ha conseguito positivi risultati. Il 28 giugno 2004, nell'ambito dell'operazione denominata «Poseidon», sono stati arrestati a Foggia 28 appartenenti al clan Trisciuoglio-Prencipe-Mansueto per i reati di cui all'articolo 416-bis del codice penale.
A Lucera il clan Tedesco-Ricci-Papa è stato interessato da provvedimenti restrittivi che vedono ormai in regime di detenzione quasi tutti gli elementi di vertice dell'organizzazione.
Fra le diverse operazioni effettuate, va sottolineata quella recentissima eseguita il 4 gennaio di quest'anno, che ha portato all'arresto di oltre otto elementi di spicco del sodalizio criminale. Tra loro figura anche Antonio Catalano, il pregiudicato rimasto ferito nell'agguato del 25 ottobre 2004, nel quale è rimasto ucciso il consigliere comunale foggiano di Alleanza Nazionale, Leonardo Biagini, che secondo alcune ipotesi investigative poteva essere il vero obiettivo del killer. Il Catalano era tra le varie persone arrestate nel corso dell'operazione «Double Edge» e, successivamente, scarcerate.
A proposito del tragico agguato, che ha destato particolare allarme nella pubblica opinione, si precisa che le indagini sono al momento ancora in corso e coperte da segreto istruttorio. Pochi giorni fa, il 21 gennaio scorso, a San Severo è stato ucciso il pregiudicato Massimo Russi, tossicodipendente con precedenti penali per reati contro il patrimonio, la persona e in materia di armi. Sull'omicidio sono in corso indagini. Il Russi era legato da


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rapporti di parentela con un ex collaboratore di giustizia, elemento di spicco della criminalità del luogo, attualmente agli arresti domiciliari, nei confronti del quale le autorità provinciali di pubblica sicurezza hanno recentemente chiesto all'autorità giudiziaria di valutare l'eventuale revoca della misura alternativa alla detenzione, in ragione del ruolo attivo tuttora svolto in questo contesto.
Per quanto riguarda l'episodio richiamato dall'onorevole Violante, ossia l'efferato omicidio della minorenne di Manfredonia, Giusy Potenza, le indagini hanno condotto all'arresto dell'autore del delitto. In merito all'andamento della delittuosità, la provincia di Foggia è caratterizzata da una significativa incidenza di episodi di criminalità predatoria, quali furti e rapine, queste ultime in danno di istituti di credito, uffici postali ed esercizi commerciali, portate a termine con notevole grado di aggressività e di pericolosità anche da parte di stranieri extracomunitari di origine albanese e con crescente impiego di armi e ordigni esplosivi. Il dato di maggiore allarme è tuttavia rappresentato, come è noto, dagli omicidi, che nel 2003 hanno raggiunto il numero di 32, di cui 21 attribuibili alla criminalità organizzata, e dai tentati omicidi, con 38 episodi. Nel 2004 si sono registrati 17 episodi, di cui 7 ascrivibili a contesti di criminalità organizzata, con una riduzione di circa il 50 per cento rispetto al dato del 2003.
L'azione di contrasto della criminalità ha consentito di raggiungere nella provincia di Foggia nel corso del 2004 risultati assai importanti. Nel periodo da gennaio a ottobre è stato possibile individuare gli autori di gran parte dei reati denunciati: nel dettaglio, l'80 per cento per quanto riguarda il riciclaggio, con la denuncia di 48 persone; l'84 per cento delle ricettazioni, con la denuncia di 423 persone; il 67 per cento dei casi di usura, con l'arresto di 17 persone. Nell'anno appena trascorso sono stati inoltre tratti in arresto quattro latitanti, di cui uno al di fuori della provincia di nascita. Nel complesso, l'attività delle Forze di polizia ha portato alla denuncia di 5.853 persone e all'arresto di 1.072.
Venendo ora alla situazione di diffuso disagio sociale della provincia di Foggia, dagli elementi acquisiti dalla locale prefettura risulta che le problematiche abitative della città costituiscono un aspetto di maggiore evidenza di tale disagio. Tale situazione, nonostante l'assegnazione di circa 350 alloggi negli ultimi nove anni, ha determinato un'elevatissima tensione sociale, con diffusi fenomeni di occupazione abusiva di immobili. La questione è stata anche recentemente oggetto di un'approfondita analisi nel corso di un'apposita riunione del consiglio comunale.
Quanto agli specifici accenni, contenuti nella mozione Violante ed altri n. 1-00413, ad episodi di crolli di abitazioni della città di Foggia, si ricorda che con riferimento al tragico crollo del palazzo di viale Giotto dell'11 novembre 1999, in cui persero la vita 67 persone, dal procedimento penale è emerso che l'evento fu causato da difetti costruttivi dell'immobile, peraltro di recente costruzione. Sotto il profilo penale, è stata disposta l'archiviazione del caso per morte degli imputati, in quanto sia il costruttore sia il direttore dei lavori erano deceduti al momento dell'accertamento. Aggiungo che vi è stata l'erogazione di contributi da parte dello Stato e del comune per favorire la ricostruzione degli immobili crollati.
Per quanto concerne invece i profili di specifica competenza del Ministero della giustizia, ed in modo particolare la rappresentata necessità di incrementare gli organici della magistratura operante presso il tribunale e presso la procura della Repubblica di Foggia, e di attivarsi per assicurare la copertura dei vuoti di organico presso gli stessi uffici giudiziari, sia con riferimento al personale togato sia con riferimento a quello amministrativo, rappresento la situazione sulla base dei dati che risultano agli uffici del dicastero. Il problema degli uffici giudiziari di Foggia non è tanto costituito dalla necessità di aumentare l'organico dei magistrati - che pure il Ministero sta affrontando, d'intesa


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con il Consiglio superiore della magistratura, a seguito degli impegni assunti con la legge n. 48 del 2001, che prevede mille unità di magistrati da distribuire sul territorio - quanto dalla necessità di coprire le vacanze. Al riguardo, il Ministero si è attivato per sollecitare le procedure e il CSM ha pubblicato tutte le vacanze in organico presso gli uffici giudiziari di Foggia che ancora oggi rimangono scoperte. Ritengo dunque che il problema non sia costituito esclusivamente dalla necessità di aumentare l'organico, ma anche dalla necessità di coprire interamente l'organico già previsto. A tal fine il Ministero ha adottato tutte le iniziative in suo potere e il Consiglio superiore della magistratura ha provveduto alla pubblicazione di tutte le vacanze.
Ciò nonostante, ribadisco in questa sede che sarà cura del Ministero, nella ripartizione della seconda tranche dei magistrati di cui alla legge n. 48 del 2001, tenere presenti eventuali altre esigenze particolari degli uffici giudiziari.
Per quanto riguarda il personale amministrativo, devo dichiarare che la situazione è assolutamente incandescente, poiché, a seguito del pronunciamento della Corte costituzionale, soprattutto di una sentenza del TAR Lazio del novembre ultimo scorso, sono state annullate tutte le procedure di riqualificazione del personale, per cui, allo stato, se non si porrà fine a questo processo di riqualificazione, risulta evidente l'esistenza di una situazione di disagio, che si ripercuote anche sugli uffici giudiziari di Foggia e non soltanto su di essi.
Voglio assicurare i firmatari delle mozioni che, in qualità di delegato al personale, ho già attivato tutto quanto era nelle mie possibilità per riaprire un tavolo con i sindacati e con gli uffici, al fine di definire quanto prima questo processo con il maggiore assenso e consenso possibili.
Debbo dire che la scadenza sarà assolutamente immediata, perché, a seguito delle norme contenute nella legge finanziaria, entro il 30 aprile 2005 dovranno essere presentate dai vari dipartimenti le nuove piante organiche; quindi, prima di quella data, dovremo, anche per il comparto giudiziario del Ministero della giustizia, definire tutte le procedure, trovando la soluzione che consentirà di rimodellare eventualmente le piante organiche secondo esigenze reali e non secondo quelle numeriche. Da questo punto di vista, quindi, sia per quanto riguarda il personale togato che per quello amministrativo, da parte del Ministero e, soprattutto, da parte mia (che ne ho avuto esplicita delega) vi è tutto l'impegno possibile di definire le problematiche.
Viene anche sollevato il problema delle risorse destinate alla stenotipia: devo dire che proprio pochi giorni fa questo problema è stato risolto con soddisfazione. L'avvocatura foggiana aveva proclamato un'agitazione di trenta giorni, in corso già da qualche giorno; abbiamo trovato risorse straordinarie che arriveranno a Foggia, non per il tramite della corte d'appello, ma destinate proprio all'ufficio giudiziario di Foggia, che serviranno a sanare il precedente saldo passivo e a creare una provvista superiore rispetto allo stanziamento previsto per il futuro.
Ciò ha consentito all'avvocatura di ritenersi soddisfatta e di revocare lo sciopero e sta mettendo nelle condizioni il presidente di quell'ufficio giudiziario a revocare l'ordinanza (che era stato l'oggetto contestato dall'avvocatura) con la quale il presidente del tribunale, per adempiere all'obbligo di razionalizzare le spese, aveva stabilito criteri molto rigidi per i quali i processi venivano registrati o meno, creando chiaramente malcontento all'interno dell'avvocatura stessa.
A tale proposito vi è stato un intervento da parte dei parlamentari locali, gli onorevoli Leone, Pepe e Bonito, che insieme alla rappresentanza dell'avvocatura, hanno consentito la risoluzione del problema; vi è stato un intervento immediato e possiamo ritenerlo, almeno per il corrente anno, definito, salvo la circostanza che nell'ambito del Ministero della giustizia è in corso un tavolo per studiare forme, non di riduzione, ma di razionalizzazione della spesa. Assistiamo, infatti, purtroppo, a gare che hanno durata di tre mesi e che


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mettono quindi nelle condizioni le ditte concorrenti di non poter offrire il miglior prezzo possibile, non potendolo spalmare su una durata più lunga, con costi elevatissimi per tale tipo di servizi.
Con riguardo al quarto capoverso del dispositivo della mozione dell'onorevole Violante ed altri, per quanto attiene agli organici delle Forze dell'ordine nella provincia di Foggia si fa presente che non si registrano sostanziali carenze di personale rispetto alla dotazione organica prevista.
Vorrei riferire all'Assemblea una mia esperienza diretta, come componente della Commissione nazionale antimafia. Nei sopralluoghi fatti dalla Commissione, anche di recente, abbiamo assistito a dichiarazioni fatte dai rappresentanti delle Forze dell'ordine che, oggettivamente, dichiaravano di non avere «scoperture» all'interno dell'organico. Dunque, non si tratta di rimpinguare l'organico né di particolari problematiche circa la dotazione strutturale e di automezzi.
Il problema è quello di rivedere le piante organiche (ferme al 1981) e, eventualmente, di rafforzare una dotazione di mezzi e di tecnologie che comunque, allo stato, per quanto riguarda i rappresentanti delle Forze dell'ordine, non è assolutamente inferiore alle previsioni.
Per quanto concerne la richiesta di potenziamento della figura del poliziotto e del carabiniere di quartiere (quarto capoverso della parte dispositiva della mozione Antonio Pepe ed altri n. 1-00418), si ricorda che, attualmente, nella provincia di Foggia, il relativo servizio, esaurita la fase sperimentale avviata nel marzo 2003, viene svolto, conformemente al programma messo a punto dalla prefettura, in quattro settori cittadini, con l'impiego di undici operatori della Polizia di Stato e di dodici militare dell'Arma dei carabinieri.
Delle dotazioni strumentali (alle quali fanno riferimento il quinto capoverso della parte dispositiva della mozione Violante ed altri n. 1-00413 ed il secondo capoverso della parte dispositiva della mozione Antonio Pepe ed altri n. 1-00418) abbiamo già parlato.
Per quanto riguarda il piano di sicurezza extraurbano nelle campagne (di cui al sesto capoverso della parte dispositiva della citata mozione Violante ed altri n. 1-00418, al quarto capoverso della parte dispositiva della mozione Antonio Leone n. 1-00417 ed al sesto capoverso della parte dispositiva della citata mozione Antonio Pepe ed altri n. 1-00418), l'attività di contrasto dei fenomeni criminali nelle zone rurali è alla costante attenzione delle Forze di Polizia ed è stata più volte esaminata nel corso di riunioni del comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica allargate alla partecipazione delle organizzazioni di categoria, dei produttori agricoli, di amministratori locali e di rappresentanti dei servizi ispettivi del Ministero del lavoro e dell'INPS.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE FABIO MUSSI (ore 18)

LUIGI VITALI, Sottosegretario di Stato per la giustizia. Questa attività ha già da tempo consentito di programmare servizi coordinati di vigilanza e di controllo del territorio mirati alle zone rurali.
Inoltre, è intensa l'azione dell'Arma dei carabinieri nel contrasto alle infiltrazioni mafiose nel settore agricolo, con il coinvolgimento anche delle componenti specialistiche (comando carabinieri per le politiche agricole, per la tutela dell'ambiente e raggruppamento operativo speciale).
Per quanto riguarda l'attività di prevenzione a carattere sociale sul territorio (settimo capoverso della parte dispositiva della mozione Violante ed altri n. 1-00413), la città di Foggia presenta diffuse fenomenologie di disagio sociale, per lo più connesse alla critica situazione occupazionale. Desidero dire all'onorevole Violante che questo tipo di argomento, a proposito del quale vi sarà anche una richiesta di riformulazione da parte del Governo, trova sicuramente attento e sensibile il Governo. Credo, però, che l'invito vada rivolto soprattutto agli enti territoriali, quelli che, in prima battuta, hanno il


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dovere e l'obbligo di interfacciarsi con le organizzazioni, con i centri sociali e con quant'altro, sul territorio, possa essere utilizzato per finalità di prevenzione o, comunque, di supporto al disagio sociale. Quindi, noi prestiamo attenzione a tale problematica, sicuramente di nostro interesse, ma non abbiamo una competenza specifica, perché la competenza e la sensibilità in materia appartengono soprattutto alle istituzioni territoriali.
Per quanto riguarda il «piano casa» per la città di Foggia (ottavo capoverso della parte dispositiva della mozione Violante ed altri n. 1-00413 e quinto capoverso della parte dispositiva della mozione Antonio Pepe ed altri n. 1-00418), il Ministero delle infrastrutture ha comunicato che diversi sono i programmi di edilizia residenziale pubblica in corso di svolgimento nel territorio foggiano. Vi è la disponibilità assoluta, da parte del Governo, ad adottare tutte le iniziative necessarie per un piano straordinario. Riteniamo, infatti, che il problema della casa sia, a Foggia, non l'unico, ma certamente uno di quelli che, se non affrontati, probabilmente metteranno le Forze di polizia ed anche la magistratura in grosse difficoltà, perché è da lì che partono i primi disagi e le prime problematiche.
Credo di aver sintetizzato nel minor tempo possibile e, comunque, senza aver tralasciato alcuna problematica affrontata dalle mozioni presentate.
Venendo più specificamente all'espressione del parere, per quanto riguarda la mozione Violante ed altri n. 1-00413, il Governo condiziona l'espressione di un parere favorevole ad una riformulazione del testo.
In particolare, in ordine alle premesse, propongo di espungere dal testo l'undicesimo capoverso. Propongo, inoltre, di riformulare il quindicesimo capoverso della medesima premessa nel modo seguente: «occorre incrementare la dotazione di automezzi della Polizia di Stato, nonché la pianta organica, ferma al 1981, in relazione all'incremento determinatosi per il carico di lavoro dell'ufficio immigrazione, uno dei più importanti dell'Italia meridionale». Propongo, altresì, di riformulare l'ultimo capoverso della premessa, sostituendo le parole da: «ormai diffusissimo» fino alla fine del capoverso con le seguenti: «e frenano lo sviluppo economico del territorio scoraggiando l'iniziativa imprenditoriale».
In ordine agli impegni, propongo di riformulare il primo impegno nel modo seguente: «a valutare adeguatamente le esigenze del tribunale e della procura della Repubblica di Foggia in occasione del secondo intervento di ripartizione dei posti di magistrato ex lege n. 48 del 2001».
Propongo, inoltre, di riformulare il secondo impegno in modo da aggiungere, dopo le parole «ad attivarsi», le seguenti: «per quanto di competenza».
Il terzo impegno dovrebbe essere riformulato nel modo seguente: «a valutare la possibilità di reiterare lo stanziamento straordinario di risorse destinate alla stenotipia e ad accelerare il percorso di riqualificazione in atto di tutto il personale».
Propongo, altresì, di espungere dal testo della mozione il settimo capoverso della parte dispositiva.
Propongo, infine, di riformulare l'ultimo impegno in modo da cassare le parole: «e finanziare attraverso iniziative normative».
Per quanto riguarda la mozione Antonio Leone n. 1-00417, esprimo parere favorevole, proponendo di riformulare il terzo impegno in modo da aggiungere, dopo le parole «ad attivarsi», le seguenti: «per quanto di competenza».
Esprimo, infine, parere favorevole anche sulla mozione Antonio Pepe n. 1-00418, proponendo di riformulare il terzo impegno, fino alle parole «tribunale stesso», analogamente a quanto proposto per il primo impegno della mozione Violante. Il testo del capoverso sarebbe, quindi, il seguente: «a valutare adeguatamente le esigenze del tribunale e della procura della Repubblica di Foggia, in occasione del secondo intervento di ripartizione dei posti di magistrato ex lege n. 48 del 2001, nonché l'esigenza di un aumento del personale amministrativo».


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FRANCESCO BONITO. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

FRANCESCO BONITO. Signor Presidente, le chiedo se posso intervenire ora in merito alle riformulazioni proposte dal Governo con riferimento alla mozione Violante n. 1-00413, di cui sono cofirmatario.

PRESIDENTE. Sì, onorevole Bonito, può farlo ora.

FRANCESCO BONITO. Signor Presidente, siamo assolutamente convinti che sia preferibile il testo della mozione così come è stata da noi presentata. Cionondimeno, non possiamo non prendere atto di un positivo sforzo da parte del Governo di venire incontro agli impegni che abbiamo richiesto e di accettare anche le premesse di quegli impegni che intendevano, in qualche misura, descrivere un quadro sociale ed istituzionale della realtà di Foggia.
L'intento della mozione - lo avevamo dichiarato in sede di discussione sulle linee generali - era soprattutto di sottolineare la gravità di alcuni fatti foggiani e di determinare un interesse parlamentare nazionale sulle vicende di Foggia come città e capoluogo di provincia.
Siamo convinti che il Governo abbia accettato tale impostazione, che, peraltro, è propria anche delle mozioni dei colleghi Antonio Pepe ed Antonio Leone. Ciò ci induce ad accettare le riformulazioni proposte dal Governo, nonostante non siamo pienamente soddisfatti delle stesse.

PRESIDENTE. Prendo atto che gli onorevoli Antonio Leone e Antonio Pepe accettano le riformulazioni proposte dal Governo.

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