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PRESIDENTE. Riprendiamo la discussione del disegno di legge di conversione del decreto-legge 30 dicembre 2004, n. 315, recante disposizioni urgenti per garantire la partecipazione finanziaria dell'Italia a Fondi internazionali di sviluppo e l'erogazione di incentivi al trasporto combinato su ferrovia, nonché per la sterilizzazione dell'IVA sulle offerte a fini umanitari.
Ricordo che nella parte antimeridiana della seduta si è concluso l'esame degli emendamenti.
Avverto che, consistendo il disegno di legge di un solo articolo, si procederà direttamente alla votazione finale.
PRESIDENTE. Passiamo all'esame degli ordini del giorno presentati (vedi l'allegato A - A.C. 5522 sezione 6).
L'onorevole Raffaldini ha facoltà di illustrare il suo ordine del giorno n. 9/5522/4.
FRANCO RAFFALDINI. Signor Presidente, con l'ordine del giorno a mia firma n. 9/5522/4 intendiamo impegnare il Governo a utilizzare le risorse per il trasporto combinato marittimo, affinché non si verifichi la telenovela che ha caratterizzato la vicenda delle risorse destinate al trasporto combinato ferroviario, di cui si occupa peraltro un articolo del decreto-legge in esame.
Condivisi la proposta, formulata alla fine del 2001, di un bonus per il trasporto combinato, volta a favorire il passaggio delle merci dalla strada alla ferrovia. Si trattava, d'altra parte, di una delle nostre proposte di strumenti innovativi nella politica dei trasporti e in particolare del riequilibrio modale, vale a dire del passaggio dal trasporto stradale a quello ferroviario o marittimo.
Ad oltre tre anni di distanza è stato necessario un articolo contenuto in un «decretino» di fine anno per salvare una parte dei 360 milioni di euro disponibili. Ricordo che alla fine del 2001 si parlava di contributo per il trasporto combinato. Tuttavia la legge finanziaria presentata sempre alla fine del 2001 non conteneva disposizioni al riguardo, rimandando il tutto al provvedimento collegato alla futura manovra finanziaria. L'articolo 38 della legge 1o agosto 2002, n. 166, prevede lo stanziamento di 360 milioni di euro per gli anni 2002-2004. Inizia quindi una lunga procedura presso la Commissione europea, che nell'ottobre 2003 dà il via libera. Nel febbraio 2004 il finanziamento viene spostato al triennio 2004-2006 dopo che, con un nostro emendamento, è stato sventato il tentativo di Siniscalco di mandare in cavalleria tutte le risorse.
Ora, abbiamo questo decreto-legge che affida ad una convenzione con la Cassa depositi e prestiti l'erogazione delle somme del triennio di attuazione dei relativi interventi. Bisogna stipulare la convenzione con la Cassa depositi e prestiti, che, il ministro dice, abbiamo iniziato a redigere in bozza, cui seguirà la sua approvazione.
Non apro poi il discorso sul regolamento attuativo: prima una bozza, poi il passaggio da un ministero all'altro, poi la Corte dei conti; alla fine di tutta questa «fiera» le risorse ipotizzate del 2001 non saranno attivabili prima della fine del 2005. Dal 2001 al 2005! Non mi sembra proprio un «razzo» questo Governo che dice di fondare la sua azione sulla filosofia del «fare»: se aspettiamo il «fare» di Lunardi, siamo fritti!
Per tale motivo chiediamo che le risorse per il trasporto combinato marittimo, analogo quindi a quello ferroviario, non abbiano la sorte di quest'ultimo.
PRESIDENTE. L'onorevole Spini ha facoltà di illustrare il suo ordine del giorno n. 9/5522/3.
VALDO SPINI. Signor Presidente, nell'illustrare l'ordine del giorno che ho presentato, ricordo che esso ha una finalità molto precisa. Stiamo trattando dell'indebitamento dei paesi più poveri del mondo, i cosiddetti HIPC, verso cui vi è una particolare responsabilità dell'Italia, in quanto il decreto-legge in questione fissa una remissione di debiti di 31 milioni di dollari in due anni a fronte dei 4,5 miliardi di euro vantati dall'Italia a favore dei paesi poveri fortemente indebitati. Tutto ciò è però da inserire nella vicenda più generale, vista l'esistenza di una iniziativa internazionale finalizzata alla cancellazione dei debiti dei 42 paesi indebitati più poveri del mondo; fino ad oggi il debito cancellato per otto paesi, e quello di altri 19 di cui si prevede la cancellazione, ammonta a soli 31 miliardi di dollari a
fronte dei 103 miliardi previsti inizialmente.
È questo un tema cui siamo molto affezionati: vi ricorderete, infatti, che durante il Governo D'Alema vi furono pressioni anche da parte dell'opinione pubblica (cito l'episodio, che forse qualcuno ricorderà, del famoso cantante Jovanotti), che posero, con l'appoggio delle giovani generazioni, questo tema all'attenzione del nostro paese.
In effetti, il Governo D'Alema riuscì a provvedere, ma il decreto di attuazione da parte del Ministero del tesoro slittò addirittura al 2001.
A fronte di ciò, l'ordine del giorno che illustro intende proporre una iniziativa concreta (di modo che nessuno possa sfuggire alle proprie responsabilità) che riguarda una Conferenza internazionale fra i paesi debitori e quelli creditori, volta alla cancellazione del debito dei paesi più poveri, scelti in base a parametri oggettivi, che sono 42, detti per l'appunto HIPC.
Ebbene, la Conferenza non è un fatto astratto ma ha un precedente cui vorrebbe ispirarsi, e che ha avuto peraltro un grande successo, cioè la Conferenza internazionale di Londra che si svolse fra il 28 febbraio e l'8 agosto del 1952 e che si occupò con successo dei debiti tedeschi.
Riteniamo che un'iniziativa di questo genere, che metterebbe uno di fronte all'altro i due termini del confronto - anche in considerazione del grande spostamento di risorse che i debiti comportano, cioè un flusso globale finanziario che si sposta dal sud verso il nord del pianeta e che nel 2002 è stato di 200 miliardi di dollari (ciò che poi giustifica l'operazione di remissione, per evitare cioè che vi sia un ulteriore «tiraggio» da parte del nord nei confronti del sud del mondo) - potrebbe essere utile a mettere ciascuno di fronte alle proprie responsabilità e ad accelerare la soluzione di un problema al quale il nostro paese non può sottrarsi, anzi nei confronti del quale deve porsi come stimolo nei confronti degli altri.
Siamo ormai al 2005: è passato quasi un terzo del tempo che doveva portarci al dimezzamento del numero dei cittadini che vivono in condizioni di estrema povertà e delle grandi pandemie, (epidemie particolarmente gravi quali l'AIDS, la malaria ed altre che colpiscono, in particolare, i paesi in via di sviluppo). Ebbene, ad un terzo del percorso (che dovrebbe terminare nel 2015) dei Millenium development goals, cioè degli obiettivi di sviluppo del millennio fissati dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite del 2000, siamo veramente a terra! Non ce la stiamo facendo! Eppure, gli economisti hanno calcolato che, se ciascun paese devolvesse davvero lo 0,7 per cento del PIL alla cooperazione allo sviluppo - si tratta di fonti oggettive -, gli obiettivi potrebbero essere raggiunti.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, vogliamo parlare alle nostre coscienze? Il fatto che gli obiettivi siano a portata di mano - certo, il loro raggiungimento implicherebbe un sacrificio, ma non insostenibile - dovrebbe indurci ad agire, ad operare efficacemente nei prossimi anni; e se diamo al Governo italiano l'indicazione di promuovere la Conferenza internazionale, lo mettiamo proprio su questa lunghezza d'onda.
Per questo motivo, mi auguro che il mio ordine del giorno venga approvato dall'Assemblea e, soprattutto, che a ciò segua un'iniziativa forte, efficace ed incalzante affinché la Conferenza internazionale segni davvero una svolta nell'attuazione dell'impegno, già assunto, per la cancellazione dei debiti dei paesi più poveri del mondo.
PRESIDENTE. L'onorevole Albonetti ha facoltà di illustrare il suo ordine del giorno n. 9/5522/6.
GABRIELE ALBONETTI. Signor Presidente, le città italiane sono, ormai da tempo, soffocate dal traffico e dall'inquinamento che esso produce. È opinione comune a molti, di ogni parte politica, di ogni livello istituzionale, che, a fronte di tale situazione, sarebbero necessari provvedimenti non più emergenziali, ma strutturali. Assistiamo all'adozione di provvedimenti contingenti (blocco della circolazione,
targhe alterne, domeniche ecologiche), ma abbiamo bisogno di un'iniziativa più strutturale il cui fine, il cui obiettivo sia un cambiamento radicale della logica che presiede alle politiche della mobilità.
Sono molte le linee di lavoro che sarebbe necessario coltivare al riguardo, perché si tratta di agire sulla tastiera complessa di una nuova politica della mobilità. Sotto questo profilo, vengono in rilievo: una politica delle infrastrutture; l'ammodernamento dei mezzi; una politica di sostegno al trasporto pubblico locale (a partire, ad esempio, dal mantenimento degli impegni per il contratto degli autoferrotranvieri); una politica per una nuova organizzazione logistica del trasporto delle merci in città; incentivi alla riconversione a metano e GPL dei veicoli; incentivi ai cittadini per l'uso dei mezzi pubblici. Il mio ordine del giorno si propone proprio quest'ultima finalità: defiscalizzare le spese sostenute dai cittadini e dagli utenti per gli abbonamenti al trasporto pubblico locale ed al trasporto ferroviario locale, regionale ed interregionale.
Ho detto che siamo di fronte alla necessità di agire su una tastiera complessa ed articolata che deve essere supportata, oltre che da una consapevolezza politica, da una volontà politica che ancora non si vede e che sia capace di fare della questione una vera «frontiera» della politica italiana dei trasporti, una «frontiera» delle politiche urbane. Bisogna uscire dal refrain esclusivo e un po' anche rituale delle grandi opere - grandi sono rimaste soltanto le promesse! - e riprendere in mano la complessità di una politica dei trasporti e della logistica, una complessità che, purtroppo, è stata sacrificata sull'altare delle semplificazioni o, peggio, sull'altare del semplicismo propagandistico.
Il tema affrontato in questo ordine del giorno è piccola cosa rispetto alla complessità e all'«ariosità» di cui ci sarebbe bisogno nella politica dei trasporti e della mobilità urbana.
Tuttavia, il voto favorevole dell'Assemblea, che mi permetto di chiedere, rappresenterebbe il segnale della volontà di invertire la rotta della politica dei trasporti (Applausi dei deputati dei gruppi Misto-Comunisti italiani, dei Democratici di sinistra-L'Ulivo e della Margherita, DL-L'Ulivo).
PRESIDENTE. L'onorevole Zacchera ha facoltà di illustrare il suo ordine del giorno n. 9/5522/9.
MARCO ZACCHERA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il mio ordine del giorno, sottoscritto anche dall'onorevole Landi di Chiavenna e da altri colleghi appartenenti a diversi gruppi politici di maggioranza, è estremamente breve, ma piuttosto significativo.
Come avrete letto dal resoconto stenografico, se non eravate presenti alla discussione sulle linee generali del provvedimento in esame, i fondi oggetto di questo decreto-legge saranno gestiti, non dal Ministero degli esteri, ma dal Ministero dell'economia. Considerato che le linee di cooperazione internazionale rappresentano una parte importante della politica estera, occorre coinvolgere il Ministero degli affari esteri, non tanto nella gestione, quanto nella programmazione di tali aiuti.
Si può quindi intuire l'effetto positivo che l'Italia potrà ottenere, non solo da un utilizzo trasparente e corretto di tali fondi (svilupperemo tale concetto in sede di dichiarazioni di voto finale del gruppo di Alleanza nazionale), ma anche dalla determinazione del modo in cui muoversi in ambito internazionale. È importante, quindi, che il Ministero degli esteri possa svolgere la sua parte.
Se si riflette sul fatto che l'India ha rifiutato gli aiuti internazionali (precedentemente abbiamo parlato dello tsunami), perché teme che, in caso di accettazione, non possa insistere per diventare una componente stabile del Consiglio di sicurezza dell'ONU e che tale mezzo di finanziamento possa diventare uno strumento di politica estera, si evince che il nostro Governo, ma soprattutto il nostro paese, potrebbe avere in mano una carta estremamente importante nei confronti di moltissime nazioni.
Chiediamo che in futuro sia correlata al bilancio del Ministero degli affari esteri la gestione di questi fondi o, in alternativa, che entrambi i Ministeri - affari esteri ed economia - possano gestire tali fondi, per rendere più efficiente, più presente e più visibile (approfondiremo il concetto degli aiuti multilaterali e bilaterali in sede di dichiarazione di voto finale) l'Italia in questo delicato settore internazionale.
Mi auguro che il Governo comprenda lo spirito con cui è stato presentato l'ordine del giorno in esame. La questione va affrontata compiutamente, sicuramente non tenendo lontano il Ministero degli affari esteri dalla gestione dei fondi.
Sarebbe stato più logico che al dibattito di oggi, oltre al sottosegretario Molgora (è correttissima la sua presenza), fosse stato presente un rappresentante del Ministero degli esteri. Se il Ministero di riferimento è quello dell'economia, è chiaro che, da questo punto di vista, non c'è un cointeressamento. Ricordo che il presidente Selva volle discutere il provvedimento anche in Commissione esteri. Ciò è giusto, visto che affrontiamo la riforma di questi enti e della cooperazione internazionale.
Mi auguro che l'ordine del giorno in oggetto sia accettato dal Governo.
PRESIDENTE. L'onorevole Rosato ha facoltà di illustrare il suo ordine del giorno n. 9/5522/8.
ETTORE ROSATO. Signor Presidente, il provvedimento in esame non rientra certo negli esempi di buona legislazione, considerato che contiene di tutto, dal trasporto combinato ai fondi internazionali, alla sterilizzazione IVA.
Occorreva provvedere a risolvere una questione semplice, ma l'avete trasformata in una cosa complicata. Vi sono cittadini che versano alle associazioni non governative, in questo caso addirittura alla Protezione civile, un contributo in forma innovativa. Questi cittadini ambiscono a non essere tassati in alcuno modo per la loro donazione. Al riguardo era sufficiente emanare una circolare interpretativa (l'ha detto in Commissione anche il sottosegretario Molgora).
Questa circolare interpretativa, però, non è stata emanata, mentre è stato adottato un decreto che ha complicato la questione e che renderà la soluzione del problema ancora più complicata, visto che crea una discriminante tra alcuni tipi di donazione ed altri. Con l'ordine del giorno in esame chiediamo semplicemente che il Governo si impegni - rispetto a ciò che è stato compiuto fino ad oggi - ad escludere dal campo di applicazione dell'IVA tutte le donazioni effettuate, tramite queste modalità di addebito, dai cittadini ai soggetti che possono recepirle - è scritto nel primo capoverso dell'ordine del giorno -, cioè alle ONLUS, così come era previsto nel nostro emendamento.
Mi auguro che l'ordine del giorno venga accettato dal Governo, perché sarebbe la risposta alle segnalazioni provenienti anche dai gruppi di maggioranza (quindi, non solo da quelli di opposizione). Si può anche dire che forse l'emendamento non era lo strumento adeguato e che esso avrebbe potuto avere un contenuto diverso, però è chiaro che il problema va risolto. Allora, chiedo al Governo di dimostrare che ha la chiara consapevolezza della necessità di risolvere il problema con un atto ufficiale, cioè con una posizione formale di accettazione dell'ordine del giorno in esame.
PRESIDENTE. L'onorevole Folena ha facoltà di illustrare il suo ordine del giorno n. 9/5522/1 (Nuova formulazione).
PIETRO FOLENA. Signor Presidente, prendo la parola per sollecitare un parere positivo del Governo e l'approvazione da parte dell'Assemblea di questo ordine giorno, che riguarda la riforma della Banca mondiale.
Noi ci stiamo occupando, come abbiamo a più riprese sottolineato in questa discussione, del concorso italiano alla XIII ricostruzione dell'IDA, cioè del fondo dell'Associazione per lo sviluppo internazionale, che è uno dei due pilastri della Banca mondiale, che si occupa dell'aiuto ai paesi poveri più fortemente indebitati.
In secondo luogo, stiamo discutendo del primo finanziamento del Trust Fund per
l'iniziativa per i medesimi paesi, che, come ho spiegato questa mattina, tuttavia rappresenta una piccolissima goccia d'acqua nel grande oceano dei debiti di questi paesi.
Noi non abbiamo - anche l'onorevole Landi di Chiavenna lo ha sottolineato in sede di discussione sulle linee generali (so che molti colleghi della maggioranza su questo terreno sono estremamente sensibili) - le garanzie effettive che i fondi trasferiti a questi istituti della Banca mondiale siano effettivamente finalizzati agli obiettivi per cui l'Italia ha sottoscritto accordi e ha partecipato anche alla ridefinizione in sede internazionale delle quote che ogni paese, tra quelli più ricchi, deve avere. L'impegno del Governo viene richiesto al fine di promuovere in sede internazionale una riforma della Banca mondiale basata su alcuni indirizzi.
Innanzitutto, occorre assegnare ai paesi poveri del mondo un peso decisionale relativamente maggiore rispetto a quello dei paesi ricchi. In secondo luogo, è necessario coinvolgere nei processi decisionali le organizzazioni non governative, in particolare quelle che hanno origine nei paesi del sud del mondo. In terzo luogo, occorre lavorare per la trasformazione della Banca mondiale da banca per crediti agevolati - e spesso si tratta di crediti che vengono dati in una forma usuraria - in una agenzia di aiuto allo sviluppo, a fondo perduto.
Per quanto riguarda l'IDA, è necessario promuovere prioritariamente, attraverso i programmi dell'IDA stessa, i progetti di cooperazione allo sviluppo e di aiuto, che tutelino e permettano un accesso equo a beni comuni, come l'acqua, l'istruzione, la salute, promuovendo la sovranità alimentare. Infine, si tratta di lavorare perché in questa riforma si operi per promuovere un commercio mondiale equo e solidale verso i produttori del sud del mondo, sia per i prodotti agricoli industriali sia per le risorse minerarie, abbandonando quella politica che negli anni passati ha promosso uno scambio tra gli aiuti da parte del nord del mondo e i processi di privatizzazione da parte dei paesi del sud del mondo, lasciando a loro invece una piena sovranità economica e democratica.
Si tratta di indirizzi di riforma della Banca mondiale sui quali mi auguro che l'Assemblea possa esprimersi concordemente (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-L'Ulivo e della Margherita, DL-L'Ulivo).
PRESIDENTE. L'onorevole Crucianelli ha facoltà di illustrare il suo ordine del giorno n. 9/5522/2.
FAMIANO CRUCIANELLI. Chiedo al Governo, signor Presidente, se possibile, un minimo di attenzione, in quanto con l'ordine del giorno in esame si affronta una questione molte volte discussa...
PRESIDENTE. Onorevole Zacchera, sottosegretario Molgora, vi prego di consentire all'onorevole Crucianelli di svolgere il suo intervento. Prosegua pure, onorevole Crucianelli.
FAMIANO CRUCIANELLI. Mi rivolgo al Governo, Presidente; capisco che vi è una trattativa in corso tra Governo e maggioranza...
PRESIDENTE. Le chiedo scusa, onorevole Crucianelli; sottosegretario Molgora, il collega Crucianelli si sta rivolgendo al Governo.
Prego, onorevole Crucianelli.
FAMIANO CRUCIANELLI. Vorrei far notare al Governo che stiamo svolgendo una discussione estremamente importante in modo alquanto singolare; come già si è più volte rilevato, si discute di un provvedimento omnibus, sicché sfugge all'attenzione dell'Assemblea l'importanza delle singole questioni.
Quanto poniamo al centro di questo ordine del giorno è la questione del debito dei paesi poveri; al riguardo, molto semplicemente chiediamo al Governo di «adottare, entro 90 giorni, le più idonee
iniziative normative volte ad un consistente abbattimento del debito dei paesi HIPC nei confronti dell'Italia».
Si tratta dunque di un ordine del giorno che mira ad un riordino della legislazione concernente la materia; ricordo, al riguardo, il varo, nel 2000, di una splendida legge, la n. 209. Apprezzatissima anche all'estero, tale legge rappresentò un vanto per l'Italia che, con essa, aprì la via alla cancellazione del debito dei paesi poveri.
Il Governo e l'attuale maggioranza intervennero su quella legge per modificarne un punto fondamentale con un argomento allora, peraltro, condivisibile; si sosteneva, infatti, che fosse troppo vincolistica e che ci si poteva spingere oltre, superando i tetti ivi fissati con riferimento alla cancellazione dei debiti. Dobbiamo, però, concludere, dopo l'esperienza di questi anni, che le vicende non si sono svolte in tal senso; in realtà, infatti, oggi dobbiamo constatare come non si sia andati in quella direzione: malgrado gli obiettivi della legge venissero contestati perché, forse, troppo limitati, quanto si è cancellato è, più o meno, la metà di quanto, allora, si indicava con quella legge.
Vi è dunque la necessità di intervenire nuovamente sulla materia...
PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia!
FAMIANO CRUCIANELLI. Si ravvisa, infatti, un'incongruenza tra le affermazioni del Governo di allora ed i fatti di questi anni; sarebbe, dunque, importante che venisse, da parte del Governo e della maggioranza, un segnale di accoglimento dell'ordine del giorno in esame. Ciò rappresenterebbe una manifestazione di buona volontà su una questione decisiva.
Aggiungo che il monte debiti dei paesi del sud del mondo è di circa 2.500 miliardi di dollari; ci stiamo riferendo soltanto ai paesi più poveri. Vorrei anche ricordare che, proprio come dichiara l'UNCTAD - ovvero la Conferenza delle Nazioni Unite sullo sviluppo - i 54 paesi più poveri (quelli di cui stiamo discutendo), negli ultimi dieci anni, si sono ancor più impoveriti. Quindi, da tale punto di vista, sarebbe molto importante che l'iniziativa in oggetto, che mira alla cancellazione del debito in tutta questa area - la più disgraziata del mondo - venisse raccolta dal Governo.
Ecco perché chiedo al Governo di accettare il mio ordine del giorno e ritengo che anche la maggioranza dell'Assemblea, la maggioranza parlamentare possa convenire al riguardo. Sarebbe importante se a questa discussione sui grandi problemi del sud del mondo, su grandi questioni al centro di tanta emotività e di tante dichiarazioni, potesse seguire una maggiore coerenza all'interno dei meccanismi legislativi.
PRESIDENTE. Qual è il parere del Governo sugli ordini del giorno presentati?
DANIELE MOLGORA, Sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Signor Presidente, il Governo non accetta gli ordini del giorno Folena n. 9/5522/1 (Nuova formulazione) e Crucianelli n. 9/5522/2, mentre accoglie come raccomandazione gli ordini del giorno Spini n. 9/5522/3 e Raffaldini n. 9/5522/4. Il Governo non accetta, invece, gli ordini del giorno Mazzarello n. 9/5522/5, Albonetti n. 9/5522/6 e Duca n. 9/5522/7.
Il Governo formula altresì un invito al ritiro dell'ordine del giorno Rosato n. 9/5522/8, altrimenti non lo accetta. Esso, infatti, crea ulteriore confusione rispetto alla situazione esistente, poiché nessuna donazione è soggetta ad IVA, e non si comprende perché non dovrebbero essere assoggettate a tale tributo soltanto quelle effettuate tramite i soggetti che forniscono servizi di telefonia: allora, perché non consentirlo ad un imprenditore della grande distribuzione o ad un altro tipo di impresa?
L'ordine del giorno Rosato n. 9/5522/8, pertanto, provocherebbe un'ulteriore complicazione, e ribadisco che comporterebbe conseguenze non solo in ambito fiscale, ma anche sulle modalità e sulla regolamentazione della raccolta di fondi. Infatti,
sia le banche, sia le poste, quando trasferiscono fondi e svolgono la funzione di intermediari finanziari, hanno autorizzazioni specifiche, ma ciò , invece, non avviene in questi casi.
Il Governo, infine, accoglie come raccomandazione l'ordine del giorno Zacchera n. 9/5522/9, purché il dispositivo venga riformulato nel senso di impegnare il Governo «a valutare l'opportunità di un coordinamento nella gestione tra il Ministero degli affari esteri e quello dell'economia».
PRESIDENTE. Chiedo all'onorevole Zacchera se accetti la riformulazione del suo ordine del giorno n. 9/5522/9 proposta dal Governo.
MARCO ZACCHERA. Signor Presidente, accetto la riformulazione proposta dal Governo, anche perché era questo lo spirito che mi ha indotto a presentare l'ordine del giorno n. 9/5522/9, e non insisto per la votazione.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Michelini. Ne ha facoltà.
ALBERTO MICHELINI. Signor Presidente, intervengo soprattutto dopo aver ascoltato gli interventi svolti dai colleghi dell'opposizione, che sono i principali presentatori degli ordini del giorno, ed anche per rendere qualche precisazione.
Devo riconoscere che negli ordini del giorno presentati, soprattutto nei primi tre, sono espresse esigenze senz'altro condivisibili, anche se devo dire che sono formulate in modo un po' velleitario, e talvolta anche in maniera contraddittoria. Mi riferisco, ad esempio, alla lettera f) del dispositivo dell'ordine del giorno Folena n. 9/5522/1 (Nuova formulazione), con la quale si chiede al Governo di abbandonare la politica degli aiuti in cambio di processi di privatizzazione, lasciando così ai popoli del sud del mondo piena sovranità economica.
Convengo su questo punto, poiché l'autentico sviluppo nasce dalla capacità di autosvilupparsi, e pertanto dobbiamo porre questi popoli nelle condizioni di farlo, ma vorrei rilevare che ciò non è alternativo all'aiuto pubblico; in altri termini, a mio avviso il sostegno pubblico deve procedere di pari passo con l'aiuto ad autosvilupparsi.
Inoltre, chi non è d'accordo sulla riforma delle istituzioni finanziarie internazionali, in particolare della Banca mondiale, sia per l'eccesso di burocrazia, sia per le difficoltà nella capacità di spesa (poiché trascorrono anni prima che i fondi vengano erogati)? Si tratta di un'esigenza molto sentita e riguardo alla quale siamo assolutamente d'accordo.
Per quanto riguarda l'ordine del giorno Crucianelli n. 9/5522/2, vorrei dire che anche il suo dispositivo, che chiede un consistente abbattimento del debito dei paesi HIPC nei confronti dell'Italia, è condivisibile, tuttavia devo altresì precisare che l'Italia ha già rimesso per prima, e alle migliori condizioni, un debito per il momento pari a 2 miliardi e mezzo di dollari (Applausi dei deputati del gruppo di Forza Italia), per arrivare successivamente a 4 miliardi e mezzo di dollari, una volta raggiunto il completion point per i paesi HIPC.
Per quanto concerne, da ultimo, l'ordine del giorno Spini n. 9/5522/3, siamo d'accordo sulla richiesta specifica di convocare una conferenza internazionale tra paesi debitori e paesi creditori (per la questione del debito, rimando a ciò che ho detto in merito all'ordine del giorno presentato dall'onorevole Crucianelli), tuttavia occorre tener conto anche che, nel corso del prossimo G8, sotto l'impulso della Presidenza britannica, uno dei temi principali sarà proprio la remissione del debito. Vorrei ribadire, comunque, che l'Italia è stata la prima a farlo, e già alle migliori condizioni (Applausi dei deputati del gruppo di Forza Italia).
PRESIDENTE. Prendo atto che i presentatori dell'ordine del giorno Folena n. 9/5522/1 (Nuova formulazione) insistono per la votazione.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Folena n. 9/5522/1 (Nuova formulazione), non accettato dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 345
Votanti 344
Astenuti 1
Maggioranza 173
Hanno votato sì 157
Hanno votato no 187).
Prendo atto che l'onorevole Fragalà non è riuscito ad esprimere il proprio voto.
Prendo altresì atto che i presentatori dell'ordine del giorno Crucianelli n. 9/5522/2 insistono per la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Crucianelli n. 9/5522/2, non accettato dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 363
Votanti 360
Astenuti 3
Maggioranza 181
Hanno votato sì 168
Hanno votato no 192).
Onorevole Spini, insiste per la votazione del suo ordine del giorno n. 9/5522/3, accolto dal Governo come raccomandazione?
VALDO SPINI. Signor Presidente, prendo sul serio l'impegno del Governo ad accogliere il mio ordine del giorno come raccomandazione e pertanto non insisto per la votazione.
PRESIDENTE. Sta bene, onorevole Spini.
Onorevole Raffaldini, insiste per la votazione del suo ordine del giorno n. 9/5522/4, accolto dal Governo come raccomandazione?
FRANCO RAFFALDINI. No, signor Presidente.
PRESIDENTE. Sta bene, onorevole Raffaldini.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Mazzarello n. 9/5522/5, non accettato dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 364
Maggioranza 183
Hanno votato sì 171
Hanno votato no 193).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Albonetti n. 9/5522/6, non accettato dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 371
Maggioranza 186
Hanno votato sì 174
Hanno votato no 197).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Duca n. 9/5522/7, non accettato dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 377
Maggioranza 189
Hanno votato sì 179
Hanno votato no 198).
Onorevole Rosato, accetta l'invito al ritiro del suo ordine del giorno n. 9/5522/8?
ETTORE ROSATO. No, signor Presidente, e chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ETTORE ROSATO. Signor Presidente, il sottosegretario ha detto che, attualmente, gli operatori lavorano senza la necessaria autorizzazione nella raccolta delle risorse e che l'IVA non si paga, mentre tutti constatiamo che ciò non è vero, altrimenti non sarebbe stato necessario questo provvedimento. Mi sarei aspettato che il Governo accettasse il mio ordine del giorno n. 9/5522/8, poiché riprende le affermazioni fatte dallo stesso Governo nel corso del dibattito.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Rosato n. 9/5522/8, non accettato dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 377
Votanti 375
Astenuti 2
Maggioranza 188
Hanno votato sì 174
Hanno votato no 201).
Prendo atto che l'onorevole Pinto non è riuscita ad esprimere il proprio voto.
Prendo atto altresì che i presentatori dell'ordine del giorno Zacchera n. 9/5522/9, accolto dal Governo come raccomandazione, non insistono per la votazione.
È così esaurita la trattazione degli ordini del giorno presentati.
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