Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 579 del 2/2/2005
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Seguito della discussione del disegno di legge: Conversione in legge del decreto-legge 30 dicembre 2004, n. 315, recante disposizioni urgenti per garantire la partecipazione finanziaria dell'Italia a Fondi internazionali di sviluppo e l'erogazione di incentivi al trasporto combinato su ferrovia, nonché per la sterilizzazione dell'IVA sulle offerte a fini umanitari (5522) (ore 11,55).

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di legge:
Conversione in legge del decreto-legge 30 dicembre 2004, n. 315, recante disposizioni urgenti per garantire la partecipazione finanziaria dell'Italia a Fondi internazionali di sviluppo e l'erogazione di incentivi al trasporto combinato su ferrovia, nonché per la sterilizzazione dell'IVA sulle offerte a fini umanitari.
Ricordo che nella seduta del 31 gennaio si è conclusa la discussione sulle linee generali.

(Esame dell'articolo unico - A.C. 5522)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo unico del disegno di legge di conversione (vedi l'allegato A - A.C. 5522


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sezione 3) nel testo recante le modificazioni apportate dalle Commissioni (vedi l'allegato A - A.C. 5522 sezione 4).
Ricordo che le proposte emendative presentate sono riferite agli articoli del decreto-legge nel testo recante le modificazioni apportate dalle Commissioni (vedi l'allegato A - A.C. 5522 sezione 5).
Avverto che non sono stati presentati emendamenti riferiti all'articolo unico del disegno di legge di conversione.
Avverto altresì che la I Commissione (Affari costituzionali) ha espresso il prescritto parere (vedi l'allegato A - A.C. 5522 sezione 2).
Avverto che è stato ritirato l'articolo aggiuntivo Arnoldi 6.010.
Avverto infine che la Presidenza, a norma degli articoli 86, comma 1, e 96-bis, comma 7, del regolamento, e conformemente agli orientamenti adottati in sede referente, non ritiene ammissibili le proposte emendative presentate, in quanto ripropongono testi già dichiarati inammissibili in Commissione ovvero in quanto volte ad introdurre nel decreto-legge materie nuove, non strettamente attinenti alle materie trattate dal decreto-legge stesso (vedi l'allegato A - A.C. 5522 sezione 1).

ETTORE ROSATO. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ETTORE ROSATO. Chiederei un attimo di attenzione.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE PIER FERDINANDO CASINI (ore 11,56)

ETTORE ROSATO. Approfitto dell'autorevole presenza del Presidente Casini per sottoporre alla sua attenzione un problema di inammissibilità.
Tutti gli emendamenti che abbiamo presentato sul presente provvedimento sono stati dichiarati inammissibili e qualcuno sicuramente a ragione. Tuttavia, chiedo di riesaminare in particolare un emendamento, in ordine al quale non comprendo la decisione di inammissibilità.
Mi riferisco al mio emendamento 10.12 che si propone di modificare il testo, a sua volta modificato dalle Commissioni, con riferimento alle esenzioni IVA sugli SMS: il decreto le consentiva solo per quelli relativi alla catastrofe avvenuta nel sud-est asiatico, mentre le Commissioni hanno poi voluto estendere tali esenzioni a tutte le catastrofi naturali.
Con il mio emendamento chiediamo che l'esenzione sia allargata a tutte le attività finanziate tramite l'invio di SMS e ricevute da soggetti pari a quelli che hanno ricevuto i finanziamenti tramite SMS in occasione del maremoto, estendendone il campo di applicazione; dunque, proponiamo una rimodulazione dell'estensione già operata dalle Commissioni.
Signor Presidente, le chiedo quindi una rivalutazione della decisione di inammissibilità in ordine a questo emendamento.

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, con riferimento alle dichiarazioni di inammissibilità...

ANTONIO BOCCIA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ANTONIO BOCCIA. Intervengo sull'ordine dei lavori e, per alcuni aspetti, per un richiamo al regolamento in relazione all'annuncio fatto dalla Presidenza sull'inammissibilità degli emendamenti presentati.
Signor Presidente, in maniera costante mi sono sempre adeguato alle decisioni assunte dalla Presidenza, anche più spesso di quanto consiglia la prassi parlamentare. In questo caso sarei comunque costretto a farlo, visto che la decisione finale spetta proprio alla Presidenza. Tuttavia, mi consenta di richiamare la sua attenzione sul fatto che stiamo per dare luogo ad un precedente.
Infatti, molti emendamenti contenuti nel fascicolo sono stati dichiarati inammissibili dal presidente della Commissione competente, mentre gli altri sono stati dichiarati inammissibili dalla stessa Presidenza


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della Camera. La circostanza che il presidente della Commissione e il Presidente della Camera concordino, in merito ad un disegno di legge di conversione di un decreto-legge, sulla decisione di dichiarare inammissibili tutti gli emendamenti è piuttosto grave per le conseguenze che determina circa la possibilità dei deputati di emendare il testo del decreto. Inoltre, tale circostanza può costituire un precedente importante che, come tale, rende necessaria una riflessione. In futuro, magari nelle le prossime legislature, questo precedente potrà essere usato per impedire all'Assemblea di emendare i decreti emanati dal Governo.
Le valutazioni espresse in sede di Commissione in qualche modo sono state già contestate dall'onorevole Rosato. Tuttavia, se mi consente, vorrei prendere ad esempio l'emendamento Rosato 10.12, emblematico ed indicativo di come possa essere resa più flessibile e tollerante la valutazione sull'ammissibilità degli emendamenti fatta dalla Presidenza.
Signor Presidente, dovrebbe tenere conto che i regolamenti e la prassi del Senato sono sicuramente più tolleranti perché offrono un'interpretazione più estensiva, consentendo uno svolgimento dei lavori più democratico e dando all'Assemblea dell'altro ramo del Parlamento maggiori opportunità di emendare. Inoltre, la riflessione richiesta dall'onorevole Rosato va anche al di là della fattispecie specifica; ritengo infatti che sarebbe opportuno un supplemento di valutazione, magari con criteri maggiormente tolleranti, perché il precedente costituito dalla dichiarazione di inammissibilità per tutti gli emendamenti in merito ad un disegno di legge di conversione di un decreto-legge oggettivamente può costituire un elemento di preoccupazione.
Signor Presidente, anche con riferimento ad un emendamento da me emblematicamente scelto a caso, ma che comunque può generare dubbi nella Presidenza, chiedo di procedere ad un'ulteriore riflessione. Naturalmente, mi rimetto alla volontà della Presidenza.

GIORGIO BORNACIN. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIORGIO BORNACIN. Signor Presidente, anch'io vorrei richiamarmi alla dichiarazione di inammissibilità. Non intendo entrare nel merito dell'intervento svolto dall'onorevole Boccia, ma vorrei fare riferimento al mio articolo aggiuntivo 4.01 - sottoscritto anche dall'onorevole Mazzarello e, quindi, rigorosamente bipartisan -, che si propone di mettere in salvo investimenti aziendali, investimenti realizzati dall'autorità portuale di Savona e trecento posti di lavoro. Tutto questo è contenuto in un decreto-legge che si occupa di trasporto combinato su ferrovia.
Si tratta delle ferrovie dell'alto Tirreno - mi riferisco a ferrovie commerciali e non per il trasporto passeggeri - e la materia rientra certamente nell'ambito del trasporto combinato.
Le chiedo pertanto, signor Presidente, di riconsiderare la sua decisione: si tratterebbe di aiutare l'economia di una città e di risolvere un problema relativo ad investimenti sia pubblici sia privati.

GRAZIANO MAZZARELLO. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GRAZIANO MAZZARELLO. Signor Presidente, anch'io le chiedo un'ulteriore riflessione sull'inammissibilità dell'articolo aggiuntivo Bornacin 4.01. Infatti, il titolo del decreto-legge in esame fa riferimento, tra l'altro, all'erogazione di incentivi al trasporto combinato su ferrovia. L'articolo aggiuntivo richiamato si riferisce al prolungamento della concessione ad una ferrovia: non comprendo, dunque, dove sia l'estraneità di materia, in quanto si tratta della stessa materia oggetto del decreto-legge. Le chiedo pertanto un'ulteriore valutazione della scelta compiuta.

ANTONIO BARBIERI. Chiedo di parlare.


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PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la situazione è chiara: ho compreso le posizioni e darò una risposta; vi invito dunque a «sintetizzare» questa parte del dibattito.
Ha facoltà di parlare, onorevole Antonio Barbieri.

ANTONIO BARBIERI. La ringrazio, signor Presidente, interverrò molto brevemente.
Nel corso della seduta di ieri si è svolta una discussione analoga sul disegno di legge di conversione del decreto-legge n. 314 del 2004, recante proroga di termini, sulla quale il Presidente di turno, onorevole Mussi, si è impegnato a riferirle. Qualora, signor Presidente, dovesse accedere alla richiesta dell'onorevole Boccia, le chiedo fin d'ora, ove si stabilisse tale precedente, di rispondere anche sulle questioni poste in merito al decreto recante proroga di termini.

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, in primo luogo intendo sottolineare - mi rivolgo in particolare all'onorevole Boccia - che, con riferimento alle dichiarazioni di inammissibilità, anche per questo provvedimento la Presidenza ha confermato, come di consueto, le valutazioni già espresse dalla presidenza delle Commissioni di merito. Tutti gli emendamenti dichiarati inammissibili per la fase di esame in Assemblea riproducono, o sono di contenuto analogo ad emendamenti presentati e dichiarati inammissibili presso le suddette Commissioni. È stato, inoltre, dichiarato inammissibile l'emendamento 10.20 del Governo, vertendo su materie del tutto estranee all'oggetto del provvedimento.
Onorevole Boccia, ritenevo si complimentasse con la Presidenza per il fatto che segue criteri rigidi, anziché cambiarli di volta in volta a seconda dei decreti e delle convenienze. La Presidenza, dall'inizio della legislatura, ha seguito questa linea, che mai l'ha portata a smentire il parere dei presidenti delle Commissioni (Commenti del deputato Boccia)... Forse, in un caso soltanto ho contraddetto il parere del presidente di una Commissione.
Ritengo di confermare tale orientamento anche in questa occasione (mi rivolgo anche agli onorevoli Bornacin e Mazzarello): mi dispiace, ma non posso non rilevare che la Presidenza ha confermato le valutazioni già espresse dalla presidenza delle Commissioni presso le quali l'articolo aggiuntivo Bornacin 4.01, riguardante la proroga delle concessioni ferroviarie di cui all'articolo 3, comma 3, della legge n. 385 del 1990, fino al completamento delle opere di ammodernamento e di potenziamento specificamente individuate, era già stato dichiarato inammissibile in quanto estraneo per materia. Confermo pertanto tale valutazione.
Alla luce degli interventi, e considerato, onorevole Boccia, che le Commissioni hanno comunque ampliato l'oggetto della norma, ritengo di ammettere invece l'emendamento Rosato 10.12, che non era stato dichiarato inammissibile dalle Commissioni, in quanto presentato direttamente in Assemblea.

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