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PRESIDENTE. L'onorevole Anedda ha facoltà di
GIAN FRANCO ANEDDA. Signor Presidente, sconcerto e rivolta morale: sono questi i sentimenti suscitati dalla sentenza del giudice che ha assolto tre terroristi, sentimenti condivisi dal Governo, ma che devono accompagnarsi con atti concreti (il ministro ne ha preannunciato qualcuno), perché sia restituita in Italia la certezza del diritto.
PRESIDENTE. Il ministro della giustizia, senatore Castelli, ha facoltà di
ROBERTO CASTELLI, Ministro della giustizia. Signor Presidente, intendo sottolineare
nuovamente alcuni punti che credo siano assolutamente importanti. Essi affermano la natura obbligatoria di alcuni atti che non sembra siano stati presi sufficientemente in considerazione.
PRESIDENTE. L'onorevole Anedda ha facoltà di
GIAN FRANCO ANEDDA. Signor Presidente, signor ministro, un giudice può sbagliare; è errato pensare che il giudice, solo perché ha vinto un concorso, non sbagli mai; quello che preoccupa è la pervicacia nell'errore, quello che preoccupa è il coro di protesta che si leva per difendere un errore di un magistrato, quello che preoccupa è la presa di posizione del Vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura, il quale ha affermato che i giudici nelle sentenze non fanno politica; il dato è vero, ma evidentemente il Vicepresidente si è dimenticato che questa è - per ciò che è scritto - una sentenza politica. Quello che noi intendiamo rivendicare in questa vicenda, nella quale i sentimenti nostri, suoi, del Governo, del popolo italiano sono identici, è che questo valga - se posso permettermelo - come un segnale, un avvertimento, una sollecitazione all'organo di autogoverno dei magistrati, perché i giudici riacquistino la serenità nel giudicare, riacquistino la equanimità, riacquistino l'equilibrio, riacquistino la apoliticità, che in questi anni hanno perduto.
PRESIDENTE. È così esaurito lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata.
Siamo d'accordo (e mi fa piacere che il ministro lo abbia detto) sul fatto che l'articolo 270-bis del codice penale è completo; soltanto un'interpretazione sbagliata ed abnorme può aver condotto all'assoluzione. Spero che criticare una sentenza in questi termini non leda né il prestigio della magistratura né, come ha detto il Vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura, i sentimenti dei magistrati.
Vogliamo criticare le sentenze, perché questo è patrimonio delle libertà. Vogliamo che il ministro della giustizia si adoperi in questo senso.
L'inserimento di individui e gruppi terroristici nelle liste che ho citato precedentemente è previsto da atti normativi sopranazionali. L'effetto diretto dell'inserimento nelle liste sono sanzioni molto pesanti di carattere finanziario, consistenti, in primo luogo, nel congelamento dei beni riconducibili a questi gruppi e a queste persone. Quindi, si tratta di un provvedimento di grande importanza.
In questo modo, non v'è dubbio che il sistema delle liste può costituire la base legale di queste misure di congelamento contro individui e gruppi terroristici nel nostro paese.
Ricordo (non lo ho fatto precedentemente) la decisione quadro contro il terrorismo adottata dal Consiglio giustizia e affari interni dell'Unione europea, che prevede una serie di atti definiti come terroristici, alcuni dei quali possono essere ricondotti agli atti di cui gli individui di cui sopra erano stati accusati.
Mi avvio alla conclusione, ricordando che l'unico atto che il ministro può fare è intentare, qualora se ne ravvisi l'opportunità e la necessità, un'azione disciplinare prevista costituzionalmente. Altro il ministro, com'è noto, non può fare.
Sospendo la seduta, che riprenderà alle 16 con lo svolgimento delle interpellanze urgenti.


