Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 576 del 27/1/2005
Back Index Forward

Pag. 2


...

La seduta, sospesa alle 9,45, è ripresa alle 10,10.

Si riprende la discussione.

PRESIDENTE. Avverto che si è nuovamente riunita la Commissione bilancio, la quale ha espresso l'ulteriore prescritto parere, che reca una condizione (vedi l'allegato A - A.C. 2381-B sezione 1).


Pag. 3

(Ripresa esame dell'articolo 1 - A.C. 2381-B)

PRESIDENTE. Riprendiamo l'esame dell'articolo 1 e delle proposte emendative ad esso presentate (vedi l'allegato A - A.C. 2381-B sezione 2).
Passiamo, dunque, alla votazione dell'articolo 1, essendo precluse, ovvero assorbite, tutte le restanti proposte emendative riferite al medesimo articolo.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Boato. Ne ha facoltà.

MARCO BOATO. Signor Presidente, approvando il nostro emendamento Chianale 1.9, anche con alcuni voti del centrodestra - e ringrazio i colleghi che lo hanno fatto -, nella seduta di ieri l'Assemblea ha espresso un voto importante. Tale proposta emendativa, infatti, reintroduce il Protocollo nell'ambito dei trasporti tra i protocolli attuativi della Convenzione internazionale per la protezione delle Alpi da ratificare attraverso il provvedimento in esame. Ciò consente di assumere un atteggiamento di piena condivisione del disegno di legge, in particolare dell'articolo 1, recante l'elenco dei vari protocolli di attuazione.
Vorrei sottolineare che si tratta di un fatto di grande rilevanza, dal momento che, in questo modo, si ripristina il testo originario presentato dal Governo. Vorrei ricordare, al riguardo, che è stato durante un Governo di centrosinistra che il Parlamento ha votato la ratifica della Convenzione per la protezione delle Alpi. Oggi, invece, nell'ambito in un contesto politico diverso, ma spero con una larghissima convergenza parlamentare, voteremo il provvedimento che ratifica tutti i protocolli di attuazione di tale Convenzione, ripristinato nella sua integrità.
Credo che anche chi ieri ha votato contro l'emendamento Chianale 1.9 si renderà conto che, nel decidere la ratifica piena di tutti protocolli di attuazione, compreso il Protocollo nell'ambito dei trasporti, abbiamo reso un servizio non all'uno o all'altro schieramento, ma al nostro paese.
Nel preannunziare il nostro voto favorevole sull'articolo 1 - che, se fosse stato espunto tale Protocollo (contenuto nel fascicolo del disegno di legge n. 2381-B, partendo da pagina 114), non vi sarebbe stato - vorrei tuttavia leggere almeno alcune frasi riportate all'articolo 1 del Protocollo nell'ambito dei trasporti, relativo alle sue finalità.
Vi si legge, infatti, che «Le Parti contraenti si impegnano ad attuare una politica sostenibile dei trasporti, tesa a ridurre gli effetti negativi e i rischi derivanti dal traffico intralpino e transalpino ad un livello che sia tollerabile per l'uomo, la fauna e la flora e il loro habitat». È riportato, inoltre, che le parti contraenti si impegnano a «contribuire allo sviluppo sostenibile dello spazio vitale e delle attività economiche come premesse fondamentali per l'esistenza stessa delle popolazioni residenti nel territorio alpino».
Le parti, inoltre, intendono «contribuire a ridurre o a limitare, per quanto possibile, l'impatto che possa compromettere il ruolo e le risorse del territorio alpino, nonché la conservazione dei suoi paesaggi naturali e culturali». È assunto l'impegno di «garantire il traffico intralpino e transalpino, incrementando l'efficacia e l'efficienza dei sistemi di trasporto e favorendo i vettori meno inquinanti e con minor consumo di risorse ad un costo economicamente sopportabile». Le parti contraenti, infine, si impegnano a «garantire condizioni di concorrenza equilibrate tra i singoli vettori».
Non ho letto neppure l'intero articolo 1 di tale Protocollo, poiché, per ragioni di brevità, ho dovuto saltare alcune righe, ma l'ho fatto per far comprendere a tutti i colleghi l'importanza di aver reintrodotto la ratifica di tale Protocollo, contenente le finalità che ho sinteticamente enunciato.
Ringrazio l'Assemblea per aver espresso il voto positivo di ieri. Penso che l'Italia possa essere finalmente - seppur tardivamente - orgogliosa di inserirsi, a fianco dell'Austria, della Slovenia, della Germania, della Svizzera, del Liechtenstein, e così via, tra gli Stati che hanno ratificato i protocolli. Sarà, quindi, un voto


Pag. 4

che permetterà al nostro paese - tardivamente, ma finalmente - di assumere un ruolo di piena adesione, non solo alla Convenzione per la protezione delle Alpi - sottoscritta già dal 1999 -, ma anche a tutti suoi protocolli di attuazione. Questo voto può diventare storico per il nostro paese in ambito europeo - e non soltanto comunitario, perché riguarda anche la Svizzera - per una politica di protezione delle Alpi.
Confermo pertanto, con grande soddisfazione, il voto positivo sul provvedimento.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Calzolaio. Ne ha facoltà.

VALERIO CALZOLAIO. Signor Presidente, richiamo l'attenzione dell'Assemblea sul fatto che il voto di ieri non era riferito ad un'ordinaria proposta di legge, ma riguardava la delicata dinamica delle relazioni internazionali. L'Italia ha già firmato tutti e nove i protocolli, ossia ha già contratto un obbligo nei confronti degli altri sette paesi dell'arco alpino e dell'Unione europea, per il quale siamo già stati riconosciuti a livello internazionale.
In secondo luogo, i protocolli sono già entrati in vigore, sono già norma internazionale, assunta anche dall'Italia. Dobbiamo, dunque, essere consapevoli di inserirci in una delicata dinamica delle relazioni istituzionali internazionali. Mi auguro pertanto che anche il presidente della Commissione faccia affermazioni rassicuranti, così come il Governo.
L'Italia ha già assunto un impegno e i protocolli sono già in vigore. C'è già, quindi, una dinamica internazionale in materia. Il Parlamento, in base alla Costituzione, non negozia tali protocolli, ma autorizza semplicemente il Governo, che li ha già negoziati e firmati, a darvi attuazione.
Si sta andando avanti da quattro anni in un «balletto», per cui un protocollo firmato dal ministro Matteoli nel 1994 non è stato ancora ratificato dalla Camera dei deputati. Gli altri protocolli, firmati tra il 1994 ed il 2000, sono ancora bloccati. La nostra immagine internazionale ne risente, perché nelle sedi internazionali tali accordi sono già in vigore e l'Italia vi è già coinvolta. Al di là del giudizio sugli ultimi quattro anni, del ritardo del disegno di legge governativo in materia e la diversità di opinione tra Camera, Senato e Governo, faccio appello alla sensibilità istituzionale ed internazionale del Presidente della Camera e del Presidente del Senato nel chiarire qual è il ruolo del Parlamento. Il Parlamento chiede la ratifica di tutti e nove i protocolli e autorizza il Governo in tal senso. Se il Governo non è d'accordo su uno di tali protocolli, abbia il coraggio di assumersi la responsabilità di chiederne la rinegoziazione. Noi autorizziamo la ratifica; se il Governo non lo vuole, non è obbligato. La legge di ratifica non obbliga il Governo a darvi corso: semplicemente impedisce un ostacolo costituzionalmente definito ad attuare il protocollo. Se il Governo non vuole, la Camera lo autorizza ed il Governo stesso si impegna a rinegoziare il protocollo. Ma non andiamo avanti con questo «balletto»; non sottoponiamo il Parlamento e le istituzioni italiane ad un calo di credibilità ed autorevolezza internazionali, poiché siamo già in ritardo nella discussione di questi protocolli.
Noi ci saremmo astenuti su questo articolo, se non vi fosse stato tale protocollo, perché si minava una funzione ed una collocazione internazionale del nostro paese. Tutti e nove i protocolli possono essere ratificati; il Governo scelga se vuole rinegoziarne qualcuno.
Voteremo pertanto a favore di questo articolo e ci affidiamo anche al dibattito odierno per richiamare la sensibilità di tutti, considerato che il provvedimento comunque tornerà all'esame del Senato, affinché si autorizzi la ratifica tutti i protocolli.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Mattarella.
Onorevole Mattarella, vorrei ricordarle che il tempo a disposizione del gruppo della Margherita, DL-L'Ulivo è esaurito. Le


Pag. 5

concedo, pertanto, due minuti per svolgere il suo intervento. Prego, onorevole Mattarella, ha facoltà di intervenire.

SERGIO MATTARELLA. Signor Presidente, sarei tentato di dirle che ne faccio a meno, ma la ringrazio comunque.
Vorrei annunziare il nostro voto favorevole sull'articolo 1, dopo la votazione di ieri che ha ripristinato il testo integrale della originaria proposta del Governo, reinserendo il Protocollo nell'ambito dei trasporti.
Signor Presidente, sono stato relatore del provvedimento relativo alla Convenzione internazionale per la protezione delle Alpi nella scorsa legislatura e relatore di questo provvedimento nel corso della prima lettura alla Camera, quando l'Assemblea ha approvato, su proposta del Governo, la ratifica e l'esecuzione di tutti i nove Protocolli di attuazione della Convenzione. Conosco, quindi, le ragioni di fondo della Convenzione internazionale per la protezione delle Alpi che stanno alla base di questi Protocolli. Sarebbe stato singolare, essendo la Convenzione nata per sviluppare, tutelare e difendere le specifiche esigenze dell'arco alpino, eliminare quel Protocollo per ragioni che nulla avevano a che vedere con gli interessi e le esigenze di quelle regioni.
Sarebbe stato singolare violare il metodo di lavoro che la Convenzione ha inteso realizzare - quello della collaborazione tra i paesi dell'arco alpino - rompendo un pacchetto di nove Protocolli sottoscritti insieme da tutti.
Infine, signor Presidente, sarebbe singolare la circostanza per cui il Governo presenta in Parlamento un disegno di legge per la ratifica di nove Protocolli, la Camera ne autorizza la ratifica ed il Senato ne elimina uno, rompendo l'unicità di questo intervento d'intesa nell'arco alpino.
Il voto di ieri ha ripristinato la serietà del provvedimento e mi auguro che il Senato non torni ulteriormente ad incrinare ragioni di metodo, di contenuto e di specifiche esigenze delle regioni dell'arco alpino e che il testo rimanga immutato, conforme al lavoro comune svolto con gli altri paesi dell'arco alpino (Applausi dei deputati dei gruppi della Margherita, DL-L'Ulivo e dei Democratici di sinistra-L'Ulivo).

PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Mattarella e mi dispiace per l'avarizia del tempo, dal momento che i suoi interventi sono sempre molto interessanti. Ma questi sono i nostri doveri.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Parolo. Ne ha facoltà.

UGO PAROLO. Signor Presidente, considerando ciò che è accaduto ieri sera e la sospensione della seduta a causa dell'approvazione di un emendamento dell'opposizione, intervengo per chiedere al Governo di esprimersi nel merito; credo che ciò sia quanto mai indispensabile.
Siamo di fronte ad una modifica sostanziale del testo licenziato dal Senato: è stato reintrodotto il Protocollo nell'ambito dei trasporti, che il nostro gruppo, in particolare alla Camera dei deputati, aveva giudicato da subito pregiudizievole per gli interessi legittimi delle popolazioni alpine dell'Italia e che il Senato, opportunamente, a seguito di approfondite verifiche, aveva provveduto a stralciare.
Vorrei ricordare anche al rappresentante del Governo che la posizione della Lega Nord Federazione Padana, inizialmente sostenuta solo da tale gruppo, è stata successivamente condivisa da autorevoli membri di questo Governo, tra cui, in prima persona, dal ministro Lunardi e dal viceministro Martinat. Proprio grazie all'intervento di questi autorevoli rappresentanti del Governo, peraltro competenti in materia, al Senato si è deciso di procedere allo stralcio del Protocollo nell'ambito dei trasporti.
Ora siamo di fronte ad una situazione uguale a quella di partenza. Pertanto, l'atteggiamento del nostro gruppo, inevitabilmente, è legato alla posizione che il Governo intenderà assumere fino all'approvazione finale di questo provvedimento.
Tra l'altro, inviterei il Governo a non farsi condizionare - so che non sarà così,


Pag. 6

ma voglio ricordarlo affinché resti agli atti - dalle accuse strumentali che arrivano dall'opposizione. L'opposizione stessa ricorda che questa Convenzione ha avuto il suo inizio burocratico nel 1994 e da allora non è stata ancora ratificata dal Parlamento italiano.
Dunque, voglio ricordare che in questo lungo periodo vi è stato anche un Governo di centrosinistra in carica per cinque anni, durante i quali la Convenzione è stata assolutamente dimenticata in un cassetto. È evidente che, se veramente il centrosinistra avesse avuto a cuore i benefici che oggi ritiene insiti in questa Convenzione, non l'avrebbe lasciata in un cassetto, ma l'avrebbe tirata fuori per portarla in Parlamento (Commenti del deputato Boato).
Chiederei al collega Boato, che si lamenta sempre quando viene interrotto...

MARCO BOATO. È un suggerimento!

PRESIDENTE. Prosegua pure, onorevole Parolo: l'interruzione è segno di interesse, qualche volta.

UGO PAROLO. Sì, ma anche di maleducazione (Commenti del deputato Boato), soprattutto da parte di chi si lamenta sempre. Comunque, al di là di questo, signor Presidente, inviterei il Governo ad esprimere una posizione quanto mai necessaria perché ribadisco, tra l'altro, che noi pensavamo che la seduta di ieri sera fosse stata sospesa opportunamente proprio in funzione di una valutazione che il Governo avrebbe dovuto compiere.
È evidente, quindi, che il nostro gruppo dovrà tenere un atteggiamento consequenziale alle decisioni che il Governo vorrà esprimere in quest'aula.

PRESIDENTE. A nome dell'Assemblea, rivolgo un saluto ad una delegazione di gruppi giovanili delle principali associazioni di categoria della provincia autonoma di Trento, che sono in tribuna e seguono i nostri lavori (Applausi). La delegazione ha effettuato ieri un'analoga visita presso il Senato e siamo lieti che la replichi alla Camera. La loro presenza ci fa piacere ed è segno di attenzione e di interesse verso le istituzioni parlamentari.

GUSTAVO SELVA, Presidente della III Commissione. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GUSTAVO SELVA, Presidente della III Commissione. Ho apprezzato, come anche il relatore, le serene valutazioni svolte dall'onorevole Calzolaio e ancor più dall'onorevole Mattarella che, come egli stesso ricordava, è stato relatore del disegno di legge di ratifica in esame nella precedente legislatura e per la prima lettura compiuta dalla Camera in questa legislatura. Ciò vuol dire che un dialogo su questo tema è possibile.
Naturalmente, anche io voglio ricordare ciò che ha detto precedentemente l'onorevole Parolo. Non capisco l'«addormentamento» su questo tema da parte della maggioranza dal 1996 al 2001. Credo che un dibattito sereno sull'argomento, portato alle conclusioni che l'onorevole Calzolaio ha ricordato (ossia, una possibile rinegoziazione), sia una soluzione che può essere presa in considerazione.
Peraltro, devo ricordare agli onorevoli interlocutori, soprattutto a coloro che si sono lamentati del voto del Senato, che siamo ancora in un sistema di bicameralismo perfetto e, quindi, in un sistema nel quale ognuna delle due Camere ha la sua autonomia. Pertanto, noi invieremo questo provvedimento al Senato, il quale, nella sua autonomia, prenderà le decisioni che riterrà più opportune.
Come avete sentito, le mie considerazioni sono quasi esclusivamente di carattere storico-politico, senza volere minimamente entrare nel merito, ma tenevo ad esprimerle. Per il momento vige ancora un bicameralismo perfetto, che pur essendo sbagliato per gli effetti che provoca sulla rapidità di approvazione dei provvedimenti, tanto è vero che sono favorevole alla modifica delle attribuzioni all'una o all'altra delle due Camere, è quello di fronte al quale ci troviamo.


Pag. 7


Spero tuttavia che essa arrivi presto, anche per evitare situazioni come questa, considerato che la Convenzione è stata fatta a Salisburgo nel 1991 e siamo ancora qui a discuterne proprio a causa del bicameralismo perfetto. Personalmente, al riguardo, la soluzione che coltivo da un punto di vista teorico è la seguente: la seconda Camera, che viene investita per un secondo voto, non dovrebbe avere potere emendativo; o accetta il testo del Governo (o le modifiche approvate dalla Camera che ha avuto in prima lettura il provvedimento) oppure lo respinge. Questa teoria dell'emendamento - che la nostra Costituzione peraltro consente -, senza possibilità di mettere un limite, rappresenta proprio essa stessa uno dei grossi limiti della nostra legislazione.

PRESIDENTE. La ringrazio, presidente Selva, per queste interessanti considerazioni.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Brugger. Ne ha facoltà.

SIEGFRIED BRUGGER. Signor Presidente, in qualità di rappresentante della componente delle minoranze linguistiche, annuncio fin d'ora - intervengo adesso e non in dichiarazione di voto finale - il nostro voto convintamente positivo su questo provvedimento. Sappiamo tutti che il Parlamento ha ratificato a larghissima maggioranza la Convenzione già nel 1999. Pertanto sarebbe stato più che normale che tutti i Protocolli venissero votati ed approvati, anche quello che poi al Senato è stato estrapolato: il Protocollo dei trasporti, che, come sappiamo, costituisce il punto forte di tutta la Convenzione per la protezione delle Alpi.
Possiamo dire che si è tornati alla normalità di questo provvedimento, perché l'eccezione era rappresentata proprio dalla volontà di stralciare il Protocollo dei trasporti. Mi meraviglia dunque ciò che ho sentito poc'anzi da parte del presidente Selva, quando insisteva molto sui limiti del bicameralismo perfetto, che nessuno di noi mette in discussione; il discorso mi sembrava posto in un'ottica tale, che si potrebbe anche pensare di riproporre al Senato la questione del Protocollo dei trasporti. Spero proprio che non si arrivi a tanto, perché ciò vorrebbe dire per l'Italia fare un'altra volta una figura non proprio bella nei confronti di tutti gli altri paesi, che hanno già ratificato o ratificheranno comunque la Convenzione per intero; dunque, l'Italia un'altra volta farebbe un passo che proprio non ci si aspetta in Europa.
Per la nostra popolazione alpina - e noi siamo rappresentanti delle zone alpine - questa Convenzione è importantissima: tutti i Protocolli sono importanti, ma questo in materia dei trasporti è particolarmente importante. Ribadisco che noi non vogliamo avere altre autostrade che attraversino un'area ecologicamente molto sensibile. Riteniamo pertanto che con questo strumento si possano avere le garanzie che in futuro non saranno effettuate tali infrastrutture. Per questo la nostra componente politica si compiace del fatto che il Protocollo dei trasporti sia stato recuperato nella Convenzione e quindi voteremo convintamente a favore del provvedimento (Applausi dei deputati dei gruppi Misto-Minoranze linguistiche e Misto-Verdi-L'Ulivo - Congratulazioni).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Cima. Ne ha facoltà.

LAURA CIMA. Signor Presidente, a titolo personale intendo ribadire - come il collega Boato ha già spiegato - che siamo molto soddisfatti e che voteremo a favore dell'articolo 1. Non ripeto le motivazioni, ma vorrei esprimere una grande preoccupazione rispetto all'intervento del presidente Selva, perché se si decide di andare in quella direzione, noi di questa Convenzione facciamo una telenovela senza fine e non ripariamo all'errore di percorso del Senato - come invece abbiamo fatto -, bensì andiamo a farne a cascata e così la nostra credibilità a livello internazionale sarà sempre più bassa.
Vorrei dunque riportare al buonsenso tutta l'Assemblea. Dato che la Camera


Pag. 8

giustamente ha reintegrato il Protocollo dei trasporti nella Convenzione, mi auguro che il Governo esprimerà una posizione favorevole su tutto il provvedimento e che si adopererà al Senato per farlo approvare velocemente in modo integro.

GIAMPAOLO BETTAMIO, Sottosegretario di Stato per gli affari esteri. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIAMPAOLO BETTAMIO, Sottosegretario di Stato per gli affari esteri. Signor Presidente, il Governo ribadisce l'opportunità di procedere allo stralcio del Protocollo dei trasporti: vi è la necessità di soprassedere per il momento alla ratifica di questo Protocollo per non compromettere il negoziato che il Governo italiano ha avviato su diversi fronti per tutelare, nel complesso, le vie di comunicazione stradali transalpine.
Al termine di tali trattative, che saranno brevi, il Governo considera la possibilità e la necessità di procedere alla ratifica del Protocollo dei trasporti. Penso che la posizione, ribadita in Commissione, sia chiara anche in questa sede.

GIOVANNI RUSSO SPENA. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIOVANNI RUSSO SPENA. Signor Presidente, vorrei svolgere una semplice osservazione di tipo istituzionale di un'ovvietà straordinaria. Non comprendo il motivo per cui il Governo tenti di reimpostare la questione, come se ieri non vi fosse stato, a tale riguardo, un determinato voto del Parlamento. Non le sfugge, Presidente?
Ieri il Parlamento, dopo un ampio dibattito, ha espresso un voto sull'eventualità di stralciare o meno il Protocollo dei trasporti dal disegno di legge di ratifica che molti gruppi ritenevano centrale per la sua attuazione, tant'è che noi avremmo espresso un voto contrario (questa era la nostra intenzione) se non vi fosse stato il reinserimento del Protocollo dei trasporti.
Il voto del Parlamento di ieri ha superato la questione. Pertanto, rimango interdetto rispetto al fatto che il Governo oggi riproponga l'intenzione dello stralcio, come se nulla fosse accaduto.
Credo che sia la Presidenza in questo caso a dover intervenire e chiarire su cosa voteremo. Se si procederà al voto sul reinserimento del Protocollo dei trasporti, il gruppo di Rifondazione comunista esprimerà un voto favorevole, dopo l'approvazione dell'emendamento di ieri sera, altrimenti la situazione si complica sul piano istituzionale.
Vorremmo che fosse chiarito dalla Presidenza quale è lo stadio del dibattito, la questione ed il luogo in cui le decisioni politiche si assumono. Chiediamo, inoltre, che il Governo si rimetta alla volontà del Parlamento.
Mi sembra il minimo che possa avvenire in un bicameralismo perfetto come il nostro e nel rapporto fra Parlamento e Governo, così come ancora definito nella Carta costituzionale.

GIUSEPPE DETOMAS. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Vi sono colleghi che hanno chiesto di intervenire a titolo personale. Prego, onorevole Detomas.

GIUSEPPE DETOMAS. Signor Presidente, trovo sconcertante l'atteggiamento assunto dal Governo, che non prende atto di una posizione chiarissima espressa ieri dalla Camera. In un sistema di Governo parlamentare, credo che il Governo non possa che prendere atto delle decisioni della Camera. Nel momento in cui il Governo non intende prenderne atto, ne subirà le conseguenze.
Ieri, vi è stato un voto chiarissimo, non determinato da incidenti di aula o da chissà quali accadimenti esterni; non è stato condizionato da nulla. Vi è stato un libero pronunciamento dell'Assemblea ed il Governo ne deve tener conto.


Pag. 9


Ricordo che siamo in una Repubblica parlamentare ancora e credo che, da questo punto di vista, non possiamo accettare e tollerare queste posizioni (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Minoranze linguistiche)!

VALERIO CALZOLAIO. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

VALERIO CALZOLAIO. Signor Presidente, sono rimasto colpito dall'intervento del Governo. Ciò che il Governo afferma nelle relazioni degli accordi internazionali, si ascolta in Svizzera ed in Austria. Se il Governo vuole rinegoziare il Protocollo dei trasporti può informare il Parlamento, ma lo deve dire ad Austria, Francia, Svizzera ed a tutti i paesi della Convenzione delle Alpi, perché, per ora, l'Italia ha firmato quel Protocollo.
Non deve dirlo a noi, ma rinegoziarlo là e, in quell'occasione, vedremo cosa succederà alla Convenzione delle Alpi. Invece, con un atteggiamento un po' furbesco, il Governo gioca con il Parlamento italiano, mettendoci in una situazione di scarsa credibilità internazionale.
Insisto su questa confusione governativa e mi permetto di suggerire una strada al sottosegretario testè intervenuto: svolgete in fretta questa verifica, per consentire al Parlamento di concludere l'iter di questi Protocolli!
Le affermazioni dei colleghi della Lega, che rispetto molto, sono imprecise, in quanto la Convenzione l'abbiamo ratificata unanimemente nella scorsa legislatura, mentre ciò che stiamo ratificando ora sono i Protocolli attuativi, che non potevano essere ratificati prima dell'entrata in vigore della Convenzione. Ma questi Protocolli, a livello di Convenzione delle Alpi, sono già entrati in vigore, quindi adesso stiamo sanando un lavoro di negoziati internazionali svolto da cinque Governi tra il 1994 e il 2000.
Dunque, se il Governo in carica ha cambiato idea, lo deve dire agli altri paesi; si tratta cioè di un problema di politica internazionale, di accordi. Da parte nostra non vi è alcun lamento nei confronti del Senato, ma una preoccupazione per la credibilità delle relazioni internazionali dell'Italia, che si accresce nel caso di un ping-pong tra Camera e Senato.
Ci auguriamo che al Senato il Governo dichiari di aver svolto tutte le verifiche per giungere così alla conclusione dell'iter del presente provvedimento. Altrimenti, perdiamo la nostra capacità di negoziato con gli altri paesi, avendo impedito e boicottato un accordo internazionale dell'Italia sul quale hanno lavorato vari Governi di vari schieramenti politici.
Dunque, mi appello ad un senso di relazioni internazionali più alto di quello finora manifestato.

MARCO BOATO. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Onorevole Boato, le do la parola a titolo personale, ricordandole che i tempi sono ristrettissimi, in quanto il Presidente fa sapere che in questa fase non si può parlare a questo titolo. Prego, onorevole Boato.

MARCO BOATO. Signor Presidente, lei sa tuttavia che, quando interviene il Governo, si riapre la discussione.
Il rappresentante del Governo, nuovo nell'espletamento di tale incarico e al quale faccio gli auguri di buon lavoro, dovrebbe rendersi conto di cosa stava succedendo e di cosa è successo. Il Governo di cui fa parte - il Presidente del Consiglio, Berlusconi, con Scajola, Castelli, Tremonti, Marzano, Alemanno, Matteoli e La Loggia - ha presentato al Parlamento un disegno di legge di ratifica di tutti i Protocolli. La Camera dei deputati, la prima volta, lo ha votato nella sua integrità, poi il Senato - attraverso l'interferenza di un ministro tra l'altro non firmatario del provvedimento - ha soppresso il Protocollo dei trasporti. Ieri sera, per la seconda volta, la Camera dei deputati ha votato il disegno di legge Berlusconi nella sua integrità.
Il collega della Lega non si è accorto che la Convenzione è del 1991, che il


Pag. 10

Parlamento l'ha ratificata nel 1999 e che il Protocollo dei trasporti è stato firmato a Lucerna il 31 ottobre del 2000. Era un po' difficile ratificarlo prima che fosse firmato!
Quindi, è corretto che vi sia stato un successivo disegno di legge di ratifica...

PRESIDENTE. Onorevole Boato, la parte storica l'ha già esposta!

MARCO BOATO. Signor Presidente, lei ha ascoltato il presidente della Commissione affermare che il Protocollo dei trasporti poteva essere fatto dal 1991, ma se è stato firmato nel 2000, nove anni dopo (Applausi dei deputati dei gruppi Misto-Verdi-L'Ulivo, dei Democratici di sinistra-L'Ulivo e della Margherita, DL-L'Ulivo)!
Allora, è giusto che sia stato presentato questo disegno di legge del Governo, ricordandoci che per ben due volte la Camera ha approvato il disegno di legge Berlusconi. E un rappresentante del Governo ci viene a dire: ci ripenseremo! Tutto questo è poco serio (Applausi dei deputati dei gruppi Misto-Verdi-L'Ulivo, dei Democratici di sinistra-L'Ulivo e della Margherita, DL-L'Ulivo)!

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Bressa. Ne ha facoltà.

GIANCLAUDIO BRESSA. Signor Presidente, sarò molto rapido anche perché condivido totalmente le considerazioni svolte dagli onorevoli Russo Spena, Calzolaio e Boato. Vorrei solo invitare il sottosegretario Bettamio ad un brevissimo momento di riflessione per non mettere in imbarazzo il Governo nei confronti del Parlamento.
La Camera dei deputati per due volte ha votato in maniera precisa e conforme al disegno di legge presentato dal Presidente del Consiglio Berlusconi, nel testo che lo stesso Governo aveva licenziato. Pertanto, per due volte il Parlamento ha confermato la ratifica dei Protocolli, così come il Governo li aveva presentati.
Senatore Bettamio, se il Governo italiano ha cambiato idea, è opportuno che tale cambiamento venga manifestato nei confronti degli altri Governi. Quindi, sarebbe utile che, mentre il Governo si chiarisce le idee con gli altri esecutivi, il Parlamento possa serenamente svolgere il proprio lavoro, come ha fatto ieri sera quando ha riammesso il Protocollo sui trasporti.
Quindi, andiamo avanti fino in fondo e approviamo il disegno di legge in oggetto, così come la Camera vuole che venga approvato - ovvero con il reinserimento del Protocollo sui trasporti - e, se il Governo è in grado di rinegoziarlo, lo faccia. Lo faccia però al livello istituzionale che gli è proprio, ovvero nel confronto con gli altri Governi, e lasci che il Parlamento si esprima liberamente come meglio ritiene opportuno.

UGO PAROLO. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

UGO PAROLO. Signor Presidente, intervengo per dare atto al Governo di aver espresso con chiarezza le sue intenzioni, peraltro già manifestate da autorevoli ministri competenti per materia.
Mi ha sorpreso ascoltare alcuni interventi da parte degli esponenti dell'opposizione, quando hanno parlato di interferenze dei ministri, come se il ministro dei trasporti non potesse esprimere la propria autorevole opinione sull'approvazione di un Protocollo internazionale riguardante proprio la materia di sua competenza.
Vorrei anche precisare che non sono veritiere né perfettamente corrispondenti ai fatti molte cose affermate dall'opposizione. È vero che il Protocollo dei trasporti è stato siglato nel 2000, ma esistono molti altri Protocolli - che oggi ci accingiamo a ratificare e sui quali credo vi sia unanimità di posizioni in questo Parlamento - sottoscritti ben prima di quell'anno.
Tanto per fare alcuni esempi: il Protocollo per la pianificazione territoriale e dello sviluppo sostenibile, firmato nel


Pag. 11

1994; il Protocollo per la tutela del paesaggio, firmato nel 1994; il Protocollo dell'agricoltura della montagna, firmato nel 1994. Cari colleghi della sinistra, questi sono tutti temi a voi molto cari tanto che spesso sembrate essere gli unici depositari di questi valori.
E allora vi chiedo: come mai questi Protocolli, siglati nel 1994 dal vostro Governo - come peraltro quello dei trasporti, perché non è corretto affermare che è stato il Governo in carica a firmarlo - non sono stati portati in Parlamento e ratificati, in attesa che ne venissero sottoscritti altri, tra cui quello dei trasporti? Evidentemente, anche voi non avete dato grande importanza a tali documenti e oggi pretendete che il Governo della Casa delle libertà tenga fede al Protocollo dei trasporti, che voi avete sottoscritto e che il ministro competente, sin dall'inizio, ha ritenuto pregiudizievole per gli interessi delle nostre comunità alpine.
Quindi, bene ha fatto il Governo a ribadire la propria posizione e su questa base non possiamo che esprimere il nostro voto favorevole, naturalmente condizionato al mantenimento degli impegni presi in quest'aula dal Governo, volti alla modifica del provvedimento nel corso della lettura al Senato.

SERGIO MATTARELLA. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Onorevole Mattarella, faccio appello alla sua sperimentata sintesi.

SERGIO MATTARELLA. Signor Presidente, potrei limitarmi a dire che errare humanum est, perseverare diabolicum. Invece, vorrei chiedere un chiarimento al Governo.
Cosa vuol dire quanto ha dichiarato? Forse il Governo intende ritirare il provvedimento? Forse chiede che lo stesso torni in Commissione? Forse il Governo si propone di chiedere al Senato di modificarlo ulteriormente per arrivare ad un totale di cinque letture?
Chiedo al Governo se si renda conto che questo pacchetto di nuovi Protocolli rappresenta il primo momento attuativo della Convenzione delle Alpi. Il Governo da un anno a questa parte si ostina a voler incrinare tale pacchetto, e alla prima occasione mina sostanzialmente il metodo di lavoro della Convenzione delle Alpi. Si tratta di un atteggiamento grave, in particolare alla luce dei voti espressi da questa Camera che hanno ripristinato il Protocollo sui trasporti (Applausi dei deputati dei gruppi della Margherita, DL-L'Ulivo, dei Democratici di sinistra-L'Ulivo e Misto-Verdi-L'Ulivo).

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE PIER FERDINANDO CASINI (ore 10,50)

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 1, nel testo emendato.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva all'unanimità (Applausi dei deputati dei gruppi della Margherita, DL-L'Ulivo, dei Democratici di sinistra-L'Ulivo e Misto-Verdi-L'Ulivo) (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 352
Maggioranza 177
Hanno votato
sì 352).

Prendo atto che l'onorevole Soro non è riuscito a votare ed avrebbe voluto esprimere voto favorevole.

Back Index Forward