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PRESIDENTE. L'onorevole Pasetto ha facoltà di
GIORGIO PASETTO. Signor Presidente, signor Vicepresidente del Consiglio dei ministri, prendiamo spunto dal drammatico incidente che si è verificato per svolgere una considerazione di carattere più generale in ordine alla questione della sicurezza (e non soltanto) nel settore dei trasporti.
PRESIDENTE. Il Vicepresidente del Consiglio dei ministri, onorevole Follini, ha facoltà di
MARCO FOLLINI, Vicepresidente del Consiglio dei ministri. Signor Presidente, onorevole Pasetto, all'indomani di un disastro ferroviario come quello del gennaio scorso, che ha visto la morte di diciassette persone, la questione della sicurezza si presenta ancora più cruciale. Ovviamente l'incidente costituisce oggetto di indagine da parte di diverse commissioni di inchiesta, volte a ricostruire la dinamica dei fatti e ad accertare le responsabilità.
PRESIDENTE. L'onorevole Pasetto ha facoltà di
GIORGIO PASETTO. La ringrazio per la risposta. Non abbiamo il tempo per soffermarci sull'insieme dei dati che ci ha fornito e che, tra l'altro, ci sono stati resi nell'audizione del ministro Lunardi.
Parto da questa considerazione: rispetto a quell'evento tragico, abbiamo pensato alle vittime e alla sicurezza e non abbiamo avviato alcuna polemica nei confronti del premier della sua coalizione, che si è abbandonato ad una propaganda furiosa rispetto ai Governi precedenti, senza avere gli elementi di analisi e di giudizio. Noi siamo stati ai fatti e non abbiamo criminalizzato alcuno.
Svolgo due sole considerazioni: la prima riguarda il fatto che questi eventi, secondo quanto risulta dalle tabelle fornite dal ministro Lunardi, sono dovuti ad una caduta di investimenti negli ultimi anni, per quanto concerne gli incidenti mortali.
In secondo luogo, sono stati abbandonati tutti gli interventi sulle linee secondarie che rappresentano l'80 per cento delle tratte ferroviarie nel nostro paese.
Infine, si è fatta e si fa una politica sulle grandi questioni, ma sostanzialmente poco si realizza sulla sicurezza e sulle tratte minori che riguardano le aree meridionali e più povere del paese.
Si tratta di una questione rispetto alla quale la sensibilità del Governo e dell'opposizione è, dal mio punto di vista, largamente comune, anche perché credo che insieme dobbiamo avere la consapevolezza che gli interventi programmati richiedono tempi tecnici di realizzazione obbligati, spesso non brevi, e tali qualche volta da superare il confine tra una legislatura e l'altra. Pertanto, vorrei sottrarmi anch'io ad interpretazioni di parte, che sarebbero in questo caso particolarmente improprie.
Il Governo ha puntato sul binomio qualità-sicurezza del sistema ferroviario italiano, cercando di dare un'accelerazione ai lavori di raddoppio della maggior parte delle tratte e stanziando le necessarie risorse finanziarie per tali interventi. Si consideri che il sistema di controllo marcia-treni è stato installato ad oggi su 3 mila chilometri di rete ed è prevista, entro il 2007, la dotazione del sistema su oltre 10 mila chilometri di rete, sui quali si concentra il 90 per cento del traffico ferroviario.
Nel 1999 gli investimenti sulla rete tradizionale sono aumentati del 61 per cento, ma la parte relativa alle tecnologie di sicurezza è aumentata del 250 per cento.
Un'altra azione mirata in qualche modo alla sicurezza del sistema ferroviario e, addirittura, dell'intero sistema dei trasporti è rappresentata dall'aver sostenuto e portato avanti il progetto di realizzazione di una rete ad alta velocità e ad alta capacità, che fa tutt'uno anch'essa con l'imperativo di una maggiore sicurezza. Infatti, con tale sistema non solo si amplifica la capacità residua lungo gli assi ferroviari saturi e con l'aumento del numero delle linee si aumenta l'offerta ferroviaria, ma si introducono - questo è il punto che sta a cuore al Governo - tecnologie avanzate anche nel comparto della sicurezza.
In realtà, la situazione è la seguente: per quanto si riferisce ad investimenti che sono stati programmati già dai Governi precedenti, il problema di fondo è quello dei tempi di realizzazione e del meccanismo degli appalti e dei subappalti. Sostanzialmente, il confronto tra le risorse messe a disposizione e la realizzazione è di 1 a 100.
In secondo luogo, il disagio aumenta. C'è stata un'inversione di tendenza anche rispetto al numero degli incidenti. Ricordo quello precedente verificatosi nella tratta Messina-Palermo.
C'è un problema di fondo del trasporto nel nostro paese. Basti pensare alla questione del cargo, del trasporto merci tramite ferrovia. È di oggi - ma anche dei giorni precedenti - l'ipotesi che avevamo sollecitato e richiesto di un'authority sul trasporto in generale. Non si capisce se la si vuole ancorare al ministero o meno.
La questione di fondo del trasporto è l'insufficienza del sistema. Sappiamo benissimo che a fronte di ogni evento, sia che riguardi il trasporto aereo, sia che riguardi quello ferroviario, vi è l'insufficienza del sistema. Forse, la gente quel giorno aveva preso il treno anche perché c'era la nebbia. È stata proprio la nebbia a rendere tragica quella situazione.
Noi insistiamo perché si intervenga non solo sull'alta velocità, ma anche nelle tratte minori del Mezzogiorno che rappresentano la grande parte del sistema ferroviario del nostro paese.


