Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 572 del 20/1/2005
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(Iniziative a favore dei lavoratori provenienti dalle zone del Sud-Est asiatico colpite dal maremoto - n. 3-04098)

PRESIDENTE. L'onorevole Bellillo ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-04098 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 4).

KATIA BELLILLO. Signor Presidente, lei sa perfettamente che in Italia vi sono 47 mila lavoratori provenienti dall'India e 42 mila originari dello Sri Lanka. Molti di questi lavoratori si erano recati nei loro paesi di origine, per trascorrere le ferie con i loro cari, ma purtroppo oggi incontrano grandissime difficoltà burocratiche per rientrare. Soprattutto, coloro che lavorano in Italia incontrano numerose difficoltà nel recarsi nei loro paesi di origine a controllare ciò che è accaduto e prendersi cura dei loro sopravvissuti.
Ritengo importante che sia emanato immediatamente il decreto di attuazione dell'articolo 20 del decreto legislativo n. 286 del 1998, e pertanto le chiedo, onorevole Follini, se non ritenga urgente e necessario che il Governo si impegni al più presto per dare immediata attuazione al suddetto articolo...

PRESIDENTE. Onorevole Bellillo, concluda!

KATIA BELLILLO. ... e per adottare tutte le iniziative più opportune per aiutare tali lavoratori.

PRESIDENTE. Il Vicepresidente del Consiglio dei ministri, onorevole Follini, ha facoltà di rispondere.

MARCO FOLLINI, Vicepresidente del Consiglio dei ministri. Signor Presidente, onorevole Bellillo, il problema che viene affrontato è quello delle iniziative a favore dei lavoratori provenienti dalle zone colpite dal maremoto. Vorrei ricordare, in premessa, che di fronte a questa immane tragedia, il Governo, in questa prima fase, si è attivato in prima persona per fornire


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sostegni di vario tipo a dette popolazioni, stanziando un contributo di 70 milioni di euro, deliberato dal Consiglio dei ministri il 14 gennaio scorso, e condonando oltre 38 milioni di euro di debiti dovuti da Indonesia e Sri Lanka. Inoltre, il Governo si è adoperato per promuovere un coordinamento delle politiche di intervento dei paesi dell'Unione europea.
Altrettanto importante è stata l'iniziativa privata, diretta a raccogliere fondi inviati dai cittadini via sms, con versamenti su conti correnti bancari e con carte di credito, che hanno raggiunto un totale di oltre 43 milioni di euro. Si arriva così, ad un impegno complessivo di 150 milioni di euro, che costituisce una prova di solidarietà che unisce risorse pubbliche e risorse private, che il Governo ha cercato di rendere sinergiche. Credo che di tale prova di solidarietà il nostro paese possa essere orgoglioso.
Si chiede, ora, di intervenire al fine di sanare la posizione di quei lavoratori immigrati in Italia i quali, al momento della catastrofe, erano presenti nei territori compiti dallo tsunami o che vi si sono recati nei giorni successivi e che ora incontrano difficoltà conseguenti alle pur necessarie disposizioni della legge n. 189 del 2002. A tal proposito, va segnalato che il Governo ha già impartito apposite disposizioni amministrative, volte ad agevolare l'accettazione delle istanze di ricongiungimento familiare, concedendo tempestivamente le relative autorizzazioni e a sospendere temporaneamente l'esecuzione dei provvedimenti di rimpatrio obbligatorio già adottati nei confronti dei cittadini dei paesi interessati dal maremoto.
Il Governo sta, inoltre, valutando l'opportunità di adottare, nel più breve tempo possibile, ulteriori misure di protezione temporanea previste dalla legge per rilevanti esigenze umanitarie, a seguito di disastri naturali che possono verificarsi in paesi non appartenenti all'Unione europea.

PRESIDENTE. L'onorevole Bellillo ha facoltà di replicare.

KATIA BELLILLO. Signor Presidente, la tragedia è stata terribile. Mi auguro che tutto ciò che il Vicepresidente ci ha testé descritto sia effettivamente messo in atto e rispettato. Oltre alla tragedia immane di tali popolazioni, infatti, vi è la tragedia e la sofferenza di lavoratori che contribuiscono comunque alla ricchezza del nostro paese. Non soltanto dobbiamo esser loro vicini, ma dobbiamo rispettare i loro sentimenti più profondi ed i loro diritti.
Vi sono associazioni che hanno scritto al Presidente del Consiglio, per evidenziare le questioni che oggi abbiamo affrontato; anche noi, come partito dei Comunisti italiani vigileremo attentamente affinché non vi sia un solo lavoratore di detti paesi che debba soffrire perché noi non siamo stati all'altezza di intervenire, nelle nostre istituzioni e nelle ambasciate, per aiutarli in tutti i modi a risolvere compiutamente i loro problemi quotidiani.

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