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PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per l'interno, senatore D'Alì, ha facoltà di
ANTONIO D'ALÌ, Sottosegretario di Stato per l'interno. Signor Presidente, onorevoli deputati, in merito alla problematica evidenziata dall'onorevole Colucci riferisco che il comune di Milano aveva autorizzato, nell'area fra via Cilea e via Fratelli Rizzardi, in zona Molino Dorino, e soltanto per il fine settimana, la sosta temporanea di furgoni, provenienti da paesi dell'Est europeo, per effettuare scambi commerciali con i cittadini dell'Est residenti nel capoluogo.
parcheggio e che sta procedendo alle necessarie opere per attrezzare adeguatamente l'area così da essere in grado di rispondere in modo definitivo alle esigenze sia dei residenti sia degli extracomunitari.
PRESIDENTE. L'onorevole Colucci ha facoltà di
FRANCESCO COLUCCI. Signor Presidente, devo rivolgere un ringraziamento particolare al sottosegretario per la risposta fornita alla mia interrogazione che, devo ammettere, è in parte diversa dalla situazione che è stata appena rappresentata.
stazionamento di questi automezzi deve essere trasferito, frazionandone l'entità al fine di agevolare le attività di controllo e contrasto da parte delle autorità di pubblica sicurezza.
PRESIDENTE. Onorevole Colucci, la prego di concludere.
FRANCESCO COLUCCI. ...e con altre autorità in un'altra area periferica della città, che sembra decisamente idonea ad accogliere i cittadini ucraini e rumeni interessati.
Il comune di Milano aveva ritenuto, infatti, che la citata zona fosse più idonea, in quanto più decentrata, rispetto alla zona individuata in precedenza, adiacente alla stazione delle Ferrovie dello Stato di Milano centrale e, quindi, più densamente abitata e trafficata, e che aveva suscitato numerose proteste da parte dei residenti e dei commercianti locali, anche per il crescente degrado ambientale.
La proposta di spostamento è stata oggetto di un'apposita riunione di coordinamento delle forze di polizia, alla quale hanno partecipato anche i rappresentanti dell'amministrazione comunale e il presidente del consiglio di zona, al fine di attivare idonee misure di sicurezza per procedere al trasferimento delle predette attività commerciali nella zona proposta dal comune, limitando il più possibile l'impatto ambientale.
La questura di Milano, sin dall'8 marzo 2003, data dello spostamento dell'attività, aveva disposto, con cadenza settimanale, specifici servizi di vigilanza per garantire il regolare e tranquillo svolgimento dell'attività e assicurare al contempo l'ordinata sosta dei furgoni negli appositi spazi.
Effettivamente, nelle prime settimane, la permanenza notturna, all'interno dei furgoni, aveva dato luogo a problemi di convivenza ed episodi di violenza tra appartenenti a diverse etnie, spesso riconducibili alla suddivisione degli spazi per il parcheggio dei furgoni.
Non appena insediata tale attività, alcuni cittadini residenti nella zona hanno protestato soprattutto per le carenti condizioni igieniche ed ambientali dovute ad una iniziale insufficienza di servizi igienici e di contenitori per la raccolta dei rifiuti, nonché per l'uso improprio delle aree verdi adiacenti all'area di parcheggio da parte degli utenti del mercato che vi effettuavano improvvisati pic-nic con abuso di sostanze alcoliche.
Il sindaco di Milano ha quindi emanato apposita ordinanza di divieto di somministrazione di bevande alcoliche in tutta l'area verde adiacente alla zona interessata e si è provveduto ad installare un congruo numero di servizi igienici, di contenitori per rifiuti solidi, di panchine e reti di recinzione per i giardini, predisponendo, inoltre, idonea segnaletica per la viabilità.
Nonostante questi interventi, le proteste da parte dei residenti sono continuate, anche a seguito di problemi di sosta e parcheggio, nonché per la difficoltà, manifestata da parte dei dipendenti dell'ATM (Azienda trasporti milanesi), di raggiungere il deposito di automezzi situato nelle vicinanze.
Di recente, proprio per venire incontro alle lamentate necessità, nel corso di una seduta del comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, l'amministrazione comunale di Milano ha comunicato di avere individuato una nuova sede per la sosta dei furgoni.
La nuova allocazione, nel quartiere Cascina Gobba, ancor più decentrato, è attualmente oggetto di verifiche da parte della stessa civica amministrazione con la società ATM, che ha in uso parte del
Fra il giovedì e la domenica, nella zona di Milano richiamata nel mio atto di sindacato ispettivo giungono centinaia di automezzi carichi di merci e di persone, che danno vita ogni settimana a traffici di ogni genere, brutalmente disprezzando le minime regole della convivenza civile. Come faccio sempre, sono andato di persona a constatare la reale entità dei problemi che mi venivano segnalati ed ho verificato una situazione che il linguaggio formale dei discorsi parlamentari e delle relazioni burocratiche non riesce a descrivere efficacemente.
In un tessuto sociale sano, pacifico e civile è venuto crescendo un cancro che sta facendo morire nei cittadini residenti qualunque fiducia nelle istituzioni, nell'impegno civile e nella partecipazione democratica. Si deve dare atto alle autorità locali, alle forze dell'ordine, alla polizia municipale ed alle organizzazioni di volontariato di aver prestato attenzione alla situazione in via Cilea e di avere cercato di porvi rimedio con interventi che si sono tuttavia rivelati una goccia nel mare, a fronte della crescita esponenziale delle violazioni e degli abusi; violazioni ed abusi che non sono opera di poveri disgraziati da compatire, ma di delinquenti irrecuperabili, che conoscono solo la legge del più forte, ed in assenza di un intervento deciso e coordinato da parte delle autorità pubbliche i più forti continueranno ad essere loro.
Nell'azione del Governo deve esserci la precisa consapevolezza che in queste situazioni si misura in concreto la capacità della politica e dell'amministrazione di incidere positivamente nella vita di tutti giorni. Deve esserci la precisa consapevolezza che queste situazioni, sebbene di carattere locale, hanno in realtà una valenza nazionale ed investono una delle funzioni primarie delle istituzioni politiche, quella di garantire e promuovere la pacifica convivenza civile.
Proprio questa funzione assume rilevanza determinante in un contesto sociale multietnico e multiculturale in cui confluisce non solo una molteplicità di culture, ma anche una molteplicità di disagi. Non si può, ovviamente, pensare che si tratti solo di un problema di ordine pubblico, ma questo è anche un problema di ordine pubblico, perché l'accoglienza presuppone il rispetto delle regole e non l'automatica pretesa di imporre brutalmente il diritto di abusarne.
In tale situazione l'intervento della pubblica autorità deve essere ispirato ad una priorità precisa: quella di promuovere in ciascuno la consapevolezza che tutti, indistintamente, hanno da guadagnare dal rispetto dei valori su cui si fonda la convivenza di una comunità civile.
Ora, signor sottosegretario, quando l'abuso o il manifesto disprezzo di quei valori rischia miseramente di trasformarsi in una affermazione di forza, la situazione non può essere lasciata a decantare o a degenerare, confidando nella buona volontà dei singoli; questo finisce per allontanare da quei valori sia chi li rispetta sia chi li disprezza: i primi perché matureranno la consapevolezza che tutto è permesso e che a rispettare le leggi siano solo i meno furbi; i secondi perché continueranno indisturbati a perpetuare comportamenti solo temporaneamente interrotti dall'intervento delle pubbliche autorità.
La situazione può e deve essere urgentemente sanata. Come ho personalmente segnalato al prefetto ed alle autorità locali, vi sono altre aree - come lei, signor sottosegretario, ha sottolineato - in cui lo
Si tratterebbe, peraltro, di un trasferimento in aree non contigue ai centri abitati, in cui è possibile contemperare il diritto dei cittadini residenti ad un ambiente di vita sicuro e dignitoso con le esigenze connesse alla gestione della presenza e del transito sul territorio cittadino di questi automezzi e di queste persone.
Signor sottosegretario, mi corre l'obbligo, ringraziandola ancora una volta, di fare presente che venerdì scorso, su iniziativa dell'assessore alla sicurezza e periferie del comune di Milano, Guido Manca, si è svolto un sopralluogo congiunto con i rappresentanti del quartiere Molino Dorino...
Signor sottosegretario, nel codice genetico dei vecchi riformisti liberal-socialisti come me c'è una parola d'ordine a cui ho sempre tenuto fede nelle piccole e grandi battaglie di giustizia sociale, di dignità e di libertà che ho sostenuto: «Non mollare!».
Ebbene, signor sottosegretario, io non vi mollerò fino a quando questa situazione non sarà definitivamente portata ad una conclusione positiva e ad una riqualificazione dell'area di Molino Dorino conforme alla civiltà ed alla dignità di chi vi abita: è un impegno che devo a quanti, in questi anni, hanno vissuto sulla propria pelle i disagi e le prevaricazioni connesse alla situazione venutasi a creare; è un impegno che devo a me stesso, in coerenza con le ragioni ideali del mio impegno civile e politico.
Grazie, signor Presidente, grazie, onorevole sottosegretario (Applausi dei deputati del gruppo di Forza Italia).


