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PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per l'interno, senatore D'Alì, ha facoltà di
ANTONIO D'ALÌ, Sottosegretario di Stato per l'interno. Signor Presidente, onorevoli deputati, con l'interrogazione che ci accingiamo a trattare si fa riferimento all'iniziativa con cui il consiglio comunale di Pontassieve, in provincia di Firenze, ha deciso di dedicare, il 19 aprile 2000, una strada a Bruno Fanciullacci.
non può non essere sottolineata la circostanza che l'insegnamento di Giovanni Gentile rappresenta un modello anche della nuova organizzazione scolastica, delineata dalla riforma degli ordinamenti scolastici, attuati con la legge delega n. 53 del 2003.
PRESIDENTE. L'onorevole Delmastro Delle Vedove ha facoltà di replicare per l'interrogazione n. 3-02046, di cui è cofirmatario.
SANDRO DELMASTRO DELLE VEDOVE. Signor Presidente, signor sottosegretario, ho molto apprezzato la sua risposta e, pertanto, non voglio immiserirla con alcune valutazioni che - lo confesso - avrei voluto polemicamente svolgere su tale vicenda, perché gli aspetti da lei ricordati sono estremamente importanti. Essi, infatti, risultano assai significativi per chi ha sempre amato ed apprezzato la figura di questo filosofo che - vorrei ricordarlo - è stato ucciso immediatamente dopo aver pronunciato un nobilissimo discorso in cui invitava gli italiani, pur in momenti duri e terribili, alla riconciliazione nazionale. Non a caso la truculenta controparte in quel momento ebbe la spudoratezza di affermare che per la cultura aveva fatto di più il «gappista» che lo aveva fulminato che non il filosofo in tutta la sua vita.
rivolta, anche in quei momenti, a tentare una purtroppo impossibile riconciliazione.
Successivamente, la giunta comunale, con delibera del 30 gennaio 2003, ha provveduto concretamente alla variazione toponomastica intitolando la strada al Fanciullacci.
La decisione è stata assunta in base alla motivazione che Bruno Fanciullacci è stato insignito, nel lontano 1944, della medaglia d'oro al valor militare per gli atti compiuti durante il periodo della Resistenza quando, dopo essere stato arrestato e ferito in più occasioni, è stato ucciso dalle SS mentre tentava di avvertire i suoi compagni di lotta del pericolo per la loro vita conseguente al ritrovamento, da parte delle truppe naziste, di documenti compromettenti.
La motivazione stessa non fa alcun riferimento all'uccisione del filosofo Giovanni Gentile, i cui responsabili non sono mai stati giudiziariamente accertati, rimanendo pertanto affidata agli studi della guerra civile italiana del 1943-1945 la partecipazione all'eccidio, da molti attribuita al Fanciullacci.
Il pieno rispetto della sfera di autonomia oggi riconosciuta all'ente locale non consente che possa esercitarsi, da parte del Governo e del Ministero dell'interno in particolare, nell'esercizio delle proprie attribuzioni, alcun intervento nel senso invocato.
Il nuovo articolo 114 della Costituzione, infatti, ponendo gli enti locali e lo Stato su un piano di sostanziale pariordinazione, limita l'intervento delle autorità statali a specifiche e patologiche situazioni, non suscettibili di interpretazione estensiva, senza ledere nelle fondamenta le prerogative dell'ente locale medesimo.
Il giudizio non può quindi che essere di ordine politico e, pertanto, rimanere riservato alla valutazione dei cittadini, cui grazie al democratico esercizio del voto in occasione delle elezioni amministrative è data opportunità di apprezzare o meno quanto compiuto dai loro amministratori, anche con riferimento ad episodi come quello censurato dagli onorevoli interroganti.
In merito poi alle valutazioni sull'attività di questo Governo, con particolare riferimento a quelle del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca,
Inoltre, proprio di recente, in merito alla questione dell'esposizione del crocifisso nelle aule scolastiche, è stato ricordato come fu proprio Giovanni Gentile a prevedere tale disposizione, a testimonianza di come quella mentalità, pur genuinamente laica, fosse saldamente legata a tutti i valori ed alle fondamentali convinzioni spirituali della nazione.
Nell'anno appena trascorso, sessantesimo anniversario della sua morte, sono state molteplici le iniziative intraprese nel nostro paese per ricordarne la figura. In modo particolare vorrei citare la ristampa completa delle sue opere, anche di quelle andate a suo tempo esaurite da parte della casa editrice «Le Lettere», nonché i due splendidi volumi editi a cura del Senato della Repubblica, concernenti i suoi discorsi parlamentari ed il suo epistolario con il Senato.
Voglio augurarmi che non solo i privati, ma tutte le istituzioni, da quelle locali fino al Governo e al Parlamento, sappiano onorare la memoria di un filosofo che seppe mettere la sua intelligenza e la sua cultura al servizio dello Stato, cimentandosi nella difficile arte del Governo con l'elaborazione di una riforma scolastica la cui valenza è testimoniata, non tanto e non solo dalla critica degli intellettuali - peraltro tutti, compresi gli avversari politici ne hanno apprezzato sempre i contenuti - quanto dai fatti, in particolare dal lungo tempo in cui ha operato e dalla qualità delle classi di uomini che ha consentito di forgiare.
Consentitemi infine di poter notare, con personale ed intima soddisfazione, di essere figlio della sua stessa terra e di avere frequentato gli stessi luoghi dove si è maturata la sua cultura giovanile.
Comunque, ben sapevamo che la sua risposta, almeno sul piano formale, non poteva che essere quella del doveroso rispetto nei confronti di un'iniziativa autonoma di un comune. Tuttavia, abbiamo voluto che dall'aula solenne di Montecitorio si levasse il ricordo di questo filosofo e l'assoluta inopportunità dell'intitolazione di una via ad una persona - che certamente avrà meritato la medaglia d'oro, così come lei, signor sottosegretario, ci ha ricordato - sostanzialmente da tutti ricordata per la sua partecipazione all'azione «gappistica» dell'uccisione criminale e vigliacca di un uomo che ha costituito vanto per la nostra cultura, per la nostra scuola e per il nostro paese. La figura di Gentile ha caratterizzato con le proprie idee ed il proprio pensiero tutto il secolo scorso.
Intendo limitarmi a tali osservazioni, onorevole sottosegretario, perché, come le ho già detto, ho apprezzato le parole che lei ha voluto pronunciare - non soltanto in quanto concittadino (mi rendo conto che anche le radici hanno importanza) - nel ricordo di un uomo che, anche in quest'aula, ha reso onore al nostro paese con la sua cultura e con la sua italianità
Mi dichiaro pertanto estremamente soddisfatto della risposta.


