Allegato A
Seduta n. 570 del 18/1/2005


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(Sezione 4 - Intitolazione di una strada a colui che uccise il filosofo Giovanni Gentile)

D) Interrogazione

GIANNI MANCUSO, DELMASTRO DELLE VEDOVE, LO PRESTI, TAGLIALATELA, CARRARA, FATUZZO, LA STARZA, BRIGUGLIO, LUIGI MARTINI, MAGGI, RICCIO, GIULIO CONTI, CANNELLA, TRANTINO, STRANO, AIRAGHI, BUTTI, FOTI, LISI, MENIA, MALGIERI, CRISTALDI, ONNIS, PORCU, LANDI DI CHIAVENNA, BORNACIN, ARRIGHI, GHIGLIA, RAISI, LOSURDO, PATARINO, MACERATINI, SAGLIA, LEO, SAIA, ANEDDA, ANGELA NAPOLI e CATANOSO. - Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che:
il quotidiano Il Giornale di giovedì 6 marzo 2003, alle pagine 1 e 2, dà notizia di una decisione che sarebbe stata assunta dall'amministrazione comunale di Pontassieve di dedicare una via alla memoria di colui che il 15 marzo 1944 uccise il filosofo Giovanni Gentile;
il curriculum vitae del soggetto che si vuole onorare contiene un solo episodio degno di nota: l'assassinio del grande filosofo siciliano con tecnica brigatistica;
l'esaltazione, attraverso un riconoscimento toponomastico, dell'uccisione individuale proditoria assume un significato particolarmente esecrabile in un frangente in cui le nuove Brigate rosse hanno ripreso identica tecnica omicida -:
se non ritenga l'iniziativa di cui in premessa un evento che offende la storia, la cultura ed il prestigio nazionale, esaltando indirettamente un fatto storico le cui modalità di svolgimento presentano connotazioni che richiamano, in modo impressionante, le uccisioni di Bachelet, di Tarantelli, di D'Antona, di Biagi e di Petri e, in caso affermativo, quali iniziative intenda adottare.(3-02046)
(10 marzo 2003)