Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 565 del 22/12/2004
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(Ritardo dell'Interpol francese nella trasmissione di informazioni richieste dall'autorità giudiziaria italiana - n. 2-01405)

PRESIDENTE. L'onorevole Deiana ha facoltà di illustrare l'interpellanza Mascia n. 2-01405 (vedi l'allegato A - Interpellanze urgenti sezione 8), di cui è cofirmataria.

ELETTRA DEIANA. Signor Presidente, intendo illustrare l'interpellanza urgente al nostro esame poiché si tratta di un caso delicato, che investe la scelta compiuta dal detenuto Paolo Persichetti di iniziare uno sciopero della fame per attirare la pubblica attenzione sulla sua vicenda.


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Come è noto, Paolo Persichetti è stato condannato, per reati di terrorismo, alla pena di 22 anni e sei mesi di reclusione. Attualmente, è detenuto nel carcere di Viterbo. Nell'agosto 2003, avendo espiato la pena minima per accedere ai permessi premio, ne ha fatto regolare domanda. Nell'agosto di quest'anno il magistrato di sorveglianza ha rigettato la sua richiesta, perché non risultano pervenute le informazioni richieste all'Interpol francese in ordine alla permanenza di Persichetti nel territorio francese. La ragione principale che il magistrato di sorveglianza adduce per respingere la richiesta di Persichetti è, quindi, il mancato arrivo dell'informativa dall'Interpol francese.
Noi abbiamo chiesto al Governo anzitutto un giudizio su tale ritardo, che rappresenta un ostacolo all'esercizio dei diritti, che la legge prevede per tale detenuto e, nello stesso tempo, ad una prospettiva più generale di reinserimento sociale di Paolo Persichetti. Vorremmo poi sapere se e quali iniziative il Governo stesso intenda assumere al fine di ottenere da parte dell'Interpol francese un rapido adempimento della richiesta rivolta dalle autorità giudiziarie italiane.

PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per l'interno, senatore D'Alì, ha facoltà di rispondere.

ANTONIO D'ALÌ, Sottosegretario di Stato per l'interno. Signor Presidente, onorevoli deputati, secondo quanto comunicato dal Ministero della giustizia, con istanza rivolta al magistrato di sorveglianza di Viterbo, il detenuto Paolo Persichetti, arrestato in Francia ed estradato nell'agosto del 2002 ha chiesto, ai sensi dell'articolo 30-ter della legge n. 354 del 1975, un permesso premio.
Considerato che il detenuto in questione risultava condannato per reato di banda armata, omicidio e violazione della normativa sulle armi, alla pena di 22 anni e sei mesi di reclusione, con fine pena fissato per il 12 settembre 2018, il magistrato ha rilevato che non risultavano pervenute le informazioni richieste all'Interpol in ordine alla decennale permanenza del Persichetti in Francia e che l'interessato aveva reiteratamente richiesto la decisione dell'istanza allo stato degli atti.
Sulla base di tali considerazioni, ritenendo di non poter formulare un giudizio di cessata pericolosità sociale e di insussistenza del pericolo di fuga, non essendosi completata l'istruttoria ritenuta necessaria, il magistrato di sorveglianza ha rigettato l'istanza avanzata dal detenuto.
Sempre secondo quanto riferito dal Ministero della giustizia, l'interessato ha, quindi, proposto rituale reclamo al tribunale di sorveglianza di Roma che, nell'udienza del 19 novembre scorso, ha rigettato il reclamo osservando, tra l'altro, che «va condivisa la decisione assunta dal magistrato di sorveglianza, in quanto le informazioni richieste all'Interpol, più volte sollecitate, sono necessarie per un giudizio completo sulla pericolosità sociale del condannato e, soprattutto, sul pericolo di fuga, in quanto il Persichetti si è sottratto volontariamente all'esecuzione della pena, trasferendosi in Francia per oltre un decennio e, se anche tale condotta non configura un'ipotesi di reato, tuttavia denota senz'altro una mancanza di volontà da parte del Persichetti di sottoporsi all'esecuzione della pena essendo lo stesso consapevole della pendenza del procedimento di estradizione».
Dopo queste premesse, vengo ora agli aspetti relativi alle richieste di informazioni rivolte più volte dal dipartimento della pubblica sicurezza del Ministero dell'interno all'Interpol francese.
Dando seguito alla richiesta pervenuta il 3 dicembre 2003 dall'ufficio di sorveglianza del tribunale di Viterbo, il citato dipartimento, nello stesso mese, interessava l'Interpol francese per acquisire informazioni dettagliate sulla condotta tenuta dal Persichetti in Francia, negli anni dal 1991 al 2002.
In assenza di alcun riscontro, la richiesta è stata reiterata nei mesi di aprile e di maggio di quest'anno, sottolineando, entrambe le volte, il carattere d'urgenza.


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I primi di settembre sono pervenute, dall'ufficio francese, informazioni riferite al solo periodo di detenzione in Francia del Persichetti, che sono state immediatamente trasmesse al richiedente ufficio di sorveglianza.
Il successivo 12 settembre, il dipartimento della pubblica sicurezza ha provveduto ad interessare nuovamente l'ufficio transalpino, precisando ulteriormente che le informazioni a suo tempo richieste dal magistrato di sorveglianza di Viterbo dovevano intendersi riferite all'intero periodo della permanenza in Francia del Persichetti.
Anche per quest'ultima richiesta assicuro che è già stato inoltrato un nuovo messaggio di sollecito all'Interpol francese.
Concludo precisando che la normativa vigente, che ho citato in apertura del mio intervento, affida al magistrato di sorveglianza, sentito il direttore dell'istituto di pena, la facoltà di concedere permessi premio ai condannati, sulla base della condotta tenuta e di valutazioni in ordine alla pericolosità sociale.

PRESIDENTE. L'onorevole Deiana ha facoltà di replicare.

ELETTRA DEIANA. Signor Presidente, ringrazio il sottosegretario per le informazioni che ha fornito in merito ai vari passaggi operati dall'ufficio competente del Ministro dell'interno per sollecitare l'informativa dell'Interpol e, soprattutto, per l'assunzione di responsabilità circa l'iniziativa di reiterare questa richiesta, affinché giunga l'informativa completa. Quindi, da questo punto di vista, non posso che dichiararmi soddisfatta per la risposta, sperando che tale informativa giunga rapidamente, in modo che il magistrato di sorveglianza abbia completo il quadro in base al quale esprimere un giudizio positivo sulla richiesta avanzata.
Naturalmente, le disposizioni sono quelle che il sottosegretario ha citato, ma vorrei ricordare anche che, per quanto riguarda il periodo di permanenza del Persichetti in Francia e, quindi, le problematiche relative all'eventuale pericolosità sociale dello stesso, vi sono informative della Digos, redatte a ridosso dell'estradizione del 25 agosto 2002, nelle quali si afferma esplicitamente che il Persichetti non ha commesso reati in territorio francese. Inoltre, all'esito della rogatoria internazionale condotta dall'antiterrorismo francese, su domanda della procura di Bologna, si fornisce un accuratissima ricostruzione di tutti i passaggi amministrativi, lavorativi, universitari e di abitazione del periodo francese di Persichetti, dalla quale si evince con chiarezza che in territorio francese quest'ultimo non si è reso colpevole di alcun reato.
Infine, vorrei sottolineare che lo Stato di diritto garantisce a norma di legge i diritti dei detenuti e che le istituzioni e i poteri dello Stato devono fare di tutto affinché non vi sia alcun impedimento a che ciò si realizzi per tutti i detenuti, qualsiasi reato abbiano compiuto, secondo quanto la legge prevede.
In conclusione, esprimo soddisfazione per le rassicurazioni che il sottosegretario ci ha fornito circa la realizzazione dell'iniziativa atta a far pervenire al più presto l'informativa dell'Interpol francese.

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