Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 565 del 22/12/2004
Back Index Forward

Pag. 65


...
(Questioni attinenti all'elaborazione del progetto di metropolitana da parte del comune di Bologna - n. 2-01406 e n. 2-01407)

PRESIDENTE. Avverto che le interpellanze Grandi n. 2-01406 e Raisi n. 2-01407, che vertono sullo stesso argomento saranno svolte congiuntamente (vedi l'allegato A - interpellanze urgenti sezione 4).
L'onorevole Grandi ha facoltà di illustrare la sua interpellanza.

ALFIERO GRANDI. Signor Presidente, le interpellanze possono essere svolte congiuntamente, ma sono esattamente opposte e, quindi, le risposte saranno diverse.

PRESIDENTE. Onorevole Grandi, è l'argomento che le unifica.

ALFIERO GRANDI. Signor Presidente, va bene, purché vi sia il diritto di parlare per l'illustrazione in sede di replica.

PRESIDENTE. Onorevole Grandi, non vi è alcun dubbio: lei potrà replicare, al termine della risposta del Governo.

ALFIERO GRANDI. Signor Presidente, illustro la mia interpellanza con poche parole. La sostanza è questa: fu approvata una delibera, con relativa proposta del comune di Bologna, da parte della precedente amministrazione, che dava vita ad un progetto per la realizzazione della metropolitana del comune di Bologna. Successivamente sono stati effettuati tutti i passaggi necessari. È stata varata, inoltre, una modifica al progetto. Il progetto è stato regolarmente presentato.
Siamo a conoscenza che, per poter godere dei finanziamenti relativi, è necessario che essi siano concessi dal CIPE in tempi utili. Risulta, purtroppo, che il CIPE non ha deliberato in tale direzione. Approfitto, dunque, per aggiornare la mia interpellanza e per chiedere al Governo non solo se sia a conoscenza del fatto, ma se abbia adottato tutte le iniziative necessarie - sia come organo collegiale, sia a livello dei singoli ministeri, per assicurare che il finanziamento della metropolitana di Bologna sia effettivamente garantito.

PRESIDENTE. L'onorevole Garagnani ha facoltà di illustrare l'interpellanza Raisi n. 2-01407, di cui è cofirmatario.

FABIO GARAGNANI. Signor Presidente, vorrei illustrare l'interpellanza che ho sottoscritto assieme al collega Enzo Raisi, di Bologna come me.
La motivazione di questa interpellanza è opposta rispetto a quella dell'interpellanza presentata dal collega Grandi. Do per scontata la conoscenza di tutte le delibere che la giunta del comune di Bologna ha adottato dall'anno 2001 fino ad oggi, concernenti una serie di infrastrutture e, in particolare, la cosiddetta metropolitana.
La motivazione di fondo di questa interpellanza, a parte il progetto circostanziato, arricchito di successive proposte ed integrazioni e raccordato con gli enti locali, sia con la provincia sia con la regione, è che esso è stato modificato dalla nuova giunta in modo significativo. Riteniamo che in questo nuovo progetto vi siano parecchie difformità dalle prescrizioni di legge. Intanto, esso è stato assunto unicamente ascoltando il parere della direzione generale dei sistemi di trasporto ad impianti


Pag. 66

fissi del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, senza alcun rispetto delle norme contenute nella cosiddetta legge obiettivo e nel decreto legislativo n. 190 del 2002.
Oltre a tale violazione che, a nostro modo di vedere, è significativa, ci sembra di dover chiedere l'intervento del Governo, sia in questa sia in altre sedi istituzionali, soprattutto perché riteniamo impossibile e anzi difficile che, da parte del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e, in particolare, della direzione generale dei sistemi di trasporto ad impianti fissi del Ministero stesso, si sia espresso un parere positivo sulla tratta Fiera-Stazione del nuovo progetto (questo è il punto fondamentale di discrimine fra il nuovo progetto e quello dell'attuale giunta), dopo averne accertato le profonde diversità rispetto ad un progetto che si pretende di assumere come simile e che assolutamente non è tale. Tutto ciò solo al fine di sanare lacune progettuali, trasportistiche, procedurali e addirittura determinate passaggi che, a nostro giudizio, sono palesemente illegittimi.
Alla luce di ciò si chiede anche per quali ragioni il competente Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, pur all'interno di un'intesa tra lo Stato e la regione Emilia Romagna e nel rispetto delle indicazioni della Corte costituzionale, non abbia richiesto al comune di Bologna di apportare modifiche significative al progetto non comportanti una radicale revisione della rete Mab, ovvero, in alternativa, di presentare una nuova proposta progettuale corredata da tutti gli elaborati ed atti necessari secondo le previsioni di legge.
Inoltre - e concludo - chiediamo anche per quali ragioni non sia stato acquisito o valutato il parere espresso dalla regione Emilia Romagna nel gennaio 2001 (altro punto significativo della riflessione contenuta nella nostra interpellanza), relativamente alla linea 1-prima tratta Fiera-Stazione del progetto Mab, parere che esprimeva (desidero sottolineare questo aspetto) la chiara condizione di provvedere al collegamento con l'aeroporto Marconi e che, quindi, anche sulla base del nuovo progetto, appare palesemente disatteso.
La nostra è, pertanto, un'interpellanza di merito, soprattutto in relazione a determinate violazione di legge ed a consultazioni non avviate, e contiene anche la richiesta di un parere al Governo in ordine a palesi difformità rispetto al progetto iniziale, per il quale vi erano intese ed impegni precisi con l'esecutivo, che non possono essere subornati a difformità di posizione, liberissime, esplicite e chiare, che però devono essere qualificate con il loro nome e con il loro significato in riferimento ad un'ipotesi progettuale profondamente diversa.
La brevità del tempo a mia disposizione non mi consente di dilungarmi su tutti i momenti e le tappe che hanno presieduto all'elaborazione di questo progetto dal 2001 al 2004. Basta rileggere le varie tappe e riflettere sui momenti che hanno determinato il progetto finale per rendersi conto della difformità sostanziale fra quel progetto e quello attuale.
In questo senso, mi paiono del tutto fuori luogo e pretestuose le critiche dell'attuale giunta di Bologna, che rivendica dal Governo un impegno sulla base di un progetto che è profondamente diverso e che, oltretutto, non è stato definito secondo le procedure prescritte dalla legge.
Sulla base di queste considerazioni, chiedo al Governo di esprimersi chiaramente.

PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per le infrastrutture e i trasporti, onorevole Mammola, ha facoltà di rispondere.

PAOLO MAMMOLA, Sottosegretario di Stato per le infrastrutture e i trasporti. Signor Presidente, rispondo congiuntamente alle interpellanze urgenti a prima firma dell'onorevole Grandi e dell'onorevole Raisi, in quanto le stesse vertono su analogo argomento.
In riferimento a questi atti di sindacato ispettivo, si formulano di seguito alcune precisazioni sulle fasi che hanno caratterizzato


Pag. 67

fino ad oggi l'iter procedurale della metropolitana di Bologna.
Si osserva innanzitutto che la commissione interministeriale di cui alla legge n. 1042 del 1969, come integrata dall'articolo 5 della legge n. 211 del 1992, è chiamata ad esprimere un parere sui progetti, cui fa seguito, generalmente, un provvedimento ministeriale sul progetto stesso.
A tale proposito, si evidenzia che, a seguito del voto n. 280/211 del 23 marzo 2004 della citata commissione sul progetto definitivo della linea 1-tratta Fiera/Stazione FS, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti non ha emanato alcun provvedimento, in attesa della soluzione delle problematiche emerse in sede di finanziamenti ex lege n. 443 del 2001.
Inoltre, si fa presente che, nella seduta del 25 novembre 2004, la commissione interministeriale, nell'esaminare il progetto di metrotranvia di Bologna, non si è espressa sul progetto in esame, come citato nell'interpellanza, anche alla luce delle perplessità emerse in sede di pre-CIPE, rilevando in ogni caso la necessità di approfondimenti in linea tecnico-economica.
Peraltro, si deve evidenziare la seduta della commissione di alta vigilanza, prevista dall'articolo 6 della citata legge n. 211 del 1992, nella quale è stata esaminata la proposta di rivisitazione progettuale presentata dal comune, che prevede l'adozione di una tecnologia tranviaria rispetto ad un sistema di tipo metropolitano completamente automatico.
In tale sede, la commissione si è espressa sulla scelta operata, limitatamente alla tratta interessata dai finanziamenti ex lege n. 211 del 1992, anche in considerazione del fatto che per tale tratta l'infrastruttura non viene modificata, né in termini di tracciato né in termini di metodologie costruttive, e che il servizio è comunque di tipo metropolitano, seppure non a marcia automatica. Sarebbe la tratta che rimane sotto terra in galleria.
In sede di pre-CIPE del 23 novembre 2004, è emersa la necessità di acquisire ulteriori chiarimenti per consentire al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti un maggiore approfondimento del nuovo progetto proposto in relazione alla domanda di servizi effettiva della città di Bologna.
Da ciò si evince in maniera evidente che la problematica non è allo stato una circostanza unicamente legata alla tratta finanziata dalla legge n. 211 del 1992, bensì alla definizione globale in sede CIPE dell'intera opera nell'ambito delle procedure di cui alla legge obiettivo.
Riguardo, in particolare, a quanto espresso dal deputato Raisi, oltre ai medesimi elementi sopra rappresentati, è da precisare che l'atto citato dalla direzione generale dei sistemi di trasporto ad impianti fissi - protocollo n. 1470 (ex TIF5) 211BO del 9 novembre 2004 - è una relazione istruttoria per la commissione di alta vigilanza, esaminata dalla stessa in data 16 novembre, il cui parere ha valore consultivo ad uso interno per il ministro, che successivamente ha ritenuto di proporre la rivisitazione del CIPE con nota n. 1521/211 del 17 novembre 2004.
Si deve infine far presente che il Governo, stante la rilevanza che la questione della metropolitana di Bologna riveste sia per il territorio cittadino sia per tutta l'area bolognese, ha deciso di procedere ad un approfondimento degli aspetti progettuali e finanziari in una prossima riunione del pre-CIPE, che si terrà nel prossimo mese di gennaio.
In tale sede, tutti gli aspetti che gli onorevoli interpellanti hanno evidenziato verranno debitamente ed approfonditamente esaminati garantendo, così, la ricerca delle soluzioni maggiormente idonee a far sì che il progetto in questione riceva i finanziamenti necessari previsti nelle diverse previsioni normative.

PRESIDENTE. L'onorevole Grandi ha facoltà di replicare per la sua interpellanza n. 2-01406.

ALFIERO GRANDI. Signor Presidente, mi dispiace dover dire che giudico largamente insufficiente la risposta del sottosegretario, perché cerca di diffondere ottimismo


Pag. 68

ma, in realtà, rivela che una mano pesante sta cercando di bloccare i finanziamenti per tale opera.
Innanzitutto, vorrei far rilevare ai presentatori dell'interpellanza Raisi n. 2-01407 che nella seduta del CIPE ciò che prima era una tramvia è stato trasformato in funicolare - mi riferisco a Taormina - ed il CIPE ha approvato ugualmente il provvedimento di finanziamento. Vi sarà qualche differenza tra una cosa che va su terra ed una che va su fune? Questo lo capisce anche un bambino!
In questo caso, come ha detto opportunamente il sottosegretario, la tratta di cui si parla aveva già un finanziamento, quello relativo alla legge n. 211 del 1992. Sembra di capire che tale finanziamento sarebbe stato tranquillamente concesso, e sembra di capirlo, onorevole Garagnani, anche dalla conclusione dell'interpellanza da lei presentata. Nelle ultime righe, infatti, i presentatori si rivolgono al Ministero dei trasporti e delle infrastrutture con evidente irritazione perché tale ministero, attraverso la direzione generale, aveva sostanzialmente espresso un parere positivo sotto il profilo tecnico: non vi erano ostacoli alla conferma dei finanziamenti.
La verità è che su tale questione dei finanziamenti si è inserito un altro elemento che non ha nulla di tecnico. Ripeto, non ha nulla di tecnico né il fatto che nella stessa seduta del CIPE sia stata approvata una trasformazione a Taormina ben più rilevante, né il fatto che già il Ministero dei lavori pubblici aveva, attraverso i suoi organi, condotto un'istruttoria che poteva tranquillamente consentire di arrivare alla conferma del finanziamento per il tratto di cui stiamo parlando. Il problema è che sulla sede tecnica del ministero è intervenuto un atto politico. Si tratta di un'autentica vendetta della vecchia coalizione di governo dell'amministrazione - di cui l'onorevole Raisi era parte integrante e che aveva tra i suoi sostenitori anche l'onorevole Garagnani -, che ha pensato bene di far pagare alla città un prezzo politico molto pesante, il venir meno dei finanziamenti, piuttosto che consentire che andasse avanti una normale legittimità attraverso il voto popolare.
In ogni occasione il Presidente del Consiglio ci ricorda che il voto popolare lo legittima, perfino in modo ultroneo, anche su quello cui in realtà il voto popolare non lo legittima affatto. In questo caso ci limitiamo, invece, alla normalità: un voto popolare nomina una nuova amministrazione che opera le modifiche per la parte che ritiene necessaria e che, in ogni caso, non è la parte in oggetto. Non a caso, probabilmente, nel CIPE di ieri, presieduto dall'onorevole Fini, erano presenti il ministro Matteoli, il ministro Alemanno, il viceministro Baldassarri, evidentemente tutti mossi da un impeto molto forte nel cercare di bloccare i finanziamenti a cui la città ha diritto, oltre ad avere diritto che la nuova amministrazione attui gli aggiustamenti necessari.
Signor sottosegretario, ciò che non mi convince della sua risposta è solo questo: se si trattasse di un rinvio a gennaio per i necessari approfondimenti, ma sulla base di un presupposto che va buon fine, non avrei difficoltà, pur dispiacendomi che il problema non sia stato risolto nei tempi giusti. Il problema è che sul CIPE, in realtà, pende la spada di Damocle dell'opinione del Ragioniere generale. L'opinione della Ragioneria generale dello Stato è che, se entro il 31 dicembre tali fondi non vengono effettivamente assegnati al progetto di metropolitana di Bologna, essi confluiscono nel fondo generale, non sono cioè mantenuti con l'assegnazione. Non avete avuto la prudenza di fermare le lancette della decisione, in modo tale che ciò che verrà deciso a gennaio è come se fosse stato deciso entro il 31 dicembre.
Non avendo avuto questa prudenza, dal punto di vista redazionale e tecnico della decisione, voi autorizzate di fatto il Ragioniere generale ad incamerare tali somme nel fondo complessivo delle opere; di conseguenza, mettete il CIPE nella condizione di deliberare nuovamente. Questo purtroppo, onorevole sottosegretario, vi espone particolarmente a quella invasiva e


Pag. 69

compulsiva pressione politica, esercitata per tornare indietro dalle decisioni che avevate già assunto dal punto di vista tecnico e politico. Del resto, il ministro Lunardi, durante una sua presenza a Bologna non più tardi di una settimana fa, aveva confermato che per quanto riguarda il suo ministero nulla ostava a procedere con il progetto, con il suo finanziamento e di conseguenza con la sua cantierizzazione; peraltro, essendo parole riportate ampiamente anche dai giornali, non ho ragione di citarle esplicitamente.
Non avendo dunque utilizzato questa prudenza, sono fortemente preoccupato per il fatto che la pressione politica vendicativa dell'ex maggioranza politica di Bologna - ma maggioranza nazionale, che regge l'attuale Governo - possa far pagare alla città un prezzo inaccettabile, togliendole un finanziamento, al quale peraltro ha completamente diritto, per un'opera della quale la città ha bisogno. Del resto, la precedente amministrazione aveva cercato di cantierizzare tale opera, ma non essendovi riuscita nei tempi opportuni, di conseguenza, com'è ovvio e naturale, la nuova amministrazione ha cercato di predisporla e di renderla operativa.
Aggiungo, da ultimo, che l'aspetto ancora più sconcertante è che, dopo la vicenda della sentenza della Corte, nell'ambito dell'accordo tra la regione Emilia Romagna e il Governo per le opere pubbliche - un accordo firmato, ripeto, dal Presidente del Consiglio dei ministri (che, di conseguenza, è rappresentativo non di un ministero, ma di tutto il Governo), nel quale c'è un impegno preciso dell'esecutivo a procedere, tra le altre opere, anche per quella della metropolitana di Bologna -, si venga meno ad una firma apposta, ad impegni presi, semplicemente per sollecitare la voglia di vendetta politica, che viene da parte delle forze politiche che avevano la precedente amministrazione, in particolare da parte di quei settori politici, che hanno fortemente premuto sul Governo, utilizzando la loro presenza nel CIPE per condurre in porto questa vendetta. Questo lo considero un fatto di grande gravità, del quale la città verrà completamente informata.

PRESIDENTE. L'onorevole Garagnani, cofirmatario dell'interpellanza Raisi n. 2-01407 ha facoltà di replicare.

FABIO GARAGNANI. Mi dichiaro sostanzialmente soddisfatto della risposta del sottosegretario. Faccio rilevare, a differenza di quanto sostenuto, in questa e in altra sede, dal collega del centrosinistra, in particolare dei Democratici di sinistra-L'Ulivo, che l'iter procedurale seguito dall'attuale giunta è stato alquanto contraddittorio, per non dire arbitrario ed anomalo. La città di Bologna è stata sacrificata sulla base di una concezione ideologica della metropolitana e del suo percorso, disattendendo tutte le indicazioni delle categorie e della stessa regione, che aveva subordinato il proprio parere favorevole - lo ribadisco, perché mi pare un aspetto essenziale; d'altronde, la giunta regionale non è sicuramente un'espressione del centrodestra - al collegamento con l'aeroporto Guglielmo Marconi, che rappresenta uno snodo essenziale non solo per la città di Bologna, ma anche per tutta la regione. Basti pensare, per chi conosce Bologna, alle problematiche connesse alle manifestazioni fieristiche e ad altre manifestazioni di significativa rilevanza per la vita cittadina e regionale.
Su questo aspetto si era raggiunta un'intesa di fondo, non solo con la regione, ma anche con la provincia e con i principali enti locali interessati. Questa intesa è stata palesemente disattesa negli ultimi mesi, con una improvvisazione degna di miglior causa, senza alcun riscontro con la città di Bologna. Altro che far pagare alla città - come è stato detto in questa sede - determinate contraddizioni o voglie di vendetta!
Credo che la città di Bologna - lo dico al Governo, ovviamente sollecitandolo ad attivarsi sulla base delle motivazioni espresse in questa interpellanza e sulla base anche di alcuni punti di diritto, che noi riteniamo meritevoli di attenzione - stia


Pag. 70

scontando un eccesso di ideologia, in merito a certe scelte, che non a caso la delibera del CIPE e le future decisioni che verranno stanno affrontando per quello che sono.
Vi è un progetto palesemente difforme dal precedente. In quattro mesi, non si può pretendere, come è stato fatto, di stravolgere completamente la fisionomia di una città, un progetto, un confronto che si è svolto con l'intera collettività, oltre che con il Governo nazionale e regionale. Questa è la ragione di fondo per cui oggi ci troviamo a dibattere in merito ad una situazione che è foriera di gravi difficoltà non solo per la città di Bologna, ma per l'intera regione Emilia Romagna. Se viene meno questo progetto, non accadrà per volontà del Governo o per volontà punitiva di una maggioranza di centrodestra.
Potrei ribaltare facilmente un'osservazione che è stata formulata: è vero, avete vinto le elezioni, ma in uno spazio così ristretto, ribaltare una decisione, che ha visto compartecipi anche esponenti del centrosinistra a livello regionale, provinciale e cittadino, credo sia il termometro di una concezione della gestione della cosa pubblica che, molto spesso, fa prevalere gli interessi di parte, gli interessi dell'ideologia sugli interessi della città, della collettività, per come si sono affermati.
Sfido chiunque a sottovalutare, mi rivolgo al Governo, l'importanza del collegamento fiera-aeroporto per una realtà come la nostra (ma per qualunque città), nella quale vi è una fiera fra le più importanti d'Italia. Si avverte, quindi, la necessità di un collegamento con una stazione aeroportuale, anche questa fra le prime d'Italia, proprio nel momento in cui vi è un intasamento del traffico, una difficoltà nei collegamenti che paralizza letteralmente la città.
Questi progetti, pertanto, sono stati adottati tenendo conto di queste considerazioni, prescindendo da volontà di rivincita o di vendetta, ma sulla base di indicatori economici e, aggiungo, anche sociologici.
La città deve sapere, riprendo le parole del collega Grandi, chi ha voluto questo triste epilogo di una vicenda che, invece, avrei auspicato avesse un esito ben diverso. Credo che la responsabilità piena sia da attribuire all'attuale giunta di centrosinistra, in primis al sindaco Cofferati.
Non si tratta di un desiderio di vendetta, ma soltanto di riaffermare il primato della legge e mi riferisco al rispetto di alcuni punti progettuali e programmatici, che erano stati fissati a monte di queste decisioni, nonché di alcuni vincoli che la legge obiettivo ed altre leggi avevano previsto (mi riferisco al tracciato della metro tranvia, alla velocità commerciale, a tutto ciò che è contenuto nel progetto Mab).
Di fronte a ciò, si è preferito il silenzio, l'accusa generica e demagogica di volersi vendicare per ragioni politiche, senza alcun confronto nel merito delle scelte portate avanti dalla giunta comunale di Bologna precedente a quella attuale.
Questa è la ragione per cui invito il Governo non solo ad affrontare, per quanto di sua competenza, le prossime decisioni del CIPE, tenendo conto delle riflessioni che ho svolto, ma anche di verificare fino in fondo i punti controversi nell'applicazione dell'attuale legislazione che sono stati trasposti nell'interpellanza che ho presentato assieme al collega Raisi e ad altri colleghi (Applausi dei deputati del gruppo di Forza Italia).

Back Index Forward