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PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento di interpellanze urgenti.
PRESIDENTE. Prendo atto che l'onorevole Cola rinuncia ad illustrare la sua interpellanza n. 2-01261 (vedi l'allegato A - Interpellanze urgenti sezione 1).
TERESIO DELFINO, Sottosegretario di Stato per le politiche agricole e forestali. In merito a quanto evidenziato nell'interpellanza si ricorda, innanzitutto, che la moratoria, decretata dalla Commissione Internazionale Baleniera nel 1986, è tuttora in vigore e ad essa aderiscono ufficialmente tutti gli Stati membri della stessa, ad eccezione di Norvegia ed Islanda.
cinque carcasse di cetacei per le quali gli istituti scientifici non hanno rilevato segni di morte violenta).
PRESIDENTE. L'onorevole Cola ha facoltà di replicare.
SERGIO COLA. Signor Presidente, non posso che prendere atto della risposta, che considero in gran parte esaustiva e che dovrebbe indurmi a dichiararmi soddisfatto e a prendere atto della volontà del Governo. Mi sia consentito, però, svolgere alcune osservazioni per far sì che tale risposta, che definirei trionfalistica, non faccia calare l'attenzione nei confronti di questo problema.
si potrebbe ripetere in avvenire, anche se, indubbiamente, il ricorso ad una votazione non segreta, ma pubblica, dovrebbe indurre a rivedere eventuali condizionamenti frutto di compromessi. Non di meno, però, vorrei rivolgere alcune segnalazioni doverose.
essa corrisponda o meno - sempre che la caccia ai cetacei sia effettuato a livello nazionale e che siano i pescatori italiani a farla - al numero di cetacei da abbattere nell'ambito del trattato internazionale competente per questo aspetto? Mi pare che sotto questo profilo non vi sia stata assolutamente una risposta esauriente.
Il sottosegretario di Stato per le politiche agricole e forestali, onorevole Delfino, ha facoltà di
Sono pertanto vietate catture deliberate, consentendosi esclusivamente quelle finalizzate alla ricerca scientifica ed alla mera sussistenza di popolazioni aborigene.
La riunione plenaria della Commissione Internazionale Baleniera, tenutasi a Sorrento dal 19 al 22 luglio 2004, a fronte del permanere, seppure in maniera esigua, della maggioranza di paesi protezionisti, tra cui, ovviamente, l'Italia, ha visto rigettate le istanze dei paesi «balenieri» volte alla ripresa della caccia.
In particolare, preme ricordare che l'Italia, nel corso della 56a riunione della Commissione si è battuta insieme ad altri paesi contro la richiesta giapponese di una votazione a scrutinio segreto. La proposta nipponica è stata respinta con il risultato di 29 voti contro 24. In questo modo è stato ribadito l'impegno dell'Italia a difesa delle specie marine e delle balene in particolare.
Inoltre, grazie a questo voto è stato ottenuto l'importante risultato che tutte le procedure in seno alla Commissione Internazionale Baleniera si svolgeranno secondo quella procedura di assoluta trasparenza, propria della nostra tradizione.
L'Italia è impegnata in prima linea nella tutela dei cetacei ed è contraria alla ripresa della caccia commerciale, pur nel massimo rispetto per le culture e le convinzioni diverse dalla nostra.
Proprio in tale linea si configura l'attività di monitoraggio e controllo svolta dai Centri Controllo Area Pesca che operano nell'area marina protetta del Santuario dei mammiferi Marini (Santuario Pelagos), che nel solo anno in corso hanno svolto oltre 9 mila controlli (oltre ai due eventi oggetto dell'atto, sono state rinvenute
L'area marina protetta di cui stiamo parlando, frutto di un accordo internazionale con la Francia e il Principato di Monaco, è il Santuario per la tutela dei cetacei nel Mediterraneo, situato per oltre il 50 per cento della sua superficie in alto mare.
L'accordo internazionale è stato ratificato dall'Italia con la legge n. 391 del 2001 ed oggi il Santuario è riconosciuto quale area di particolare interesse mediterraneo dal protocollo ASPIM della Convenzione di Barcellona per la tutela del mar Mediterraneo.
Al riguardo, si fa presente che sul tema della tutela dei cetacei si è tenuta, il 15 e 16 settembre scorsi presso l'isola d'Elba, la II Conferenza delle parti contraenti l'Accordo sul Santuario dei mammiferi marini in Mediterraneo, voluta ed organizzata dall'Italia con il principale obiettivo di approvare un piano di gestione e, conseguentemente, una linea di azione comune volta ad adottare nelle acque del Santuario concrete misure di protezione per quanto riguarda la pesca, la navigazione marittima ed individuare le principali fonti di inquinamento in grado di minacciare la specie.
Ciò proprio al fine di evitare che episodi come quelli oggetto dell'interpellanza possano ripetersi.
Infine, quanto all'utilizzo a fini commerciali della carne dei mammiferi marini, si ricorda che il decreto legislativo n.531 del 1992 disciplina le norme sanitarie riferite alla produzione e commercializzazione dei prodotti della pesca, prevedendo all'articolo 2 l'esclusione dei mammiferi acquatici ed altri animali acquatici oggetto di altre norme relative alla protezione della specie quali prodotti destinati al consumo umano.
Il provvedimento prevede, altresì, obblighi sia a carico dei titolari degli stabilimenti che lavorano prodotti della pesca, ivi comprese le navi officina, sia degli organi di controllo ai fini del rispetto degli obblighi di verifica delle specie catturate e/o trasformate.
Le relative verifiche, anche ai fini delle catture e delle lavorazioni clandestine delle specie protette, secondo l'articolo 9 del predetto decreto legislativo n.531 del 1992, rientrano nelle competenze del Ministero della salute, delle regioni, dei servizi veterinari delle ASL e delle capitanerie di porto; mentre i controlli all'importazione in provenienza da paesi terzi sono svolti dagli uffici veterinari di confine.
Al riguardo, si partecipa che il Ministero della salute ha dato assicurazioni sulla vigilanza al rispetto della normativa vigente da parte degli organi controllo.
La questione in oggetto esiste, e lo ribadisco! In merito al ritrovamento dei due delfini uccisi, ricordo che non si trattava di carcasse di delfini morti in maniera naturale: infatti sui corpi sono stati rinvenuti sia segni di fiocine sia, addirittura, di colpi di arma da fuoco. Tale episodio è coinciso, neanche a farlo apposta, con la giornata finale del famoso congresso di Sorrento che, per fortuna, si è concluso con la conferma della moratoria (29 voti contro 24).
Nell'interpellanza abbiamo denunciato un fenomeno sotto gli occhi di tutti, cioè una sorta di pressione del Giappone (che ha interesse alla revoca della suddetta moratoria) nei confronti dei paesi cosiddetti bisognosi. Quindi, sotto forma di una promessa di aiuti, il Giappone, a mio avviso, ha già carpito la buona fede e il consenso dei suddetti paesi. Tale comportamento
È stato affermato che il controllo è continuo e costante; al riguardo nulla quaestio: crediamo alle affermazioni del sottosegretario. Però, fenomeni del genere si verificano realmente. Dispongo, infatti, di notizie in tal senso, anche se nella risposta alla mia interpellanza non se ne fa riferimento. Tra l'altro, tale interpellanza è stata presentata il 27 luglio del 2004 e si discute a distanza di cinque mesi, certamente non per colpa mia ma per varie anomalie, assenze e giustificazioni. Non potevo, però, rinunciare ad una risposta orale, attesa l'importanza dell'argomento: anche se discutiamo questa interpellanza in pieno inverno, in altre parti del mondo si continua a praticare la caccia di cetacei, magari con modalità clandestine e criminali nel vero senso della parola.
Credo alle buone intenzioni, ma nell'interpellanza sollecitiamo comunque azioni ulteriori rispetto a quanto ribadito dal sottosegretario.
Sollecitiamo l'attenzione di gran parte del mondo civile (non posso esimermi dal fare questo tipo di affermazione), perché la pressione del Giappone, stando alle mie informazioni, va sempre più avanti nell'intento di giungere alla revoca della moratoria. Ritengo, quindi, che l'Italia, dato il suo ruolo molto importante nella Comunità, non possa non porre l'attenzione su questo problema.
Per quanto riguarda il monitoraggio, ho parlato di monitoraggio disattento e di come esso fosse la conseguenza di alcuni fenomeni che si erano venuti a verificare. Non so se sia stata fatta l'autopsia sulle due carcasse di balene, ma certamente su due dei tre delfini erano molto evidenti i segni della caccia con fiocine e pistole, che non potrebbero giammai essere negati, ragione per cui non si può dire che vi sia stato un disattento controllo; chiaramente, però, essendosi verificato il fatto, ciò poteva anche essere avvenuto a causa di un disattento controllo.
Allora, la prima richiesta che avanzo in questa sede, dichiarandomi soddisfatto per la lunga ed articolata risposta, è che si accentui l'attività non solo di monitoraggio ma anche di controllo e che si costituisca una sorta di task force, perché non possiamo assolutamente correre il rischio che si verifichi l'estinzione di queste specie marine necessarie all'umanità.
La seconda delle osservazioni che mi lasciano interdetto riguarda la macellazione clandestina; non so come si potrebbe dare una risposta, però lei nella sua risposta ha posto l'accento su due aspetti: la carne proveniente dall'estero e quella che viene catturata in Italia. Io ritengo che vi siano dei certificati di provenienza! È così, sottosegretario: quando si importa carne o olio di balena o di delfino dall'estero, vi dovrebbe essere una certificazione non solo della provenienza ma anche della cattura cosiddetta «legale», poiché sembra che esista un numero di capi da abbattere nell'arco dell'anno, che non dovrebbe essere superato. A tale proposito, è stata effettuata, innanzitutto, una verifica sulla reale possibilità di controllare il numero dei cetacei, a livello internazionale e nazionale, che possono essere catturati e la cui carne può essere posta in commercio? Non so se tutto questo sia stato fatto! E, fin qui, ciò che riguarda l'estero.
Per ciò che riguarda l'Italia, sembra che vi sia la competenza specifica sia del Ministero delle politiche agricole e forestali sia di quello della sanità, che dovrebbero agire di concerto. Ho notato che il sottosegretario ha attribuito tale responsabilità al Ministero della sanità, forse perché si tratta di macellazione: se però consideriamo il primo aspetto, quello relativo alla pesca, si tratta di una competenza specifica del Ministero delle politiche agricole e forestali. Allora, invece di «scaricare» la responsabilità sul Ministero della sanità, non sarebbe più opportuno agire di concerto ed insieme trovare il modo per operare un effettivo controllo della carne macellata, per verificare se
Ad ogni buon fine, concludo la mia replica dichiarandomi nelle linee generali soddisfatto, salvo alcuni particolari che non potranno non essere tenuti nella dovuta considerazione, in quanto non stiamo parlando di argomenti futili, ma di un problema non solo importante, ma importantissimo, che riguarda l'umanità, la fauna e soprattutto la cultura, che a poco a poco, sembra venir meno nei confronti degli animali e anche dei mammiferi marini, nonché la protezione di specie che caratterizzano, secondo me, il mondo. Non possiamo assolutamente privarci di una parte del mondo vivente che noi riteniamo essenziale e che va tutelata!
Rimango in attesa di un intervento ad hoc da parte dell'attentissimo sottosegretario Delfino, il quale avrà sicuramente recepito le mie osservazioni.


