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PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 5 e delle proposte emendative ad
esso presentate (vedi l'allegato A - A.C. 2055 sezione 6).
Prendo atto che il relatore e il Governo esprimono parere contrario sugli identici emendamenti Bonito 5.1, Pisapia 5.2, Fanfani 5.3 e Maura Cossutta 5.4.
Avverto che, essendo stati presentati esclusivamente emendamenti soppressivi, porrò in votazione il mantenimento dell'articolo.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Bonito. Ne ha facoltà.
FRANCESCO BONITO. Signor Presidente, con le precedenti votazioni abbiamo dato una formidabile spallata alla cultura connessa ad un'importantissima legislazione nazionale, che è un vanto per il nostro paese a livello internazionale: mi riferisco alla legge Gozzini. Tutto ciò, a mio avviso, è espressione di una cultura arcaica e vetusta. Non possiamo concordare con le dichiarazioni rese dal ministro della giustizia Castelli, il quale ha proposto il paragone con gli Stati Uniti, che hanno l'indice di carcerizzazione più elevato del mondo: un americano ogni cento sta in galera, e non credo si tratti del modello migliore. L'Italia ha un indice di carcerizzazione elevatissimo, il maggiore d'Europa: un italiano ogni mille sta in carcere. Si abbattono alcuni principi fondamentali entrati nella nostra cultura giuridica e della solidarietà nazionale nei confronti dei detenuti più svantaggiati. Molto è stato fatto nel nostro paese, anche tra numerose difficoltà: tutto ciò viene cancellato, perché il cavalier servente deve far passare questa legge (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo).
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Avverto che la successiva votazione avrà luogo a scrutinio segreto.
Indìco la votazione segreta, mediante procedimento elettronico.
Chiedo scusa, ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Pisapia. Ne ha facoltà.
GIULIANO PISAPIA. Signor Presidente, intervengo brevemente per riallacciarmi alle argomentazioni assolutamente condivisibili dell'onorevole Bonito e rispondere, seppure indirettamente, al ministro Castelli, che ha parlato di cosa avviene negli Stati Uniti.
Signor ministro, negli Stati Uniti è vero che vi sono moltissimi detenuti, ma sono tutti neri, senza casa, emarginati, soggetti socialmente deboli. In secondo luogo, la politica degli Stati Uniti in tema di lotta al crimine ha portato - si tratta di un dato di fatto oggettivo - ad un aumento dei reati e non certamente alla diminuzione della criminalità.
Per quanto riguarda nello specifico l'articolo 5, con le norme già approvate avete aumentato in maniera notevole la pena per i recidivi. A mio avviso, nel momento in cui alcuni individui già si trovano in carcere per un tempo estremamente più lungo, escludere la possibilità di ottenere permessi premio in caso di buona condotta (e con la verifica del direttore del carcere, dell'educatore e del magistrato di sorveglianza) non solo è incivile ma va veramente contro la possibilità di reinserimento dei detenuti, che, come voi sapete, è proprio una delle barriere principali contro la recidiva.
Spero quindi che, almeno su questo articolo, vi sia un momento di riflessione.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Mantini. Ne ha facoltà.
PIERLUIGI MANTINI. Signor Presidente, ci siamo già espressi in favore dell'irrigidimento di alcune pene per i reati più gravi e per i recidivi. Deve però essere chiaro che con gli articoli 4 e 5 si persegue un profondo stravolgimento del sistema della detenzione. Il tema è chiaro; se è necessario un maggior rigore e controllo nei confronti di chi commette abitualmente reati gravi, è anche evidente che il principio di rieducazione e di umanità della pena, scolpito nell'articolo 27 della Costituzione, richiederebbe che chi sopporta in modo corretto la detenzione (sia pure a condizioni più severe di ingresso nelle carceri) debba poter essere incentivato
con il sistema dei benefici, che qui si sta letteralmente stravolgendo.
Mi sembra un elemento significativo, da non prendere alla leggera, ma forse avremo modo di riesaminare questo tema.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Cirielli, al quale ricordo che ha un minuto di tempo a disposizione. Ne ha facoltà.
EDMONDO CIRIELLI. Vorrei ricordare che è sbagliato dire bugie in Parlamento. Chi legge la norma scoprirà che non è affatto vero quanto sostiene l'onorevole Pisapia. Infatti, non vengono abrogati né i permessi né altri strumenti; in realtà, il loro ottenimento viene reso più difficoltoso, che è cosa diversa. Quindi, anziché poter usufruire di permessi premio dopo un certo periodo di pena, i recidivi, plurirecidivi, potranno ottenerli con maggior difficoltà. Ci dicano, Prodi e la sinistra, cosa intendano per certezza della pena...
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Cento. Ne ha facoltà.
PIER PAOLO CENTO. Vorrei richiamare i colleghi, almeno in quest'ultima fase di votazioni, ad un sussulto di dignità e coerenza. Rischiamo di cancellare una delle misure che, nel nostro paese, hanno consentito di attenuare la pesantezza del sistema penitenziario attraverso il ricorso alla cosiddetta legge Gozzini, con misure di intervento in riduzione - a seconda del comportamento del detenuto - della sanzione penale.
Il Parlamento, alcuni mesi fa, ha votato l'indultino. Si trattava di un provvedimento che noi Verdi abbiamo giudicato insufficiente ma che, comunque, ha rappresentato un segnale ed una risposta anche alle richieste avanzate dal Papa quando venne in visita in Parlamento (Commenti dei deputati della Lega Nord Federazione Padana).
PRESIDENTE. Concluda, onorevole Cento.
PIER PAOLO CENTO. Mi domando come si può non prestare attenzione ad una argomentazione come questa...
PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Cento.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Finocchiaro. Ne ha facoltà...
ANNA FINOCCHIARO. Colleghi...
PIER PAOLO CENTO. No, signor Presidente!
Alcuni si dovrebbero vergognare quando si recano nelle carceri e dicono ai detenuti che sono favorevoli a migliorare le loro condizioni! Dovrebbero vergognarsi e quando vanno nelle carceri dovrebbero dire ai detenuti cosa votano qui!
NINO STRANO. Smettila!
PRESIDENTE. Onorevole Cento, la prego.
Onorevole Finocchiaro, ha facoltà di parlare.
ANNA FINOCCHIARO. Onorevole Cirielli, almeno il buonsenso, se non il buon gusto, avrebbero dovuto suggerirle di non intervenire su questo articolo appigliandosi al tema della certezza della pena. Lei è stato assente in queste ore: abbiamo discusso della certezza della pena. Credevo che la sua assenza fosse dovuta al fatto che si vergognava, invece no, in realtà non voleva votare il suo provvedimento (Commenti)...
Voi mi dovete spiegare per quale ragione, non il recidivo ex articolo 99, quarto comma, quindi recidivo reiterato, infraquinquennale, debba avere una limitazione nella concessione dell'affidamento in prova ai servizi sociali... Questo rientrerebbe in una logica repressiva: potrebbe essere condivisibile o meno, ma seguirebbe, comunque, una logica. Mi dovete spiegare perché, il riferimento è al recidivo reiterato, infraquinquennale, alcoldipendente o tossicodipendente.
Onorevole Cirielli, con questo articolo, sostanzialmente, si azzera metà della legislazione di questo paese in materia di ordinamento penitenziario e di trattamento dei tossicodipendenti. Se lei non lo ricordasse, essere alcoldipendente o tossicodipendente in questo paese ancora non è reato (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-L'Ulivo, della Margherita, DL-L'Ulivo, di Rifondazione comunista e Misto-Comunisti italiani)!
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole La Russa. Ne ha facoltà.
IGNAZIO LA RUSSA. Signor Presidente, io non ho preso la parola fino ad adesso e l'ho fatto, per la verità, per rispetto all'intervento di Pisapia, su cui pure non concordando intendevo discutere; poi non mi è piaciuto il modo con cui questo tema viene brandito. In effetti, mi sono posto il problema se abbiamo capito bene il significato di questa norma, perché ne dubito ascoltandovi, colleghi!
Anch'io mi sono interrogato se la maggiore durezza che stiamo prevedendo per i recidivi previsti dall'articolo 99, cioè i recidivi reiterati (siamo al terzo reato), in qualche modo abbia una giustificazione o meno.
Onorevole Pisapia, lei ha parlato... tu hai parlato - se vuoi più correttamente - dell'affidamento in prova; hai detto che non ci può essere. Intanto è previsto una sola volta, ma è previsto una sola volta dopo che è stata dichiarata la recidiva ex articolo 99, quindi dopo tre reati, il che vuol dire che si può avere già avuto l'affidamento in prova anche due volte prima e quando si è commesso il terzo reato lo si può avere ancora una volta. Non cerchiamo di dire cose che sono al di là della realtà. Mi rendo conto che si tratta di un indurimento della condizione del detenuto, ma non è un'indurimento tale da far perdere ogni speranza. Te lo dico, oltreché da politico, da penalista, da avvocato: non è una cosa così drammatica!
Certo, il mio intervento serve a chiarire (Commenti dei deputati del gruppo di Rifondazione comunista), se ve ne fosse bisogno, ma non ce n'era bisogno, che l'interpretazione, visto che è stato un collega del mio partito a presentare l'emendamento decisivo su questo punto, fatto proprio dalla Commissione, non si riferisce alla impossibilità di ottenere più di una volta l'affidamento in prova ma al fatto che si può avere l'affidamento in prova una sola volta dopo che si è stati dichiarati recidivi ex articolo 99, cioè dopo tre condanne, quindi siamo arrivati alla quarta-quinta volta. Non mi pare che assicurare per un tempo un po' più a lungo alla certezza della detenzione una persona abituata a delinquere continuamente sia un fatto per cui i cittadini perbene potranno mai lamentarsi (Applausi dei deputati del gruppo di Alleanza Nazionale).
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione segreta, mediante procedimento elettronico, sul mantenimento dell'articolo 5.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 491
Maggioranza 246
Voti favorevoli 270
Voti contrari 221).
Avverto che la Presidenza, ai sensi dell'articolo 89 del regolamento, in quanto relativo a materia estranea rispetto a quella del provvedimento in esame, non ritiene ammissibile, limitatamente al secondo capoverso, l'articolo aggiuntivo della Commissione 5.010, presentato nella giornata odierna, il cui testo è in distribuzione, volto ad introdurre nell'articolo 179 del codice penale, relativo alla riabilitazione del condannato, un nuovo comma dopo il quarto.
La disposizione in esame introduce una disciplina relativa ai termini per la concessione della riabilitazione nel caso in cui il condannato abbia presentato
richiesta di applicazione di misura alternativa alla detenzione. Tale norma attiene a fattispecie diversa da quella oggetto del provvedimento al nostro esame, in quanto relativa all'istituto della riabilitazione, con riferimento all'ipotesi particolare in cui sia stata chiesta dal condannato la concessione dei benefìci richiamati sopra.
Diversa, invece, è la valutazione in ordine al primo capoverso dell'articolo aggiuntivo in esame, da ritenersi, al contrario, ammissibile, sempre relativo all'istituto della riabilitazione, in quanto tale disposizione si riferisce specificamente alla sua applicazione in caso di recidiva, la cui disciplina è oggetto del provvedimento.
LUIGI VITALI, Relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUIGI VITALI, Relatore. Signor Presidente, ritiriamo anche la prima parte dell'articolo aggiuntivo 5.010, dichiarata ammissibile.
PRESIDENTE. Sta bene.
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