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PRESIDENTE. Riprendiamo lo svolgimento delle interpellanze urgenti.
PRESIDENTE. L'onorevole Manzini ha facoltà di
PAOLA MANZINI. Signor Presidente, il tema oggetto della mia interrogazione, ahimè, fa seguito ad una analoga vicenda in occasione della quale interrogai il ministro Frattini. Infatti, gli stessi soggetti che hanno prodotto l'oggetto dell'interpellanza odierna, un cd-rom in materia di igiene e sicurezza sul lavoro ed i sistemi della gestione della sicurezza, che viene reclamizzato con una sorta di presentazione sottoscritta dal sottosegretario Cursi, quindi da un membro del Governo, furono in precedenza gli artefici di una iniziativa analoga: un cd-rom che reclamizzava i fondi strutturali europei; tale iniziativa era intitolata: «L'Europa per le imprese e gli enti locali».
PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per i rapporti con il Parlamento,
senatore Ventucci, ha facoltà di
COSIMO VENTUCCI, Sottosegretario di Stato per i rapporti con il Parlamento. Confermo, per quanto riguarda il ministro Frattini, ciò che poc'anzi ha ricordato l'onorevole Manzini.
PAOLA MANZINI. Lo è, certo!
COSIMO VENTUCCI, Sottosegretario di Stato per i rapporti con il Parlamento. Pur limitandosi i prodotti editoriali citati alla riproduzione di atti normativi, senza alcun pregiudizio per gli operatori del settore destinatari degli stessi, è indubbio che l'OPPS ha impropriamente presentato e qualificato le due pubblicazioni come «validate» da un rappresentante del Governo.
Cursi ha fatto sapere di riservarsi di valutare ogni iniziativa in sede civile o penale nei confronti dei responsabili editoriali dell'associazione, a tutela della propria dignità personale e naturalmente anche come rappresentante istituzionale del Governo.
PRESIDENTE. L'onorevole Manzini ha facoltà di
PAOLA MANZINI. Signor Presidente, signor sottosegretario, non è che in questo caso io possa dichiararmi soddisfatta o insoddisfatta della sua risposta; lei mi ha dato atto di una attenzione posta a questa particolare iniziativa. Vorrei precisare che non si tratta di alcuno spirito persecutorio, ma da questo punto di vista la mia attenzione è aiutata, o meglio sollecitata, da mail che mi arrivano da cittadini e professionisti, che si ritrovano ad essere contattati da segreterie di ministri e di sottosegretari per acquistare questo prodotto, anzi per poterlo ricevere (e ciò vale sia nel primo caso riguardante il ministro Frattini, sia in questo secondo caso), e nel momento stesso in cui ricevono il prodotto medesimo si trovano a dover pagare una cifra di circa 80 euro, per un prodotto che, fra l'altro, contiene informazioni già note a chi svolge questa attività.
persone che, evidentemente, svolgono con una certa disinvoltura il loro mestiere di mestatori.
In quell'occasione, accompagnava il prodotto in oggetto, una presentazione del ministro Frattini. Fu necessaria una seconda interpellanza urgente affinché, in quel caso, il ministro disponesse una denuncia alle autorità competenti e i carabinieri ponessero sotto sequestro il sito www.opps.it, che reclamizzava tale prodotto. Nel caso attuale, siamo di fronte ad un nuovo episodio del tutto analogo a quello che ha visto coinvolto il ministro Frattini; gli artefici, inoltre, sono sempre gli stessi.
Rivolgiamo una richiesta alla Presidenza del Consiglio affinché si individuino le misure per porre fine a questo stillicidio di iniziative che hanno la caratteristica della truffa. Le modalità con le quali tali prodotti vengono proposti, essendo diretti a privati cittadini, professionisti, enti ed istituzioni, fanno sì che tali soggetti risultino naturalmente ingannati dalla presenza di un marchio di carattere istituzionale, autorevole come quello di una sede del Governo, con il quale si reclamizza, invece, un prodotto di carattere meramente commerciale.
Il ministro Frattini, subito dopo essere venuto a conoscenza dell'esistenza su Internet di una lettera che attribuiva al ministro stesso, contraffacendone la firma, espressioni di sostegno ad una iniziativa commerciale che egli non aveva in alcun modo autorizzato né, a maggior ragione, sottoscritto, ha sporto denuncia alle autorità di polizia il 7 maggio ultimo scorso.
A seguito di tale denuncia, come già ricordato dall'onorevole, e a seguito di una interpellanza urgente di analogo contenuto, la procura della Repubblica presso il tribunale di Roma ha comunicato che, in relazione ai fatti in questione, risulta iscritto al registro generale il procedimento penale n. 22297/04 nei confronti di ignoti, per il reato di cui agli articoli 476 e 482 del codice penale.
In data 22 luglio 2004, il procedimento penale è stato trasmesso, per competenza, alla procura della Repubblica presso il tribunale di Milano, dopo che l'ufficio requirente aveva chiesto ed eseguito i provvedimenti urgenti conseguenti, tra i quali il sequestro e l'oscuramento del sito Internet www.opps.it, effettuato dai carabinieri del nucleo operativo del comando provinciale di Roma.
Per quanto riguarda poi la nota del 29 ottobre 2003, a firma del senatore Cesare Cursi, sottosegretario di Stato per la salute, riprodotta nella pubblicazione dal titolo «La vigilanza in materia di igiene e sicurezza del lavoro - I sistemi di gestione della sicurezza» e nella copertina interna del cd-rom «Le ispezioni in materia di igiene e sicurezza sul lavoro e i sistemi di gestione della sicurezza», entrambe edite dall'Osservatorio permanente per la sicurezza (OPPS) di Milano, il Ministero della salute ha comunicato che la suddetta nota costituisce esclusivamente una risposta di generico sostegno alla lettera dell'OPPS, con la quale al sottosegretario era stata data notizia, il 22 ottobre 2003, del semplice avvio dell'iniziativa rivolta a sensibilizzare il pubblico sui temi dell'igiene e della sicurezza sul lavoro.
Dopo tale semplice lettera formale, inviata per mere ragioni di correttezza, nessun ulteriore sviluppo è stato mai comunicato al senatore Cursi, che non ha prestato alcuna forma di collaborazione all'impostazione del lavoro editoriale, non ha seguito in alcun modo la fase relativa alla elaborazione dei testi, né manifestato condivisione rispetto alle modalità realizzative, né ha espresso in alcuna sede apprezzamenti o effettuato valutazioni in merito agli elaborati finali.
Il sottosegretario ha, pertanto, formulato un mero incoraggiamento iniziale ad una associazione operante in un settore delegato alla propria competenza, senza avere, fra l'altro, mai autorizzato l'utilizzo del proprio nome, né tantomeno della propria carica governativa da parte dell'associazione in questione, tanto è vero che il senatore Cursi ha avuto il piacere di visionare la pubblicazione solo dopo avere avuto notizia dell'interpellanza; l'editore, evidentemente, non ha ritenuto opportuno inviarne neppure una copia omaggio. Dobbiamo quindi ringraziare l'onorevole Manzini per questo suo attento controllo, direi quasi di sindacato ispettivo, nei confronti dell'attività di un membro del Governo.
In considerazione, pertanto, dell'uso strumentale ed improprio della citata risposta, pubblicata dall'associazione anche con particolare enfasi ad evidenti fini promozionali, senza la preventiva necessaria autorizzazione (mai richiesta), il senatore
Per quanto riguarda la richiesta degli onorevoli interroganti, relativa all'emanazione di specifiche direttive da parte della Presidenza del Consiglio dei ministri per scongiurare il rischio di un uso improprio della corrispondenza degli esponenti del Governo, si fa presente che le opportune iniziative di carattere giudiziario sono tempestivamente poste in essere dagli esponenti di Governo coinvolti, i quali, nell'esercizio della loro autonomia e in applicazione del princìpio della personalità della responsabilità penale, hanno il dovere di tutelare se stessi ed il Governo di cui fanno parte.
Chiedo ad un rappresentante del Governo come sia stato possibile che ciò si verificasse dopo che sono state trattate, in quest'aula, ben due interpellanze riguardanti un esponente di primo piano del Governo, il ministro Frattini (tengo a rimarcare che sono stata costretta a presentare una seconda interpellanza in quanto la prima non era stata sufficiente a fare in modo che si desse corso alla denuncia e alla conseguente iniziativa giudiziaria). Naturalmente, non ho ragione di dubitare che il ministro fosse del tutto estraneo alla vicenda e che il suo nome fosse stato utilizzato e la pubblicazione della lettera fosse avvenuta da parte dei già citati soggetti con intenzioni truffaldine. Tuttavia, è lecito chiedersi come sia stato possibile, all'indomani delle ricordate iniziative, ritrovarsi di fronte agli stessi soggetti - l'OPPS, il cui sito web era già stato oggetto di un provvedimento di oscuramento -, i quali mettono in commercio un nuovo cd-rom.
Poiché si è parlato di una denuncia nei confronti di ignoti, vorrei far presente, signor sottosegretario, in modo che rimanga agli atti, che il predetto cd-rom è a cura di OPPS, che esiste un responsabile della comunicazione, il dottore Alessandro Maola, che l'idea è di Ars Media Roma e l'opera multimediale sono state realizzate da Datafly. Quindi, esistono riferimenti abbastanza espliciti che possono essere utilizzati per indirizzare opportunamente sia l'attività di tutela da parte del Governo sia quella che dovranno doverosamente intraprendere le autorità competenti.
Mi auguro che sia l'ultima volta che la sottoscritta o altri parlamentari deputati debbano essere costretti a sollevare la questione in Parlamento. Naturalmente, siamo consapevoli del fatto che il web, Internet, la comunicazione multimediale mandano a ciascuno di noi sollecitazioni frequentissime nell'arco della giornata (talvolta, anche nelle ore notturne); tuttavia, in questo caso, siamo di fronte ad una cosa ben diversa: si tratta di un prodotto specifico, con una sua valenza commerciale, nel quale viene millantato credito utilizzando personalità del Governo e viene utilizzato il simbolo della Camera dei deputati (la quale ha già provveduto a tutelarsi presentando denuncia, dal momento che non ha mai autorizzato tale utilizzazione). Quindi, siamo di fronte a
Mi rivolgo al Governo affinché la Presidenza del Consiglio provveda ad avvertire qualsiasi terminale governativo, in modo da evitare che la OPPS possa nuovamente utilizzare nomi e simboli delle istituzioni per veicolare produzioni commerciali e per truffare i cittadini.


