Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 554 del 2/12/2004
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(Esame dell'articolo 20 - A.C. 5179-R)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 20 e delle proposte emendative ad esso presentate (vedi l'allegato A - A.C. 5179-R sezione 22).
Nessuno chiedendo di parlare, invito il relatore ad esprimere il parere della Commissione.

NINO STRANO, Relatore. La Commissione esprime parere favorevole sugli identici


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emendamenti Saglia 20.2, D'Agrò 20.5, Polledri 20.8 e 20.25 della Commissione. La Commissione esprime altresì parere favorevole sugli identici emendamenti D'Agrò 20.6, Polledri 20.9 e 20.26 della Commissione, così come sugli identici emendamenti D'Agrò 20.7, Polledri 20.10 e 20.27 della Commissione.
La Commissione si rimette invece al Governo sui subemendamenti Quartiani 0.20.25.1, 0.20.25.2 e 0.20.27.1.
Infine, il parere della Commissione è contrario sugli emendamenti Polledri 20.12 e 20.11 e Saglia 20.1.

PRESIDENTE. Il Governo?

ROCCO BUTTIGLIONE, Ministro per le politiche comunitarie. Per quanto riguarda i subemendamenti Quartiani 0.20.25.1, 0.20.25.2 e 0.20.27.1, sui quali la Commissione si è rimessa al Governo, il Governo esprime parere contrario.
Sulle restanti proposte emendative il Governo esprime parere conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Quartiani 0.20.25.1, sul quale la Commissione si rimette al Governo, mentre quest'ultimo esprime parere contrario.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 359
Maggioranza 180
Hanno votato
sì 143
Hanno votato
no 216).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Quartiani 0.20.25.2, sul quale la Commissione si rimette al Governo, mentre quest'ultimo esprime parere contrario.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 374
Maggioranza 188
Hanno votato
sì 154
Hanno votato
no 220).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Saglia 20.2, D'Agrò 20.5, Polledri 20.8 e 20.25 della Commissione, accettati dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 371
Votanti 251
Astenuti 120
Maggioranza 126
Hanno votato
sì 241
Hanno votato
no 10).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti D'Agrò 20.6, Polledri 20.9 e 20.26 della Commissione, accettati dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 371
Votanti 360
Astenuti 11
Maggioranza 181
Hanno votato
sì 355
Hanno votato
no 5).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Polledri 20.12, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.


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Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 376
Votanti 372
Astenuti 4
Maggioranza 187
Hanno votato
sì 24
Hanno votato
no 348).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Quartiani 0.20.27.1, sul quale la Commissione si rimette al Governo, non accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 373
Maggioranza 187
Hanno votato
sì 153
Hanno votato
no 220).

Passiamo alla votazione degli identici emendamenti D'Agrò 20.7, Polledri 20.10 e 20.27 della Commissione.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Quartiani. Ne ha facoltà.

ERMINIO ANGELO QUARTIANI. Signor Presidente, si sta decidendo una questione che ha una grande rilevanza dal punto di vista delle liberalizzazioni, ma anche una grande rilevanza di carattere economico-finanziario in ordine all'apposizionamento delle aziende nel mercato dell'energia.
Visto l'orientamento favorevole della Commissione sulla presente proposta emendativa, vorrei che la stessa prestasse un attimo di attenzione. Parliamo di armonizzazione delle misure per la promozione e di sviluppo della cogenerazione con il regime nazionale di sostegno delle fonti rinnovabili di energia. In sostanza, approvando gli emendamenti in esame, tutto ciò che è cogenerazione sarebbe trattato alla stregua di energie rinnovabili, dunque si attribuirebbero i certificati verdi alla cogenerazione e si sottrarrebbero alla ricerca e allo sviluppo di energia rinnovabile da fonti pulite le disponibilità di risorse, inquinando il mercato dei certificati verdi; si realizzerebbe, in sostanza, una operazione esattamente opposta a quella di cui ha bisogno un paese già in difficoltà relativamente al raggiungimento degli obiettivi che gli sono stati imposti dall'Europa.
Quindi, chiedo di rivedere tale questione che, tra l'altro, appare costosissima per i risparmiatori (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Gastaldi. Ne ha facoltà.

LUIGI GASTALDI. Signor Presidente, intervengo su questi emendamenti relativi all'armonizzazione delle misure per la produzione e lo sviluppo della cogenerazione con il regime nazionale di sostegno delle fonti rinnovabili di energia.
Tale formulazione allude alla possibilità di riconoscere anche per gli impianti di cogenerazione l'attribuzione dei cosiddetti certificati verdi, che il decreto legislativo n. 79 del 1999 attribuisce unicamente alle fonti rinnovabili.
A tale riguardo, è opportuno osservare che la cogenerazione non è e non può essere annoverata tra le cosiddette fonti rinnovabili, non impiegando alcuna delle fonti indicate dal decreto legislativo n. 387 del 2003, di attuazione della direttiva della Comunità europea relativa alla promozione dell'energia elettrica da fonti rinnovabili. Peraltro, la direttiva della Comunità europea non richiede l'assimilazione di tali impianti alle fonti rinnovabili.
Gli impianti di cogenerazione beneficiano già da oggi di incentivi che ne favoriscono l'utilizzo. Il riconoscimento a tali impianti di un ulteriore incentivo, quale l'attribuzione di certificati verdi, è un'evidente forzatura e spiazzerebbe di fatto gli impianti non cogenerativi, rendendo antieconomici i progetti di riconversione


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di impianti esistenti, volti a consentire il riequilibrio del mix delle fonti di produzione, unico strumento in grado di consentire la riduzione del costo dell'energia elettrica.
Inoltre, il riconoscimento del beneficio anche agli impianti di cogenerazione, ampliando a dismisura il mercato dei certificati verdi dal lato dell'offerta, vanificherebbe gli investimenti realizzati o previsti per la costruzione di nuovi impianti realmente rinnovabili, azzerando oltretutto il valore degli stessi certificati.
Vorrei infine sottolineare che questo percorso sarebbe contrario a quello già svolto in Commissione attività produttive, con il quale si era provveduto a sopprimere il principio dell'attribuzione dei certificati verdi alla cogenerazione.
Per questo motivo, invito il gruppo di Forza Italia ad esprimere un voto contrario sulle presenti proposte emendative.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Vernetti. Ne ha facoltà.

GIANNI VERNETTI. Signor Presidente, anche il gruppo della Margherita, DL-L'Ulivo esprimerà un voto contrario ed inviterei l'Assemblea fare un po' di attenzione, dal momento che l'eventuale approvazione degli emendamenti in oggetto costituirebbe un fatto molto grave. Si vanificherebbe l'opera di incentivazione portata avanti con i certificati verdi, estendendo il beneficio degli stessi certificati a tutte le fonti di energia non rinnovabili, come la cogenerazione e il teleriscaldamento. Tali fonti, ovviamente, rappresentano un buon miglioramento e una buona utilizzazione, ma non hanno nulla a che fare con le energie rinnovabili.
Quindi, l'eventuale approvazione degli identici emendamenti in esame rischierebbe di far rientrare dalla finestra la cultura del CIP6, ovvero l'incentivo di fonti non rinnovabili e non pulite. Per tale ragione, concordiamo con le riflessioni svolte dai gruppi dei Democratici di sinistra-L'Ulivo e di Forza Italia, e chiediamo all'Assemblea di respingere i tre identici emendamenti in oggetto, che produrrebbero un effetto devastante su quanto fatto negli ultimi anni. Tra l'altro, essi allontanerebbero definitivamente l'Italia dall'approvazione del Protocollo di Kyoto, come abbiamo rilevato in occasione del recepimento della direttiva sulle emission trading.
Pertanto, invito l'Assemblea ad esprimere voto contrario.

ROCCO BUTTIGLIONE, Ministro per le politiche comunitarie. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ROCCO BUTTIGLIONE, Ministro per le politiche comunitarie. Signor Presidente, modificando il parere precedentemente espretto, il Governo si rimette al giudizio dell'Assemblea.

LUIGI D'AGRÒ. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

LUIGI D'AGRÒ. Signor Presidente, comprendo le argomentazioni sollevate dai colleghi e ricordo perfettamente il dibattito su questo tema svolto in sede di Commissione, quando si è trattato il riordino del sistema energetico italiano. Vorrei però capire se, ad esempio, anche gli impianti di teleriscaldamento che attengono al sistema municipale possono avere certificati verdi. Sotto questo profilo, probabilmente, esiste la necessità di scindere alcuni aspetti che riguardano le imprese. Ammetto che vi sia ragionevolezza in quanto affermato dai colleghi dell'opposizione e anche da alcuni della maggioranza, ma esistono investimenti fatti dai comuni e dalle aziende sul tema del teleriscaldamento.
Per quanto mi riguarda, anche alla luce di un precedente impegno assunto dal presidente Tabacci, prendo atto che su questa materia occorre rivolgersi alla sede competente. Pertanto, annuncio il ritiro del mio emendamento 20.7.


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PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Realacci. Ne ha facoltà.

ERMETE REALACCI. Signor Presidente, l'onorevole D'Agrò ha posto il problema degli aiuti agli impianti di cogenerazione dei comuni. Ovviamente, questi impianti si aiutano anche da soli, perché dal punto di vista dell'efficienza energetica rappresentano un'ottima soluzione, e quindi possono essere individuate altre fonti di incentivazione. Se adottassimo tali misure, uccideremmo le fonti rinnovabili in Italia.
Vorrei segnalare ai colleghi che l'Italia già oggi si trova molto indietro rispetto ai partner europei di riferimento circa gli impianti ad energia solare, eolica e fotovoltaica. Abbiamo assunto impegni che non riusciamo a mantenere ed è evidente che, con gli emendamenti in oggetto, renderemmo il nostro paese incapace di tenere il passo degli obiettivi prefissati dall'Unione europea.

NINO STRANO, Relatore. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

NINO STRANO, Relatore. Signor Presidente, la Commissione, lacerata dai dubbi, ritira il suo emendamento 20.27.

PRESIDENTE. Sta bene. Prendo atto che anche l'emendamento Polledri 20.10 è ritirato dai presentatori.
Essendo stati ritirati gli identici emendamenti D'Agrò 20.7, Polledri 20.10 e 20.27 della Commissione, passiamo alla votazione dell'emendamento Polledri 20.11.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Polledri 20.11, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 357
Votanti 353
Astenuti 4
Maggioranza 177
Hanno votato
sì 26
Hanno votato
no 327).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Saglia 20.1, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 365
Votanti 359
Astenuti 6
Maggioranza 180
Hanno votato
sì 171
Hanno votato
no 188).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 20, nel testo emendato.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 365
Votanti 226
Astenuti 139
Maggioranza 114
Hanno votato
sì 225
Hanno votato
no 1).

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