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PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 15 e delle proposte emendative ad esso riferite (vedi l'allegato A - A.C. 5179-R sezione 17).
Ha chiesto di parlare l'onorevole Saglia. Onorevole Saglia, non le dico nulla... Prego, ha facoltà di parlare.
STEFANO SAGLIA. Signor Presidente, accogliendo l'invito che implicitamente mi ha rivolto, non parlerò del provvedimento nel suo complesso, ma vorrei che il ministro si sentisse sollecitato anche da me relativamente al fatto che ci stiamo occupando del recepimento della direttiva in materia di energia elettrica, sulla quale il ministro stesso avrà avuto modo di soffermarsi con la dovuta attenzione.
Quella delle concessioni di derivazione di energia idroelettrica è, in particolare, una questione molto delicata. Più specificamente, ritengo che vada confermato il testo del Governo, anche perché l'attività che il Governo italiano e la Commissione di Bruxelles hanno intrapreso (che vede protagonista anche il ministro delle attività produttive) deve essere ancora completata.
In altre parole, se l'impostazione originaria del Governo dovesse essere modificata mediante l'approvazione di emendamenti da parte dell'Assemblea, si porrebbero questioni molto complesse e delicate. Probabilmente, non è questa la sede opportuna per risolvere un contenzioso molto rilevante.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Saglia.
Nessun altro chiedendo di parlare, invito il relatore ad esprimere il parere della Commissione.
NINO STRANO, Relatore. Signor Presidente, la Commissione esprime parere favorevole sugli emendamenti Brugger 15.34, Quartiani 15.6 e 15.7 e D'Agrò 15.11, si rimette al parere del Governo sugli emendamenti Polledri 15.22 e 15.21 ed esprime parere contrario sulle restanti proposte emendative riferite all'articolo 15.
PRESIDENTE. Il Governo?
ROCCO BUTTIGLIONE, Ministro per le politiche comunitarie. Il ministro si associa.
GIACOMO STUCCHI, Presidente della XIV Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIACOMO STUCCHI, Presidente della XIV Commissione. Signor Presidente, sugli emendamenti Polledri 15.22 e 15.21 il relatore si è rimesso al Governo, per cui credo che il Governo abbia ancora qualcosa da dire al riguardo...
PRESIDENTE. Onorevole ministro?
ROCCO BUTTIGLIONE, Ministro per le politiche comunitarie. Signor Presidente, per quanto riguarda l'emendamento Polledri 15.21, il Governo esprime parere favorevole qualora i presentatori accettino di riformularlo sostituendo alle parole: «cinque anni» le seguenti: «dieci anni». Si tratterebbe inoltre di eliminare, nell'ultimo periodo, le parole: «preferenziali» e «alle imprese ad alta intensità energetica»...
Per quanto riguarda, invece, l'emendamento Polledri 15.22, il Governo esprime parere favorevole.
PRESIDENTE. Sta bene.
Il resoconto stenografico farà fede in ordine alla riformulazione dell'emendamento Polledri 15.21 proposta dal Governo.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Quartiani 15.13, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 398
Maggioranza 200
Hanno votato sì 181
Hanno votato no 217).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Polledri 15.14 ...
ALESSANDRO CÈ. È ritirato, signor Presidente, insieme ai successivi emendamenti Polledri 15.19 e 15.15.
PRESIDENTE. Sta bene.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Quartiani 15.5, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Onorevole Grillini, per cortesia!
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 402
Votanti 400
Astenuti 2
Maggioranza 201
Hanno votato sì 178
Hanno votato no 222).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Brugger 15.34, accettato dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 414
Maggioranza 208
Hanno votato sì 389
Hanno votato no 25).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Quartiani 15.6, accettato dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 411
Votanti 401
Astenuti 10
Maggioranza 201
Hanno votato sì 391
Hanno votato no 10).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Quartiani 15.7, accettato dalla Commissione e dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 408
Votanti 393
Astenuti 15
Maggioranza 197
Hanno votato sì 383
Hanno votato no 10).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Realacci 15.27, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 407
Votanti 400
Astenuti 7
Maggioranza 201
Hanno votato sì 181
Hanno votato no 219).
Passiamo all'emendamento Polledri 15.22.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Polledri. Ne ha facoltà.
MASSIMO POLLEDRI. Signor Presidente, con l'emendamento in esame si chiede la riduzione dei costi dell'energia, intervenendo sulle fasce di importazione.
Dal mese di aprile 2004, sono stati aumentati gli oneri del GRTN del 517 per cento a fronte dell'energia di importazione. Il provvedimento prevede un meccanismo molto semplice, ossia quello dell'asta implicita e dell'acquisizione, da parte di un soggetto unico, dell'intero complesso di energia di importazione, fermo restando l'assegnazione delle bande agli aventi diritto o la possibilità per i beneficiari delle bande di strappare un prezzo migliore. È un discorso di economie di scala, di abbassamento del costo delle bollette elettriche e a favore della nostra impresa nazionale.
PRESIDENTE. Su quest'emendamento la Commissione si rimette al Governo e il Governo è favorevole?
STEFANO SAGLIA. Presidente!
PRESIDENTE. L'onorevole Saglia è molto importante, ma mi rivolgo al relatore e al Governo. Certamente, non posso chiedere i pareri ai singoli parlamentari.
Il ministro Buttiglione ha espresso o no un parere favorevole sull'emendamento in esame?
ROCCO BUTTIGLIONE, Ministro per le politiche comunitarie. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ROCCO BUTTIGLIONE, Ministro per le politiche comunitarie. Signor Presidente, per quanto riguarda l'emendamento Polledri 15.22, precedentemente ho espresso un parere favorevole, ma, avendo avuto reazioni che non avevo considerato finora, ne chiedo l'accantonamento.
PRESIDENTE. Non essendovi obiezioni, l'esame dell'emendamento Polledri 15.22 si intende accantonato.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento D'Agrò 15.11, accettato dalla Commissione e dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 411
Votanti 407
Astenuti 4
Maggioranza 204
Hanno votato sì 229
Hanno votato no 178).
Passiamo alla votazione dell'emendamento Realacci 15.24.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Vernetti. Ne ha facoltà.
GIANNI VERNETTI. Signor Presidente, colgo l'occasione per illustrare anche i successivi emendamenti. La lettera f) del comma 1 dell'articolo 15 introduce, in materia di promozione delle fonti rinnovabili, principi non contenuti nella direttiva in questione. In particolare, il riferimento alle gare (un emendamento che esamineremo successivamente chiede la soppressione del riferimento alle sole gare) rischia di vanificare gli strumenti di prossima approvazione previsti dai decreti di attuazione del decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387. Chiediamo di sopprimere questa lettera, perché riguarda una materia non toccata dalla direttiva che si vuole recepire con l'articolo 15.
Le fonti rinnovabili hanno già avuto, con il recepimento della direttiva specifica, gli adeguati strumenti di promozione. Rispetto a questo articolato, la nostra preoccupazione è che siano emarginate le fonti più deboli, segnatamente il fotovoltaico, una fonte che va sostenuta e che rischia di non essere sufficientemente competitiva. Questo è il senso soprattutto degli emendamenti Realacci 15.31 e 15.33 che riguardano in modo specifico le gare.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Realacci 15.24, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 394
Maggioranza 198
Hanno votato sì 174
Hanno votato no 220).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Realacci 15.26, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 393
Maggioranza 197
Hanno votato sì 175
Hanno votato no 218).
Passiamo alla votazione dell'emendamento Quartiani 15.9.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Ruggeri. Ne ha facoltà.
RUGGERO RUGGERI. Signor Presidente, intervengo per pochi secondi per dire che intendo apporre la mia firma all'emendamento Quartiani 15.9. Quella della Margherita, DL-l'Ulivo è stata una battaglia, che abbiamo condotto anche nella X Commissione, a favore delle fonti energetiche rinnovabili. Questo emendamento è teso a migliorare il testo, che già è buono; lo migliorerebbe perché mette in risalto il fatto che dobbiamo dire basta a tutte le fonti assimilate alle rinnovabili, che finora hanno determinato solo grandi interessi, grandi speculazioni, a scapito delle tariffe che oggi stiamo ancora pagando.
Quindi, dobbiamo sviluppare e promuovere le fonti rinnovabili e l'industria che oggi si occupa delle tecnologie delle fonti rinnovabili, ma dobbiamo dire basta alla CIP6!
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Quartiani. Ne ha facoltà.
ERMINIO ANGELO QUARTIANI. Signor Presidente, ringraziando l'onorevole Ruggeri, volevo solo precisare che questo emendamento rende ancora più esplicita una parte del testo che qui è proposto, visto che la Commissione attività produttive e lo stesso presidente Tabacci hanno contribuito all'unanimità a riformulare il testo. Quindi, la proposta contenuta nell'emendamento rappresenta un ulteriore
elemento di chiarimento. L'energia prodotta con fonti assimilate tendenzialmente non può più essere computata ai fini della realizzazione degli stessi obiettivi di Kyoto e degli stessi obiettivi dell'Unione europea relativamente alle fonti rinnovabili.
Questa è la motivazione dell'emendamento, con il riconoscimento che in parte questo già è previsto nel testo del Governo, della maggioranza, e in quanto viene proposto dalla Commissione attività produttive. Ovviamente, è un invito al voto, affinché la norma sia ancora più chiara.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Lion. Ne ha facoltà.
MARCO LION. Signor Presidente, volevo aggiungere anch'io la firma a questo emendamento, perché l'argomento è importante, interessante, ed è stato sviluppato anche in precedenza quando si parlava della legge Marzano sull'energia (anche in Commissione attività produttive). Non credo che l'Italia faccia una bella figura utilizzando, come è stato fatto, attraverso la CIP6, le cosiddette fonti assimilate alle rinnovabili (che poi in realtà, in molti casi, sono sempre derivati dal petrolio, quindi qualcuno dovrebbe spiegarci dove sono le rinnovabili). Nei fatti - ed è stato detto anche in quella occasione in Commissione, da qualcuno forse più autorevole di me (penso al presidente) - si è trattata di una truffa ai danni dei cittadini. Da anni paghiamo miliardi di lire per queste CIP6; è ora di finirla! Chiedo anch'io che si voti questo emendamento.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Quartiani 15.9, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 385
Votanti 382
Astenuti 3
Maggioranza 192
Hanno votato sì 171
Hanno votato no 211).
GIACOMO STUCCHI, Presidente della XIV Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
GIACOMO STUCCHI, Presidente della XIV Commissione. Signor Presidente, intervengo solo per segnalare il fatto che probabilmente l'emendamento Quartiani 15.8 non è stato votato.
PRESIDENTE. No, onorevole, è precluso dall'approvazione dell'emendamento D'Agrò 15.11.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Realacci 15.30, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 397
Votanti 396
Astenuti 1
Maggioranza 199
Hanno votato sì 176
Hanno votato no 220).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Realacci 15.25, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 399
Maggioranza 200
Hanno votato sì 178
Hanno votato no 221).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Realacci 15.31, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 398
Maggioranza 200
Hanno votato sì 174
Hanno votato no 224).
Prendo atto che l'onorevole Dorina Bianchi non è riuscita a votare ed avrebbe voluto esprimere voto contrario.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Realacci 15.33, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 398
Maggioranza 200
Hanno votato sì 175
Hanno votato no 223).
Prendo atto che l'onorevole Dorina Bianchi non è riuscita a votare ed avrebbe voluto esprimere voto contrario.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Zanetta 0.15.21.1 , non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 400
Maggioranza 201
Hanno votato sì 180
Hanno votato no 220).
Prendo atto che l'onorevole Dorina Bianchi non è riuscita a votare ed avrebbe voluto esprimere voto contrario.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Polledri 15.21. Su questo emendamento ha chiesto di intervenire il ministro Buttiglione; gli darei la parola, anche perché - relativamente alla riformulazione da lui letta - vorrei avere ben chiaro il testo che mettiamo in votazione. Prego, ministro Buttiglione, ha facoltà di parlare.
ROCCO BUTTIGLIONE, Ministro per le politiche comunitarie. Signor Presidente, re melius perpensa, dicevano gli antichi. Avendo considerato meglio il problema, credo che la riformulazione possa essere semplificata, portando semplicemente da cinque a dieci anni la proroga delle date di scadenza. D'altro canto, piuttosto che passare da una posizione originariamente negativa ad una posizione positiva, considerato che una riformulazione più estesa non è possibile in questa sede e che rimangono molti dubbi, io cambierei la posizione del Governo: da un parere favorevole passerei ad una rimessione all'Assemblea.
PRESIDENTE. Ai fini di una maggiore chiarezza, ricordo, dunque, che la proposta di riformulazione del testo della proposta emendativa Polledri 15.21 sarebbe la seguente: alla lettera g), con riferimento alla proroga delle concessioni, le parole «cinque anni» (Commenti del deputato Buontempo) vengono sostituite con le seguenti: «dieci anni».
GUIDO GIUSEPPE ROSSI. Se viene accettata la riformulazione, il parere del Governo dovrebbe essere favorevole...!
PRESIDENTE. Sicché, con la nuova formulazione, il Governo si rimetterebbe
all'Assemblea (Commenti del deputato Buontempo)... Scusi, onorevole, ma il ministro si è assolutamente mantenuto nell'ambito dei suoi diritti. Infatti, può esprimere parere favorevole, contrario o rimettersi all'Assemblea; nel caso in questione, si rimette all'Assemblea condizionando, tuttavia, la remissione alla già ricordata riformulazione.
ALDO PERROTTA. Non è possibile!
PRESIDENTE. Chiedo, dunque, ai presentatori se accettino la riformulazione proposta.
MASSIMO POLLEDRI. Signor Presidente, accetto la riformulazione; tuttavia, non capisco quale motivo abbia indotto il signor ministro a mutare il parere da favorevole, come era poc'anzi, in una rimessione all'Assemblea. Mi sembra che la questione sia abbastanza delicata e che sia altresì alquanto importante per il Governo manifestare un'opinione univoca. Mi risulta, infatti, sia stato espresso un parere favorevole dal Tesoro e dall'Industria; se modifichiamo il concerto intervenuto tra tali ministeri nel giro di così breve tempo, poi qualcuno, forse, dovrà anche spiegarne i motivi.
PRESIDENTE. È una dinamica che non mi interessa; il Governo ha espresso il parere dinanzi all'Assemblea.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Saglia. Ne ha facoltà.
STEFANO SAGLIA. Signor Presidente, con tutto il rispetto per il collega Polledri, non credo spetti a lui formulare il parere del Tesoro e del Dicastero delle attività produttive, che evidentemente avranno i loro strumenti per rendere note le loro opinioni (Applausi dei deputati del gruppo di Alleanza Nazionale). Peraltro, si tratta di un argomento trattato a lungo nell'ambito dell'esame della riforma del settore energetico, consapevoli di taluni aspetti. Sussiste una procedura di infrazione nei confronti del Governo italiano in tema di derivazioni idroelettriche; stiamo parlando di investimenti di straordinaria rilevanza, dell'ordine di svariati miliardi di euro; stiamo altresì parlando di società quotate in Borsa, che hanno una sensibilità rispetto a questo argomento per svariati miliardi di euro. Stiamo, dunque, parlando di una risorsa, quella idroelettrica, che ha bisogno di una normativa che non può essere certo discussa alle ore 13,30 di una giornata nella quale si deve cercare di velocizzare i lavori.
Lo dico con rispetto sia del ministro sia dei colleghi, che hanno lavorato sulla materia e lo hanno fatto con grande dovizia; tuttavia, siccome il testo originario del Governo - quindi, senza le modifiche che verranno apportate dagli emendamenti approvati - corrisponde appieno alla necessità di proseguire il confronto tra il Governo italiano e Bruxelles per dirimere una questione di vitale importanza, non capisco perché oggi si debba, per così dire, giocare con il pallottoliere, prevedendo qualche anno in più o in meno per la scadenza di concessioni particolarmente sensibili sia per i mercati finanziari sia per quelli energetici (Applausi dei deputati dei gruppi di Alleanza Nazionale e di Forza Italia).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Quartiani. Ne ha facoltà.
ERMINIO ANGELO QUARTIANI. Signor Presidente, ritengo si debba attentamente considerare la ratio dell'emendamento. Premetto che non vi è alcun pregiudizio nei confronti dell'emendamento da parte mia e del mio gruppo di appartenenza. I proponenti della proposta emendativa sono partiti da una positiva ispirazione: cercare di mettere ordine nella vicenda delle concessioni idroelettriche; vicenda che peraltro, come ha ricordato il collega Saglia, rientra ormai in una discussione che si svolge in sede europea. Tuttavia, l'ispirazione positiva dell'emendamento porta, a seguito della sua concreta formulazione, al risultato esattamente opposto.
Ciò, anzitutto, perché bisogna ricordare che ENEL ed altre società quali Aem
Milano, Asm Brescia, Acea - società che hanno derivazioni idroelettriche e che producono energia in questo modo - sono quotate in Borsa, sicché, evidentemente, il loro valore e quello delle azioni dei risparmiatori, che nei prospetti contengono ed incorporano il valore medesimo del settore idroelettrico, vengono definiti, attraverso una modalità di legge, al di sotto del loro valore reale. Ciò costituisce il primo elemento negativo.
Il secondo elemento negativo è rappresentato dal fatto che, attualmente, le concessioni idroelettriche subiscono un trattamento diverso e difforme a seconda che si tratti dell'ex monopolista (poiché sono molto lunghe) o delle aziende ex municipalizzate e private.
Il problema, dunque, è garantire condizioni uguali per tutti, e non innalzare il livello delle concessioni per ogni operatore, altrimenti le gare avrebbero un esito già scontato, poiché sarebbero vinte dall'impresa che dispone sia di una maggiore forza sul mercato, sia di concessioni che coprono un arco temporale assai superiore a quello delle ex municipalizzate.
Pertanto, comprendo l'obiettivo prefissato, ma vorrei osservare che, attraverso la formulazione presentata, si ottiene esattamente il risultato opposto.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Zeller. Ne ha facoltà.
KARL ZELLER. Signor Presidente, leggendo il testo dell'emendamento in esame mi è sorto un dubbio, poiché esso mira a prorogare le scadenze delle concessioni idroelettriche in essere per dieci anni. Infatti, dal momento che, in base al cosiddetto decreto Bersani, le concessioni dell'ENEL, ad esempio, sono state già prorogate fino al 2030, ciò equivarrebbe ad una proroga fino all'anno 2040. Il dubbio che mi sorge è relativo alla procedura di infrazione avviata dalla Commissione europea, la quale ha censurato la proroga delle concessioni fino al 2030, nonché la proroga prevista per la provincia autonoma di Bolzano fino al 2010.
Vorrei osservare, allora, che se stabiliamo di prorogare le concessioni fino al 2040, non viene meno il motivo di tale procedura di infrazione; semmai, potrebbe venir meno se, al contrario, abbreviassimo le proroghe fino al 2010 o al 2008. Se decidiamo di estendere le proroghe fino al 2040, temo che tale procedura di infrazione non verrà archiviata, bensì rimessa alla Corte di giustizia del Lussemburgo.
Ritengo che mettere in gara le concessioni entro termini brevi, ma ragionevoli (come ho già detto, tra due o tre anni) comporterebbe un beneficio notevole per le casse dello Stato, poiché tali gare verrebbero aggiudicate dal miglior offerente, e sarebbe altresì possibile salvaguardare le esigenze di tutela dell'ambiente.
Per questo motivo, non possiamo concordare con l'emendamento proposto dal collega Polledri, poiché pospone la data di scadenza delle proroghe e perché temo, altresì, che non riusciremmo a risolvere il contenzioso in essere dinanzi alla Commissione europea (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Minoranze linguistiche).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Tabacci. Ne ha facoltà.
BRUNO TABACCI. Signor Presidente, con molto rispetto intervengo per rendere una breve dichiarazione di voto.
Vorrei rilevare che il disegno di legge comunitaria in esame è diventato un veicolo rapido, sul quale si «salta sopra» con una certa superficialità. Ricordo, al riguardo, che la X Commissione ha lavorato circa due anni intorno al tema della riforma organica del settore energetico, facendola precedere, peraltro, da una lunga indagine conoscitiva. Abbiamo altresì discusso in maniera approfondita su questi aspetti, senza tuttavia raggiungere un punto di equilibrio, poiché non è stato possibile trovarlo nelle sedi in cui ci siamo confrontati. A mio avviso, l'idea di utilizzare il veicolo del disegno di legge comunitaria per trattare, in questa sede, argomenti di tale importanza, anche con ricadute borsistiche di non poco conto, meriterebbe
lo svolgimento di un serio approfondimento.
Esprimo, pertanto, un parere nettamente contrario su tutte le proposte emendative che presentano tale impostazione; peraltro, vorrei segnalarle che, come vedremo nel prosieguo dell'esame del provvedimento, è stato addirittura presentato un emendamento che, attraverso la questione del teleriscaldamento, vorrebbe riproporre la vicenda infausta del CIP6. Al riguardo, ricordo che pochi di noi hanno avuto il coraggio di sollevarla, due anni fa, quando tale tema era coperto da un velo pietoso.
Vorrei dare un suggerimento all'Assemblea: stiamo lontani da tale materia e, soprattutto, non cerchiamo di utilizzare, a tal fine, il veicolo del disegno di legge comunitaria, poiché necessita di adeguati approfondimenti; in ogni caso, preannuncio il mio voto decisamente contrario sull'emendamento in esame.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Vernetti. Ne ha facoltà.
GIANNI VERNETTI. Signor Presidente, mi associo anch'io alle motivazioni testé illustrate dall'onorevole Tabacci.
Non penso si possa usare una legge comunitaria per mettere mano ad un lavoro di riforma. Noi siamo fermamente convinti che si debba mettere mano ad un lavoro di riforma del sistema energetico del paese, ma non in questo modo, non con emendamenti che, casualmente, sono, in modo assolutamente estemporaneo, «fatti cadere» nella legge comunitaria, che recepisce una pluralità di direttive.
È lo stesso motivo per il quale interverremo di nuovo, con chiarezza ed anche con durezza, sull'articolo 20, perché - ancora una volta -, con un paio di emendamenti si annulla la bontà degli interventi e delle incentivazioni, per introdurre una sorta di CIP6 e, quindi, un forte quadro di incentivazione delle energie non rinnovabili.
Siamo contrari, anche per i motivi richiamati dal collega Quartiani, nella convinzione che si creerebbe una condizione di difficoltà soprattutto al sistema delle aziende municipalizzate, che oggi rappresentano una parte importante e vitale del nostro paese. Il nostro gruppo è, quindi, contrario a questo emendamento.
Colgo l'occasione per sottolineare un aspetto di metodo: non crediamo che sia questo il modo di utilizzare la legge comunitaria, mettendo mano a provvedimenti di riforma che necessitano di un approccio organico e complessivo.
Sottoscrivo inoltre quanto detto dall'onorevole Tabacci, circa il lavoro profondo, ampio e di lunga durata svolto nella Commissione competente (Applausi dei deputati del gruppo della Margherita, DL-L'Ulivo).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Gastaldi. Ne ha facoltà.
LUIGI GASTALDI. Signor Presidente, mi richiamo telegraficamente agli interventi degli onorevoli Saglia e Tabacci, le cui considerazioni faccio mie. In Commissione attività produttive abbiamo compiuto un percorso, come ha ricordato l'onorevole Tabacci, lungo due anni.
Io sono contrario e invito Forza Italia a votare contro quest'emendamento (Applausi di deputati del gruppo di Forza Italia).
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, deve essere chiaro che se si va avanti si può finire l'esame del provvedimento, altrimenti è impossibile...
FEDERICO BRICOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FEDERICO BRICOLO. Signor Presidente, non sfugge a nessuno l'importanza di quest'emendamento. Poiché il ministro in precedenza aveva dato un parere favorevole e, successivamente, ha chiesto una riformulazione sulla quale sembrerebbe essersi rimesso all'Assemblea, le chiederei,
signor Presidente, di accantonare quest'emendamento, permettendo una maggiore riflessione sulle decisioni che devono assumere la Commissione, il ministro ed anche i presentatori dell'emendamento.
PRESIDENTE. Sta bene, onorevole Bricolo. Prendo atto che lei formula una proposta di accantonamento.
ANTONIO BOCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ANTONIO BOCCIA. Signor Presidente, le chiedo un chiarimento ai sensi dell'articolo 84 del regolamento. La Commissione bilancio ha espresso parere contrario su quest'emendamento, ai sensi dell'articolo 81, comma 4, della Costituzione. La riformulazione presentata dal Governo aggrava i motivi del parere contrario espresso dalla Commissione bilancio. In ogni caso, la Commissione bilancio deve essere chiamata ad esprimere il proprio parere. Chiederei pertanto la cortesia di valutare, ai sensi dell'articolo del regolamento che ho citato, il procedimento che dobbiamo seguire.
PRESIDENTE. Onorevole Boccia, non si tratta di un parere contrario ai sensi dell'articolo 81, quarto comma della Costituzione. È un parere contrario della Commissione bilancio. Onorevoli colleghi, scusate...
Passiamo ai voti.
Pongo in votazione la proposta di accantonamento dell'emendamento Polledri 15.21 formulata dall'onorevole Bricolo.
(È respinta).
ANTONIO BOCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ANTONIO BOCCIA. Signor Presidente, mi scusi. Lei non può mettere ai voti quest'emendamento. Esso, infatti, nella riformulazione proposta dal Governo, comporta oneri di cui devono essere esaminate le conseguenze, entro ventiquattr'ore, dalla Commissione bilancio. L'articolo 81, quarto comma, della Costituzione, non c'entra proprio nulla.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'onorevole Boccia ha ragione. Dal punto di vista della Presidenza, ciò che ha affermato l'onorevole Boccia è ineccepibile. Infatti, essendo stata formulata una modifica del testo che può comportare oneri economici, la Commissione bilancio deve intervenire.
Ciò significa che - lo dico al ministro prima che intervenga - o rimane il testo base oppure oggi non concluderemo l'esame della legge comunitaria ed il seguito del dibattito sarà rinviato a giovedì prossimo.
ROCCO BUTTIGLIONE, Ministro per le politiche comunitarie. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ROCCO BUTTIGLIONE, Ministro per le politiche comunitarie. Signor Presidente, il Governo ha cercato di venire incontro alle esigenze espresse da una parte della coalizione, in un momento in cui sembrava vi fosse anche all'interno della Commissione un parere ampiamente positivo.
Il Governo intende rimanere chiaramente al di sopra delle azioni lobbistiche che si stanno sviluppando su questo delicato argomento, avendo chiaro il privilegio da attribuire all'interesse generale.
A questo punto, per le considerazioni espresse dal Presidente, per semplificare i lavori parlamentari, per facilitare l'approvazione della legge comunitaria e anche per mostrare con chiarezza che abbiamo la capacità di privilegiare l'interesse comune e dare spazio di riflessione a questioni che lo richiedono, considerato inoltre che la formulazione originaria del Governo non impedisce in alcun modo di andare anche verso la soluzione prospettata da questo emendamento, credo che sia cosa buona ritirare la proposta di riformulazione e chiedere che l'emendamento stesso venga posto in votazione così com'è. In tal caso, naturalmente, la posizione
del Governo non potrà che essere quella originaria: si tornerà al punto di partenza (Applausi del deputato Saglia).
PRESIDENTE. Onorevole Polledri, mi sembra che il Governo le chieda sostanzialmente di ritirare il suo emendamento 15.21, visto il dibattito che si è svolto; altrimenti, il parere sarebbe contrario.
ROCCO BUTTIGLIONE, Ministro per le politiche comunitarie. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ROCCO BUTTIGLIONE, Ministro per le politiche comunitarie. Signor Presidente, vorrei rivolgermi all'onorevole Polledri per sottolineare che il Governo ha cercato di comprendere le buone ragioni che stanno alla radice di questo emendamento ed ha tentato di renderne conto. Tuttavia, in questo momento, nella situazione che si è determinata, vista l'oggettiva opportunità di una riflessione più approfondita per sgombrare il campo da qualunque possibile equivoco o sospetto, lo invito a ritirare il suo emendamento 15.21.
PRESIDENTE. Onorevole ministro, la sua posizione è chiara.
MASSIMO POLLEDRI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MASSIMO POLLEDRI. Signor Presidente, prendo atto della volontà del Governo di chiarire equivoci e sospetti. Tuttavia, vorrei fare una precisazione. L'intento del mio emendamento 15.21 non era quello di aumentare la durata delle concessioni a dismisura, bensì di ridurla.
Nell'articolo 15, lettera g), si dice che il Governo debba adottare decreti legislativi per definire la durata delle concessioni, anche allo scopo di porre le imprese nazionali in linea con la media europea. La durata media europea è fino al 2060-2070; pertanto, si trattava di una riduzione ragionevole della durata delle concessioni, che avrebbe portato sicuramente nelle casse dello Stato un contingente economico rilevante, che di questi tempi non è trascurabile.
Pertanto, signor ministro, ritiro l'emendamento per trasfonderne il contenuto in un ordine del giorno che auspico venga accettato del Governo in modo da riflettere sulla materia e da escludere durate che giungono fino al 2060-2070, perché non sono giustificate dal punto di vista finanziario.
PRESIDENTE. Sta bene. Sarà dunque presentato un ordine del giorno sul quale il Governo potrà esprimere un orientamento favorevole.
GABRIELE FRIGATO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Frigato, vuole fare suo l'emendamento?
GABRIELE FRIGATO. No, signor Presidente.
PRESIDENTE. In tal caso, l'emendamento Polledri 15.21 è da considerarsi ritirato.
GABRIELE FRIGATO. Signor Presidente, vorrei esprimere una considerazione, dal momento che, dopo l'intervento del ministro, posso prendere la parola.
PRESIDENTE. Onorevole Frigato, il Governo ha chiesto di ritirare l'emendamento e l'emendamento stesso è stato ritirato; potrà svolgere una considerazione sull'emendamento successivo.
GABRIELE FRIGATO. Non posso esprimere considerazioni dopo un intervento del Governo?
PRESIDENTE. No, perché non c'è la disponibilità dell'emendamento, che è stato ritirato in questo momento: è talmente evidente!
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Olivieri 15.1 e Detomas 15.3, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 373
Maggioranza 187
Hanno votato sì 161
Hanno votato no 212).
Prendo atto che gli emendamenti Polledri 15.18, 15.16 e 15.17 sono stati ritirati.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Zanetta 15.23.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Frigato. Ne ha facoltà.
GABRIELE FRIGATO. Sarei voluto intervenire dopo le parole del ministro Buttiglione per riprendere una sua considerazione. Quando egli dice che su queste cose, alludendo al tema dell'energia, il Governo si tiene al di sopra e lontano dagli interessi lobbistici, rispondo che avrei preferito sentire pronunciare prima questa frase. Non si può prima rimettersi semplicemente all'Assemblea, lavandosene più o meno le mani e facendo finta di nulla, e dopo dire che il Governo su questi aspetti ha a cuore solo l'interesse nazionale. Se fosse stato così, il Governo avrebbe espresso parere contrario fin da subito.
VALTER ZANETTA. Presidente...
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Zanetta 15.23, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 326
Votanti 325
Astenuti 1
Maggioranza 163
Hanno votato sì 137
Hanno votato no 188).
VALTER ZANETTA. Signor Presidente, avevo chiesto di parlare sul mio emendamento 15.23!
PRESIDENTE. Le chiedo scusa, onorevole Zanetta. Mi ero confuso con l'onorevole Zanella.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Olivieri 15.2 e Detomas 15.4, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 365
Maggioranza 183
Hanno votato sì 156
Hanno votato no 209).
L'onorevole Zanetta merita tutte le mie scuse.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Realacci 15.28, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 359
Maggioranza 180
Hanno votato sì 154
Hanno votato no 205).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Realacci 15.29, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 367
Maggioranza 184
Hanno votato sì 156
Hanno votato no 211).
Onorevoli colleghi, dovreste chiedermi la parola un po' prima perché abbiamo un ritmo piuttosto veloce e non riesco (Commenti)... Posso anche andare più lento, non c'è problema.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Quartiani 15.10, non accettato dalla Commissione né dal Governo, sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).
Faccio fatica ad abbassare la voce, ho sempre urlato, fin da bambino anche in culla!
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 352
Votanti 351
Astenuti 1
Maggioranza 176
Hanno votato sì 150
Hanno votato no 201).
Passiamo alla votazione dell'emendamento Saglia 15.12.
Onorevole Saglia, accede all'invito al ritiro formulato dalla Commissione?
STEFANO SAGLIA. Sì, signor Presidente.
PRESIDENTE. Sta bene.
ERMINIO ANGELO QUARTIANI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Su che cosa, onorevole Quartiani?
ERMINIO ANGELO QUARTIANI. Siccome l'emendamento è stato ritirato adesso, vorrei chiedere al mio gruppo di farlo proprio.
PRESIDENTE. Prendo atto che il gruppo dei Democratici di sinistra fa proprio l'emendamento Saglia 15.12.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Quartiani. Ne ha facoltà.
ERMINIO ANGELO QUARTIANI. Faccio presente che la questione che è stata sollevata dall'emendamento dell'onorevole Saglia riguarda le oblazioni che sono state versate all'Autorità per l'energia elettrica e il gas in relazione a sanzioni che vengono oblate dopo una decisione del Consiglio di Stato.
Si tratta di una questione assai rilevante, perché, anche dopo il black-out, l'Autorità per l'energia elettrica e il gas e l'Antitrust hanno comminato a una serie di aziende che avrebbero dovuto garantire il funzionamento del sistema sanzioni pecuniarie che sono state oblate con la ridicola cifra di 50 o 100 milioni di vecchie lire.
A questo punto, si tratta di restituire all'Autorità per l'energia elettrica e il gas la funzione propria di comminare sanzioni anche relativamente al campo indicato. All'onorevole Saglia ricordo che egli ha avuto una lunga discussione, anche Commissione attività produttive, su tale questione e gli riconosco un atteggiamento positivo.
Devo dire anche che gli onorevoli Polledri e Didoné hanno ricevuto, ad una loro interrogazione in merito alla questione delle oblazioni, dal sottosegretario Valducci una risposta che vorrei fosse conosciuta dall'Assemblea. È necessario - dice l'onorevole Valducci - il mantenimento in capo all'Autorità di adeguati poteri sanzionatori a tutela del rispetto delle decisioni regolatorie ed a tutela del servizio pubblico e delle imprese dei settori interessati.
Questa è la motivazione per cui chiedo di votare a favore dell'emendamento in esame.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Saglia 15.12, ritirato dal presentatore e fatto proprio dal gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 360
Votanti 356
Astenuti 4
Maggioranza 179
Hanno votato sì 155
Hanno votato no 201).
Riprendiamo l'esame dell'emendamento Polledri 15.22 precedentemente accantonato.
Invito il relatore ad esprimere il parere della Commissione.
NINO STRANO, Relatore. Signor Presidente, la Commissione esprime parere contrario.
PRESIDENTE. Il Governo?
ROCCO BUTTIGLIONE, Ministro per le politiche comunitarie. Signor Presidente, il Governo concorda con il parere espresso dal relatore.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Polledri 15.22, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 371
Votanti 249
Astenuti 122
Maggioranza 125
Hanno votato sì 38
Hanno votato no 211).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 15, nel testo emendato.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 374
Votanti 228
Astenuti 146
Maggioranza 115
Hanno votato sì 219
Hanno votato no 9).
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