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PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 2 e delle proposte emendative riferite al disegno di legge di conversione (vedi l'allegato A - A.C. 5382 sezione 5).
Nessuno chiedendo di parlare, invito il relatore ad esprimere il parere della Commissione.
LUIGI MURATORI, Relatore. La Commissione esprime parere favorevole sugli emendamenti Ferro Dis.2.1, Dis. 2.100 (da votare sensi dell'articolo 86, comma 4-bis, del regolamento) e Pasetto Dis. 2.7 e Dis. 2.10, mentre formula un invito al ritiro, altrimenti il parere è contrario, sulle restanti proposte emendative.
PRESIDENTE. Il Governo?
MARIO TASSONE, Viceministro delle infrastrutture e dei trasporti. Il Governo concorda con il parere espresso dal relatore.
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento Pasetto Dis. 2.4.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Duca. Ne ha facoltà.
EUGENIO DUCA. Signor Presidente, con il presente emendamento chiediamo la soppressione dell'articolo 2 non perché siamo contrari al fatto che il codice della navigazione aerea sia affidato con una delega al Governo; anzi, durante l'esame in Commissione, abbiamo sostenuto che la parte tecnica del codice della navigazione aerea avrebbe dovuto formare oggetto di una delega al Governo anche sulla base di risultanze di commissioni tecniche che hanno indicato quali articoli e quali meccanismi modificare, anche al fine del recepimento di norme comunitarie e internazionali da parte di organismi competenti in materia di volo. Quindi, non vi è
una pregiudiziale sul merito. Ciò che invece consideriamo inaccettabile è che si utilizzi lo strumento del decreto-legge per introdurre surrettiziamente un'altra delega al Governo.
A noi sarebbe piaciuto che nella delega, per l'adempimento dei nuovi compiti dell'ENAC, fosse previsto uno specifico finanziamento nonché norme sull'assunzione del personale. Ci saremmo aspettati questo da parte di un ministro che ha il triste record di aver ricoperto tale carica quando si verificò la più grande tragedia dell'aviazione civile del nostro paese. Invece, in questi tre anni e mezzo, abbiamo assistito ad una riduzione dei finanziamenti ordinari all'ENAC e persino al taglio dei finanziamenti necessari per pagare le rate dei mutui già sottoscritti da tale ente con gli istituti bancari.
Questi mutui prevedono il finanziamento del 100 per cento dei progetti riguardanti 23 aeroporti nazionali, da Milano a Verona, da Bologna e Genova, da Roma a Bari, da Pescara a Foligno, da Perugia a Catania, da Ancona a Venezia. I mutui sono stati accesi, i lavori sono stati in parte realizzati e sono tuttora in corso, in attesa di essere inaugurati dall'ineffabile ministro per le infrastrutture e i trasporti.
Avremmo auspicato che nella delega fosse contenuta la norma per la restituzione all'ENAV Spa degli oltre 600 miliardi di lire distratti dal Ministero del tesoro, che invece sarebbero serviti a creare sistemi di avvicinamento, da utilizzare nelle giornate di nebbia e che avrebbero consentito agli aerei di decollare e atterrare in condizioni di sicurezza, anche con scarsa visibilità, anziché assistere al triste fenomeno di aeroporti chiusi e voli cancellati, con i disagi che tutto ciò comporta per i passeggeri, per i vettori aerei e per l'economia collegata a tale settore.
Inoltre, avremmo preferito che fossero previste misure rivolte a favorire l'attività dell'Agenzia nazionale per la sicurezza al volo. Tale agenzia ci viene invidiata in tante altre parti del mondo, tanto che alcune nazioni ne stanno copiando persino il nome, come è avvenuto recentemente in Francia.
Ciò non è stato fatto e questa delega, peraltro circoscritta al Senato, rappresenta un problema non superabile. Infatti, non possono esser usati decreti-legge per introdurre surrettiziamente ulteriori deleghe al Governo.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Rosato. Ne ha facoltà.
ETTORE ROSATO. Signor Presidente, il mio intervento attiene alla procedura adottata. Infatti, l'emendamento in oggetto chiede di sopprimere del tutto la delega che il Parlamento intende conferire al Governo. Sia chiaro che non siamo contrari alla modifica di norme relative al codice della navigazione operata dal Governo, piuttosto discussa in quest'aula, come peraltro affermato anche in altre occasioni. Secondo la nostra opinione, tuttavia, una delega non può essere inserita all'interno di un decreto-legge.
Lo Stato deve fare rispettare le sue leggi e in quest'aula non può essere tollerato da parte nostra il mancato rispetto delle norme. I messaggi del Capo dello Stato, i richiami operati dal Comitato per la legislazione, le sentenze della Corte costituzionale sottolineano che tale procedura non è opportuna. Se vi fosse stata una volontà condivisa nel contenuto di conferire la delega al Governo onde rivedere, adeguare e migliorare il codice della navigazione, si sarebbero potute seguire ben altre modalità per farlo. Mi riferisco, ad esempio, ad un disegno di legge di iniziativa governativa, che avrebbe dato la possibilità di discutere in maniera più approfondita pur giungendo ad una conclusione rapida. Inoltre, va dato atto alla Commissione di aver svolto una discussione approfondita durante gli ultimi anni su queste materie e di aver previsto, al suo interno, competenze e professionalità adeguate. Ho cominciato a farne parte quando tale percorso era giunto praticamente alla fine; tuttavia, ritengo che chi vi ha partecipato attivamente - il presidente Romani in primis - concordi sul fatto che sarebbe stato più giusto procedere in maniera
alternativa, non solo dal punto di vista della procedura, ma anche sotto il profilo della legittimità costituzionale.
Quindi, il nostro emendamento è teso a sopprimere il conferimento della delega e a mantenere il rispetto delle regole che noi stessi ci siamo dati. Mi riferisco innanzitutto alla Costituzione, ma anche a tutte le altre norme cui siamo chiamati ad adeguarci, anche quando non fanno comodo.
Si tratta di un principio che ritengo opportuno richiamare, anche se lo abbiamo già fatto con la presentazione di una questione pregiudiziale che è stata respinta, in quanto non è un principio di centrosinistra ma costituisce una delle regole che il paese si è dato e che questo Parlamento è chiamato a rispettare.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Pasetto Dis. 2.4, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 384
Maggioranza 193
Hanno votato sì 177
Hanno votato no 207).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Ferro Dis. 2.1, accettato dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 403
Votanti 401
Astenuti 2
Maggioranza 201
Hanno votato sì 395
Hanno votato no 6).
Passiamo all'emendamento Dis. 2.100, da votare ai sensi dell'articolo 86, comma 4-bis, del regolamento.
Avverto che all'alinea dell'emendamento in esame deve leggersi: «Al comma 2, sostituire le parole» anziché: «Al comma 2, primo periodo, sostituire le parole».
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Dis. 2.100, da votare ai sensi dell'articolo 86, comma 4-bis, del regolamento, nel testo corretto, accettato dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 405
Votanti 403
Astenuti 2
Maggioranza 202
Hanno votato sì 401
Hanno votato no 2).
Prendo atto che gli emendamenti Rosato Dis. 2.6 e Rosato Dis. 2.5 sono stati ritirati.
Passiamo all'emendamento Pasetto Dis. 2.7.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Rosato. Ne ha facoltà.
ETTORE ROSATO. Signor Presidente, vale la pena spendere poche parole nel merito della delega. Si definiscono alcune questioni importanti, sulle quali il Governo viene delegato all'emanazione di decreti legislativi. Gli emendamenti accolti dalla Commissione, in particolare quello in esame e l'emendamento Pasetto 2.10, mirano in primo luogo a perfezionare le procedure, prevedendo l'intesa della Conferenza permanente per i rapporti fra lo Stato e le regioni e il coinvolgimento delle competenti Commissioni parlamentari, anche quando l'emanazione dei decreti legislativi è necessaria per migliorare le procedure stabilite nell'esercizio della delega.
Ritengo pertanto che gli emendamenti in esame perfezionino un iter che altrimenti sarebbe rimasto incompleto.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Pasetto Dis. 2.7, accettato dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 376
Votanti 375
Astenuti 1
Maggioranza 188
Hanno votato sì 372
Hanno votato no 3).
Prendo atto che presentatori dell'emendamento Pasetto Dis. 2.8 non accedono all'invito al ritiro formulato dal relatore.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Pasetto Dis. 2.8, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 404
Maggioranza 203
Hanno votato sì 194
Hanno votato no 210).
Prendo atto che l'emendamento Pasetto Dis. 2.9 è stato ritirato dai presentatori.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Pasetto Dis. 2.10, accettato dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 407
Votanti 406
Astenuti 1
Maggioranza 204
Hanno votato sì 405
Hanno votato no 1).
Prendo atto che i presentatori degli emendamenti Pasetto Dis. 2.11 e Rosato Dis. 2.12 non accedono all'invito al ritiro formulato dal relatore.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Pasetto Dis. 2.11, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 401
Maggioranza 201
Hanno votato sì 186
Hanno votato no 215).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Rosato Dis. 2.12, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 406
Maggioranza 204
Hanno votato sì 188
Hanno votato no 218).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico sull'articolo 2 del disegno di legge di conversione, nel testo emendato.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 412
Maggioranza 207
Hanno votato sì 222
Hanno votato no 190).
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