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PRESIDENTE. L'onorevole Luciano Dussin ha facoltà di
LUCIANO DUSSIN. Signor ministro, in questi giorni è stato firmato a Roma il Trattato costituzionale europeo. La Lega è stata critica sulle modalità di tale adesione e sul contenuto del Trattato, ritenendo indispensabile una consultazione popolare, come peraltro avverrà nella maggior parte dei paesi aderenti al Trattato stesso.
PRESIDENTE. Il ministro per i rapporti con il Parlamento, onorevole Giovanardi, ha facoltà di rispondere.
CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, credo che con legittimo orgoglio le istituzioni, le forze politiche e i cittadini del nostro paese abbiano accolto la storica firma in Campidoglio del Trattato costituzionale europeo, anche come elemento di continuità ideale con i Trattati del 1957 firmati a Roma, che diedero inizio al processo di integrazione europea.
proseguire in questo ruolo anche nella fase di ratifica, che intendiamo affrontare con impegno e con forte volontà politica, nella consapevolezza che il dinamismo impresso all'iter possa conciliarsi sul piano politico all'intensità della discussione parlamentare che vi sarà in merito.
PRESIDENTE. L'onorevole Luciano Dussin ha facoltà di
LUCIANO DUSSIN. Signor Presidente, la Lega Nord ritiene che non sia obbligatorio essere i primi a ratificare questo Trattato con il voto parlamentare, in quanto considera indispensabile un referendum confermativo sulla nuova Costituzione europea, che nasce forzata da interessi incrociati tra lobby economiche forti e la cultura di sinistra, che animava e prevaleva in Unione europea fino a poco tempo fa; interessi incrociati che ignorano le diversità dei popoli e delle loro culture, ma soprattutto i valori e i costi sociali dei diversi paesi. Ne è prova il fatto che gli Stati Uniti d'America, dapprima, trovarono l'accordo per scrivere e approvare una Costituzione sui grandi valori e sui grandi princìpi sociali e, qualche anno dopo, adottarono la moneta unica per tutti, vale a dire il dollaro.
PRESIDENTE. Onorevole Dussin...!
LUCIANO DUSSIN. ...proprio perché non è sentito, e sembra essere imposto da forti lobby e da appartenenze culturali di politica di sinistra, che animava l'Unione europea fino a poco tempo fa.
PRESIDENTE. Deve concludere, onorevole...!
LUCIANO DUSSIN. ...la famiglia composta da individui, e via dicendo, è da prevedere una debolissima Europa esposta ai rischi che ho prima elencato.
PRESIDENTE. Colleghi, ricordo che i tempi sono «sacri» in questo tipo di interrogazioni...
Nella stessa occasione erano presenti, non si sa a che titolo, alcuni rappresentanti della Turchia; gli stessi, per altro, che affermarono che, con la Turchia nell'Unione europea, l'Europa diventerà un'altra cosa rispetto ad oggi (forse islamizzata per loro, noi speriamo di no).
Chiediamo dunque se il ministro concordi sulla necessità che anche il nostro paese consulti la popolazione sia sull'adesione al Trattato (che, peraltro, nasce senza anima, senza riferimento alle radici cristiane, per le quali la famiglia è composta da individui e non da un uomo e una donna) sia sull'allargamento ad altri paesi e sul rispetto che questi dovranno avere per i valori storico-culturali propri di un Europa che tutto è ma non ancora islamica e senza anima, per nostra fortuna.
Siamo convinti che il risultato finale possa considerarsi idoneo ad assicurare all'Unione la necessaria compattezza e flessibilità, anche nella prospettiva che in alcune aree vi siano Stati membri disposti a compiere progressi più rapidi. L'Unione definita dal Trattato costituzionale mira a promuovere obiettivi e valori comuni in una realtà internazionale sempre più complessa e nella quale l'Europa potrà autorevolmente pesare solo agendo in modo coerente ed incisivo; anche se concordo con l'onorevole interrogante, resta il rammarico per la mancata menzione delle radici cristiane nel preambolo del Trattato.
Il Governo italiano ha approvato ed inviato in Parlamento il disegno di legge di autorizzazione alla ratifica del Trattato. La decisione di procedere alla ratifica con legge ordinaria non si discosta, peraltro, da quanto previsto anche da altri Stati membri dell'Unione; d'altra parte, la scelta del Governo, che intende sollecitamente depositare la ratifica del trattato internazionale, è pienamente in linea con l'impegno e l'impulso forniti dall'Italia ai lavori della Convenzione e alla Conferenza intergovernativa, apertasi proprio sotto la Presidenza italiana.
È nostra convinzione che una ratifica da parte italiana potrà avviare un processo virtuoso suscettibile di influenzare anche positivamente il dibattito in altri paesi.
In sintonia, quindi, con il contributo che l'Italia, anche come paese fondatore, ha assicurato al processo costituente europeo, è ferma intenzione del Governo
Con riferimento agli altri quesiti sollevati, desidero precisare che la Turchia, così come la Romania e la Bulgaria, sono state presenti alla cerimonia della firma del Trattato in quanto avevano partecipato, sulla base delle decisioni del Consiglio europeo, in qualità di osservatori, ai lavori della Convenzione e della Conferenza intergovernativa. Tali paesi non hanno firmato la Costituzione, ma unicamente l'Atto finale della Conferenza intergovernativa medesima.
Quanto poi al problema dell'ampliamento dell'Unione alla Turchia, desidero ricordare che gli Stati membri decideranno circa l'avvio dei negoziati di adesione al Consiglio europeo del prossimo dicembre. Le conclusioni di tali negoziati non si prospettano tuttavia a breve scadenza, né se ne possono prefigurare gli esiti finali; di conseguenza, i tempi e le modalità dell'adesione della Turchia all'Unione europea saranno oggetto al momento opportuno di approfondite valutazioni.
La forzatura che è alla base della nascita della nostra Unione europea è evidente; noi abbiamo fatto il contrario: prima abbiamo legato i vari paesi con una moneta unica, l'euro, e poi li abbiamo costretti a ratificare una Costituzione, ma legati alla moneta unica. Ciò dimostra tutte le mancanze e le lacune cui facevo riferimento prima.
A testimoniare che questa è una Costituzione con problemi di allargamento anche a paesi, quali la Turchia, che mal sono digeriti dalla popolazione, voglio ricordare che ben 150 milioni di cittadini europei, aventi diritto di voto, non lo hanno esercitato, rimanendo a casa, nelle ultime consultazioni per l'elezione del Parlamento europeo, il quale nasce quindi con un gravissimo deficit di rappresentanza democratica...
L'ingresso della Turchia musulmana peserà molto, perché un giorno, visto il forte impulso demografico di quel paese, essa avrà un potere decisionale quasi superiore a quello della Germania e solo un'Europa forte e sicura di sé potrebbe non tenere conto di questo; visto però come sta nascendo l'Europa, e ricordo le radici cristiane...


