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PRESIDENTE. L'onorevole Giulio Conti ha facoltà di
GIULIO CONTI. Signor Presidente, l'interrogazione in esame si riferisce ad una malattia diffusiva molto interessante ma, altresì, molto pericolosa; è cagionata da un bacillo gram negativo - la legionella pneumophila, di cui esistono 42 diverse specie - che provoca una polmonite con interessamento degli alveoli polmonari, che risulta facilmente individuabile dalla radiografia ma difficilmente diagnosticabile in base all'auscultazione.
PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Giulio Conti.
CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. La ringrazio, signor Presidente.
della legionellosi e metodi di bonifica in sanità pubblica -, da realizzarsi da parte dell'Istituto superiore della sanità per la valutazione della possibilità di uso di sistemi di bonifica alternativi e, in caso positivo, per la potenziale integrazione di tale metodologie nelle «Linee guida per la prevenzione e il controllo della legionellosi».
PRESIDENTE. La ringrazio, ministro Giovanardi.
GIULIO CONTI. Signor Presidente, prendo atto di quanto affermato dal ministro. Credo che aver conferito l'incarico di studiare la malattia in oggetto sia un fatto senz'altro positivo, poiché l'esistenza di una soluzione definitiva per la cura, ma non per la sua prevenzione, è già un dato di fatto.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Giulio Conti...
GIULIO CONTI. È questo il problema di fondo. Auspico che il Ministero della salute, oltre ad assegnare incarichi di studio ad alcuni istituti, compreso il Politecnico di Milano, riesca a fare qualcosa in tal senso.
PRESIDENTE. Ringrazio il collega Giulio Conti, che ha arricchito anche le nostre nozioni in materia medica.
Personalmente, ritengo che tale problema debba essere affrontato in quanto questa malattia - oltre che attraverso tubature, fontane e strutture da tutti adoperate - si diffonde soprattutto, e in modo particolarmente pericoloso, all'interno degli ospedali o, comunque, delle case di cura.
I rimedi oggi adottati sono di natura chimica e risiedono precisamente nell'uso del biossido di cloro, però con talune particolarità. Infatti, se usato nel modo previsto dalla legge attuale, esso è quasi inefficace; se invece viene utilizzato in modo efficace, e quindi con un dosaggio cinque volte superiore a quello previsto dalla legge, la legge stessa e lo Stato debbono impedire l'uso di questo tipo di acque, soprattutto all'interno delle strutture sanitarie, dichiarando l'acqua non potabile.
Quindi, il problema è di notevole interesse e serietà per quanto riguarda il ministero; esso è stato affrontato da qualche regione. Talune proposte di regolamentazione sono state avanzate dalla Francia in sede di Unione europea; vorrei, pertanto, conoscere cosa può e cosa deve fare il Governo italiano per risolvere detto problema.
Il ministro per i rapporti con il Parlamento, onorevole Giovanardi, ha facoltà di
Alla luce delle conoscenze scientifiche attuali, il biossido di cloro è uno dei disinfettanti chimici utilizzati negli acquedotti per la disinfezione delle acque distribuite all'utenza.
Il decreto legislativo 2 febbraio 2001, n. 31, impone, sino al 25 dicembre del 2006, limiti alla presenza del relativo sottoprodotto allo scopo di garantire la salute pubblica, in conformità ad una direttiva europea.
Per quanto concerne la presunta formazione di trialometani, si rammenta che proprio il biossido di cloro ne forma una quantità insignificante rispetto all'ipoclorito, che è l'usuale agente clorante delle acque potabili.
La presunta inefficacia della metodica applicata per la bonifica della legionella è limitata soltanto al lungo periodo, per cause inerenti alla lunghezza, alla vetustà ed alla composizione delle reti idriche. Una corretta gestione della metodica suddetta può, invece, rappresentare una valida alternativa ai sistemi di bonifica fisici e chimici consolidati.
Premesso che non esiste un sistema di bonifica universalmente valido, né è sempre possibile sradicare totalmente la legionella da un impianto idrico contaminato, una corretta conoscenza della rete idrica oggetto delle indagini e della qualità dell'acqua distribuita rendono possibile ottimizzare il sistema di bonifica, con una buona riduzione della carica di legionella ed una sufficiente riduzione delle potenziali controindicazioni.
Poiché il trattamento di bonifica degli impianti e delle strutture ospedaliere, con l'emissione di cloro, potrebbe comportare, a fine trattamento, una concentrazione superiore ai limiti consigliati dal decreto citato, occorre privilegiare la tutela del rischio di un'infezione da legionella in soggetti predisposti per età e per patologie di base.
In considerazione delle attuali conoscenze scientifiche, non si ritiene opportuno dare indicazioni concernenti l'eliminazione di tale disinfettante in acquedottistica, compreso l'uso per la bonifica di legionella.
Il ministro della salute ha finanziato un progetto di ricerca - denominato Controllo
Va sottolineato che la Conferenza Stato-regioni, in data 4 aprile 2000, ha sancito un accordo con il quale le parti istituzionali coinvolte hanno concordato sul documento di linee guida predisposte dal Ministero della salute relativo agli indirizzi e ai criteri generali nella materia, ferma restando l'autonomia delle regioni e delle province autonome nell'adottare le soluzioni organizzative più idonee in relazione alle esigenze della loro programmazione.
L'istituto menzionato è impegnato nella sorveglianza passiva di tale patologia attraverso l'istituzione di un registro nazionale dei casi di legionellosi, nel quale vengono raccolte le schede di notifica, con le informazioni anagrafiche, cliniche ed epidemiologiche di ogni singolo caso di legionellosi diagnosticato effettuando la diagnosi su campioni microbiologici e ambientali.
L'onorevole Giulio Conti ha facoltà di
Chi ci ascolta probabilmente ignora l'origine del termine legionellosi. Vorrei ricordare, al riguardo, che la scoperta di tale malattia è stata attribuita ad un gruppo di legionari della Legione straniera, che si stavano lavando sotto la cascata di un fiume: è stato riscontrato, infatti, che, alla fine di tale pratica, spesso si verificavano casi di polmonite. Lo studio degli essudati di questi soldati ha pertanto condotto alla scoperta di questo tipo di bacillo.
Vorrei segnalare che il bacillo della legionellosi è facilmente controllabile, a livello di cura, poiché l'eritromicina e la tetraciclina assolvono bene il loro compito; ad oggi, con i macrolidi, si riesce a fare ancora meglio. La questione di fondo, tuttavia, è riuscire a prevenire tale malattia. La prevenzione, infatti, è molto difficile, poiché il bacillo della legionellosi si sviluppa in ambiente naturale, a differenza di altri bacilli, che si possono sviluppare nelle colture.
È così esaurito lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata all'ordine del giorno.
Ringrazio i colleghi ed i rappresentanti del Governo intervenuti e sospendo la seduta fino alle 16,15.


