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PRESIDENTE. L'onorevole Realacci ha facoltà di
ERMETE REALACCI. Abbiamo appena ascoltato la risposta del ministro Urbani alla precedente interrogazione: la prendo molto sul serio, anche perché quello giunto dalle Eolie è un pessimo segnale per la difesa delle bellezze del nostro paese.
PRESIDENTE. Il ministro per i rapporti con il Parlamento, onorevole Giovanardi, ha facoltà di rispondere.
CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, il Governo ha verificato le notizie evidenziate ed è ora in grado di fornire delle cifre al riguardo. Relativamente al capitolo del condono, ancora aperto, come noto, per le questioni in corso fra Stato, regioni e Corte costituzionale (che hanno comportato ritardi e l'affiancamento alla legge nazionale delle leggi regionali), al 31 agosto erano affluiti nelle casse dello Stato 374.836.000 euro, divenuti a fine settembre 461.544.000 euro. Siamo ben lontani, quindi, dai circa 50 milioni di euro di cui parlava il Corriere della sera che non so bene dove abbia attinto tali notizie -
siamo vicini ad una cifra dieci volte maggiore -: questi sono i dati finora pervenuti.
PRESIDENTE. La ringrazio, ministro Giovanardi.
ERMETE REALACCI. Signor presidente, ringrazio il ministro per la risposta puntuale e cortese. Immagino anche il suo imbarazzo perché la risposta conferma, sia pure parzialmente, le critiche che fin dall'inizio sono state rivolte al condono.
PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Realacci.
Francamente, ritengo che gli emendamenti approvati nella notte alla manovra economica destino sempre il dubbio che gli interessi privati abbiano avuto la prevalenza sugli interessi generali. Il senso del quesito che poniamo al Governo è il seguente: abbiamo sempre sostenuto che il condono edilizio, la madre di tutte le devastazioni ambientali, oltre ad essere pessimo dal punto di vista ambientale non sarebbe un buon affare per lo Stato. Ebbene, sui maggiori quotidiani nazionali, alludo al Corriere della sera, al Sole 24 Ore e a Repubblica, sono apparse nei giorni scorsi notizie secondo le quali sarebbero entrati nelle casse dello Stato al 31 agosto soltanto 54 milioni di euro a fronte dei 3,1 miliardi previsti, e, che, anche per questo motivo si starebbe pensando a provvedimenti che interpretino estensivamente il condono, in particolar modo per edifici ad uso non abitativo, il che renderebbe il condono ancor più devastante. Chiediamo al Governo di verificare tali notizie.
Per quanto riguarda, invece, l'altro quesito posto, relativo alla gestione del condono e ad una supposta divergenza fra la direzione generale e l'ufficio legislativo del ministero delle infrastrutture e dei trasporti, evidenzio l'esistenza di un carteggio in corso delle bozze di circolari. Ebbene, la direzione ha confermato gli orientamenti adottati in occasione dei precedenti condoni edilizi del 1985 e del 1994, intesi a ritenere non applicabili agli edifici non residenziali i limiti volumetrici previsti, invece, per gli edifici a carattere residenziale. L'ufficio legislativo del ministero, esaminata la questione sottopostagli dalla direzione sull'argomento, ha ritenuto di evidenziare alla stessa l'opportunità di un approfondimento ulteriore in ordine agli specifici aspetti di cui sopra. Vi è, quindi, una proposta della direzione che viene approfondita dall'ufficio legislativo: l'orientamento è di seguire lo stesso comportamento del 1985 e del 1994.
L'onorevole Realacci ha facoltà di
Com'è noto, il condono edilizio ha rappresentato uno straordinario incentivo all'abusivismo nel nostro paese: nel 2003, sono state costruite oltre 40 mila case abusive, con un aumento di oltre il 40 per cento rispetto al 2001; purtroppo, analoghi saranno i risultati relativi al 2004. In altre parole, si è dato un forte aiuto ai furbi, all'illegalità, all'ecomafia: sono oltre 130 i clan della criminalità organizzata coinvolti nella cementizzazione illegale! Peraltro, le entrate di cui il ministro ha riferito sono superiori a quelle indicate dal Corriere della Sera, ma inferiori a quelle preventivate di oltre 5 mila miliardi di vecchie lire: un buco consistente per le casse dello Stato che, probabilmente, dovrà essere colmato con nuove tasse a carico dei cittadini. Quindi, ci troviamo di fronte ad un'azione che, da un lato, ha costituito un oggettivo incentivo all'illegalità e, dall'altro, non ha neanche portato vantaggi per le casse dello Stato.
Signor ministro, so che lei conosce bene la storia di Esaù, figlio di Isacco, il quale vendette a Giacobbe i suoi diritti di primogenitura per un piatto di lenticchie. Ebbene, non vorremmo che il Governo attualmente in carica stesse facendo di peggio, cioè stesse vendendo la bellezza, la dignità, la legalità e la speranza di futuro del nostro paese non per un piatto di lenticchie, ma per 30 denari che, peraltro, neanche arriveranno.
Vi chiediamo di porre subito rimedio all'errore, di non continuare con l'inganno e di non allargare le maglie del condono. Terremo conto di quanto farete (Applausi dei deputati del gruppo della Margherita, DL-l'Ulivo - Congratulazioni)!


