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La seduta, sospesa alle 13,45, è ripresa alle 15.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento di interrogazioni a risposta immediata, alle quali risponderanno il ministro delle attività produttive, il ministro per i beni e le attività culturali ed il ministro per i rapporti con il Parlamento.
PRESIDENTE. L'onorevole Polledri ha facoltà di
MASSIMO POLLEDRI. Signor Presidente, mentre l'Europa si preoccupa di Buttiglione (considerato persona pericolosissima), noi ci preoccupiamo del grido di allarme che proviene dalle nostre imprese (le imprese del mady in Italy, che rappresentano il cuore del nostro paese) nei confronti della Cina. Sempre di più, i nostri prodotti sono contraffatti e, sempre di più, i nostri imprenditori sono costretti a chiudere alcune fabbriche, a fare sacrifici e quant'altro.
PRESIDENTE. Il ministro delle attività produttive, onorevole Marzano, ha facoltà di
ANTONIO MARZANO, Ministro delle attività produttive. Signor Presidente, il problema sollevato dal collega esiste. Si tratta di una sfida che l'Italia deve assolutamente vincere, cercando di cogliere tutte le opportunità che il mercato cinese offre, ma anche ponendo in essere tutte le azioni difensive necessarie.
PRESIDENTE. Onorevole Marzano, mi dispiace interromperla, ma purtroppo il tempo a sua disposizione è scaduto.
MASSIMO POLLEDRI. Signor Presidente, pur dichiarandomi soddisfatto, debbo ribadire che ci arriva forte e chiara da parte degli imprenditori e del paese la necessità di un intervento urgente, rappresentato dallo strumento di salvaguardia.
dell'imposizione di questo strumento di salvaguardia o comunque di dazi. Ma, a tal fine, abbiamo bisogno di un sistema burocratico, di un sistema doganale che funzioni e che fermi, a Napoli, a Trieste, i falsi che continuano ad arrivare. Si tratta di oggetti anche pericolosi, come alcuni giochi infetti utilizzati dai nostri figli.
Su tali questioni occorre, come abbiamo già detto in passato, una linea di posizione chiara. Occorre una linea di difesa da parte del nostro paese e, pertanto, chiediamo, signor ministro, se anche lei condivida questo grido di allarme che proviene non dalle parti più immotivate o più ferme del paese, ma da quelle più laboriose che si trovano al nord come al sud.
L'attuale politica del mio ministero, oltre a tutelare gli interessi dal punto di vista difensivo, tende a configurarsi sempre più con una caratteristica più prettamente espansiva. In particolare, risulta caratterizzata, in primo luogo, dall'attuale impegno, nel quadro dei negoziati commerciali del WTO, per ottenere una riduzione generalizzata degli ostacoli tariffari e non tariffari che la Cina frappone ad una maggiore apertura degli scambi internazionali; dalla ricerca di accordi con la grande distribuzione cinese per poter vendere direttamente ciò che si produce in Italia, senza delocalizzare; infine, dal grande sforzo per la promozione del made in Italy, che stiamo operando a tutti i livelli (commerciale, culturale e sportivo) e che si è concentrato in questo anno 2004 con il programma Marco Polo, il quale ha previsto oltre duecento eventi e manifestazioni promozionali in Cina.
Di questa strategia offensiva già è lecito trarre alcune indicazioni positive dall'aumento del 16 per cento delle esportazioni italiane verso la Cina, nei primi sette mesi dell'anno.
La Cina è entrata a far parte del consesso multilaterale con l'ingresso nel WTO; entrando nel WTO, la Cina dovrà adeguarsi alle regole che tutti i paesi sono tenuti a rispettare per gli impegni assunti ed è all'interno di questo sistema di regole che vanno ricercate le soluzioni.
Ciò che è importante combattere è l'eccessivo e, a volte, sleale uso di certi fattori, che rischia di compromettere l'equilibrio degli scambi. In questi casi esistono gli strumenti compatibili con il WTO che consentono di frenare o bloccare le pratiche sleali.
Questi strumenti sono i seguenti: misure antidumping, clausola di salvaguardia generale, meccanismo di salvaguardia speciale, clausola di salvaguardia tessile, regolamento sugli ostacoli al commercio.
Attualmente, il Governo sta sostenendo, in sede comunitaria, tre misure. La prima è l'istituzione di una sorveglianza a priori verso la Cina per tutti i prodotti più sensibili del settore tessile ed abbigliamento (si tratta di una proposta che la Commissione ha definito lo scorso 26 ottobre). Questo sistema permetterà un controllo efficace sui flussi dei prodotti più sensibili.
La seconda è l'adozione di una sorveglianza sulle importazioni di prodotti dalla Cina, in particolare per quanto riguarda le calzature, concepita al fine di applicare gli strumenti di difesa commerciale.
La terza è l'adozione di un regolamento che imponga l'obbligo della stampigliatura dell'origine su tutti i prodotti industriali importati sul mercato europeo.
È attualmente in corso da parte della Commissione una valutazione costi-benefici per una prima applicazione di queste misure difensive che riguardano i settori più sensibili: tessile, abbigliamento, calzature, occhialeria, rubinetteria, ceramica ed oreficeria.
Il Governo, avendo introdotto il comitato anticontraffazione, è già impegnato in una dura lotta a questo fenomeno che ci proviene in larga parte dalla Cina.
L'onorevole Polledri ha facoltà di
Non dobbiamo vergognarci di svolgere una guerra commerciale nei confronti della Cina, visto che non ci troviamo a combattere ad armi pari. Infatti, in Cina, non esistono norme di tutela ambientale paragonabili alle nostre, non esiste il costo del lavoro e le misure di tutela sociale delle quali noi disponiamo. Pertanto, riteniamo necessario applicare le misure di salvaguardia che già altri paesi hanno adottato rispetto a tale fenomeno.
Crediamo che la lotta contro la contraffazione, che ha lasciato sul campo europeo 200 mila posti di lavoro, necessiti
Disponiamo di un'Agenzia delle dogane con 9.500 persone, delle quali 1.500 sono negli uffici di Roma. Questa situazione non è più tollerabile: qualcuno dovrà essere rimosso e qualcuno dovrà risponderne!


