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PRESIDENTE. L'onorevole Pisicchio ha facoltà di
PINO PISICCHIO. Signor Presidente, signor ministro, parliamo di TV volgare. Gli episodi di questi ultimi giorni, dal reality show «L'isola dei "- tristemente -" famosi» al turpiloquio in diretta contro il poeta Tonino Guerra, hanno evidenziato le anomalie di una televisione pubblica che, invece di svolgere un ruolo di educazione, stimola gli istinti più bassi degli italiani, con buona pace dei controlli di qualità dichiarati dal ministro delle comunicazioni.
Telefono anti-plagio, trufferebbero quasi dieci milioni di italiani. Ma non è finita, perché sulle TV private continuano ad andare in onda, nonostante i divieti, materiali al limite della pornografia, che reclamizzano le chat line.
PRESIDENTE. Il ministro per i rapporti con il Parlamento, onorevole Giovanardi, ha facoltà di
CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Onorevole Pisicchio, magari la volgarità potesse essere curata dalle leggi! Ad ogni modo, la nostra legislazione può aiutare in tal senso, perché prevede in materia di tutela dei minori nel settore radiotelevisivo una possibilità di intervento da parte dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, che svolge al riguardo un'attività di vigilanza e controllo.
PRESIDENTE. L'onorevole Pisicchio ha facoltà di
PINO PISICCHIO. Signor ministro, comprendo bene che non stiamo concionando intorno ad un problema di gusto o di scelta di qualità da parte dei singoli; stiamo parlando invece del ruolo che svolge la TV.
Vi è di più: vi sono infatti, nelle TV private, le inserzioni di persone che abusano della credulità popolare, come maghi, guaritori, cartomanti, i quali, secondo l'associazione
Credo pertanto sia doveroso chiedere al ministro quali utili interventi il Governo intenda assumere per tutelare le famiglie e, soprattutto, i bambini dall'esposizione alla TV volgare.
La legge n. 112 del 2004, recante norme di principio in materia di assetto del sistema radiotelevisivo, stabilisce l'obbligo, per le emittenti, di osservare le disposizioni per la tutela dei minori, previste dal codice di autoregolamentazione sottoscritto dalle maggiori emittenti, la cui attuazione è affidata ad un apposito comitato, al quale è attribuito il compito di verificare le violazioni del codice e di adottare motivate risoluzioni, con ingiunzioni, nei casi più gravi, alle emittenti inadempienti di modificare o sospendere il programma, onde adeguare il proprio comportamento alle prescrizioni del codice stesso.
La predetta legge ha sancito altresì la sanzionabilità, anche indiretta, nei casi di inosservanza delle norme in materia di tutela dei minori. Con la sottoscrizione di tale codice, le emittenti hanno assunto l'impegno di garantire una programmazione adatta alla fruizione familiare nella fascia oraria dalle 7 alle 22,30, in particolare in quella protetta del pomeriggio, dalle 16 alle 19, con una programmazione specificatamente rivolta ai bambini e agli adolescenti, in cui la qualità dei prodotti offerti sia conforme ai criteri e agli impegni sottoscritti nella convenzione.
Quanto agli spot di televendita, relativi ai beni e ai servizi di astrologia, cartomanzia e simili, il Ministero delle comunicazioni si è fatto promotore di un codice di autoregolamentazione in materia, i cui aderenti, allo scopo di migliorare il livello di garanzia nei confronti degli utenti televisivi, si sono impegnati ad evitare ogni forma di sfruttamento della superstizione, della credulità e della paura dei telespettatori e a non mandare in onda programmi in cui vi siano dichiarazioni o rappresentazioni che possano indurre in errore i medesimi utenti, ovvero creare aspettative palesemente infondate. La verifica del rispetto e l'applicazione del codice in parola sono affidati ad un comitato di controllo, che esamina le segnalazioni delle associazioni dei cittadini e delle imprese, emettendo motivate e pubbliche decisioni. Naturalmente, ciò non toglie che, qualora si verifichino reati di tuffa e di abuso della credulità popolare, vi sia anche la possibilità di intervento da parte dell'autorità giudiziaria.
Infine, in merito al generale aspetto della pubblicità ingannevole, il compito di verificare la natura illusoria o mendace del messaggio pubblicitario diffuso dalle emittenti radiotelevisive è, com'è noto, affidato all'Autorità garante per la concorrenza ed il mercato, che è altresì competente ad adottare provvedimenti finali di censura in questa materia. Comunque, ripeto, il problema della volgarità delle trasmissioni va al di là dell'aspetto legislativo.
Come lei ben sa, ministro, la TV non si limita ad esprimere comunicazione, ma, come insegnano gli psicologi, esercita una vera e propria attività persuasiva nei confronti del telespettatore; tale attività diventa tanto più efficace quanto minori sono le resistenze che incontra. In altri termini, un adulto, dotato di cultura media e di media capacità di discernimento, per quanto esposto al messaggio televisivo, avrà minori cedimenti di un bambino, disposto invece ad accettare il contenuto di ogni messaggio. Non a caso, infatti, la legislazione - la ringrazio per averlo ricordato - ha previsto forme di difesa per le fasce dei telespettatori più deboli, al fine di tutelarli dagli effetti deleteri di una televisione che si fa, come diceva Popper, cattiva maestra.
Tali norme - questo è il punto - tuttavia non sembrano generare gli effetti desiderati, se è vero, com'è vero, che i modelli che si impongono all'interno della nostra TV volgare sono quelli della velina o della star de Il Grande Fratello come vertice della carriera.
Pertanto, avrei gradito che, da parte del ministro, vi fosse stata la dichiarazione di un'attenzione più adeguata, in particolare rispetto alla TV pubblica, che - giova ricordarlo - è pubblica proprio perché chiamata a svolgere una funzione educativa; ma ciò, nonostante le parole interessanti del ministro, non è stato chiarito fino in fondo. Pertanto, mi considero soddisfatto a metà (Applausi dei deputati del gruppo Misto-UDEUR-Alleanza Popolare).


