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PRESIDENTE. Riprendiamo l'esame dell'articolo 22 e delle proposte emendative ad esso presentate, accantonati in altra seduta (vedi l'allegato A - A.C. 4862 ed abbinate sezione 8).
Invito il relatore ed il Governo ad esprimere il parere.
DONATO BRUNO, Relatore. La Commissione raccomanda l'approvazione dei suoi emendamenti 22.253 e 22.252 ed esprime parere contrario sul subemendamento Leoni 0.22.253.1.
PRESIDENTE. Il Governo?
ALDO BRANCHER, Sottosegretario di Stato per le riforme istituzionali e la devoluzione. Il Governo esprime parere conforme a quello del relatore.
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione del subemendamento Leoni 0.22.253.1.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Violante. Ne ha facoltà.
LUCIANO VIOLANTE. Vorrei richiamare l'attenzione dei colleghi su un aspetto che suscitò qualche discussione alcuni giorni fa, quando criticammo l'espressione usata nel testo in cui si diceva che il Capo dello Stato rappresenta l'unità della Nazione federale. Discutemmo insieme sul concetto di Nazione federale.
Tale concetto scompare, ma adesso ne appare un altro: il Capo dello Stato è rappresentante della Nazione, ma a rappresentare la Nazione sono i parlamentari!
Il problema è il seguente: questa benedetta Nazione o è rappresentata dai parlamentari, o il Capo dello Stato è equiparato ad un qualunque parlamentare, cosa che naturalmente non sta in piedi. Il senso di fondo è che il Capo dello Stato deve rappresentare l'unità della Nazione, non l'unità federale della Repubblica, come qui scrivete.
DONATO BRUNO, Relatore. È garante!
LUCIANO VIOLANTE. È garante della Costituzione, ma rappresenta l'unità nazionale.
Qui c'è un aspetto non teorico, ma pratico, sul quale vogliamo davvero insistere. Il problema di scartare il Presidente come rappresentante dell'unità nazionale è uno dei colpi più gravi che si può infliggere al ruolo del Capo dello Stato e al senso stesso di questa riforma.
È evidente che l'itinerario teorico, signor Presidente, è un itinerario di rottura dell'unità nazionale, tant'è che - ripeto - non si scrive più che il Capo dello Stato rappresenta l'unità nazionale. Ciò è cancellato e credo che costituisca un vulnus che non possiamo accettare. Lo dico a tutti i colleghi. Mi riferisco, in particolare, ai colleghi di Alleanza nazionale, che si sono battuti per l'interesse nazionale. Che senso ha battersi per il cosiddetto interesse nazionale quando non esiste più la garanzia dell'unità nazionale?
Allora, chiedo, senza nessuna protervia, che si rifletta su questo aspetto. Per quale motivo bisogna mantenere il principio secondo il quale il Capo dello Stato rappresenta l'unità nazionale? Infatti, se non esiste l'unità nazionale, non esiste neanche un interesse nazionale, cari colleghi, perché l'interesse nazionale si può ricollegare soltanto all'unità della Nazione.
Su questo aspetto insistiamo veramente e nettamente e ci poniamo come garanti di un ruolo di fondo del Capo dello Stato, come colui che rappresenta l'unità della Nazione. Se voi non ci state, cari colleghi, anche di questo dovrete rispondere davanti al paese (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-L'Ulivo, della Margherita, DL-L'Ulivo e Misto-Comunisti italiani).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Carrara. Ne ha facoltà.
NUCCIO CARRARA. Presidente, mi verrebbe voglia di dire che l'onorevole Violante farebbe sempre il cosiddetto gioco delle tre carte (Commenti dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-L'Ulivo e Misto-Comunisti italiani)... Vi chiedo scusa, forse è anche la stanchezza, però ho detto: mi verrebbe voglia di dire.
Onorevole Violante, noi non vogliamo mettere in discussione l'unità nazionale, tanto è vero che abbiamo introdotto quell'interesse nazionale che voi avete soppresso (Commenti dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo)...
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ognuno dice quello che vuole. L'onorevole Carrara non ha diritti minori rispetto agli altri parlamentari (Commenti dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo). Onorevoli colleghi, non sta insultando nessuno, sta parlando ed ha il diritto di parlare come gli altri (Applausi dei deputati del gruppo di Alleanza Nazionale).
NUCCIO CARRARA. Signor Presidente, ho solo detto che noi abbiamo introdotto l'interesse nazionale e loro lo hanno tolto: è un fatto storico che non smetterò mai di ricordare.
Noi abbiamo una nostra idea di Stato - e su tale termine, come sapete, abbiamo condotto una battaglia -, ma abbiamo anche una nostra idea di nazione che voi forse avete smarrito (Commenti dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo). Quando si è trattato di emendare, anche su invito dell'onorevole Violante, l'espressione «unità federale della nazione», noi abbiamo osservato che la nazione è una ed è un controsenso parlare dell'unità federale della nazione. Abbiamo pensato, invece, che fosse più logico accostare il termine «unità» a quello «federale» proprio per sottolineare che è la Repubblica, in quanto forma di Stato, che, secondo le previsioni costituzionali, è articolata in autonomie (Commenti dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo)...
LUCIANO VIOLANTE. Che dici?
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi prego... È un fatto di educazione. Sta parlando l'onorevole Carrara.
NUCCIO CARRARA. È la Repubblica che sta alla nazione come il corpo sta all'anima (Commenti dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo). È esattamente così...
ALFREDO SANDRI. Basta!
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi prego...
NUCCIO CARRARA. La Repubblica è articolata in autonomie e tali autonomie hanno sfere di sovranità proprie. Ebbene, a questo punto dobbiamo ricordare e sottolineare che quelle autonomie devono stare insieme. Ecco perché abbiamo parlato di unità federale. La nazione è una per sua natura: non potrà mai essere divisa e non potrà mai essere federale (Applausi dei deputati del gruppo di Alleanza Nazionale).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Russo Spena. Ne ha facoltà.
GIOVANNI RUSSO SPENA. Signor Presidente, intervengo brevemente perché ci siamo già espressi nella discussione precedente su tale punto, ma credo che vada svolta una considerazione.
Non sono abituato, in genere, a riprendere in termini polemici sul piano nominale gli interventi dei colleghi, ma credo che quando l'onorevole Carrara definisce un intervento - che ho condiviso - del presidente Violante come il gioco delle tre carte, egli scopre la difficoltà di fondo, di cui è metafora la soluzione trovata dalla Commissione, di questa controriforma costituzionale. In effetti, l'onorevole Carrara difende la dizione «unità federale della Repubblica» che si basa, come è ovvio, su un ossimoro, perché l'unità federale della Repubblica, appunto, è un ossimoro. Non si tratta di un'unità che si articola in autonomie. L'unità federale, di fatto, non esiste. Esiste una federazione unitaria.
L'unità federale dimostra che questa controriforma costituzionale è fatta non secondo i principi del federalismo democratico, ma abbattendo tali principi. Il federalismo è fatto per unire, mentre qui abbiamo un federalismo che devolve, ed è realizzato come secessione.
Questo è l'ossimoro, questa è la difficoltà di fondo! Quel che non vede l'onorevole Carrara, ma che invece noi vediamo, perché vogliamo tornare al testo dell'articolo 87, in base al quale il Capo dello Stato rappresenta l'unità nazionale, è che lo stesso termine di garante si riferisce di fatto ad un concetto di statualità, che è puramente ordinamentale, mentre...
PRESIDENTE. Onorevole Russo Spena, la invito a concludere.
GIOVANNI RUSSO SPENA. Concludo Presidente, ma si tratta di un concetto importante, che vorrei ribadire. L'articolo 87 della Costituzione non si riferisce ad un dato ordinamentale, bensì ad un fatto di comunità, cioè ad un concetto di unità nazionale come comunità di nativi indigeni e non nativi, che vivono su un territorio e che sono rappresentati dal Capo dello Stato, ma non un Capo dello Stato che è garante di un ossimoro, cioè di un'unità federale come ordinamento. Ciò è molto diverso e mi meraviglio che i colleghi della maggioranza non colgano la gravità del voto che stanno per esprimere, in modo addirittura suicida per i principi della vita democratica (Applausi dei deputati del gruppo di Rifondazione comunista).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Mantini. Ne ha facoltà.
PIERLUIGI MANTINI. Abbiamo già affrontato questo tema nella scorsa seduta, ma mi pare con scarsi risultati. Ci saremmo aspettati un ripensamento, che era stato anche promesso, ma questo non v'è stato. Credo che qui davvero la confusione regni sovrana. Il concetto sul quale stiamo ragionando è del tutto chiaro, perlomeno a noi, ma credo lo sia a tutti. Basti rimettere le cose nell'ordine naturale, cioè che la nazione viene prima della Repubblica e dell'assetto statuale, che abbiamo
dato una configurazione alla Repubblica, così com'è noto, riconoscendo, sia pure non su un piano di assoluta equiparazione, lo Stato insieme agli enti di governo territoriale.
Immaginare un'unità federale della nazione significa tornare al concetto delle piccole patrie, che è un concetto che, a parole, voi dite di non voler mettere in Costituzione, anche se poi è proprio quello che state facendo.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Leoni. Ne ha facoltà.
CARLO LEONI. Ci aspettavamo che il collega Carrara rispondesse alle questioni molto concrete poste dal presidente Violante, cioè perché secondo questo nuovo testo dell'articolo 87 dovrebbe risultare in Costituzione che la nazione è rappresentata sia dal Presidente della Repubblica, sia dai parlamentari, e perché colui che è il Presidente della Repubblica dovrebbe invece essere ridotto solo a garante della sua unità. Ma soprattutto vi è una domanda di fondo, alla quale lei, collega Carrara, non ha risposto: perché non deve essere più scritto in Costituzione che il Presidente della Repubblica garantisce l'unità nazionale? Qual è il vulnus che secondo voi opera una norma che ha garantito l'unità nazionale nel nostro paese per tanti anni, cioè quella secondo la quale il Presidente della Repubblica rappresenta l'unità nazionale? È una frase semplice, chiara, che lascia intendere bene che se si vuole che questa nazione sia unita è necessario che il Presidente della Repubblica ne rappresenti l'unità. Ancora non capiamo perché (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-L'Ulivo e della Margherita, DL-L'Ulivo)...
PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Leoni.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Leoni 0.22.253.1, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 432
Votanti 430
Astenuti 2
Maggioranza 216
Hanno votato sì 187
Hanno votato no 243).
Prendo atto che l'onorevole Spina Diana non è riuscito ad esprimere il proprio voto e che ne avrebbe voluto esprimere uno contrario.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 22.253 della Commissione.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Violante. Ne ha facoltà.
LUCIANO VIOLANTE. Signor Presidente, vorrei ritornare sul tema. Capisco che la frase pronunciata dal collega Carrara forse è dovuta alla stanchezza; del resto, sono cose che capitano. L'articolo 67 della Costituzione dice che ogni membro del Parlamento rappresenta la nazione. Credo sia grave svilire il ruolo del Capo dello Stato, non dicendo che lui rappresenta l'unità della nazione, ma dicendo che rappresenta puramente e semplicemente la nazione, anche perché il senso che la nazione sia rappresentata dai parlamentari è determinato dal sistema parlamentare, dal rapporto con il territorio e via dicendo e dal fatto che non debba esserci vincolo di mandato.
Credo che la cosa grave sia cancellare il punto che rappresenta l'unità nazionale. Bisogna spiegare il motivo per cui si intende cancellare questo principio, anche perché non è sostituibile la rappresentanza dell'unità nazionale con la garanzia dell'unità federale della Repubblica. Sono concetti completamente diversi. Il Presidente della Repubblica rappresenta l'unità della stessa che è federale e lo Stato non è a forma di Repubblica, ma la Repubblica
è una forma di Stato. Prima vi è stata confusione al riguardo. Credo che il punto di fondo - e lo sottolineo ai colleghi presenti in aula del gruppo di Alleanza nazionale, che si sono battuti su alcune questioni, e dell'Unione dei democratici cristiani e dei democratici di centro (solo il gruppo della Lega credo non sia sensibile a questo tipo di argomenti) - sia il seguente: al paese occorre spiegare i motivi per cui è stata cancellata la previsione del Capo dello Stato come rappresentante dell'unità nazionale.
È il segno, permettetemi, che volete svuotare una delle funzioni fondamentali del Capo dello Stato, a vantaggio di una frammentazione del territorio nazionale e di una rottura dell'unità nazionale.
Questo è il dato che vi rimproveriamo più pesantemente. Credo che sia tempo di riflettere su questo dato. Se volete scrivere qualcosa sulla garanzia dell'unità della Repubblica federale scriviamolo, ma il dato di fondo, a nostro avviso, è che cancellare il ruolo del Capo dello Stato, come rappresentante dell'unità nazionale, è una delle lesioni più gravi che si possano fare all'unità del nostro paese (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-L'Ulivo e Misto-Comunisti italiani).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Mattarella. Ne ha facoltà.
SERGIO MATTARELLA. Signor Presidente, vorrei rivolgere molto garbatamente un appello ai colleghi della maggioranza, perché l'unità nazionale, l'unità della Repubblica sono concetti di grande delicatezza, da «maneggiare» con molta attenzione.
L'unità della Repubblica, l'unità nazionale non sono aggettivabili perché o ci sono o non ci sono. Non può esservi un'unità settoriale, federale o regionale, perché aggettivare l'unità nazionale significa negarne l'essenza.
Aggettivare l'unità della Repubblica significa negarne il contenuto. Rivolgo questo appello con sincerità ai colleghi della maggioranza, perché ci riflettano bene e pensino bene prima di cambiare questa importante dizione della nostra Costituzione (Applausi dei deputati dei gruppi della Margherita, DL-L'Ulivo e dei Democratici di sinistra-L'Ulivo).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Buontempo. Ne ha facoltà.
NUCCIO CARRARA. Signor Presidente, avevo chiesto la parola!
PRESIDENTE. Gliela darò successivamente.
TEODORO BUONTEMPO. Allora, chiedo di parlare a titolo personale.
PRESIDENTE. Prego, onorevole Buontempo, ne ha facoltà.
TEODORO BUONTEMPO. Signor Presidente, ritengo che occorra riflettere sull'eliminazione del concetto che il Capo dello Stato rappresenta l'unità della nazione, perché è un valore a cui non possiamo rinunciare. Dire che il Capo dello Stato è garante della Costituzione e dell'unità federale della Repubblica è un'altra cosa. Il Capo dello Stato non rappresenta un organo burocratico, come apparirebbe se venisse approvato l'emendamento della Commissione (Applausi di deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-L'Ulivo, della Margherita, DL-L'Ulivo, di Rifondazione comunista e Misto-Comunisti italiani).
A garanzia della Costituzione vi sono altri organi (tra l'altro in questa riforma non ne mancano) e comunque vi è la Corte costituzionale a compiere l'esame di merito per verificare se sia stata compiuta una violazione delle norme costituzionali. Ciò non compete al Capo dello Stato e, pertanto, dobbiamo dare un segnale forte: nel momento in cui si rafforza il decentramento amministrativo, contemporaneamente vi deve essere un contrappeso. Si deve rafforzare il ruolo del Capo dello Stato come capo della nazione.
Pertanto, voterò contro questo emendamento ed invito i miei colleghi di Alleanza nazionale a chiedere al Governo ed alla Commissione un'ulteriore riflessione, perché si ridefinisca un nuovo testo.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Carrara. Ne ha facoltà.
NUCCIO CARRARA. Signor Presidente, capisco l'entusiasmo sia a destra sia a sinistra, tuttavia ritengo si debba fornire una nota tecnica (Commenti dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-L'Ulivo, di Rifondazione comunista e Misto-Comunisti italiani).
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi prego, siamo tutti stanchi!
NUCCIO CARRARA. Ho già ammesso più volte di essere «figlio di un dio minore»!
PRESIDENTE. Onorevole Carrara, siamo tutti figli dello stesso Dio!
NUCCIO CARRARA. Se noi, per disavventura, respingessimo questo emendamento, resterebbe in vita l'espressione «il Presidente della Repubblica rappresenta l'unità federale della nazione». Allora, rispetto all'espressione «unità federale della nazione» che a nostro avviso è un controsenso, è preferibile il testo che approveremo in cui si afferma che la nazione non può essere disunita e dove il termine «unità» è accostato alla Repubblica, in quanto oggi la Repubblica non è più articolata come prima (Applausi dei deputati dei gruppi di Alleanza Nazionale e di Forza Italia).
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 22.253 della Commissione, accettato dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 460
Votanti 451
Astenuti 9
Maggioranza 226
Hanno votato sì 259
Hanno votato no 192).
Prendo atto che l'onorevole Boato non è riuscito a votare ed avrebbe voluto astenersi e che l'onorevole Garagnani avrebbe voluto esprimere un voto favorevole.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 22.252 della Commissione, accettato dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 441
Votanti 432
Astenuti 9
Maggioranza 217
Hanno votato sì 256
Hanno votato no 176).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 22, nel testo emendato.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 463
Votanti 455
Astenuti 8
Maggioranza 228
Hanno votato sì 264
Hanno votato no 191).
Colleghi, il seguito del dibattito è rinviato ad altra seduta.
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