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PRESIDENTE. L'onorevole Patarino, al quale ricordo che ha un minuto a disposizione, ha facoltà di
CARMINE SANTO PATARINO. Signor Presidente, credo non sia sfuggita a nessuno, tanto meno al ministro dell'interno ed a lei, ministro Giovanardi, la notizia apparsa sui giornali della settimana scorsa relativa ai probabili collegamenti di alcuni centri sociali con il terrorismo. Quasi tutti gli organi e le agenzie di stampa, dall'Ansa, a la Repubblica, a Il Giornale, con articoli dai titoli e dai contenuti inequivocabili, suonarono l'allarme sia per le dichiarazioni rese al riguardo dal dottor Alfredo Mantice, capo del dipartimento analisi del Sisde, sia per le voci, pare fondate se non addirittura documentate, di finanziamenti di provenienza pubblica a favore di centri sospetti. Per questa ragione io ed i colleghi del gruppo di Alleanza nazionale abbiamo avvertito l'esigenza di ricorrere all'interrogazione a risposta immediata per ottenere da lei, signor ministro, anche in sostituzione del ministro dell'interno, spiegazioni in merito.
PRESIDENTE. Il ministro per i rapporti con il Parlamento, onorevole Giovanardi, ha facoltà di
CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, si premette innanzitutto che il dirigente del Servizio per le informazioni e la sicurezza democratica nel corso del convegno citato dall'onorevole interrogante si è limitato ad esporre in modo sintetico quanto già riportato nelle relazioni sulla politica informativa e sulla sicurezza relative al secondo semestre del 2003 ed al primo semestre del 2004, che sono state trasmesse in precedenza ai due rami del Parlamento e sono consultabili anche sul sito ufficiale del Sisde. Quindi, ogni ulteriore considerazione ed estensione in ordine alla citata dichiarazione è da ricondurre ad interpretazioni di stampa.
PRESIDENTE. L'onorevole Patarino, al quale ricordo che ha due minuti a disposizione, ha facoltà di
CARMINE SANTO PATARINO. Signor Presidente, signor ministro, posso dire, dopo averla ascoltata e dopo aver appreso dei provvedimenti già adottati e di quelli in corso di adozione, che esiste da parte del Ministero dell'interno e del Governo la giusta attenzione verso un fenomeno di accertata e sperimentata pericolosità.
Ciò detto, assicuro che il tema dei possibili collegamenti tra ambienti dei centri sociali ed eversione è da tempo seguito dal Ministero dell'interno. Informo che recenti operazioni condotte nei confronti delle Brigate rosse per la costruzione del partito comunista combattente hanno evidenziato la passata frequentazione di ambienti antagonisti di alcuni centri sociali nel Lazio ed in Toscana da parte di elementi di spicco di quell'organizzazione. Peraltro, il passaggio alle Brigate rosse per il partito comunista combattente ha comportato per gli stessi soggetti l'allontanamento dalle formazioni antagoniste a causa delle rigide regole di clandestinità e compartimentazione applicate all'interno di quell'organizzazione.
Quanto alla penetrazione di elementi estremisti del mondo del lavoro, questa costituisce certamente un terreno strategico soprattutto per le Brigate rosse che incontrano, tuttavia, obiettive difficoltà ad infiltrarsi nell'area sindacale-industriale a causa dell'esiguità del militanti di questa organizzazione. Resta il fatto, però, che alcuni degli arrestati nel corso delle recenti indagini sono risultati iscritti ad associazioni sindacali di settore.
In proposito comunico che presso il comitato esecutivo per i servizi di informazione e sicurezza è attivo un tavolo interforze sui rischi di infiltrazioni eversive nel mondo del lavoro cui partecipano anche funzionari del Sisde.
Per quanto, infine, concerne i rapporti tra i settori dell'anarco-insurrezionalismo e delle principali formazioni di ispirazione marxista-leninista, acquisizioni di intelligence segnalano effettivamente un avvicinamento tra le aree dell'oltranzismo anarchico e quelle dell'autonomia di classe anche se sono stati registrati contrasti per arrivare ad organizzare iniziative comuni tra queste organizzazioni.
Mi permetto tuttavia, signor ministro, di aggiungere che in qualche circostanza del passato si è avuta la sensazione che taluni episodi, di più che sospetta violenza, anch'essi riconducibili a certi ben individuati centri sociali, siano stati sottovalutati, se non proprio tollerati. Mi riferisco, signor ministro, ad una mia precedente interrogazione - che ho richiamato anche in questa interrogazione a risposta immediata -, presentata poco meno di un anno fa, precisamente il 20 novembre 2003, con la quale chiedevo notizie su alcuni locali gestiti da noti centri sociali, recanti insegne che istigavano alla violenza contro i poliziotti, i carabinieri, contro i tutori dell'ordine in genere e contro le famiglie di costoro.
Con quella interrogazione, rivolta oltre che al ministro dell'interno anche al ministro della giustizia, chiedevo altresì di conoscere gli eventuali provvedimenti adottati, o da adottare, nel caso fossero stati decisi dal ministero. Fino ad oggi però, signor ministro, non ho avuto alcuna risposta al riguardo. Mi auguro che quanto da lei riferito alcuni minuti fa possa valere anche come risposta alla mia interrogazione presentata il 20 novembre dello scorso anno.


