Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 527 del 13/10/2004
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(Iniziative normative volte a modificare i criteri di nomina del Presidente dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni - n. 3-03819)

PRESIDENTE. L'onorevole Giulietti ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-03819 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 4).

GIUSEPPE GIULIETTI. Signor Presidente, il Presidente del Consiglio, come noto, è il più grande editore italiano e lo stesso Presidente del Consiglio - è parimenti noto - dovrà nominare i presidenti delle Autorità di garanzia e, tra questi ultimi, il presidente dell'Autorità per le comunicazioni.
La legge Frattini, che non sfiora neanche il tema del conflitto di interessi, sente tuttavia il bisogno di assegnare a queste istituzioni - anche all'Autorità antitrust - il compito di far almeno finta di rilevare l'esistenza di un pallido conflitto di interesse.
La domanda, rivolta in primo luogo al Presidente del Consiglio, è come intenda far finta di superare il suo conflitto di interesse, risolvendo una situazione che non si verifica in nessun paese europeo?

PRESIDENTE. Il ministro delle comunicazioni, onorevole Gasparri, ha facoltà di rispondere.

MAURIZIO GASPARRI, Ministro delle comunicazioni. Signor Presidente, la legge n. 481 del 1995, che ha istituito le Autorità per i servizi di pubblica utilità competenti per l'energia elettrica ed il gas, nonché per le telecomunicazioni, ha dettato, all'articolo 2, i principi generali cui si deve ispirare la normativa volta a disciplinare le Autorità, prevedendo, tra l'altro, che le designazioni dei relativi componenti siano effettuate dal Governo, previo parere obbligatorio e vincolante delle Commissioni parlamentari competenti, espresso a maggioranza dei due terzi dei componenti.
È in linea con le disposizioni di cui alla menzionata legge n. 481 l'articolo 1, comma 3, della legge 31 luglio del 1997, n. 249, di disciplina dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, che prevede che il presidente dell'Autorità sia nominato con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, peraltro di intesa con il ministro delle comunicazioni e previo parere favorevole, espresso a maggioranza dei due terzi - lo ribadisco per la seconda volta -, delle competenti Commissioni parlamentari, secondo le norme richiamate (quindi, con una maggioranza che deve andare al di là dei normali confini tra maggioranza e minoranza). Vi sono, pertanto, ampie garanzie.
Inoltre, vale il principio stabilito dalla disciplina generale di settore (la legge n. 481 del 1995), secondo cui i componenti delle Autorità devono essere scelti fra personalità dotate di alta e riconosciuta professionalità e competenza nei pertinenti settori, mentre è noto che tali Autorità godono di piena autonomia e indipendenza.
Infine, è la stessa legge n. 481 del 1995, richiamata dalla legge n. 249 del 1997, a prevedere per i componenti dell'Autorità un rigoroso regime di incompatibilità (divieto di esercitare alcuna attività professionale o di consulenza, di ricoprire alcun ufficio pubblico o di avere interessi diretti o indiretti in imprese operanti nel settore di competenza dell'Autorità), esteso anche ai quattro anni successivi alla cessazione dell'incarico. Mi riferisco al divieto di intrattenere rapporti con le imprese operanti nel settore di competenza.
In conclusione, credo che soprattutto il principio della ratifica a maggioranza qualificata dei due terzi in ambito parlamentare sottragga la designazione dei vertici degli organi di garanzia alla normale dialettica tra maggioranza e minoranza e che ci si affidi ad una scelta che imponga un


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più ampio consenso. Ciò, di per sé, rappresenta un'importante garanzia non solo numerica, ma democratica e parlamentare.

PRESIDENTE. L'onorevole Giulietti ha facoltà di replicare.

GIUSEPPE GIULIETTI. Signor Presidente, se me lo consente, mi rivolgerò non solo al Governo, ma anche alla Presidenza. Infatti, vorrei che lei riferisse le domande e le osservazioni poste da oltre cento parlamentari al Presidente del Consiglio, che è un editore e che, in tre anni, non ha mai trovato il tempo - e lei lo sa - di rispondere al question time, non solo su questi temi.
Questo, però, è un tema rilevante, perché in questi giorni stiamo discutendo di una sorta di Repubblica presidenziale a reti unificate. Presidente Fiori, questo atteggiamento è un vero e proprio oltraggio istituzionale. Non posso, infatti, rivolgere un'interrogazione a risposta immediata al premier, visto che tanto non verrà a rispondere! Ciò non può essere accettato da parte di alcuno, proprio perché tale materia riguarda le regole costituzionali ed istituzionali e, tra queste, quelle sul conflitto di interessi.
Non è un caso che, su queste materie, vi sia stato un messaggio del Presidente Ciampi, in particolare sullo statuto delle opposizioni e sul tema delle pari opportunità. Non è un caso, Presidente Fiori, che, su questo tema, le istituzioni europee ed il Parlamento europeo, con un voto che ha coinvolto anche i conservatori, abbiano segnalato la malattia italiana del conflitto di interessi. Il commissario Buttiglione - altro che battute sulla lobby degli omosessuali! - in queste ore non ha risposto a domande sul conflitto di interessi e la libertà dei media. E spero che domani nessuno attacchi la lobby del libero mercato.
Per queste ragioni, signor Presidente, proprio perché si tratta di un tema che riguarda tutti e che investe la dignità nazionale, le chiediamo di far venire in aula, nei modi e nelle forme che deciderete, il Presidente del Consiglio, affinché ci dica come fa - essendo lui editore - a nominare, in qualunque forma, i suoi controllori.
In quale modo riusciamo a superare questa strozzatura? Lei sa che i Presidenti delle Camere, per la RAI, indicarono un governo di garanzia: esso non c'è più e non è accaduto nulla! In che modo si intende assicurare la libertà del mercato ai competitori che hanno sollevato tale questione, alle imprese italiane? Non è un problema di destra o di sinistra.
In questi giorni - e concludo, signor Presidente - celebriamo il senso di libertà che emana dal faccia a faccia tra Bush e Kerry. Consentiteci di avere almeno un faccia a faccia in quest'aula sulle questioni che riguardano la comunità nazionale! Finora, questo diritto è stato sequestrato, a noi, a tutto il Parlamento e alle istituzioni (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-L'Ulivo e della Margherita, DL-L'Ulivo)!

PRESIDENTE. Onorevole Giulietti, lei sa che il Presidente Casini è già intervenuto più volte nella direzione da lei indicata. Gli segnalerò questa sua nuova richiesta ed attenderemo una risposta dalla Presidenza del Consiglio.

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