Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 495 del 21/7/2004
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(Iniziative per modificare la normativa in materia di fonti di energia rinnovabili o assimilate - n. 3-03602).

PRESIDENTE. L'onorevole Mazzoni ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-03602 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 6).

ERMINIA MAZZONI. Signor Presidente, illustre ministro, con la mia interrogazione sottopongo al Governo una preoccupazione riguardante le fonti rinnovabili di produzione energetica.
L'Italia è la potenza industriale più «estero-dipendente» per l'approvvigionamento di energia elettrica e ciò lo riscontriamo anche nell'elevato costo nelle bollette che suscita non poche preoccupazioni anche nell'Autorità garante di controllo.
Nonostante l'Italia possieda una grande ricchezza di fonti rinnovabili provenienti dal vento, dalle biomasse, dal sole, per quanto riguarda la produzione di tali fonti si colloca agli ultimi posti.


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In controtendenza con la normativa comunitaria, l'Italia è dotata di pochi strumenti di incentivazione e di promozione delle fonti rinnovabili di energia e quei pochi a sua disposizione soffrono di formulazioni vaghe e fuorvianti. Mi riferisco, in maniera specifica, alla legge n. 9 del 1991 che prevede un incentivo per la produzione di energia pulita, ma questo incentivo, purtroppo, è spalmato su un numero di fonti di produzione energetica esagerato, in quanto la dizione della norma fa riferimento a fonti rinnovabili ed assimilate, senza specificare i criteri per l'individuazione delle fonti assimilate.
Chiedo al Governo quali strumenti intenda adottare per risolvere questo problema.

PRESIDENTE. Il ministro per i rapporti con il Parlamento, onorevole Giovanardi, ha facoltà di rispondere.

CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, mi scuso con l'onorevole Mazzoni e con chi ci ascolta per la risposta tecnica, quindi poco comprensibile per i non addetti ai lavori.
L'Autorità per l'energia elettrica e il gas (cui sono state trasferite le competenze in materia di gestione delle tariffe incentivanti, in base alla legge n. 481 del 1995) rende noti periodicamente sia gli apporti energetici sia i costi di ritiro dell'energia ripartiti fra fonti assimilate e fonti rinnovabili.
Nel 2002 la produzione di energia elettrica da fonti assimilate in ambito Cip6/92 è stata pari a 41,2 miliardi di chilovattore con un costo di ritiro pari a 3.488 milioni di euro. Nello stesso anno la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili è stata pari a 8,5 miliardi di chilovattore con un costo di ritiro pari a 1.163 milioni di euro. Nel quarto trimestre del 2003 tale voce è stata pari allo 0,67 centesimi di euro per chilovattore.
Con l'articolo 43 della legge n. 39 del 2002 il Parlamento ha delegato il Governo a recepire, mediante apposito decreto legislativo, una direttiva CE che chiede il rispetto di precisi principi e criteri direttivi, tra cui quello di includere tra le fonti energetiche ammesse a beneficiare del regime riservato alle fonti rinnovabili i rifiuti, ivi compresa la frazione non biodegradabile. Nel rispetto di tali criteri il Governo, in accordo con le Commissioni parlamentari, ha ritenuto di dover circoscrivere l'ambito dei rifiuti ammessi a beneficiare del regime riservato alle fonti rinnovabili mediante precisa individuazione di questi rifiuti.
Il previsto decreto di individuazione di tali rifiuti è in via di preparazione; in esso si escluderanno le fonti assimilate, per esaltare quelle rinnovabili. Nell'ambito del decreto legislativo n. 387 del 2003, sono stati perfezionati gli strumenti di incentivazione alla produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. Tali strumenti consistono nel rilascio per un periodo di otto anni dei cosiddetti certificati verdi in misura proporzionale all'energia prodotta. I certificati hanno un valore economico connesso all'obbligo in capo ai grandi produttori di energia elettrica da fonti non rinnovabili di disporne una quantità minima prefissata. Sulla base della gestione del meccanismo, il valore economico di tali certificati si è rivelato adeguato alla promozione di talune fonti importantissime (idroelettrica, geotermica, eolica).
Per la produzione di elettricità da biomasse più costose è stata prevista la possibilità di un incremento del periodo del riconoscimento dei certificati verdi anche mediante rilascio, dal nono anno, di certificati verdi su una quota di energia elettrica prodotta. Il predetto incremento del periodo di riconoscimento dei certificati verdi è in fase di definizione in un decreto del ministero da emanare in attuazione di una specifica norma del decreto legislativo n. 387. Parimenti, preso atto degli elevati costi di produzione di energia elettrica da fonte solare, l'articolo 7 del medesimo decreto ha stabilito che il ministro delle attività produttive, di concerto con il ministro dell'ambiente, di intesa con la Conferenza unificata, adotta uno o più decreti con i


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quali sono definiti i criteri per l'incentivazione della produzione di energia elettrica dalla fonte solare. Nello stesso articolo si precisa che i predetti criteri, per l'elettricità prodotta mediante conversione fotovoltaica dalla fonte solare, prevedono una specifica tariffa incentivante, di importo decrescente e di durata tale da garantire una equa remunerazione dei costi di investimento e di esercizio. In attuazione di tale disposizione, è in fase di preparazione uno specifico decreto per l'incentivazione della produzione di energia elettrica da fonte solare mediante conversione fotovoltaica.
Riassumendo, mi sembra che queste disposizioni, fatte di concerto fra le Commissioni parlamentari e il Governo, vengano incontro alle preoccupazioni espresse nella sua interrogazione dell'onorevole Mazzoni.

PRESIDENTE. L'onorevole Mazzoni ha facoltà di replicare. Le ricordo che ha due minuti di tempo a disposizione.

ERMINIA MAZZONI. Signor Presidente, devo dire che, al di là dei dati tecnici, anche una persona non esperta può evincere un dato rassicurante dalla risposta del ministro Giovanardi: sicuramente un cospicuo lavoro è in via di realizzazione e - mi auguro - di rapido completamento.
In ogni caso, questo lavoro di decretazione, dalla risposta che ha fornito il ministro, non fa riferimento ad una specifica questione che, tra l'altro, ho posto nella mia interrogazione e che non ho avuto il tempo in fase di illustrazione di sottoporre all'attenzione del Governo. Oltre all'ordine che è necessario fare e che mi sembra anche il Governo voglia realizzare - attraverso la eliminazione della non chiara dicitura delle fonti assimilate e, quindi, attraverso una elencazione tassativa e dettagliata delle fonti rinnovabili, di quelle fonti in grado di produrre energia pulita, che devono rimanere le uniche che possono beneficiare di un aiuto, di un sostegno, di un finanziamento da parte dello Stato - , vi è anche un altro intervento, del quale il Governo potrebbe farsi carico, che è quello che prevede la introduzione dello strumento del sovvenzionamento in conto energia, che sta dando risultati sicuramente positivi in molti paesi, come la Francia, la Germania, la Spagna, dove c'è una produzione di energia pulita di gran lunga superiore a quella dell'Italia. Attraverso questo strumento si consente a coloro che operano nel settore della produzione energetica, attraverso l'utilizzo delle fonti rinnovabili, delle fonti pulite, di godere di un sostegno necessario, perché i costi produzione di questa energia, come ha sottolineato anche il Governo nella sua risposta, sono attualmente ancora elevatissimi e disincentivano l'iniziativa imprenditoriale, che, invece, il Governo dovrebbe farsi carico di sostenere, soprattutto in questa prima fase che l'Italia sta ancora vivendo.

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