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PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 2 e delle proposte emendative ad esso presentate (vedi l'allegato A - A.C. 4669-4703 sezione 3).
Avverto che la Commissione ha presentato questa mattina l'ulteriore emendamento 2.5 riferito all'articolo 2 del testo unificato. Tale emendamento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 86, comma 5-bis, del regolamento, alla Commissione bilancio per l'espressione del parere di competenza. Il termine per la presentazione di eventuali subemendamenti è fissato per le 12.
ETTORE ROMOLI, Relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ETTORE ROMOLI, Relatore. Signor Presidente, chiedo una breve sospensione della seduta.
PRESIDENTE. Prima di decidere in tal senso, chiedo ai presidenti o ai delegati dei gruppi, che vedo presenti in aula, se confermino l'accordo unanime, già informalmente manifestato alla Presidenza, di procedere all'esame di questo provvedimento nella giornata odierna, rinunziando al termine per la presentazione di eventuali subemendamenti e derogando (vi sono precedenti al riguardo: è già avvenuto in casi analoghi) a quanto previsto dall'articolo 86 comma 5-bis del regolamento circa l'obbligo di non esaminare gli emendamenti che comportino nuove o maggiori spese o diminuzioni di entrate prima del giorno successivo a quello della loro presentazione. Vi sono obiezioni al riguardo?
GIOVANNI RUSSO SPENA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIOVANNI RUSSO SPENA. Signor Presidente, ritengo che sia stato approvato un emendamento incostituzionale, non ammissibile. Infatti, non è ancora previsto che le misure in favore delle persone fisiche residenti fiscalmente in Italia possano riguardare solo persone fisiche con cittadinanza italiana.
Ovviamente, potranno essere attivate le procedure per un vaglio da parte della Corte costituzionale. Probabilmente, i colleghi del centrosinistra non hanno ben compreso la portata dell'emendamento approvato. Comunque, di fronte a tale approvazione, ribadisco che il gruppo di Rifondazione comunista ritiene che i beneficiari delle leggi debbano essere quelli previsti dalla Costituzione, cioè i cittadini presenti sul territorio italiano e non quelli con cittadinanza italiana, perché una legge incostituzionale, razzista e xenofoba in Italia non è stata ancora approvata (Commenti).
ANTONIO LEONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ANTONIO LEONE. Signor Presidente, in ordine al problema della deroga, ritengo si possa procedere ad una sospensione, subordinandola naturalmente anche al parere del Governo.
LUIGI OLIVIERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUIGI OLIVIERI. Probabilmente non ci siamo capiti e non voglio fare comunque polemiche, ma leggendo l'articolo 1 si può facilmente comprendere che non siamo in
presenza né di un provvedimento xenofobo né di un provvedimento razzista. Infatti, nel comma 1 dell'articolo 1, si legge che finalità della presente legge è stabilire misure in favore delle persone fisiche con cittadinanza italiana e residenti fiscalmente in Italia.
Si tratta di un provvedimento che riguarda 420 mila persone coinvolte nel default argentino. Dunque il paese italiano si fa carico dei problemi dell'Italia per quanto riguarda i risparmiatori italiani. Poi, se in Italia vi sono cittadini non italiani che hanno acquistato bond argentini, anche questi potranno trovare tutela presso i propri paesi.
Ritengo di aver fornito una risposta compiuta ad una obiezione che ritengo infondata.
PRESIDENTE. Onorevole Russo Spena, la sua obiezione non è stata supportata da nessun collega prima del voto, comunque rimarrà agli atti.
GUIDO GIUSEPPE ROSSI. È ultronea!
PRESIDENTE. Prima di sospendere i nostri lavori, vorrei conoscere l'orientamento del Governo in merito.
MARIA TERESA ARMOSINO, Sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Il Governo aderisce alla richiesta di sospensione formulata in precedenza; d'altra parte, tale sospensione servirà appunto per valutare questo emendamento.
GUIDO GIUSEPPE ROSSI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GUIDO GIUSEPPE ROSSI. Signor Presidente, volevo evidenziare che siamo assolutamente favorevoli alla sospensione per il tempo necessario sia alla Commissione bilancio sia al Governo.
Tuttavia, nel Comitato dei nove vi è stato un ampio dibattito dal quale è scaturito l'emendamento della Commissione; dunque, la sospensione deve essere funzionale al proseguimento dell'esame del provvedimento nella mattinata.
PRESIDENTE. Stiamo decidendo in ordine ad una deroga del termine previsto dall'articolo 86, comma 5-bis, del regolamento. Poiché c'è accordo al riguardo, potremmo sospendere la seduta fino alle 12.
ETTORE ROMOLI, Relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ETTORE ROMOLI, Relatore. Credo che la V Commissione (Bilancio) debba riunirsi alle 12 per esprimere il parere. Se la ripresa dei lavori dell'aula fosse prevista per lo stesso orario, sarebbe poi necessario ulteriore tempo per aspettare la comunicazione.
PRESIDENTE. Allora sospendo la seduta fino alle 12,15.
La seduta, sospesa alle 11,50, è ripresa alle 12,25.
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
ETTORE ROMOLI, Relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ETTORE ROMOLI, Relatore. Signor Presidente, il problema riguarda l'emendamento 2.5 della Commissione che è stato valutato dalla Commissione bilancio e per il quale è necessario che ciascun gruppo conceda la deroga alla norma regolamentare di cui all'articolo 86, comma 5-bis, del regolamento che prevede il termine del giorno successivo; occorre verificare se i gruppi abbiano espresso o
meno tale volontà e quella di rinunciare alla possibilità di presentare subemendamenti entro il giorno successivo.
FABIO CIANI. Signor Presidente, il Governo che dice?
PRESIDENTE. Dopo il relatore, ascolteremo anche il Governo.
Avverto che la V Commissione (Bilancio) ha espresso il prescritto parere, che è contrario (vedi l'allegato A - A.C. 4669 sezione 4).
Il relatore ha giustamente sottolineato l'esigenza di comprendere se i gruppi sollevino o meno il tema del termine del giorno successivo a quello della loro presentazione stabilito per l'esame delle proposte modificative che comportino nuove spese come previsto dal comma 5-bis dell'articolo 86 del regolamento.
GIORGIO BENVENUTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIORGIO BENVENUTO. Signor Presidente, la discussione si è precedentemente bloccata su una questione in ordine alla quale intendo fornire un elemento di valutazione ai colleghi, in merito al voto sull'articolo 1. Ci troviamo di fronte a una situazione molto complessa, in quanto si tratta di un default che ha riguardato uno Stato estero e che coinvolge, al pari dell'Italia, anche altri paesi. Vi è pertanto una trattativa condotta dai singoli paesi, nonché iniziative portate avanti in ciascuno di essi volte alla tutela dei risparmiatori.
L'emendamento Sergio Rossi 1.1, che è stato approvato e sul quale abbiamo espresso voto favorevole, non intende derogare ai principi costituzionali, in quanto conosciamo il valore delle leggi. Dovendo tutelare i risparmiatori italiani, si è valutata in Commissione l'esistenza del rischio di entrare in contraddizione con le tutele...
PRESIDENTE. Onorevole Benvenuto, mi scusi, lei sta precisando le ragioni di un voto, ma dobbiamo affrontare un problema più stringente...
GIORGIO BENVENUTO. Signor Presidente, ho svolto tale precisazione affinché restasse agli atti. Sulla questione da lei richiamata, il nostro gruppo non intende porre il problema del termine del giorno successivo, in quanto riteniamo che l'emendamento elaborato dal Comitato dei nove sia stato attentamente valutato, come ha ricordato l'onorevole Romoli, e che sia coperto. Non chiediamo pertanto l'applicazione della norma relativa al termine del giorno successivo previsto dal regolamento, e crediamo che con una rapida riunione il Comitato dei nove possa trovare il modo di rispondere alle osservazioni della Commissione bilancio.
SERGIO SABATTINI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SERGIO SABATTINI. Signor Presidente, intendo sollevare un argomento importante, in quanto ne va della faccia di ciascuno di noi, e personalmente tengo alla mia faccia. Ho espresso precedentemente voto favorevole, in quanto ho seguito le indicazioni del Comitato dei nove, ma mi sono sbagliato, in quanto ritengo che l'emendamento in questione sia incostituzionale e anche un po' razzista.
Avendo aggiunto il requisito della cittadinanza italiana al criterio della residenza fiscale in Italia, accadrà che un piccolo commerciante, un imprenditore, grande o piccolo che sia, registrato in Italia, che abbia comprato su sollecitazione di una banca italiana dei bond argentini, pur pagando le tasse in Italia - IRAP e via dicendo - verrà escluso da questa provvidenza! Ritengo che approvare un emendamento di questo genere costituisca una vergogna e pertanto modifico il voto precedentemente espresso e chiedo scusa (Applausi di deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo e dei deputati del gruppo di Rifondazione comunista).
PRESIDENTE. Prendo atto che, nella votazione testè richiamata dall'onorevole
Sabattini, anche gli onorevoli Grignaffini e Bulgarelli hanno erroneamente espresso un voto favorevole mentre avrebbero voluto esprimerne uno contrario.
ANTONIO LEONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ANTONIO LEONE. Signor Presidente, vorrei dire soltanto che il gruppo di Forza Italia non consente alla deroga di quanto previsto dall'articolo 86 comma 5-bis del regolamento circa l'obbligo di esaminare gli emendamenti che comportino nuove o maggiori spese o diminuzioni di entrate il giorno successivo a quello della loro presentazione, per due semplicissime ragioni: si tratta di un provvedimento a cui noi guardiamo con attenzione, di un provvedimento delicato ed importantissimo e si sono create alcune condizioni che ritengo possano portare ad alcuni chiarimenti, per cui non vedo per quale ragione non si debba approfondire la questione e si debba procedere invece in maniera frettolosa. Pertanto, il gruppo di Forza Italia non acconsente a derogare al termine previsto dall'articolo 86, comma 5-bis del regolamento.
GUIDO GIUSEPPE ROSSI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GUIDO GIUSEPPE ROSSI. Signor Presidente, anche noi riteniamo che la questione potrebbe essere risolta con la rapida convocazione del Comitato dei nove. In ogni caso vogliamo che rimanga agli atti che la Lega consente alla deroga del termine del giorno successivo perché - bisogna spiegarlo anche a chi ci ascolta - queste ventiquattr'ore farebbero slittare il provvedimento sicuramente nell'autunno.
Noi pensiamo che invece la proposta di legge presentata dal gruppo della Lega Nord Federazione Padana debba fornire risposte relativamente rapide al popolo dei 500 mila risparmiatori che sono stati «bruciati» - se possiamo utilizzare questo termine - nell'affare dei bond argentini che, come abbiamo già sottolineato, rispetto agli altri casi di risparmio tradito ha la sua peculiarità in quanto in questo caso il risparmiatore ha a che fare con uno Stato sovrano estero, con tutte le relative implicazioni.
A nostro avviso, sarebbe utile riconvocare immediatamente il Comitato dei nove, riformulare l'emendamento 2.5 della Commissione per superare le obiezioni che sono state poste dalla Commissione bilancio e continuare a votare nella seduta odierna. Si tratta di due proposte di legge di iniziativa parlamentare, non ci sono schieramenti né di maggioranza né di minoranza, i parlamentari potranno votare secondo coscienza, senza vincolo di mandato, su una questione che, ripeto, interessa 500 mila famiglie di italiani che si sono trovati in questa spiacevolissima situazione.
PRESIDENTE. Scusate, colleghi, è inutile continuare a discutere di tale questione. Il capogruppo di Forza Italia ha espresso parere contrario alla deroga al termine previsto dall'articolo 86, comma 5-bis, del regolamento per cui, a questo punto, riterrei opportuno rinviare l'esame del provvedimento ad altra seduta. Peraltro per oggi è stata convocata la Conferenza dei presidenti di gruppo... Lei fa cenno di no, onorevole Boccia, ma il problema è proprio questo!
ANTONIO BOCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ANTONIO BOCCIA. Signor Presidente, io non dico «no» a caso: il regolamento prevede in questo caso che siano date ventiquattr'ore di tempo alla Commissione bilancio e non che sia modificato il calendario dei lavori dell'Assemblea! Quindi, il provvedimento rimane all'attenzione dell'Assemblea...
PRESIDENTE. Certamente, ma non si può votare prima di domani!
PIERO RUZZANTE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PIERO RUZZANTE. Signor Presidente, intervengo soltanto per sollecitare una valutazione attenta dell'Assemblea. È intenzione del nostro gruppo portare a termine questo provvedimento, perché riteniamo...
PRESIDENTE. Onorevole Ruzzante...
PIERO RUZZANTE. Scusi, Presidente, vorrei porre un problema che riguarda la Presidenza. È evidente che, in seguito alla richiesta del gruppo di Forza Italia di posticipare di ventiquattr'ore il voto sull'emendamento 2.5 presentato dalla Commissione, noi non possiamo affrontare solo ed esclusivamente il punto che deve valutare la Commissione bilancio. Quindi, dal punto di vista procedurale, dobbiamo verificare se il resto del provvedimento può essere esaminato dall'Assemblea in questo momento, visto che per esso non devono decorrere le ventiquattr'ore, che sono previste solo ed esclusivamente per l'emendamento che deve essere valutato dalla Commissione bilancio.
PRESIDENTE. Onorevole Ruzzante, anche un bambino capirebbe - e lei è una persona particolarmente qualificata e attenta - che questo è un punto non secondario, ma decisivo e qualificante; e per questo motivo mi sono permesso di anticipare una decisione ovvia. Posso anche chiedere il giudizio del relatore, ma egli non potrà che confermare il mio avviso, e cioè che è impossibile, prescindendo da questo punto, proseguire la discussione del provvedimento.
Consentitemi di applicare al gruppo di Forza Italia lo stesso metro che applico anche ai gruppi dei Democratici di sinistra o della Margherita, quando formulano rilievi in ordine alla deroga al termine del giorno successivo. Non posso che prendere atto che su quel punto non si può votare prima del giorno successivo, e, non votando una parte decisiva del provvedimento, è perfettamente inutile che affrontiamo il resto.
Rinvio pertanto il seguito del dibattito ad altra seduta.
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