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PRESIDENTE. Passiamo all'esame degli ordini del giorno presentati (vedi l'allegato A - A.C. 38-B sezione 5).
Qual è il parere del Governo?
MICHELE GIUSEPPE VIETTI, Sottosegretario di Stato per la giustizia. Il Governo accetta gli ordini del giorno Delbono n. 9/38-B/1 e Boccia n. 9/38-B/2, mentre non accetta l'ordine del giorno Fanfani n. 9/38-B/3, perché il legislatore, ad avviso del Governo, vuole prevedere entrambe le ipotesi di garanzia, sia quella di cui all'articolo 1667 del codice civile sia quella di cui all'articolo 1669 dello stesso codice. Si può discutere sul merito di questa scelta, ma a mio parere la scelta del legislatore è proprio questa. Pertanto, pur comprendendo la ragione che ha indotto l'onorevole Fanfani a proporre tale ordine del giorno, mi sembra che esso raccomanderebbe una sorta di interpretazione antiletterale della norma. Per quanto riguarda l'ordine del giorno Magnolfi n. 9/38-B/4, il Governo lo accoglie come raccomandazione.
PRESIDENTE. Le chiedo scusa, signor sottosegretario, ma è stato presentato anche l'ordine del giorno Duilio n. 9/38-B/5. Ne do lettura: «La Camera dei deputati, esaminata in seconda lettura la proposta di legge di delega al Governo per la tutela dei diritti patrimoniali degli acquirenti di immobili da costruire, impegna il Governo a che, in sede di stesura del decreto legislativo di attuazione della delega per le cooperative edilizie di abitazione che appaltano i lavori di costruzione, venga chiarito che l'obbligo della fideiussione di cui al punto c) dell'articolo 3 della legge delega è da intendere comunque facente capo all'impresa appaltatrice che esegue i lavori medesimi».
Fermo restando che la Presidenza si riserva comunque di valutarne l'ammissibilità, chiedo al sottosegretario di esprimere il parere del Governo su tale ordine del giorno.
MICHELE GIUSEPPE VIETTI, Sottosegretario di Stato per la giustizia. Il Governo sarebbe disponibile ad accoglierlo come raccomandazione.
PRESIDENTE. Credo che gli onorevoli Delbono e Boccia non insistano per la votazione, rispettivamente, dei loro ordini del giorno n. 9/38-B/1 e n. 9/38-B/2, accettati dal Governo.
Onorevole Fanfani, insiste per la votazione del suo ordine del giorno n. 9/38-B/3, non accettato dal Governo?
GIUSEPPE FANFANI. Sì, Presidente.
PRESIDENTE. Sta bene.
ROSELLA OTTONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ROSELLA OTTONE. Signor Presidente, vorrei aggiungere la mia firma all'ordine del giorno Magnolfi n. 9/38-B/4.
PRESIDENTE. Sta bene, onorevole Ottone.
Passiamo ai voti.
Pongo in votazione l'ordine del giorno Fanfani n. 9/38-B/3, non accettato dal Governo.
(Segue la votazione).
Poiché vi è incertezza sull'esito della votazione, dispongo la controprova mediante procedimento elettronico senza registrazione di nomi.
Pongo in votazione mediante procedimento elettronico, senza registrazione di nomi, l'ordine del giorno Fanfani n. 9/38-B/3, non accettato dal Governo.
(È respinto per 52 voti di differenza).
Prendo atto che l'onorevole Magnolfi non insiste per la votazione del suo ordine del giorno n. 9/38-B/4, accolto come raccomandazione dal Governo.
Avverto che l'ordine del giorno Duilio n. 9/38-B/5 è ammissibile (Applausi dei deputati del gruppo della Margherita, DL-L'Ulivo).
Qual è il parere del Governo su tale ordine del giorno?
MICHELE GIUSEPPE VIETTI, Sottosegretario di Stato per la giustizia. Signor Presidente, l'ordine del giorno Duilio n. 9/38-B/5 è accolto dal Governo come raccomandazione.
PRESIDENTE. Onorevole Duilio, insiste per la votazione?
LINO DUILIO. No, signor Presidente.
ANTONIO BOCCIA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ANTONIO BOCCIA. Signor Presidente, intervengo non per pignoleria, ma, visto che ieri si è verificato un episodio analogo e visto che esso resta agli atti della Camera e finisce con il diventare un precedente, la pregherei di prendere in considerazione un altro episodio verificatosi questa mattina.
Lei, giustamente, rivolgendosi a me, ha detto che il mio ordine del giorno era stato accolto dal Governo e che quindi non sarebbe stato votato. Penso che lei sarà d'accordo con me sul fatto che, quando gli ordini del giorno vengono accettati o accettati come raccomandazione dal Governo, il presentatore ha comunque la possibilità di chiederne la votazione. Mi pare che su questo siamo tutti d'accordo.
PRESIDENTE. Onorevole Boccia, siamo tutti d'accordo. Io, però, non le ho detto: «Poiché è accolto, non si vota», ma le ho sostanzialmente chiesto: «Si vota?». È chiaro infatti che, qualunque sia il parere del Governo su un ordine del giorno, il presentatore ha diritto di chiedere che sia posto in votazione.
È così esaurita la trattazione degli ordini del giorno presentati.
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