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PRESIDENTE. Avverto che le Commissioni hanno presentato l'emendamento 1.36 (vedi l'allegato A - A.C. 4568 ed abbinate sezione 1). Avverto altresì che il termine per la presentazione di eventuali subemendamenti è fissato per le 16,30.
LUCIANO VIOLANTE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUCIANO VIOLANTE. Signor Presidente, i colleghi del Comitato dei diciotto hanno presentato un emendamento che riprende, peggiorandolo, il testo originario. Sostanzialmente, la Commissione d'inchiesta dovrebbe indagare sul dissesto finanziario di imprese agricole, artigianali, commerciali e industriali di tutta Italia, non si capisce da quando a quando, mettendo sotto inchiesta politica il mercato, il sistema finanziario ed il sistema produttivo italiano! Permettetemi di dire che una cosa del genere è una vergogna! Volete sottoporre alla politica il sistema imprenditoriale italiano! Volete tornare al peggiore statalismo ed al sistema di ricatti tra parti politiche al fine di stabilire quale impresa si controlla e quale no!
Signor Presidente, di fronte ad una cosa di questo genere, l'opposizione chiede un tempo congruo perché la questione va completamente rimodulata: bisogna individuare i terreni sui quali si vuole davvero indagare ed indicare specificamente le imprese alle quali si fa riferimento.
Signor Presidente, se lei avesse la cortesia di leggere le disposizioni successive del testo - lo avrà sicuramente fatto, visto che lei è una persona seria e precisa -, in merito ai poteri della Commissione, verificherebbe che la lettera a) prevede che la Commissione di inchiesta dovrebbe indagare sulle «responsabilità relative al mancato esercizio dei poteri, interni ed esterni, di controllo e vigilanza sulla crescita eccessiva dell'esposizione finanziaria di alcune imprese». Ma quali? Si può fare una legge di questo genere? Si possono dare poteri di autorità giudiziaria su tale oggetto? Neanche Putin...Scusate, colleghi... Nella nostra storia, che pure è complicata da tale punto di vista, non abbiamo mai visto cose del genere.
Signor Presidente, le chiedo, se possibile, di rivalutare, insieme al Presidente della Camera, la questione del termine per la presentazione dei subemendamenti. Potremmo, ad esempio fissare la scadenza alle 8 o alle 9 di domattina.
Peraltro, la seduta è in corso e dopo dovrà lavorare anche il Comitato per il risparmio, che è composto dagli stessi colleghi: dunque, abbiamo bisogno di tempo per presentare subemendamenti seri. Poi la Camera deciderà cosa fare, ma presentarci rapidamente con un testo di questo genere significa esporci al ludibrio nazionale ed internazionale e credo che ciò non sia neanche nell'interesse dei colleghi che hanno presentato la proposta di Commissione d'inchiesta. A meno che ciò non voglia dire affossare la Commissione: allora, diciamolo subito!
DARIO GALLI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DARIO GALLI. Signor Presidente, intervengo brevemente perché l'emendamento presentato dalle Commissioni avrebbe dovuto risolvere le questioni poste stamattina. Evidentemente, non ci siamo spiegati bene oppure avevamo ragione a pensare che vi fossero altri interessi o situazioni che non si vuole vengano indagate. Avevamo detto che il problema era quello di finalizzare meglio tale Commissione perché avesse un minimo di significato. Adesso togliamo addirittura la parola «industriali»: a questo punto, se qualcuno ha un problema di condominio potrà portarlo davanti a tale Commissione e discuteremo anche di quello (Applausi dei deputati del gruppo della Lega Nord Federazione Padana e di deputati del gruppo di Forza Italia)! Siamo veramente al ridicolo!
Se passasse tale testo, noi richiederemmo l'istituzione della Commissione di inchiesta Parmalat con procedura d'urgenza ed entro 30 giorni pretenderemmo la discussione in aula. Tutto dovrebbe avere un limite, soprattutto quello dell'offesa all'intelligenza dei colleghi di maggioranza e di minoranza (Applausi dei deputati del gruppo della Lega Nord Federazione Padana)!
PRESIDENTE. Se i relatori non intendono esprimersi al riguardo, riterrei di confermare il termine per la presentazione di eventuali subemendamenti riferiti all'emendamento 1.36 delle Commissioni
alle ore 16,30. Nel frattempo, mi consulterò con il Presidente della Camera e alle ore 16,30 assumeremo le decisioni del caso.
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