Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 486 del 7/7/2004
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(Esame dell'articolo 6 - A.C. 4360)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 6 e delle proposte emendative ad esso presentate (vedi l'allegato A - A.C. 4360 sezione 8).
Nessuno chiedendo di parlare, invito il relatore ad esprimere il parere della Commissione.

ENZO RAISI, Relatore. La Commissione formula un invito al ritiro, altrimenti il parere è contrario, sugli emendamenti Gambini 6.2, Lulli 6.3, Soro 6.4, Lulli 6.8, Gambini 6.6 e Lulli 6.7, mentre esprime parere favorevole sull'emendamento Saia 6.5.

PRESIDENTE. Il Governo?

ADOLFO URSO, Viceministro delle attività produttive. Il Governo concorda con il parere espresso dal relatore.

PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento Gambini 6.2.
Chiedo ai presentatori se accedano all'invito al ritiro formulato dal relatore.

ANDREA LULLI. Signor Presidente, l'articolo 6 ci vede fortemente contrari; infatti, si chiede al Parlamento un'ennesima delega, peraltro senza l'indicazione di criteri precisi.
Dunque, insistiamo per la votazione dell'emendamento in esame, attraverso il quale si chiede la soppressione dell'articolo 6, che conferisce al Governo la delega sulla base dell'articolo 1 della legge n. 229 del 2003, per il riordino organizzativo degli enti operanti nel settore dell'internazionalizzazione delle imprese, in quanto tale delega si spinge oltre le finalità proprie della cosiddetta legge di semplificazione, che ha l'obiettivo di semplificare le procedure e di ridurre le leggi esistenti al fine di fornire ai cittadini un unico strumento legislativo di facile consultazione di tutta la normativa relativa a singole materie.
Si tratta di un riassetto normativo da attuarsi in coerenza con la legislazione nazionale e comunitaria, e non di un riordino organizzativo in funzione delle rinnovate esigenze imposte dall'attuale quadro economico-finanziario.
Peraltro, so che nel suo parere la Commissione bilancio ha posto una condizione in base alla quale si chiede che questa riorganizzazione dell'intero sistema delle politiche dell'internazionalizzazione, non aggravi i costi della spesa pubblica.
Dunque, ritengo che in tal modo si perda una occasione. Noi - lo abbiamo già detto in sede di discussione sulle linee generali - non siamo contrari all'istituzione dello sportello unico; tuttavia, avremmo preferito impegnare il Parlamento in un confronto sull'agenzia per l'internazionalizzazione.
Credo che una questione così importante, legata alla competitività della nostra economia e del nostro sistema industriale, nonché alla difesa e alla valorizzazione del made in Italy, da cui dipende anche il futuro di milioni di posti di lavoro, non possa essere fatta passare per un riordino organizzativo.
Ci sarebbe stato bisogno di una vera discussione e di una vera riforma; si sarebbero dovute valorizzare le strutture che funzionano meglio e, allo stesso tempo, si sarebbe dovuto realizzare una vera e propria agenzia per l'internazionalizzazione, coinvolgendo in questo confronto di grande rilevanza il Parlamento e le forze interessate, quali quelle economiche e sociali.


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Per i motivi suddetti, siamo contrari a concedere un'ennesima delega al Governo e chiediamo che sia soppresso l'intero articolo 6. Sarebbe stato giusto stralciarlo e farne oggetto di un progetto di legge autonomo, magari di iniziativa governativa. Non averlo fatto è per noi un fatto assolutamente negativo.

ENZO RAISI, Relatore. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ENZO RAISI, Relatore. Signor Presidente, contrariamente all'onorevole Lulli, ritengo che questa sia una grande opportunità rispetto ad una riforma che, se è eccessivo definire epocale, è comunque da tempo attesa. Tale riforma si propone di accorpare tutte le strutture del sistema Italia che operano a sostegno delle nostre imprese, dello sviluppo commerciale e produttivo italiano all'estero, secondo una promessa più volte annunciata ma mai effettivamente realizzata. Credo, altresì, che essa rappresenti una grande opportunità per cercare di rendere più funzionali e sinergiche proprio quelle istituzioni, presenti nella normativa che stiamo per votare, che dovranno di fatto rappresentare il motore trainante del sistema.
Per questo motivo, è importante la previsione di una delega che consenta all'esecutivo di ristrutturare o rimodellare le istituzioni che, pur compiendo un egregio lavoro, spesso svolgono attività in qualche modo doppie rispetto agli altri istituti e alle altre realtà che operano nello stesso settore.
Alla luce dell'importante equilibrio raggiunto tra i diversi ministeri e alcuni istituti quali l'ICE, il SIMEST, l'ENIT (organismi protagonisti della normativa in esame), è importante concedere una delega al Governo affinché rimodelli le strutture stesse, rendendole capaci di fare sistema insieme, di lavorare in collaborazione per dare il maggior apporto possibile alle nostre imprese e alla nostra attività all'estero.
Ritengo, quindi, che con l'articolo in esame si dia al Governo la grande opportunità di creare la sinergia che, di fatto, traspare in tutta la normativa in questione, ma che deve essere verificata e realizzata, come può fare solo un soggetto esecutivo quale il Governo. Da qui trae origine la contrarietà, che esprimo anche a nome del gruppo di Alleanza nazionale, alla soppressione dell'articolo 6, che rischierebbe di non far cogliere una grande opportunità al Governo e al sistema paese.
Non si può fare una riforma zoppa, che crea un grande castello, senza però renderlo funzionale, non permettendo alla riforma stessa di chiudere il cerchio. È quindi importante e significativo inserire nella normativa in esame questa delega.
Si tratta, lo ripeto, di una delega opportuna, nell'ottica della riforma che è alla base dell'intero disegno di legge. Sopprimendo l'articolo 6 si rischia di far partire un'importante riforma senza benzina.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Polledri. Ne ha facoltà.

MASSIMO POLLEDRI. Signor Presidente, la Lega Nord voterà per il mantenimento dell'articolo 6, in quanto ritiene che si tratti probabilmente del punto nodale del disegno di legge in esame: la delega per il riordino degli enti che operano nel settore dell'internazionalizzazione, che prevede un termine di diciotto mesi per razionalizzare gli organismi competenti in materia. Si tratta di un articolo a costo zero, nonché di una norma fondamentale che prevede una razionalizzazione volta a favorire una migliore efficienza ed efficacia del sistema.
È necessario porre mano alla miriade di organismi che oggi svolgono la stessa funzione. È possibile che ciascuna regione - parlo da convinto federalista - possa avere diversi uffici in uno Stato estero senza alcun coordinamento e senza alcuna condivisione delle spese? Ritengo che ciò non sia possibile, così come ritengo che sia necessario armonizzare la disciplina dell'ICE, di Assocamere e di Unioncamere.


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Tale riordino deve essere ispirato a specifici principi, quali la razionalizzazione delle norme di natura finanziaria e la previsione di strumenti di finanziamento di investimenti anche tramite società, e deve essere altresì compatibile con i principi su cui il Parlamento si è precedentemente espresso, in molti casi anche grazie al contributo positivo dell'opposizione. La soppressione dell'articolo in esame comporterebbe, di fatto, la soppressione dell'intero disegno di legge. La Lega Nord esprimerà, pertanto, un voto contrario sull'emendamento Gambini 6.2 e invita l'Assemblea a fare altrettanto.
Devo altresì far notare che i decreti legislativi non saranno adottati senza il consenso delle regioni. Invito al riguardo i colleghi ad esaminare con attenzione il comma 1-quater dell'articolo 6, a norma del quale i decreti legislativi sono adottati «d'intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano» - e, dunque, non soltanto «sentita» tale Conferenza -, conformemente a quanto stabilito dalla Costituzione. Si prevede dunque la massima trasparenza e la massima concertazione nella realizzazione di un intervento di razionalizzazione che è necessario per favorire le esportazioni, che hanno bisogno di uno Stato amico e dell'efficienza della pubblica amministrazione. Se quest'ultima dovesse restare divisa e non coordinata, si determinerebbe una penalizzazione molto forte delle nostre aziende, di cui certamente non avvertiamo la necessità.
La Lega Nord chiede, pertanto, ai presentatori di ritirare l'emendamento in esame e, ove ciò non avvenisse, invita l'Assemblea a respingerlo.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Ruggeri. Ne ha facoltà.

RUGGERO RUGGERI. Signor Presidente, sottoscrivo l'emendamento Gambini 6.2 in esame, in quanto ritengo opportuna la soppressione dell'articolo 6.
Il comma 1-bis di tale articolo parla di «ridefinizione» degli enti operanti nel settore. Non vengono tuttavia definiti i criteri di tale ridefinizione.
Si conferisce una delega senza stabilire i principi! Anche la delega sul riassetto organizzativo degli enti si dice sia ispirata a principi di maggiore funzionalità: ma cosa vuol dire funzionalità? Mancano i principi cardine! Stabiliamo, ad esempio, i principi di riorganizzazione, di cooperazione tra i vari ministeri. E poi, di quali enti si tratta? Di tutti gli enti operanti nel commercio internazionale? Non vengono identificati gli enti! Nel comma 1-bis dell'articolo 6 ci si riferisce sia agli enti pubblici sia a quelli privati sia alle associazioni, cioè a tutti gli enti che operano nel settore dell'internazionalizzazione delle imprese? Manca una definizione, che mi sembra basilare visto che si tratta di riordinare tali enti.
Mi pare, quindi, che manchino proprio i principi fondamentali per conferire la delega! Io non sono contrario ad una delega; credo, comunque, che sarebbe più corretto riscriverla in modo più appropriato.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Gambini 6.2, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 355
Maggioranza 178
Hanno votato
sì 160
Hanno votato
no 195).

Prendo atto che i presentatori degli emendamenti Lulli 6.3 e Soro 6.4 non accedono all'invito al ritiro formulato dal Governo.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Lulli 6.3, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).


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Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 356
Votanti 355
Astenuti 1
Maggioranza 178
Hanno votato
sì 163
Hanno votato
no 192).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Soro 6.4, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 367
Maggioranza 184
Hanno votato
sì 170
Hanno votato
no 197).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Saia 6.5. Avverto che la Commissione bilancio si è nuovamente riunita ed ha revocato il parere contrario espresso in precedenza su tale emendamento. Il parere di tale Commissione, pertanto, è ora favorevole.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Saia 6.5, accettato dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 364
Votanti 222
Astenuti 142
Maggioranza 112
Hanno votato
sì 217
Hanno votato
no 5).

Prendo atto che i presentatori degli emendamenti Lulli 6.8, Gambini 6.6 e Lulli 6.7 non accedono all'invito al ritiro formulato dal Governo.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Lulli 6.8, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 368
Votanti 364
Astenuti 4
Maggioranza 183
Hanno votato
sì 167
Hanno votato
no 197).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Gambini 6.6, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 376
Maggioranza 189
Hanno votato
sì 167
Hanno votato
no 209).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Lulli 6.7, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 377
Maggioranza 189
Hanno votato
sì 169
Hanno votato
no 208).


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Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 6, nel testo emendato.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 377
Votanti 376
Astenuti 1
Maggioranza 189
Hanno votato
sì 214
Hanno votato
no 162).

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