Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 486 del 7/7/2004
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(Percorso seguito per l'emanazione delle linee guida recanti le indicazioni delle procedure e delle tecniche di procreazione medicalmente assistita - n. 3-03540)

PRESIDENTE. L'onorevole Zanotti ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-03540 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 2).

KATIA ZANOTTI. Signor Presidente, signor ministro, stiamo attentamente vigilando sull'applicazione della legge n. 40


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del 2004 sulla fecondazione assistita, legge che abbiamo giudicato sbagliata, ingiusta, inutilmente crudele ed illiberale.
Signor ministro Sirchia, le chiediamo che cosa sta succedendo a proposito della emanazione delle linee guida, che dovevano uscire - ricordo - entro tre mesi dall'entrata in vigore della legge.
Come è noto, la loro definizione è molto attesa dalle donne e dalle coppie, perché è l'unica possibilità, e forse l'unica speranza, per porre alcuni correttivi alle ingiustizie e agli errori di questa legge. Ne cito solo due: la revoca del consenso; l'obbligo all'impianto dei tre embrioni.
Abbiamo letto, signor ministro, dell'istituzione di una prima commissione in seno al Ministero della salute e di una seconda commissione in seno al Consiglio superiore di sanità, la quale dovrà esprimere il parere su quanto elaborato dalla prima.
Vorrei capire la procedura che si intende seguire; con riferimento all'assenza di trasparenza e persino alla gestione quasi privatistica di questo percorso.

PRESIDENTE. Il ministro della salute, professor Sirchia, ha facoltà di rispondere.

GIROLAMO SIRCHIA, Ministro della salute. Signor Presidente, con riferimento all'interrogazione in esame è necessario precisare che, al fine di dare attuazione all'articolo 7 della legge 19 febbraio 2004, n. 40, il Ministero della salute ha formalmente istituito con proprio decreto, in data 4 marzo 2004, una commissione di esperti che, avvalendosi dell'apporto tecnico-scientifico dell'Istituto superiore di sanità, potesse elaborare una proposta di linee guida sulle tecniche di procreazione medicalmente assistita.
Al termine dei lavori, la commissione ha formalizzato la relativa proposta, che è stata inoltrata al Consiglio superiore di sanità per il prescritto esame.
Al riguardo, non corrisponde alla realtà il fatto, citato dall'interrogante, dell'istituzione di un'ulteriore commissione di valutazione all'interno del Consiglio superiore di sanità.
Bisogna ricordare che il decreto ministeriale 6 agosto 2003, n. 342, relativo al regolamento concernente la composizione e l'ordinamento del Consiglio superiore di sanità, ne prevede l'articolazione in cinque sezioni. La proposta di linee guida in esame è stata assegnata alla sezione seconda, che ha ritenuto necessario, per una valutazione più approfondita, il coinvolgimento di altri componenti del Consiglio con competenze specifiche. Dopo un esame preliminare, la formulazione del parere è stata programmata per la seduta del 14 luglio prossimo venturo.
Per quanto riguarda il presunto ritardo nell'emanazione delle linee guida, si precisa che il termine fissato dall'articolo 7 della legge n. 40 del 2004 non è perentorio, ma ha natura ordinatoria. La mancata osservanza del termine suddetto appare giustificata dalla complessità della materia trattata e dalla molteplicità dei soggetti istituzionali coinvolti.
Si comunica, pertanto, che l'emanazione delle linee guida avverrà successivamente alla citata seduta della sezione seconda e, quindi, entro questo mese.

PRESIDENTE. L'onorevole Zanotti ha facoltà di replicare.

KATIA ZANOTTI. Signor ministro, avevamo inutilmente cercato l'atto di formalizzazione relativo alla prima commissione; ora, lei ci ha informati che essa è stata istituita con un decreto del 4 marzo.
Per quanto riguarda l'altra commissione, avevamo ottenuto la relativa informazione nell'ambito dello stesso Consiglio superiore di sanità. Negando la corrispondenza con la realtà di tale informazione, lei ha affermato che non esiste un piccolo gruppo di lavoro, una piccola commissione. Ci fa piacere apprenderlo.
Tuttavia, restano fermi i giudizi da noi espressi sulla legge n. 40 del 2004 e sul percorso che riguarda l'elaborazione delle linee guida: che si tratti di una legge sbagliata è confermato dal numero più consistente di coppie che si stanno recando all'estero, dall'ordinanza di un giudice di Catania che ha vietato la diagnosi preimpianto ad una donna portatrice di malattia genetica (a questo riguardo, ricordo


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l'indignazione suscitata da tale pronuncia nel paese) e dal caso deciso da un giudice di Cagliari che, per fortuna, ha autorizzato la riduzione embrionale a tutela della salute della donna interessata (ricordo il sollievo che, invece, ha suscitato questa ordinanza). Gli esempi citati dimostrano, appunto, che la legge in parola andrebbe radicalmente rifatta.
Le linee guida potrebbero apportare alcuni correttivi. Dalle anticipazioni diffuse dalla stampa - è l'unica cosa di cui disponiamo - ci sembra, però, che non sia così.
Intanto ci chiediamo quando saranno elaborate e rese note le linee guida. Lei, signor ministro, ha fatto riferimento alla fine di luglio: siamo già in ritardo, ma può essere un tempo accettabile. Quel che è certo è che ogni ulteriore dilazione rappresenterebbe un atto di arroganza e di mancanza di rispetto per quelle donne e quelle coppie che sono in ansiosa attesa.
Colgo l'occasione, signor ministro ...

PRESIDENTE. Onorevole Zanotti...

KATIA ZANOTTI. ... per chiederle che, non appena elaborate, le linee guida possano costituire oggetto di una valutazione da parte della competente Commissione della Camera.

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