![]() |
![]() |
![]() |
La seduta, sospesa alle 13, è ripresa alle 15.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento di interrogazioni a risposta
immediata, alle quali risponderanno il ministro della salute, il ministro per i rapporti con il Parlamento e il ministro del lavoro e delle politiche sociali.
PRESIDENTE. L'onorevole Bindi ha facoltà di
ROSY BINDI. Signor ministro, questa è l'intervista che lei ha rilasciato il 22 agosto dello scorso anno, mentre in Italia stavano morendo ottomila anziani in più dell'anno precedente. Lei affermava: «Abbiamo l'obbligo di intervenire in tempo. Il nuovo sistema partirà in inverno». La sua ordinanza - che non contiene un sistema ma solo misure minimali - è del 18 giugno di quest'anno.
PRESIDENTE. Il ministro della salute, professor Sirchia, ha facoltà di
GIROLAMO SIRCHIA, Ministro della salute. A seguito delle ondate di calore registrate in Italia nell'estate 2003, il Ministero della salute ha attivato dal settembre 2003, con la collaborazione dell'Istituto superiore di sanità e di altri esperti, un piano d'azione per affrontare il problema e limitare per quanto possibile il danno per un presumibile ripetersi del fenomeno nelle estati successive.
- sono disponibili sul sito del Ministero -, ed è stato potenziato il call center al numero di pubblica utilità 1500 per tutta l'Italia.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, faccio appello al rispetto dei tempi, considerata la dinamica del question time.
ROSY BINDI. Signor Presidente, credo che chi ha ascoltato le parole del ministro abbia capito che ci troviamo di fronte a misure minimali e ad una politica di annunci. Non siamo certamente di fronte ad una politica in grado di governare un problema complesso, una vera e propria emergenza, un problema serio nella vita del nostro paese e di tutte le società.
Nella stessa intervista affermava: «Non possiamo aspettare la telefonata del vecchietto che sta male, perché non arriverà mai. Bisogna rovesciare la logica». Ed infatti quest'anno ha istituito un numero verde.
Signor ministro, ci vuol dire, a parte il consiglio di portare gli anziani nei supermercati, quali sono le misure che il Governo ha adottato per l'emergenza anziani nel nostro paese?
Nel piano in questione è stato innanzitutto stimato il numero delle morti aggiuntive verificatesi in Italia e delle fasce di popolazione maggiormente colpite. La stima, effettuata con la collaborazione dei comuni, è risultata di oltre 7 mila morti aggiuntive, primariamente riferite alla categoria dei cosiddetti «anziani fragili», ossia quelle persone di età molto avanzata che presentano una o più patologie croniche invalidanti e che vivono sole e in condizioni socioeconomiche disagiate. Sono particolarmente le persone che vivono nelle grandi città che subiscono il danno maggiore, in quanto nelle grandi città le reti amicali e familiari sono più rade e si determina la cosiddetta «isola di calore», che riconosce nella scarsità del verde pubblico e nell'alta concentrazione abitativa le cause principali.
A seguito di questa prima azione, il ministero ha approntato, tramite la direzione generale della prevenzione, una sperimentazione in quattro grandi città (le più colpite dal fenomeno) che si basa su esperienze già precedentemente acquisite, sia all'estero che in Italia, e che vede come fondamentale per ridurre il danno un meccanismo di vigilanza attiva sulle persone più fragili, intesa come azione di operatori sociali che sistematicamente rilevano le condizioni di vita e di salute degli anziani fragili per riportarle a chi di dovere e ottenere i servizi relativi. Questa esperienza è stata con successo sperimentata a Milano, dove oggi operano in 50 postazioni i cosiddetti «custodi sociali», che replicano in parte la figura del buddy, l'amico di quartiere, sperimentata negli Stati Uniti, che prima di noi hanno dovuto affrontare il problema della ondate di calore.
La letteratura internazionale sull'argomento peraltro è concorde nel ritenere che proprio la sperimentazione, adattata a realtà locali fra loro molto diverse, sia l'elemento fondamentale che le istituzioni devono realizzare, così da valutare quali siano le pratiche migliori e trasferirle in modo da ottenere risultati efficaci.
In aggiunta a questa sperimentazione, finanziata con due milioni di euro, la direzione della prevenzione del Ministero della salute ha stilato le linee guida, che riprendono le raccomandazioni internazionali
Contemporaneamente, la Protezione civile ha realizzato un sistema di allerta rapido delle condizioni meteorologiche, come raccomandato dall'Organizzazione mondiale della sanità, che con l'anticipo di almeno due giorni mette in grado le istituzioni competenti di attivarsi per effettuare provvedimenti di emergenza, quale il trasferimento degli anziani in luoghi climatizzati nelle ore più calde della giornata, il sostegno degli anziani a domicilio, e così via. Tutti i luoghi climatizzati possono essere validi e l'uso dei centri commerciali è un'esperienza sperimentata con successo negli Stati Uniti.
Infine, il ministro ha emesso una ordinanza indirizzata alle istituzione locali e regionali, redatta in accordo con il Garante per la privacy e stimolata dalla richiesta di molti comuni circa la legittimità dell'acquisizione dei dati personali degli anziani, che le richiama alle loro responsabilità e che suggerisce che i passi da compiere sono l'identificazione delle persone a rischio e della loro abitazione, così da poterle assistere al bisogno, o presso il domicilio o trasferendoli, se del caso, in luoghi di assistenza più appropriati.
L'onorevole Bindi ha facoltà di
Il problema non è il caldo, ma è quello degli anziani. Il problema è quello dell'invecchiamento della popolazione, dei non autosufficienti, di una mancanza di politica strutturale che lo affronti seriamente.
Noi vorremmo che il Governo si convincesse che vi è una strada sola, la strada dell'istituzione di un Fondo per la non autosufficienza, che noi abbiamo proposto, e rispetto al quale, del resto, lo stesso ministro lo scorso anno ebbe a dire che sono necessarie misure serie, che si deve ricorrere ad una tassa di scopo perché vi siano finanziamenti adeguati per rafforzare il Fondo sanitario nazionale, al fine di mettere le regioni e gli enti locali nelle condizioni, non di avere qualche custode, non di poter far fare una telefonata ad un anziano, non di trasportare gli anziani nei centri commerciali, ma di effettuare trasferimenti adeguati di denaro alle famiglie, di realizzare reti di servizi e di superare lo stato di solitudine nel quale gli anziani e le famiglie si trovano, solitudine che porta alla privatizzazione delle risposte e, quindi, ad un onere economico per le famiglie ormai non più sostenibile.
Sappiamo, peraltro, non solo che queste misure non sono contemplate nel prossimo documento di programmazione economico-finanziaria, ma che è in arrivo una manovra che, oltre al caro tariffe e al caro casa, all'abbassamento della qualità del Servizio sanitario nazionale, al caro dei servizi sociali degli enti locali, produrrà ulteriori disagi alle famiglie e al nostro sistema di sicurezza sociale (Applausi dei deputati del gruppo della Margherita, DL-L'Ulivo e di Rifondazione comunista).


