Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 485 del 6/7/2004
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(Esame di un ordine del giorno - A.C. 4222)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'unico ordine del giorno presentato (vedi l'allegato A - A.C. 4222 sezione 6).
Qual è il parere del Governo sull'ordine del giorno Rosato n. 9/4222/1?

MARIO BACCINI, Sottosegretario di Stato per gli affari esteri. Signor Presidente, il Governo accoglierà come raccomandazione l'ordine del giorno Rosato n. 9/4222/1 se verrà espunta dal dispositivo l'espressione «entro i prossimi dodici mesi».

PRESIDENTE. Chiedo al presentatore se acceda alla riformulazione proposta dal Governo.

ETTORE ROSATO. Signor Presidente, una parte dei voti espressi in dissenso in quest'aula derivano anche da una certa problematica. Cercherò di interpretare sia le parole dei colleghi che più conosco sia il dibattito cui ho assistito in seno alla Commissione, quando abbiamo discusso in più occasioni di questo problema.
In questo ordine del giorno si richiama il Governo al rispetto di un patto con gli esuli, con coloro che sono titolari di beni, diritti ed interessi abbandonati nei territori della ex Iugoslavia. Si chiede al Governo il rispetto di un patto, cioè il pagamento degli indennizzi.
Considerato che nella legge finanziaria di quest'anno sono stati previsti anche 4 milioni di euro per velocizzare le pratiche, con l'ordine del giorno si chiede che i pagamenti vengano effettuati nei prossimi dodici mesi. Espungere dal testo questo riferimento significa privare di qualsiasi utilità questo documento!
Vorrei ricordare non le parole di esponenti del centrosinistra, ma le parole pronunciate dal presidente della federazione delle associazioni degli esuli, il presidente Guido Brazzoduro, il quale diceva che, nonostante le ripetute assicurazioni, anche


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da parte di questo Governo e del ministro Tremonti, le cose non sono andate nelladirezione auspicata ed oggi vengono liquidate cento pratiche al mese. Di questo passo ci vorranno altri otto anni per completare il pagamento degli indennizzi, che pure si riferiscono ad una legge del 2001!
Quindi vorrei dire al Governo che o l'ordine del giorno viene accettato così com'è oppure risulterà inutile. Se invece di dodici mesi ne servono diciotto, scriviamo diciotto, ma prevediamo un termine temporale, oppure non servirà a niente! Ordini del giorno accolti come raccomandazione, su questi temi, in altre forme, ne abbiamo già parecchi nei cassetti. Quindi, o questa volta si accoglie l'ordine del giorno in questa forma oppure risulterà inutile.

MARIO BACCINI, Sottosegretario di Stato per gli affari esteri. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MARIO BACCINI, Sottosegretario di Stato per gli affari esteri. Signor Presidente, il Governo non soltanto è sensibile alla questione sollevata relativa ai beni degli esuli e al negoziato con la Croazia, ma - come il presentatore dell'ordine del giorno ben saprà - l'incontro del ministro degli affari esteri con l'omologo croato, il 16 giugno scorso a Roma, ha consentito di concordare per la prima settimana di settembre la prossima sessione negoziale bilaterale sulla questione dei beni degli esuli italiani. Noi siamo d'accordo sull'ispirazione, sul principio, ma non vorremmo compromettere il negoziato. Accogliere questo ordine del giorno come raccomandazione, stabilendo anche un termine - può andar bene anche quello di dodici mesi - significa non togliere al ministro degli esteri la possibilità di un negoziato che, tra l'altro, è in corso.
Si tratta di un'operazione che la nostra diplomazia sta conducendo, siamo in una fase avanzata, a settembre è previsto un nuovo incontro: determinare già un percorso mi sembrerebbe inopportuno, soprattutto perché vogliamo risolvere il problema. Il Governo può accogliere come raccomandazione quest'ordine del giorno, consapevole che lui per primo è interessato a definire una soluzione per questo problema.

PRESIDENTE. Onorevole Rosato, insiste per la votazione del suo ordine del giorno?

ETTORE ROSATO. Signor Presidente, il rappresentante del Governo mi ha convinto a chiedere la votazione, in quanto le due cose non sono neanche connesse: i negoziati con la Croazia non sono connessi con il fatto di pagare quanto già stabilito dalla legge italiana. Chiedo, quindi, che l'ordine del giorno sia posto in votazione.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Buontempo. Ne ha facoltà.

TEODORO BUONTEMPO. Signor Presidente, intervengo solo per osservare che il Governo, durante il corso delle trattative, considerando l'esistenza di un indirizzo politico votato dal Parlamento, risulta più forte e non più debole.
Il collega che mi ha preceduto si è reso disponibile ad allungare il periodo dei dodici mesi qualora dovesse risultare un tempo troppo ristretto. Ma, dal momento in cui il Parlamento dà al Governo il supporto di un indirizzo politico, non si devono legare le mani al ministro degli esteri, bensì rafforzare la posizione di indirizzo, laddove il Governo cercherà di trovare nelle trattative il punto di sintesi.
Questo è il motivo per il quale io voterò a favore dell'ordine del giorno, che mi sembra di grande buonsenso e, oltretutto, utile al Governo.

MARIO BACCINI, Sottosegretario di Stato per gli affari esteri. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MARIO BACCINI, Sottosegretario di Stato per gli affari esteri. Signor Presidente,


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onorevole Buontempo, il Governo si è dichiarato disponibile ad accogliere questo ordine del giorno come raccomandazione. La raccomandazione politica esprime un indirizzo molto forte.
Prendo comunque atto delle considerazioni svolte dai colleghi e mi rimetto all'Assemblea.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Rosato n. 9/4222/1, sul quale il Governo si rimette all'Assemblea.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni - Applausi dei deputati dei gruppi della Margherita, DL-L'Ulivo e dei Democratici di sinistra-L'Ulivo).
(Presenti 429
Votanti 405
Astenuti 24
Maggioranza 203
Hanno votato
sì 223
Hanno votato
no 182).

È così esaurita la trattazione dell'unico ordine del giorno presentato.

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