Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 485 del 6/7/2004
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(Stato dei lavori del comitato dell'Unione europea sui revisori contabili - n. 3-02835)

PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per la giustizia, onorevole Valentino, ha facoltà di rispondere all'interrogazione Delmastro Delle Vedove n. 3-02835 (vedi l'allegato A - Interpellanza ed interrogazioni sezione 6).

GIUSEPPE VALENTINO, Sottosegretario di Stato per la giustizia. Signor Presidente, in merito all'interrogazione n. 3-02835 dell'onorevole Delmastro Delle Vedove, si comunica che in data 7 aprile 2004 sono iniziati i lavori presso il Consiglio dell'Unione europea finalizzati all'ammodernamento delle direttive in tema di revisori contabili.
Al tavolo di lavoro partecipano un rappresentante dell'Ufficio legislativo del Ministero della giustizia, uno del Dipartimento del tesoro presso il Ministero dell'economia e delle finanze e un rappresentante dell'Ufficio legislativo del Dipartimento delle politiche comunitarie della Presidenza del Consiglio dei ministri, oltre ad un rappresentante della Consob.
Lo schema di direttiva prevede un sistema di controllo dell'indipendenza e della professionalità dei revisori contabili, affiancato da un sistema di supervisione della complessiva efficienza del sistema delle certificazioni dei bilanci, affidato ad uno o più autorità statali. L'obiettivo è quello di introdurre un sistema di mutuo riconoscimento delle società e dei soggetti incaricati della revisione contabile all'interno dell'Unione, basato sull'elaborazione di principi di revisione contabile armonizzati ed in linea con gli standard americani (IFAC).
Naturalmente, è auspicabile che gli organismi cui sopra si è fatto cenno abbiano una reale e penetrante funzione ricognitoria rispetto alle complesse realtà imprenditoriali sottoposte al loro controllo, e ciò al fine di evitare il ripetersi di clamorose patologie come quelle che negli ultimi tempi hanno afflitto grandi gruppi industriali, anche nel nostro paese.

PRESIDENTE. L'onorevole Delmastro Delle Vedove ha facoltà di replicare.

SANDRO DELMASTRO DELLE VEDOVE. Onorevole sottosegretario, l'ultima parte della risposta che lei ha fornito appare certamente la più importante e significativa. È infatti chiaro che l'attualità dell'argomento deriva dai disastri immani che nel mondo capitalistico talune holding hanno provocato, con gravissimi danni soprattutto al mondo del risparmio. Dalla clamorosa vicenda della Enron fino alle incredibili vicende di casa nostra, con le follie societarie di Parmalat e Cirio, è apparso evidente che complessivamente il sistema dei controlli ha mostrato tutta la sua inaffidabilità.
Gli operatori finanziari ed imprenditoriali hanno l'ovvia necessità di considerare attendibili i bilanci delle società quotate sui mercati internazionali. Il negoziato in corso per addivenire ad una normativa europea comune sui revisori contabili tende ad evitare il ripetersi di episodi di delinquenza societaria che hanno potuto prosperare in quanto i bilanci falsi erano considerati veri, proprio in ragione della credibilità di cui, immeritatamente, godeva l'intero sistema dei controlli.
La conseguenza è stata, e non poteva non essere, una fuga del mondo del risparmio dalla Borsa, che ha ovviamente provocato la rarefazione del finanziamento alle imprese. Dunque, i lavori del Comitato dell'Unione europea sui revisori contabili assumono una rilevanza assoluta per riavviare il processo di riavvicinamento del risparmio privato al mondo delle grandi società.
Dichiarandomi soddisfatto della risposta, ritengo comunque di dover sollecitare il Governo a seguire con grande attenzione i lavori del Comitato europeo, atteso che dalla qualità della normativa che ne sortirà dipende la solidità di un sistema economico di grandi imprese, il cui sviluppo


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dipende in larga parte proprio dalla capacità di attrarre risorse finanziarie dai risparmiatori privati.

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